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Direttiva per la disciplina delle modalità di iscrizione e di svolgim...

Direttiva per la disciplina delle modalità di iscrizione e di svolgimento del praticantato, nonché sulla tenuta dei relativi registri.

Delibera del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali, 24 maggio
1990, resa ai sensi dellíart. 2, co. 5, della legge 2 febbraio 1990,
n. 17 aggiornata e modificata con delibera del 2 febbraio 1996 n.
122/18.

Direttiva per la disciplina delle modalità di iscrizione e di
svolgimento del praticantato, nonché sulla tenuta dei relativi
registri.

Art. 1

Nozioni e finalità del praticantato.

1. Il
praticantato è líistituto in forza del quale il Perito Industriale
libero professionista e gli altri liberi professionisti di cui
allíart. 2, comma 3.d) della legge 2 febbraio 1990, n. 17 ammettono il
praticante a frequentare il proprio studio.

2. Il periodo di
praticantato deve consentire líacquisizione della pratica
professionale inerente la propria specializzazione e idonea a
sostenere líesame di Stato previsto dallíart. 2, comma 2, della legge
n. 17 / 1990.

3. Allíesame di Stato abilitante allíesercizio della
libera professione possono partecipare anche coloro che dimostrino di
essere in possesso dei requisiti indicati allíart. 2, commi 3.a) –
3.b) – 3.c) della legge 17/1990.

4. Il possesso dei requisiti di cui
al precedente comma è da considerarsi equivalente a tutti gli effetti
al praticantato.

5. Tutti gli aspiranti allíesame di Stato dovranno
essere iscritti nel Registro dei Praticanti.

6. Solo per coloro che
intendono effettuare il praticantato secondo le modalità di cui
allíart. 2 n. 3 lett. d) della L.17/90 il praticantato stesso decorre
dal momento della regolare presentazione della domanda di iscrizione
nel Registro Praticanti.

7. Il Consiglio provinciale deve provvedere
alla delibera di iscrizione nel Registro Praticanti entro sessanta
giorni dalla presentazione della domanda.

Art. 2

Durata del
praticantato

La durata del praticantato e delle forme equivalenti
sono indicati allíart. 2, comma 3 della legge n. 17/1990.

Art.
3

Obblighi del praticante e del professionista

1. Il praticante deve
eseguire diligentemente le disposizioni del professionista garantendo
la massima riservatezza sulle notizie comunque acquisite, ed è tenuto
allíosservanza delle norme di etica professionale propria dei liberi
professionisti.

2. Il praticantato, per sua natura e finalità,
esclude ogni rapporto di lavoro subordinato fra le parti.

3. Ogni
professionista singolo od associato non potrà ammettere
contemporaneamente più di due praticanti presso il proprio studio.

4.
Il professionista deve impegnarsi allíistruzione del praticante ed a
produrre le dichiarazioni previste dalla presente direttiva.

Art.
4

Titolo di studio

1. Per líiscrizione nel Registro dei Praticanti è
necessario il possesso del diploma di Maturità Tecnica Industriale
conseguita presso un Istituto Tecnico Statale o presso un Istituto
Tecnico legalmente riconosciuto.

Art. 5

Registro dei Praticanti

1.
Ciascun Consiglio provinciale dei Periti Industriali provvede ad
istituire il Registro dei Praticanti nel quale devono essere iscritti
coloro che, muniti del titolo di studio di cui allíart. 4 della
presente direttiva, intendono svolgere la pratica professionale.

2.
Nello stesso registro saranno iscritti coloro i quali possono
dimostrare, con adeguata documentazione, di essere in possesso dei
requisiti indicati allíart. 2, comma 3.a) – 3.b) – 3.c) della legge n.
17 / 1990 e intendono essere ammessi agli esami di Stato per
líabilitazione allíesercizio della libera professione.

3. Dal
Registro dei Praticanti dovrà risultare per ogni iscritto:

ó il
numero díordine attribuito al praticante, il suo cognome e nome, luogo
e data di nascita, residenza, data di conseguimento del diploma,
specializzazione, numero di codice fiscale;

ó data di decorrenza
dellíiscrizione;

ó dati anagrafici del professionista, con almeno
cinque anni di iscrizione nellíAlbo Professionale, presso il quale si
svolge il praticantato, Albo di appartenenza, numero di iscrizione,
numero di codice fiscale, numero di partita I.V.A. ed indirizzo dello
studio, ovvero tutti i dati dimostranti líavvenuta effettuazione di
attività equivalente ed alternativa al praticantato, ai sensi
dellíart. 2, commi 3.a) – 3.b) – 3.c) della legge n. 17 / 1990;

ó
data di presentazione delle relazioni semestrali;

ó eventuali
provvedimenti di sospensione della pratica;

ó data di compimento del
biennio di effettivo praticantato;

ó data del rilascio del
certificato di compiuta pratica;

ó ogni altro fatto modificativo
riguardante il praticante e lo svolgimento della pratica;

ó data
della cancellazione con relativa motivazione.

4. Il Registro, tenuto
presso la Segreteria del Collegio, deve essere numerato e vidimato in
ogni foglio dal Presidente del Collegio.

