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Regolamento per la conduzione di voli di notte secondo le regole del volo a vista (VFR/N) nello spazio aereo italiano.

Edizione 2 del 28/1/2002
Ente Nazionale per l’Aviazione
Civile
Regolamento per la conduzione di voli di notte con
velivoli
secondo le regole del volo a vista (VFR/N)
nello spazio aereo
italianoഊEdizione 2 del 28/01/2002 Pagina 1
REGOLAMENTO PER LA
CONDUZIONE DI VOLI DI NOTTE CON VELIVOLI SECONDO LE
REGOLE DEL VOLO A
VISTA (VFR/N) NELLO SPAZIO AEREO ITALIANO
Art.
1
Applicabilita’
1. Il presente Regolamento si applica ai voli
condotti di notte con velivoli secondo le regole del
volo a vista
(VFR/N).
2. Per voli VFR/N si intendono quelli da mezz’ora dopo
il tramonto fino a mezz’ora prima del
sorgere del sole (orari
basati sulle effemeridi).
3. I voli VFR/N possono essere effettuati se
sono soddisfatti i requisiti e le altre prescrizioni
previste dal
presente Regolamento.
Art. 2
Visibilita’ Minima
1. Nessun volo
in VFR/N puo’ essere pianificato o effettuato a meno che lungo
la rotta le
previsioni del tempo disponibili non assicurino una
visibilita’ minima orizzontale di 5 Km, e
una base delle nubi di
almeno 3000 ft.
2. Il volo VFR/N può essere condotto negli spazi aerei
di classe C, D, E, F, G, in contatto visivo
con il suolo, alle
seguenti condizioni:
a) decollo/atterraggio: almeno 5 Km di visibilità
al suolo; base delle nubi non inferiore a 3000
ft;
b) fase in rotta:
almeno 5 Km di visibilità in volo per voli condotti al di sotto di FL
100;
distanza dalle nubi verticale 2000 ft, orizzontale 3 Km.
3. Per
le operazioni di volo che vengono condotte in zone montagnose la
visibilità orizzontale in
volo deve essere almeno di 8 Km.
Art.
3
Quote minime di volo
1. Fatta eccezione per le fasi di decollo e
atterraggio, e a meno di diversa istruzione da parte della
competente
Autorita’ ATS, e’ fatto divieto di effettuare voli VFR/N,
anche seguendo rotte e
quote standard, su terreno collinare e
montuoso, se non si ha una separazione di almeno 1000 ft
sul
piu’ alto ostacolo esistente in un raggio di 5 nm dalla
posizione stimata del velivolo in volo.ഊEdizione 2 del
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Art. 4
Apertura degli aeroporti al VFR notturno
1.
I voli VFR/N possono essere effettuati esclusivamente da e per
aeroporti aperti al traffico VFR
notturno.
2. Per essere aperti al
traffico VFR Notturno gli aeroporti devono soddisfare i requisiti
contenuti
nell’appendice 1 al presente Regolamento.
3. Fermo
restando il rispetto dei requisiti di cui all’Appendice 1, gli
aeroporti devono ottenere
l’autorizzazione da parte
dell’ENAC ad operare in condizioni VFR/N entro tre mesi dalla
data
della presente edizione di questo regolamento.
Art. 5
Piani di
volo
1. Per effettuare operazioni di volo VFR/N un piano di volo deve
essere trasmesso almeno 30’
prima dell’orario previsto per
il decollo. Il piano di volo deve essere chiuso:
a) via radio nel
momento del contatto visivo con il campo di atterraggio; oppure
b) via
telefono dopo l’atterraggio.
2. Fatta eccezione per i piani di
volo misti accettati prima della partenza non e’ consentita
la
variazione da IFR a VFR/N. E’ consentita invece la variazione
da VFR/N a IFR.
3. Il piano di volo non è richiesto per i voli locali
effettuati in continuo contatto radio con lo stesso
Ente ATS
dell’aeroporto interessato.
Art. 6
Avaria degli impianti di
comunicazione
1. In caso di avaria degli apparati di comunicazione
valgono le seguenti disposizioni:
a) impostazione del codice 7600 sul
transponder;
b) immediata diversione sul piu’ vicino aeroporto
idoneo per l’atterraggio in condizioni
VFR/N.
Art. 7
Assistenza
al Volo
1. Deve essere mantenuto il contatto radio con gli Enti ATS
sotto la cui giurisdizione ricade lo
spazio aereo interessato al volo.
Il servizio fornito da questi ultimi e’ quello relativo
alla
classificazione di tale spazio aereo.
2. Rimangono valide tutte
le prescrizioni, restrizioni e divieti applicabili al VFR
diurno.ഊEdizione 2 del 28/01/2002 Pagina 3
Art. 8
Velivoli
1. I
Velivoli immatricolati in Italia utilizzati per i voli VFR/N devono
essere idonei al VFR/N
secondo le prescrizioni del Regolamento Tecnico
ENAC.
2. I velivoli immatricolati in Stati Esteri devono essere
approvati per l’impiego secondo le regole
del VFR di notte dai
rispettivi Stati di registrazione.
