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Norme di coordinamento della legge e del regolamento sulle professioni di ingegnere e di architetto con la legge sui rapporti collettivi del lavoro, per ciò che riflette la tenuta dell'albo e la disciplina degli iscritti.

INGEGNERE, ARCHITETTO E GEOMETRA
A) Ingegnere e architetto
R.D. 27 ottobre 1927, n. 2145 (1)

Norme di coordinamento della legge e del
regolamento sulle professioni di ingegnere e
di architetto con la legge sui rapporti
collettivi del lavoro, per ci• che riflette la
tenuta dell’albo e la disciplina degli
iscritti.

1. L’albo degli ingegneri Š separato da quello degli
architetti.
Gli iscritti nell’albo degli ingegneri, i quali si trovino
nelle condizioni indicate nell’art. 54 del regolamento per le
professioni di ingegnere e di architetto, approvato con regio
decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 (2), hanno diritto di compiere
tutte le mansioni di spettanza della professione di architetto e
possono ottenere perizie ed incarichi a questa relative, senza
bisogno di essere iscritti anche nell’albo degli architetti. E’
per• in loro facolt… di chiedere l’iscrizione anche in questo
albo.
Egualmente gli iscritti nell’albo degli architetti, che si
trovino nelle condizioni di cui nei capoversi del medesimo art.
54, hanno facolt… di esercitare le mansioni ivi indicate, anche
ai fini di perizie o di incarichi, senza diritto di iscrizione
nell’albo degli ingegneri.

2. Le attribuzioni sulla custodia dell’albo degli ingegneri e
degli architetti e sulla disciplina degli iscritti, deferite
alle associazioni sindacali dall’art. 12 del regio decreto 1ø
luglio 1926, numero 1130, sono da esse esercitate a mezzo di una
giunta composta di cinque membri, se il numero degli iscritti
nell’albo non superi 200, e di sette membri negli altri casi.
Fanno parte della Giunta anche due membri supplenti, che
sostituiranno quelli effettivi in caso di assenza o di
impedimento.
I componenti della Giunta devono essere iscritti nell’albo
professione. Essi sono nominati con decreto del Ministro per la
giustizia e gli affari di culto (3) fra coloro che le competenti
associazioni sindacali designeranno in numero doppio; durano in
carica due anni e, scaduto il biennio, possono essere
riconfermati.
Qualora negli albi degli ingegneri o degli architetti delle
nuove province si trovino iscritti tecnici menzionati nell’art.
74 del regolamento approvato con regio decreto 23 ottobre 1925,
numero 2537 (2), ovvero quelli indicati nel regio decreto 3
settembre 1926, n. 1660, fa parte della Giunta anche un membro
dell’una o dell’altra di queste categorie.
La Giunta elegge nel suo seno il presidente e il segretario.
Essa decide a maggioranza; e, in caso di parit… di voti, prevale
quello del presidente.

3. Per le iscrizioni, cancellazioni e revisioni dell’albo, la
Giunta osserva le disposizioni del regolamento approvato con
regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 (2). Le norme dello
stesso regolamento vanno osservate per quanto concerne i
provvedimenti disciplinari.
Non possono essere iscritti nell’albo, e qualora vi siano
iscritti devono essere cancellati, coloro che abbiano svolto una
pubblica attivit… in contraddizione con gli interessi della
nazione.

4. Contro le decisioni delle Giunte, cos degli ingegneri,
come degli architetti, Š dato ricorso alla Commissione centrale,
di cui all’art. 14 del precitato regolamento, giusta le norme in
esso stabilite. Con l’osservanza delle norme medesime il ricorso
pu• essere proposto anche dal Direttorio del sindacato
nazionale, secondo la rispettiva competenza. Il Direttorio pu•
delegare uno dei suoi membri a presentare e sostenere il
ricorso.
In sostituzione dei membri rappresentanti degli ordini degli
ingegneri e degli architetti, contemplati nel comma secondo, n.
4, del su citato art. 14, fanno parte della commissione centrale
quattro ingegneri e due architetti, nominati dal Ministro per i
lavori pubblici, di concerto con quelli per la giustizia e per
le corporazioni (4), e scelti fra coloro che ciascuno dei
rispettivi sindacati nazionali designer… in numero doppio.

5. La Giunta deve comunicare all’associazione sindacale i
provvedimenti disciplinari presi contro i professionisti, che
facciano anche parte dell’associazione sindacale, e questa deve
comunicare alla Giunta i provvedimenti adottati contro coloro
che siano anche iscritti nell’albo.

