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Norme sui Consigli degli ordini e collegi e sulle Commissioni interne ...

Norme sui Consigli degli ordini e collegi e sulle Commissioni interne professionali.

Decreto Legislativo Luogotenenziale 23 novembre 1944, n. 382 (in Gazz.
Uff., serie speciale, 23 dicembre 1944, n. 98).

Norme sui Consigli
degli ordini e collegi e sulle Commissioni interne
professionali.

Capo I.

Del Consiglio degli ordini e collegi
professionali.

Art. 1

Le funzioni relative alla custodia dellíalbo
e quelle disciplinari per le professioni di ingegnere, di architetto,
di chimico, di professionista in economia e commercio, di attuario, di
agronomo, di ragioniere, di geometra, di perito agrario e di perito
industriale sono devolute per ciascuna professione ad un Consiglio
dellíordine o collegio, a termini dellíart. 1 del Regio decreto-legge
24 gennaio 1924, n. 103. Il Consiglio è formato: cinque componenti, se
gli iscritti nellíalbo non superano i cento; di sette se superano i
cento, e non i cinquecento; di nove, che superano i cinquecento, ma
non i millecinquecento; di quindici, se superano i
millecinquecento.

Art. 2

I componenti del Consiglio sono eletti
dallíassemblea degli iscritti nellíalbo a maggioranza assoluta di voti
segreti per mezzo di schede contenenti un numero di nomi uguale a
quello dei componenti da eleggersi.

Ciascun Consiglio elegge nel
proprio seno un presidente, un segretario e un tesoriere. Il
presidente ha la rappresentanza dellíordine o collegio di cui convoca
e presiede líassemblea. Il presidente deve in ogni modo convocare
líassemblea quando ne viene richiesto dalla maggioranza dei componenti
del Consiglio ovvero da un quarto del numero degli iscritti.

I
componenti del Consiglio restano in carica due anni.

Art.
3

Líassemblea per líelezione del Consiglio deve essere convocata nei
quindici giorni precedenti a quello in cui esso scade. La convocazione
si effettua mediante avviso spedito per posta almeno dieci giorni
prima a tutti gli iscritti.

Ove il numero degli iscritti superi i
cinquecento, può tenere luogo dellíavviso spedito per posta, la
notizia della convocazione pubblicata almeno in un giornale per due
volte consecutive.

Líavviso e la notizia di cui ai commi precedenti
contengono líindicazione dellíoggetto dellíadunanza e stabiliscono il
luogo, il giorno e líora dellíadunanza stessa in prima convocazione
ed, occorrendo, in seconda, nonché il luogo, il giorno e líora per
líeventuale votazione di ballottaggio.

Líassemblea è valida in prima
convocazione se interviene una metà almeno degli iscritti, ed in
seconda convocazione, che deve aver luogo almeno tre giorni dopo la
prima, se interviene almeno un quarto degli iscritti medesimi.

Art.
4

Nellíassemblea per líelezione del Consiglio, uníora dopo terminato
il primo appello, si procede ad una seconda chiamata di quelli che non
risposero alla prima, affinché diano il voto. Eseguita questa
operazione, il presidente dichiara chiusa la votazione ed assistito da
due scrutatori da lui scelti tra i presenti procede immediatamente e
pubblicamente allo scrutinio.

Compiuto lo scrutinio, ne proclama il
risultato e ne dà subito comunicazione al Ministro per la grazia e
giustizia.

Art. 5

Quando tutti o in parte dei candidati non
conseguono la maggioranza assoluta dei voti, il presidente dichiara
nuovamente convocata líassemblea per la votazione di ballottaggio per
coloro che non hanno conseguito tale maggioranza.

In caso di parità
di voti è preferito il candidato più anziano per iscrizione nellíalbo
e, tra coloro che abbiano uguale anzianità díiscrizione, il maggiore
di età.

Art. 6

Contro i risultati dellíelezione ciascun
professionista iscritto nellíalbo può proporre reclamo alla
Commissione centrale entro dieci giorni dalla proclamazione.

Art.
7

Il Consiglio provvede allíamministrazione dei beni spettanti
allíordine o collegio e propone allíapprovazione dellíassemblea il
conto consuntivo ed il bilancio preventivo.

Il Consiglio può, entro i
limiti strettamente necessari a coprire le spese dellíordine o
collegio, stabilire una tassa annuale, una tassa per líiscrizione nel
registro dei praticanti e per líiscrizione nellíalbo, nonché una tassa
per il rilascio di certificati e dei pareri per la liquidazione degli
onorari.

Ferma rimanendo líefficacia delle norme che impongono
contributi a favore di enti previdenziali di categoria, nessun
pagamento, oltre quelli previsti da questo decreto, può essere imposto
o riscosso per líesercizio della professione a carico degli iscritti
allíalbo.

Art. 8

Il Consiglio può essere sciolto quando non sia in
grado di funzionare regolarmente.

In caso di scioglimento le funzioni
del Consiglio sono affidate ad un commissario straordinario fino alla
nomina del nuovo Consiglio, che deve avere luogo entro novanta giorni
dallo scioglimento del precedente.