5. La pratica deve essere
effettuata presso un perito industriale, ingegnere o altro
professionista di cui allíart. 2, comma 3.d) e comma 4 della legge n.
17 / 1990 che eserciti líattività nel settore della specializzazione
relativa al diploma del praticante, iscritti nei rispettivi albi
professionali da almeno un quinquennio. Sono considerati altri
Professionisti in settori affini, ai soli fini di quanto previsto dal
comma 4 dellíart. 2 della citata legge n. 17 / 1990, quelli delle
professioni di seguito elencate, purché esercitanti attività nel
settore della specializzazione relativa al diploma del praticante:

a)
per la specializzazione Chimica Conciaria: Dottore in Chimica e
Biologo;

b) per la specializzazione Chimica Industriale: Dottore in
Chimica e Biologo;

c) per la specializzazione Industria Tintoria:
Dottore in Chimica;

d) per la specializzazione Edilizia: Architetto e
Geometra;

e) per la specializzazione Industria Mineraria:
Geologo.

6. Líiscritto nellíalbo professionale il quale, dopo
líentrata in vigore del d. l. 15 febbraio 1969, n. 9, convertito, con
modificazioni, dalla legge 5 aprile 1969, n. 119, abbia conseguito un
secondo diploma di maturità tecnica industriale in una
specializzazione diversa da quella iniziale, se intende ottenere
líiscrizione nellíalbo professionale anche per questa seconda
specializzazione, deve iscriversi nel Registro dei Praticanti per poi
sostenere gli esami di Stato per líabilitazione allíesercizio della
libera professione, senza la necessità di sottoporsi alla procedura
del praticantato ovvero ad una delle altre forme di attività
equivalenti.

Art. 6

Iscrizione nel registro dei praticanti

1.
Líiscrizione nel Registro dei praticanti si ottiene a seguito di
istanza, redatta in carta legale e rivolta al Consiglio provinciale di
residenza del richiedente e, ove non esista, al Consiglio provinciale
viciniore.

2. Nella domanda il richiedente deve dichiarare di
effettuare la pratica professionale a tempo pieno, di non svolgere
praticantato per altre specializzazioni e / o altre attività
professionali, ovvero di aver acquisito uno dei tre requisiti
equivalenti ed alternativi al praticantato (art. 2-3 a), b), c) Legge
17/1990).

3. La domanda deve essere corredata dai seguenti
documenti:

a) certificato di nascita;

b) certificato di residenza
anagrafica;

c) certificato di cittadinanza;

d) certificato generale
del Casellario Giudiziario di data non anteriore a tre mesi dalla
presentazione;

e) originale o copia autenticata del titolo di
studio;

f) dichiarazione del professionista di cui allíart. 2, comma
3.d) e comma 4 della legge n. 17 / 1990, di aver ammesso il
richiedente a frequentare il proprio studio per lo svolgimento della
pratica. Il professionista deve precisare quanti praticanti
frequentano il proprio studio;

g) ricevuta del versamento della tassa
di iscrizione nel Registro dei Praticanti nella misura determinata dal
Consiglio provinciale ai sensi dellíart. 7, secondo comma del d. lgs.
lgt. 23 novembre 1944, n. 382, secondo quanto indicato allíart. 17
della presente direttiva;

h) due fotografie formato tessera firmate
dal richiedente.

4. Coloro che hanno i requisiti stabiliti
nellíart.2.3 alle lettere a), b) e c) della L. 17/1990 possono, in
qualsiasi momento, iscriversi nel Registro dei Praticanti, ma
líiscrizione deve avvenire sempre prima del tempo utile per la
presentazione delle domande díammissione agli esami, senza ottemperare
alle altre formalità relative alle certificazioni semestrali, purchè
líattività tecnica subordinata di cui alla lettera a) sia stata svolta
per un periodo di tempo non inferiore ai 3 anni.

5. I documenti di
cui alle lettere a), b), c), d), e) devono essere in regola con le
disposizioni che disciplinano líimposta di bollo. I dati di cui alle
lettere a), b), c), se non vengono acclarati con la presentazione di
altrettanti certificati in bollo, devono essere trascritti in calce
alla domanda dal Presidente o dal Segretario del Collegio rilevandoli
da un documento personale valido munito di fotografia rilasciato da
una pubblica autorità, ammonendo líinteressato sulla responsabilità
penale cui può andare incontro in caso di dichiarazione mendace. I
dati di cui alle lettere a), b), c), così rilevati sono definitivi e
non sono soggetti alla sostituzione con altrettanti certificati in
bollo. I documenti di cui alle lettere a), b) c) possono essere
sostituiti con una dichiarazione sostitutiva dellíatto di notorietà di
cui allíart. 4, Legge 4 gennaio 1968, n. 15.

6. La domanda,
sottoscritta dal richiedente, deve elencare i documenti allegati e
contenere líesplicita dichiarazione attestante la conoscenza e
líaccettazione della presente direttiva, líimpegno alla sua osservanza
e a dare comunicazione delle eventuali sopravvenute variazioni entro
30 giorni dal verificarsi delle stesse.

7. Al momento della ricezione
della domanda di iscrizione il Consiglio provinciale deve apporre
sulla stessa timbro e data di ricevimento.

8. Al praticante deve
essere rilasciata ricevuta di presentazione se la domanda è consegnata
direttamente al Consiglio provinciale. Per le domande inoltrate
tramite líAmministrazione Postale avrà valor…

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