Art. 9
Equipaggiamenti
1. Se non
gia’ previsto dalla regolamentazione dello Stato di
registrazione, l’equipaggiamento
richiesto per il sorvolo del
territorio italiano in VFR/N deve includere almeno:
a) Un transponder
SSR con riporto di quota (modo C o S) acceso;
b) Apparati radio per
mantenere la comunicazione a due vie con gli Enti ATS;
c) Un apparato
ELT(S)
Art. 10
Piloti
1. Per poter effettuare voli VFR/N i piloti
devono essere:
a) Abilitati ad effettuare voli IFR; oppure
b)
Qualificati ad effettuare voli VFR/N
2. Al fine dell’ottenimento della
qualificazione VFR/N devono essere rispettate le
seguenti
condizioni:
1. Essere in possesso di licenza di pilota
privato, e
2. Avere un’esperienza minima di 150 ore di volo quale
pilota responsabile, e
3. Aver superato il corso teorico di cui al DM
467/T/92 Allegato A, scheda 10/V, e
4. Aver effettuato presso una
scuola di volo o centro autorizzato l’addestramento pratico di
cui
all’articolo seguente.
3. L’addestramento pratico deve comprendere
almeno:
1. 5 ore di volo basico su aeromobili (scheda 10/V), e
2. 5
ore di navigazione notturna su tre differenti itinerari di almeno 50
miglia nautiche
ciascuno in giorni diversi, e
3. 5 ore di allenatore
strumentale o, in sostituzione, 3 ore di volo notturno, e
4. 5 ore di
circuiti notturni comprendenti un minimo di venti decolli e venti
atterraggi di
cui almeno tre quale pilota solistaഊEdizione 2 del
28/01/2002 Pagina 4
4. L’effettuazione delle attività di addestramento
deve essere registrata nella parte terza del libretto
personale di
volo.
5. La qualificazione a condurre voli di notte, deve essere
attestata dal Responsabile della Scuola o
del Centro di Addestramento
sul libretto di volo a seguito del positivo accertamento
dell’idoneità
dallo stesso effettuato.
6. Per il mantenimento della qualificazione
VFR/N il pilota deve effettuare una attività minima
annua pari a 10
decolli e 10 atterraggi notturni, quale pilota responsabile
7. Per
trasportare altre persone a bordo durante un volo VFR/N il possessore
di licenza di pilota
privato deve aver effettuato personalmente negli
ultimi 90 giorni almeno 3 decolli e 3 atterraggi
notturni con lo
stesso tipo o classe di velivolo.
Art. 11
Operatori nazionali
Trasporto pubblico
1. Le operazioni di trasporto pubblico passeggeri o
merci effettuate con velivoli secondo le regole
VFR/N possono essere
effettuate da operatori approvati secondo JAR-OPS 1.ഊAppendice
1
Edizione 2 del 28/01/2002 Pagina 1
Requisiti per Aeroporti aperti al
VFR/N
Art 1
Circuiti di Traffico
1. I circuiti di traffico possono
essere utilizzati in VFR notturno solo se l’area di
circuitazione è
libera da rilievi superiori a 150 m rispetto
all’elevazione aeroportuale entro la distanza di 8 km.
Art.
2
Aiuti Visivi Luminosi
1. Per lo svolgimento delle operazioni
notturne l’aeroporto deve essere dotato di:
a) Faro di
aeroporto;
b) Illuminazione del segnale di direzione di atterraggio e
della manica a vento;
c) Illuminazione soglia pista e fine pista;
d)
Luci laterali di pista e luci di arresto fondo pista;
e) Almeno un
raccordo di rullaggio che colleghi l’area di parcheggio con la
pista dotato di
segnalazione notturna (linea d’arresto, limite
del rullaggio e segnaletica verticale illuminati);
f) Luci
segnalazioni ostacoli;
g) Un sistema d’emergenza per la
produzione di energia elettrica.
2. Le luci e le altre dotazioni
citate nel comma precedente devono essere conformi ai
corrispondenti
standard contenuti nella corrente edizione dell’Annesso 14
ICAO.
Art. 3
Altre dotazioni necessarie per l’attivita’ di
addestramento al VFR/N
1. Per effettuare attivita’ di
addestramento VFR/N l’aeroporto deve disporre delle
seguenti
dotazioni:
a) due radioaiuti non di precisione (NDB, VOR, L)
per l’individuazione e il rientro al
campo, oppure di un solo
radioaiuto, quando l’individuazione del campo puo’
essere
effettuata con l’ausilio di un altro radioaiuto della
rete generale di assistenza alla
navigazione;
Appendice 1
Edizione 2
del 28/01/2002 Pagina 2
b) un sistema ricetrasmittente VHF per il
controllo del traffico locale;
c) indicatore luminoso di sentiero di
discesa (VASIS, T-VASIS o altro);
d) un sistema d’emergenza per
la produzione di energia elettrica con inserimento
automatico del
gruppo di riserva in caso di mancanza di energia elettrica;
e)
assistenza antincendio; e
f) un’ambulanza normalmente reperibile
entro 20 minuti primi dalla chiamata.
2. Inoltre deve essere
disponibile un altro aeroporto aperto al traffico VFR/N a non
piu’ di
un’ora di volo di distanza dall’aeroporto
utilizzato per l’addestramento.

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