Lo scioglimento del Consiglio e la
nomina del commissario sono disposti con decreto del Ministro per la
grazia e giustizia, sentito il parere della Commissione centrale.

Il
commissario ha la facoltà di nominare un comitato di non meno di due e
non più di sei componenti da scegliersi fra gli iscritti nellíalbo,
che lo coadiuva nellíesercizio delle funzioni predette.

Cfr. legge
03.08.1949 n. 536

Art. 9

Le disposizioni di cui allíarticolo
precedente circa la nomina del commissario e del comitato si applicano
anche quando per qualsiasi motivo non si sia addivenuto alla elezione
del Consiglio.

Capo II.

Delle Commissioni centrali.

Art. 10

Le
Commissioni centrali per le professioni indicate dallíart. 1 sono
costituite presso il Ministero di grazia e giustizia e sono formate di
undici componenti eletti dai Consigli della rispettiva
professione.

La Commissione centrale è formata di un numero di
componenti pari a quello dei Consigli quando il numero dei Consigli
stessi è inferiore a undici.

Art. 11

Nelle elezioni prevedute
dal presente capo síintende eletto il candidato che ha riportato un
maggior numero di voti. A ciascun Consiglio spetta un voto per ogni
cento iscritti o frazione di cento fino a duecento iscritti, ed un
voto ogni duecento iscritti fino a seicento iscritti, ed un voto ogni
trecento iscritti da seicento iscritti ed oltre.

In caso di parità di
voti si applica la disposizione dellíart. 5, comma secondo.

Ogni
Consiglio comunica il risultato della votazione ad una Commissione
nominata dal Ministro per la grazia e giustizia composta di cinque
professionisti che, verificata líosservanza delle norme di legge,
accerta il risultato complessivo della votazione e ne ordina la
pubblicazione con proclamazione degli eletti nel bollettino del
Ministero.

Art. 12

Quando gli iscritti appartengono ad unico albo
con carattere nazionale, la Commissione centrale è eletta
dallíassemblea ed è formata di nove componenti.

Per líelezione si
osservano, in quanto applicabili, le disposizioni relative
allíelezione del Consiglio.

Art. 13

I Consigli devono essere
convocati per le elezioni nei quindici giorni precedenti a quello in
cui scade la Commissione centrale.

Non si può fare parte
contemporaneamente di un Consiglio e della Commissione centrale.

In
mancanza di opzione nei dieci giorni successivi allíelezione si
presume la rinunzia allíufficio di componente del Consiglio.

I
componenti delle Commissioni centrali restano in carica tre
anni.

Art. 14

I componenti delle Commissioni centrali eleggono nel
proprio seno il presidente, il vice-presidente ed il segretario.

Le
Commissioni predette esercitano le attribuzioni stabilite dagli
ordinamenti professionali vigenti ed inoltre danno parere sui progetti
di legge e di regolamento che riguardano le rispettive professioni e
sulla loro interpretazione, quando ne sono richiesti dal Ministro per
la grazia e giustizia. Determinano inoltre la misura del contributo da
corrispondersi annualmente dagli iscritti nellíalbo per le spese del
proprio funzionamento.

Capo III.

Disposizioni comuni.

Art. 15

I
componenti del Consiglio o della Commissione centrale devono essere
iscritti nellíalbo. Essi possono essere rieletti.

Fino
allíinsediamento del nuovo Consiglio e della nuova Commissione, rimane
in carica il Consiglio o la Commissione uscente.

Alla sostituzione
dei componenti deceduti o dimissionari o che rimangono assenti dalle
sedute per un periodo di oltre sei mesi consecutivi si procede
mediante elezioni suppletive. Quelle riguardanti la Commissione
centrale si svolgono nei Consigli che non hanno alcun componente nella
Commissione stessa.

Il componente eletto a norma del comma precedente
rimane in carica fino alla scadenza del Consiglio o della Commissione
centrale.

Art. 16

Per la validità delle sedute del Consiglio o
della Commissione centrale occorre la presenza della maggioranza dei
componenti.

In caso di assenza del presidente del Consiglio, del
presidente e del vice-presidente della Commissione centrale, ne
esercita le funzioni il consigliere più anziano per iscrizione
allíalbo.

Art. 17

Per líadempimento delle funzioni indicate
nellíart. 1 si osservano le norme dei rispettivi ordinamenti
professionali. Il Consiglio e la Commissione centrale esercitano le
altre funzioni prevedute dai predetti ordinamenti che continuano ad
applicarsi in quanto compatibili con le norme di questo
decreto.

Capo IV.

Disposizioni speciali per le professioni di
avvocato e di procuratore.

(Omissis)

Capo V.

Disposizioni
finali.

Art. 23

Nella prima attuazione di questo decreto
líassemblea per la nomina dei componenti del Consiglio è convocata per
ciascun ordine o collegio nella città in cui è costituito líalbo, per
la quarta domenica di gennaio 1945 ed in seconda convocazione per la
domenica successiva.

Nei territori che allíentrata in vigore di
questo decreto non si trovano sotto líamministrazione del Governo
italiano líassemblea è convocata per la prima domenica del secondo
mese successivo a quello in cui il decreto stesso si rende applicabile
nei predetti territori, ed in seconda convocazione la domenica
seguente.

La pre…

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