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Misure fitosanitarie d'emergenza contro la propagazione dell'organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith per quanto riguarda l'Egitto.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 26 gennaio
2001
Misure fitosanitarie d’emergenza contro la propagazione
dell’organismo nocivo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith per
quanto riguarda l’Egitto.
IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E
FORESTALI

Vista la legge 18 giugno 1931, n. 987, e successive
modificazioni ed integrazioni, recante disposizioni per la difesa
delle piante coltivate e dei prodotti agrari dalle cause nemiche e sui
relativi servizi e successive modificazioni;

Visto il regolamento per
l’applicazione della predetta legge, approvato con regio decreto 12
ottobre 1933, n. 1700 e modificato con regio decreto 2 dicembre 1937,
n. 2504;

Vista la direttiva n. 77/93/CEE del Consiglio del 21
dicembre 1976, concernente le misure di protezione contro
l’introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali o ai
prodotti vegetali, e successive modificazioni;

Visto il decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, in virtu’ del
quale e’ stata confermata allo Stato la determinazione degli
interventi obbligatori in materia fitosanitaria (art. 71, comma 1,
lettera c);

Visto il decreto legislativo n. 536 del 30 dicembre 1992
che, in attuazione della direttiva 91/683/CEE, istituisce il Servizio
fitosanitario nazionale;

Visto il decreto ministeriale 31 gennaio
1996, pubblicato nel smupplemento ordinario n. 33 alla Gazzetta
Ufficiale n.41 del 19 febbraio 1996, concernente le misure di
protezione contro l’introduzione e la diffusione nel territorio della
Repubblica italiana di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti
vegetali e sue modificazioni;

Visto il decreto ministeriale 15
febbraio 2000, che recepisce la decisione della Commissione n.
1999/842/CE del 30 novembre, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 54 del 6 marzo 2000;

Vista la decisione della
Commissione n. 2000/568/CE dell’8 settembre 2000 che modifica la
decisione n. 96/301/CE del 3 maggio 1996 che autorizza gli Stati
membri ad adottare, a titolo provvisorio, misure d’emergenza contro la
propagazione dello Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith, causa del
marciume bruno della patata, per quanto riguarda l’Egitto;

Sentito il
parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le provincie autonome, a norma dell’art. 2, comma 4, del
decreto legislativo n. 281/1997;

Decreta:

Art. 1.

Finalita’

1. Le
patate da consumo di Solanum tuberosum L. originarie dell’Egitto
possono essere introdotte nel territorio della Repubblica
italiana.

2. Le patate di cui al comma 1 devono essere provenienti
dalle “zone indenni da organismi nocivi”, definite ai sensi dell’art.
2, a condizione che siano rispettate le misure applicabili ai tuberi
coltivati in dette zone. A tali fini e’ verificato l’elenco delle
“zone indenni da organismi nocivi” riconosciute, comprendente i dati
di identificazione, comunicato dalla Commissione europea e relativo al
riconoscimento da parte dell’Egitto di dette zone.

3. Le disposizioni
di cui ai commi precedenti sono valide per la campagna d’importazione
2000/2001. Dette misure, inoltre, cessano di essere applicate quando
la Commissione U.E. notifichera’ agli Stati membri piu’ di n. 5
intercettazioni del batterio Pseudomonas solanacearum in partite di
patate introdotte nella Comunita’, e che le intercettazioni hanno
dimostrato che il metodo d’identificazione delle “zone indenni da
organismi nocivi” o le procedure di sorveglianza ufficiale in Egitto
non sono stati sufficienti a prevenire il rischio di introduzione del
batterio in questione nella Comunita’.

Art. 2.

Definizioni delle
zone di coltivazione delle patate egiziane

1. Ai fini del presente
decreto:

a) per “zona indenne da organismi nocivi” si intende la zona
riconosciuta in Egitto ove sono state prodotte le patate destinate ad
essere introdotte nella Comunita’ conformemente alle “Norme
internazionali FAO per le misure fitosanitarie, parte
IV:

sorveglianza degli organismi nocivi – condizioni per
l’istituzione di zone indenni da organismi nocivi”, in particolare il
punto 2.3;

b) per “zona” riconosciuta si intende almeno un
“villaggio” (unita’ amministrativa gia’ costituita comprendente un
gruppo di “bacini”) nella regione del Delta o un “bacino” (unita’
irrigua) nelle regioni del deserto.

