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Regolamento per la professione di perito industriale....

Regolamento per la professione di perito industriale.

Regio decreto 11 febbraio 1929, n. 275 (in Gazz. Uff., 18 marzo, n.
65)

Regolamento per la professione di perito industriale

Art. 1

Il
titolo di perito industriale spetta a coloro, che abbiano conseguito
il diploma di perito industriale in un regio istituto industriale del
regno (ex – regio istituto di terzo grado), oppure nelle sezioni
d’istituto industriale presso le regie scuole industriali o nelle ex –
sezioni industriali di regi istituti tecnici, ovvero in altri
istituti, i cui diplomi, in quest’ultimo caso, dal ministero
competente siano riconosciuti equipollenti a quelli rilasciati dai
regi istituti o dalle regie scuole predette.

Art. 2

Presso ogni
locale associazione sindacale dei periti industriali legalmente
riconosciuta è costituito l’albo dei periti industriali, in cui sono
iscritti coloro che, trovandosi nelle condizioni stabilite dal
presente regolamento, abbiano la residenza entro la circoscrizione
dell’associazione medesima.

Per ogni iscritto sarà indicato,
nell’albo, per quali rami di attività professionale l’iscrizione ha
luogo.

Art. 3

La tenuta dell’albo e la disciplina degli iscritti
sono affidate, a termini dell’art. 12 del regio decreto 1ƒ luglio
1926, n. 1130, alle associazioni sindacali legalmente riconosciute, le
quali vi attendono a mezzo di un comitato, composto di cinque membri,
se il numero degli iscritti nell’albo non supera 200, e di sette
membri negli altri casi. Fanno parte del comitato anche due membri
supplenti, che sostituiscono gli effettivi, in caso di assenza o di
impedimento.

I componenti del comitato devono essere iscritti
nell’albo professionale. Essi sono nominati con decreto del ministro
per la giustizia e gli affari di culto fra coloro che la competente
associazione sindacale designerà in numero doppio; durano in carica
due anni e, scaduto il biennio, possono essere riconfermati.

Il
comitato elegge nel suo seno il presidente e il segretario; decide a
maggioranza, e, in caso di parità di voti, prevale quello del
presidente.

Art. 4

Per essere iscritto nell’albo dei periti
industriali è necessario:

a) essere cittadino italiano o cittadino di
uno Stato avente trattamento di reciprocità con l’Italia;

b) godere
dei diritti civili e non aver riportato condanna alla reclusione o
alla detenzione per tempo superiore ai cinque anni, salvo che sia
intervenuta la riabilitazione a termini del codice di procedura
penale; (1)

c) aver conseguito uno dei diplomi indicati nell’art.
1.

In nessun caso possono essere iscritti nell’albo, e, qualora vi si
trovino iscritti, debbono essere cancellati, coloro che abbiano svolto
una pubblica attività in contraddizione con gli interessi della
nazione.

Art. 5

La domanda per l’iscrizione è diretta al comitato
presso l’associazione sindacale nella cui circoscrizione líaspirante
risiede; è redatta in carta da bollo ed accompagnata dai documenti
seguenti:

1ƒ atto di nascita;

2ƒ certificato di
residenza;

3ƒ certificato generale del casellario giudiziale di
data non anteriore di tre mesi alla presentazione della domanda;

4ƒ certificato di cittadinanza italiana o certificato di
cittadinanza dello Stato avente trattamento di reciprocità con
l’Italia;

5ƒ diploma rilasciato da uno degli istituti
d’istruzione indicati nell’art. 1.

Art. 6

Nessuno può essere
iscritto contemporaneamente in più di un albo; ma è consentito il
trasferimento da un albo all’altro, contemporaneamente alla
cancellazione dell’iscrizione precedente.

Art. 7

Gli impiegati
dello Stato e delle altre amministrazioni, ai quali, secondo gli
ordinamenti loro applicabili, sia vietato l’esercizio della libera
professione, non possono essere iscritti all’albo; ma, in quanto sia
consentito, a norma degli ordinamenti medesimi, il conferimento di
speciali incarichi, questi potranno essere affidati, pure non essendo
essi iscritti nell’albo.

I suddetti impiegati, ai quali sia invece
consentito l’esercizio della professione, possono essere iscritti
nell’albo; ma sono soggetti alla disciplina del comitato soltanto per
ciò che riguarda il libero esercizio. In nessun caso l’iscrizione
nell’albo può costituire titolo per quanto concerne la loro
carriera.

Art. 8

L’albo, stampato a cura del comitato, deve
essere comunicato alle cancellerie della corte d’appello e dei
tribunali della circoscrizione a cui l’albo stesso si riferisce, al
pubblico ministero presso le autorità giudiziarie suddette, ai
consigli provinciali dell’economia nella circoscrizione medesima e
alla segreteria della commissione centrale, di cui allíart. 15.

Agli
uffici, a cui deve trasmettersi l’albo, a termini del precedente
comma, sono comunicati altresì i provvedimenti individuali di
iscrizione e cancellazione dall’albo, nonché di sospensione
dall’esercizio della professione.

Art. 9

Il comitato rilascia ad
ogni iscritto apposita attestazione.