6. L’albo professionale Š distinto dal ruolo degli
appartenenti alle associazioni sindacali. Esso, a cura della
Giunta, deve essere stampato e comunicato, a tenore dell’art. 23
del regolamento approvato con regio decreto 23 ottobre 1925,
numero 2537 (2).

7. Spetta alle associazioni sindacali, secondo la rispettiva
competenza:
a) di curare che siano repressi l’uso abusivo del titolo di
ingegnere o di architetto e l’esercizio abusivo della
professione, presentando, ove occorra, denuncia al procuratore
del Re;
b) di compilare ogni triennio la tariffa professionale.
Questa deve essere approvata dal Ministro per i lavori pubblici,
di concerto col Ministro per la giustizia, sentito il parere
della Commissione centrale;
c) di determinare ed esigere il contributo annuale da
corrispondersi da ogni iscritto per quanto si attiene alle spese
occorrenti per la tenuta dell’albo e la disciplina degli
iscritti. Essa cura altres la ripartizione e l’esazione del
contributo, che verr… stabilito dalla Commissione centrale per
le spese del suo funzionamento, a norma dell’art. 18 del
regolamento approvato con regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537
(5).
L’associazione sindacale tiene distinta la contabilit…
relativa ai contributi, di cui al presente articolo, da quella
dei contributi sindacali. Essa comunica alla Giunta l’elenco dei
soci morosi per i provvedimenti disciplinari, a termini
dell’art. 50 del predetto regolamento.

8. Per tutto ci• che riguarda l’applicazione delle norme
relative alle professioni di ingegnere e di architetto restano
fermi i poteri di vigilanza del Ministro per la giustizia,
giusta l’art. 57 del regolamento approvato con regio decreto 23
ottobre 1925, n. 2537 (5).
Il Ministro per la giustizia pu•, con suo decreto, sciogliere
la giunta, ove questa, chiamata alla osservanza degli obblighi
ad essa imposti, persista a violarli o a non adempierli, ovvero
per altri gravi motivi. In tal caso le attribuzioni della Giunta
sono esercitate dal presidente del tribunale o da un giudice da
lui delegato, fino a che non sia provveduto alla nomina di una
nuova Giunta.
Egualmente, nel caso di scioglimento del Consiglio direttivo
dell’associazione sindacale, il Ministro per la giustizia ha
facolt… di disporre, con suo decreto, che la Giunta cessi di
funzionare e che le sue attribuzioni siano esercitate dal
presidente del tribunale.

9. Il Ministro per la giustizia, d’intesa col Ministro per le
corporazioni (6) stabilir…, con suo decreto, la data da cui
incominceranno a funzionare le Giunte menzionate nell’art. 2.
Fino a tale data la custodia dell’albo, che sino alla data
medesima continua ad essere unico, rimane affidata al presidente
del tribunale. Egli, o un giudice da lui delegato decide sulle
domande di iscrizione nell’albo; provvede, altres, d’ufficio o
su richiesta del pubblico Ministero, in ordine alla
cancellazione dall’albo nel caso di perdita della cittadinanza
italiana o del godimento dei diritti civili, da qualunque titolo
derivata, ovvero di condanna che costituisca impedimento alla
iscrizione.

10. I provvedimenti, di cui all’articolo precedente, sono
presi dal presidente del tribunale o dal magistrato da lui
delegato, sentito il parere di un ingegnere e di un architetto
iscritti nell’albo, designati dalla rispettiva associazione
sindacale. L’associazione designa anche un supplente per il caso
di impedimento o di assenza.
Quando alcuno dei suddetti provvedimenti riguardi un geometra
civile autorizzato, di cui all’art. 74 del regolamento approvato
con regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 (5), ovvero un
tecnico, di cui al regio decreto 3 settembre 1926, n. 1660, il
presidente del tribunale chiama a dare parere, in aggiunta
all’ingegnere e all’architetto, un professionista iscritto
nell’elenco menzionato nel citato art. 74, o, rispettivamente,
nel regio decreto 3 settembre 1926, n. 1660.
Contro i provvedimenti del presidente del tribunale Š dato il
ricorso alla Commissione centrale.

11. Per tutto quanto non Š previsto dal presente decreto si
osservano, in quanto applicabili, le disposizioni della legge 24
giugno 1923, n. 1395, e del relativo regolamento, approvato con
regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537 (5).
Con successivo regio decreto potranno essere emanate, ove sia
il caso, le norme complementari, che si rendessero necessarie
per l’ulteriore coordinamento della legge e del decreto
suindicati con la legge 3 aprile 1926, n. 563, e con il regio
decreto 1ø luglio 1926, n. 1130, e con ogni altra legge dello
Stato.
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 30 novembre 1927, n.
277.
(…

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