2. La “zona e identificata con il
rispettivo nome individuale o collettivo e con il suo numero di codice
individuale ufficiale, compreso il numero di codice ufficiale di
ciascun bacino o villaggio.

Art. 3.

Requisiti richiesti

1. Ai fini
di quanto disposto all’art. 1 del presente decreto, si devono
rispettare le misure d’emergenza seguenti, oltre ai requisiti fissati
per le patate nelle parti A e B degli allegati I, II e IV del decreto
ministeriale 31 gennaio 1996, e sue modificazioni, fatta eccezione per
i requisiti di cui all’allegato IV, parte A, sezione I, punto
25.8.

2. Le patate da consumo destinate ad essere introdotte nel
territorio della Repubblica italiana devono essere state in
Egitto:

a) ottenute da patate, di origine comunitaria diretta o
ottenute in precedenza da tali patate, prodotte in una “zona indenne
da organismi nocivi” riconosciuta secondo quanto disposto all’art. l
che, immediatamente prima di essere piantate, sono state sottoposte ad
analisi ufficiali effettuate secondo il metodo di prove della
Comunita’ di cui al decreto ministeriale 23 febbraio 2000 per
individuare un’eventuale infezione latente e sono risultate indenni
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;

b)
sottoposte a ispezioni ufficiali sul campo durante il ciclo vegetativo
per individuare eventuali sintomi del marciume bruno della patata
causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e risultate
esenti da questi sintomi in tali ispezioni; poco prima della raccolta
deve essere prelevato un campione di 500 tuberi per 5 feddan (acri) o
un campione di 200 tuberi per feddan (acro) o relativa frazione per i
campi di patate piu’ piccoli al fine di effettuare esami di
laboratorio, comprendenti una prova d’incubazione e un’ispezione
visiva di tuberi tagliati per individuare eventuali sintomi del
marciume bruno della patata causato dallo Pseudomonas solanacearum
(Smith) Smith e risultate esenti da questi sintomi in tali
ispezioni.

c) trasportate in centri di condizionamento ufficialmente
riconosciuti dalle Autorita’ egiziane per il trattamento esclusivo di
patate ammesse ad essere esportate nella Comunita’ durante la campagna
2000/2001 e, al loro arrivo al centro di condizionamento riconosciuto
devono essere:

accompagnate da documenti che hanno scortato il carico
dal campo di raccolta, attestanti l’origine del carico secondo le zone
di cui all’art. 2;

sottoposte a ispezioni ufficiali su campioni di
tuberi tagliati per individuare eventuali sintomi del marciume bruno
della patata causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith e
risultate esenti da questi sintomi in tali ispezioni, effettuate
secondo un tasso di campionamento del 10% di sacchi e di 40 tuberi per
sacco per i sacchi da 70 kg o equivalenti e del 50% di sacchi e di 40
tuberi per sacco per i contenitori da 1 o 1,5 tonnellate;

3. L’elenco
dei centri di condizionamento ufficialmente riconosciuti dalle
Autorita’ egiziane deve essere trasmesso alla Commissione U.E.

4. Al
termine dell’imballaggio dei sacchi nel centro di condizionamento le
patate devono essere:

a) sottoposte ad ispezioni ufficiali su
campioni di tuberi per individuare eventuali sintomi del marciume
bruno della patata causato dallo Pseudomonas solanacearum (Smith)
Smith e risultate esenti da questi sintomi in tali ispezioni,
effettuate secondo un tasso di campionamento del 2% di sacchi per
ciascuna spedizione e di 30 tuberi ispezionati per sacco;

b)
sottoposte ad analisi ufficiali per individuare un’eventuale infezione
latente in campioni prelevati da ciascuna spedizione;

durante il
periodo di esportazione occorre prelevare almeno un campione per
ciascuna zona specificata all’art. 2 e rappresentata nella spedizione;
vanno prelevati in ogni caso almeno cinque campioni da sottoporre ad
analisi di laboratorio secondo il sistema di prove della Comunita’ di
cui al decreto ministeriale 23 febbraio 2000, e sono risultate indenni
dallo Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith in tali analisi;

c)
chiaramente etichettate su ciascun sacco, sotto il controllo delle
competenti Autorita’ egiziane, con un’indicazione indelebile del
rispettivo numero di codice ufficiale, quale figura nell’elenco delle
zone indenni da organismi nocivi riconosciute compilato ai sensi
dell’art. 1, comma 3, del presente decreto, e del numero del lotto
corrispondente;

d) preparate in lotti, costituiti ciascuno unicamente
da patate raccolte in un’unica zona ai sensi dell’art. 2;