L’iscrizione in un albo ha
effetto per tutto il territorio del regno.

Art. 10

La cancellazione
dall’albo, oltre che per motivi disciplinari, giusta l’articolo
seguente, è pronunciata dal comitato, su domanda o in richiesta del
procuratore del re, nei casi:

a) di perdita della cittadinanza o del
godimento dei diritti civili;

b) di trasferimento dell’iscritto in un
altro albo.

Art. 11

Le pene disciplinari che il comitato può
applicare, per gli abusi e le mancanze che gli iscritti abbiano
commesso nell’esercizio della professione, sono:

a)
l’avvertimento;

b) la censura;

c) la sospensione dell’esercizio
professionale per un tempo non maggiore di sei mesi;

d) la
cancellazione dall’albo.

L’avvertimento è dato con lettera
raccomandata a firma del presidente del comitato.

La censura, la
sospensione e la cancellazione sono notificate al colpevole per mezzo
di ufficiale giudiziario.

Il comitato deve comunicare
all’associazione sindacale i provvedimenti disciplinari presi contro i
professionisti, che facciano parte anche della detta associazione, e
questa deve comunicare al comitato i provvedimenti adottati contro
coloro che siano anche iscritti nell’albo.

Art. 12

L’istruttoria,
che precede il giudizio disciplinare, può essere promossa dal comitato
su domanda di parte, o su richiesta del pubblico ministero, ovvero
d’ufficio, in seguito a deliberazione del comitato, ad iniziativa di
uno o più membri.

Il presidente del comitato, verificati
sommariamente i fatti, raccoglie le opportune informazioni e, dopo di
avere inteso l’incolpato, riferisce al comitato, il quale decide se vi
sia luogo a procedimento disciplinare.

In caso affermativo, il
presidente nomina il relatore, fissa la data della seduta per la
discussione e ne informa almeno dieci giorni prima l’incolpato,
affinché possa presentare le sue giustificazioni sia personalmente,
sia per mezzo di documenti.

Nel giorno fissato il comitato, sentiti
il rapporto del relatore e la difesa dell’incolpato, adotta le proprie
decisioni.

Ove l’incolpato non si presenti o non faccia pervenire
documenti a sua discolpa, né giustifichi un legittimo impedimento, si
procede in sua assenza.

Art. 13

Nel caso di condanna alla
reclusione o alla detenzione, il comitato, secondo le circostanze, può
eseguire la cancellazione dall’albo o pronunciare la sospensione.
Quest’ultima ha sempre luogo ove sia stato rilasciato mandato di
cattura e fino alla sua revoca.

Qualora si tratti di condanna, che
impedirebbe l’iscrizione, è sempre ordinata la cancellazione
dall’albo.

Art. 14

Colui che è stato cancellato dall’albo può a sua
richiesta essere riammesso, quando siano cessate le ragioni che hanno
motivato la sua cancellazione.

Se la cancellazione è avvenuta a
seguito di condanna penale, la domanda di nuova iscrizione non può
essere fatta che quando siasi ottenuta la riabilitazione, giusta le
norme del codice di procedura penale.

Se la cancellazione è avvenuta
in seguito a giudizio disciplinare per causa diversa da quella
indicata nel comma precedente, l’iscrizione può essere chiesta quando
siano decorsi due anni dalla cancellazione dall’albo.

Se la domanda
non è accolta, l’interessato può ricorrere in conformità dell’articolo
seguente.

Art. 15

Le decisioni del comitato, in ordine
all’iscrizione e alla cancellazione dall’albo, nonché ai giudizi
disciplinari, sono notificate agli interessati, mediante lettera
raccomandata con ricevuta di ritorno, salva la disposizione dell’art.
11, comma terzo, per quanto concerne la notificazione di decisioni,
che pronunciano i provvedimenti disciplinari ivi indicati.

Contro le
decisioni anzidette, entro 30 giorni dalla notificazione, è dato
ricorso, tanto all’interessato quanto al procuratore del re, alla
commissione centrale per gli ingegneri e gli architetti, di cui
all’art. 14 del regolamento approvato con regio decreto 23 ottobre
1925, n. 2537, e all’art. 4 del regio decreto 27 ottobre 1927, n.
2145. Però, quando la commissione decide su questi ricorsi, i quattro
membri ingegneri e i due membri architetti, nominati su designazione
del sindacato nazionale degli ingegneri e, rispettivamente, del
sindacato nazionale degli architetti, sono sostituiti da sei membri
nominati fra coloro che saranno designati in numero doppio dal
direttorio del sindacato nazionale dei periti. I detti membri devono
essere iscritti nell’albo dei periti industriali; durano in carica tre
anni, ma alla scadenza possono essere riconfermati.

Nello stesso
termine di trenta giorni il ricorso preveduto nel comma precedente è
concesso al direttore del sindacato nazionale, il quale può delegare
uno dei propri membri a presentare e sostenere il ricorso
medesimo.

Contro le decisioni della commissione centrale è ammesso
ricorso alle sezioni unite della corte di cassazione per incompetenza
o eccesso di potere.

Art. 16

Spettano ai periti industriali, per
ciascuno nei limiti delle rispettive specialità di meccanico,
elettricist…

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