e)
accompagnate dal certificato fitosanitario, di cui agli articoli 37 e
41 del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, con indicazione del
numero di lotto nella sezione “Marchio dei colli” nonche’ del numero
di codice ufficiale di cui al precedente trattino nella sezione
“Dichiarazioni supplementari”. Nella stessa sezione devono essere
ugualmente indicati il numero di lotto dal quale e’ stato prelevato un
campione, ai fini delle ispezioni ufficiali sopradescritte, come pure
la dichiarazione ufficiale che le analisi sono state effettuate;

f)
esportate da un esportatore ufficialmente registrato, il cui nome o
marchio e’ indicato su ciascuna spedizione. L’elenco degli esportatori
ufficialmente registrati deve essere fornito alla Commissione U.E.
dalle Autorita’ fitosanitarie egiziane anteriormente al 1o dicembre
2000.

Art. 4.

Adempimenti dei servizi fitosanitari regionali

1. I
tuberi di Solanum tuberosum L. originari dell’Egitto possono essere
introdotti attraverso i punti di entrata portuali di cui all’allegato
VIII, punto 1, lettera b) del decreto ministeriale 31 gennaio 1996 e
successive modificazioni.

2. Tutti gli acquirenti commerciali od
altri, ai sensi dell’art.

19, comma 2, del decreto ministeriale 31
gennaio 1996, devono comunicare, con sufficiente anticipo, ai Servizi
fitosanitari regionali del punto di entrata, l’arrivo delle spedizioni
di patate nonche’ le relative quantita’.

3. Nel punto di entrata le
patate sono sottoposte alle ispezioni, previste agli articoli 36, 45 e
46 del decreto ministeriale 31 gennaio 1996, effettuate su campioni di
tuberi tagliati, ciascuno composto da almeno 200 tuberi prelevati da
ciascun lotto della spedizione o, se il lotto supera 25 tonnellate, da
ogni 25 tonnellate o relativa frazione del lotto.

4. Ogni lotto della
spedizione deve essere tenuto separato sotto il controllo dei servizi
fitosanitari e non puo’ essere commercializzato o utilizzato
fintantoche’ non sia accertato che tali esami non abbiano rivelato ne’
fatto sospettare la presenza dello Pseudomonas solanacearum (Smith)
Smith.

5. Inoltre, nel caso in cui si riscontrino in un lotto sintomi
tipici di detto batterio o sintomi tali che facciano sospettare
l’infezione, tutti gli altri lotti della spedizione provenienti dalla
stessa zona restano sotto il controllo dei Servizi fitosanitari fino a
che la presenza dell’organismo nocivo in tale lotto non sia stata
confermata o confutata.

6. Le analisi in questione devono essere
effettuate secondo il sistema di prove della Comunita’, di cui al
decreto ministeriale 23 febbraio 2000; e qualora sia confermata la
presenza del batterio Pseudomonas solanacearum (Smith) Smih il lotto
da cui e’ stato prelevato il campione e’ sottoposto ad una delle
misure seguenti:

a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i
prodotti verso una destinazione al di fuori della Comunita’,
oppure;

b) distruzione del lotto;

7. Per entrambe le misure di cui
alle lettere a) e b) del comma 6, tutti i lotti rimanenti della
spedizione, provenienti dalla stessa zona sono sottoposti ad analisi
conformemente a quanto descritto all’art. 5.

Art. 5.

Ulteriori
ispezioni fitosanitarie dei servizi fitosanitari regionali

1. Oltre
alle ispezioni previste all’art. 4, i servizi fitosanitari regionali
devono effettuare analisi intese ad individuare un’infezione latente,
secondo il sistema di prove stabilito nel decreto ministeriale
sopramenzionato, su campioni prelevati per ogni villaggio o bacino per
ciascuna zona specificata all’art. 2.

2. Durante la stagione
d’importazione deve essere prelevato almeno un campione per zona,
definita all’art. 2, secondo un tasso di campionamento di 200 tuberi
per ciascun lotto. Il campione selezionato per l’individuazione di un
infezione latente viene inoltre sottoposto ad una ispezione dei tuberi
tagliati. Per ciascun campione analizzato e confermato positivo si
deve mantenere e conservare in condizioni adeguate ogni estratto
residuo di patata.

3. Ogni lotto da cui sono stati prelevati i
campioni resta sotto il controllo dei servizi fitosanitari e non puo’
essere commercializzato o utilizzato fintantoche’ non sia accertato.
che l’analisi suddetta non abbia confermato la presenza dello
Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith.

4. In caso di conferma, il
lotto da cui e’ stato prelevato il campione e’ sottoposto ad una delle
misure seguenti:

a) rifiuto del lotto o autorizzazione ad inviare i
prodotti verso una destinazione al di fuori della Comunita’,
oppure;

b) distruzione del lotto.

5. I servizi fitosanitari
regionali sono tenuti a notificare immediatamente al Ministero delle
politiche agricole e forestali – Servizio fitosanitario centrale – i
risultati delle analisi che facciano sospettare o confermino la
presenza del batterio; tale comunicazione deve essere effettuata sulla
base di un risultato positivo di una prova o di prove rapide di
screening.

6. Il Servizio fitosanitario centrale provvedera’ a darne
comunicazione alla Commissione U.E.

Art. 6.

Adempimenti per coloro
che introducono le patate egiziane

1. Tutti gli acquirenti
commerciali od altri, ai sensi dell’art. 19, comma 2, del decreto
ministeriale 31 gennaio 1996, che introducono o commercializzano nel
territorio nazionale patate egiziane, devono adottare misure adeguate
per lo smaltimento dei residui dopo il condizionamento o la
lavorazione delle patate, in modo da evitare la diffusione del
batterio in questione a seguito di un’eventuale infezione latente.

2.
In particolare gli acquirenti commerciali sopracitati sono tenuti a
comunicare ai servizi fitosanitari regionali competenti per territorio
l’ubicazione degli impianti di lavorazione, che devono avere un ciclo
di lavorazione, od un impianto di trattamento dei rifiuti, comprese le
acque di lavaggio, tale da escludere il rischio di diffusione di
Pseudomonas solanacearum (Smith) Smith.

3. I Servizi fitosanitari
regionali, di cui al comma 2, dopo aver effettuato le ispezioni
previste agli articoli 4 e 5 del presente decreto, devono verificare
che gli acquirenti commerciali in questione appongano sugli imballaggi
delle patate un’etichetta con la seguente dicitura: “Patate da consumo
– vietata la semina”, prima che questi ultimi vengano avviati alla
commercializzazione.

Art. 7.

Relazioni finali

1. I servizi
fitosanitari regionali devono inviare al Servizio fitosanitario
centrale del Ministero delle politiche agricole e forestali entro il
30 luglio 2001 le seguenti informazioni sulle quantita’ importate e
gli esami ufficiali effettuati:

a) una copia di ciascun certificato
fitosanitario e degli allegati che lo accompagnano;

b) per ciascun
certificato, l’indicazione dei lotti che sono stati campionati per
essere testati su eventuali infezioni latenti;

c) per i campioni
testati in laboratorio, l’indicazione dei lotti nei quali i sintomi
sospetti sono stati osservati durante la preparazione dei coni prima
delle analisi;

d) il numero totale di ispezioni visuali effettuate
sui lotti di patate da consumo indicati sul certificato fitosanitario,
specificando il motivo per il quale il numero delle ispezioni e’
differente dal numero dei lotti indicati dal certificato
fitosanitario;

e) nel caso in cui, a seguito delle ispezioni visuali
del lotto, alcuni tubercoli con sintomi sospetti del marciume bruno
sono stati inviati al laboratorio, indicare il numero dei tubercoli ed
il risultato dell’analisi;

f) informazioni relative alle misure prese
ed ai controlli effettuati per l’eliminazione degli scarti dopo il
condizionamento o la trasformazione delle patate;

g) ispezioni
effettuate sulle patate egiziane durante la commercializzazione;

h)
ogni ulteriore informazione sulle osservazioni effettuate durante le
ispezioni alle patate da consumo egiziane.

2. I servizi fitosanitari
regionali sono tenuti a compilare la tabella riepilogativa delle
ispezioni, allegata al presente decreto, che prevede le informazioni,
di cui al comma 1, da inviare al Ministero delle politiche agricole e
forestali – Servizio fitosanitario centrale.

Il decreto ministeriale
15 febbraio 2000 citato nelle premesse e’ abrogato.

Il presente
decreto sara’ inviato alla Corte dei conti per la registrazione.

Il
presente decreto entrera’ in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Roma, 26 gennaio 2001

Il Ministro: Pecoraro Scanio

Registrato alla Corte dei conti il 2 marzo 2001
Ufficio di
controllo sui Ministeri delle attivita’ produttive, registro n. 1
Politiche agricole e forestali, foglio n. 21

Tabella pag. 48

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