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N. 312 ORDINANZA (Atto di promovimento) 1 marzo 2002. Ordinanza...

N. 312 ORDINANZA (Atto di promovimento) 1 marzo 2002. Ordinanza emessa il 1 marzo 2002 dal tribunale di Parma sez. distaccata di Fidenza nel procedimento civile vertente tra Pincolini & C. S.r.l. e Comune di Fidenza ed altro Giustizia amministrativa - Devoluzione al giudice amministrativo delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva al giudice ordinario delle sole....

N. 312 ORDINANZA (Atto di promovimento) 1 marzo 2002.

Ordinanza emessa il 1 marzo 2002 dal tribunale di Parma sez.
distaccata di Fidenza nel procedimento civile vertente tra Pincolini
& C. S.r.l. e Comune di Fidenza ed altro

Giustizia amministrativa – Devoluzione al giudice amministrativo
delle controversie in materia di edilizia e urbanistica e riserva
al giudice ordinario delle sole controversie relative alla
determinazione e corresponsione delle indennita’ in conseguenza di
atti espropriativi o ablativi – Conseguente istituzione di una
nuova figura di giurisdizione esclusiva e piena sulle controversie
aventi ad oggetto atti, provvedimenti o comportamenti delle
pubbliche amministrazioni in materia di edilizia e urbanistica, ivi
comprese quelle relative al risarcimento del danno ingiusto –
Esorbitanza dai limiti della legge delegante – Richiamo alla
sentenza della Corte costituzionale n. 292/2000.
– Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80, art. 34, commi 1 e 2.
– Costituzione, artt. 76 e 77, primo comma.

(GU n. 26 del 3-7-2002)
IL TRIBUNALE

Visti ed esaminati gli atti della causa iscritta al n. 325/00
RGAC, promossa dalla Pincolini & C. S.r.l. nei confronti del Comune
di Fidenza e di Renato Ferrari; ritenuto e considerato in

Fatto e diritto

Con citazione, notificata il 27 giugno 2000 al Comune di Fidenza
ed il 30 giugno 2000 a Renato Ferrari, la Pincolini & C. S.r.l.
esponeva, tra l’altro, di aver realizzato le opere di acquedotto e
metanodotto eseguite nelle lottizzazioni urbanistiche contrassegnate
C2 e C3 del Piano regolatore generale del comune di Fidenza, lavori
effettuati in eccedenza a quelli dovuti in base alla convenzione
n. 19179 rep. dell’11 febbraio 1991 e deduceva di essere l’unico
creditore delle somme gia’ liquidate per tale causale, oltre I.V.A.,
dall’amministrazione comunale in seno alla delibera della giunta
n. 80 del 26 gennaio 1995.
A ragione di cio’ esponeva che con la citata convenzione Renato
Ferrari si era obbligato, originariamente con altri e successivamente
anche per gli altri lottizzanti, ad attuare il piano
particolareggiato di iniziativa privata concernente le zone
residenziali di espansione C2 e C3, approvato con delibera consiliare
n. 6 del 22 gennaio 1990, ed in particolare ad eseguire tutte le
opere di urbanizzazione in esso descritte a norma dell’art. 28 legge
17 agosto 1942 n. 1150, modificato dall’art. 8 legge 6 agosto 1967
n. 765 e degli articoli 25 e 22 legge regionale Emilia Romagna
7 dicembre 1978, n. 47, modificati dagli articoli 20 e 17 legge
regionale Emilia Romagna 29 marzo 1980 n. 23; con successiva
scrittura privata Ferrari Renato aveva appaltato a lei le opere di
gasdotto ed acquedotto previste dal piano particolareggiato ad
esclusione delle opere che il comune di Fidenza avrebbe potuto
richiedere ai lottizzanti a servizio di aree esterne alla
lottizzazione, seppure realizzate all’interno di essa, con l’obbligo
della ditta appaltatrice di eseguirle a richiesta del comune; l’ente
territoriale si avvaleva della pattuizione chiedendole direttamente
in piu’ tempi l’esecuzione di prestazioni maggiori e diverse da
quelle previste nel progetto delle opere di urbanizzazione previste
dal piano particolareggiato approvato; le opere di acquedotto e
gasdotto subivano positivo collaudo il 12 luglio 1993, tanto che con
successiva delibera n. 80 del 26 gennaio 1995 veniva determinato il
valore delle opere di urbanizzazione realizzate in eccedenza alle
obbligazioni assunte con la convenzione n. 19179 dell’11 gennaio
1991.
Il comune di Fidenza si costituiva ed eccepiva pregiudizialmente
il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, subordinatamente
ed in via tra loro ulteriormente gradata, il difetto di competenza
del tribunale e l’improponibilita’ della domanda per la presenza di
clausola di arbitrato irrituale, il rigetto nel merito della domanda.
Dichiarata la contumacia di Ferrari Renato, depositate e
scambiate memorie ai sensi dell’art. 180 c.p.c., il giudice invitava
le parti a rassegnare le conclusioni ai sensi dell’art. 187 c.p.c.
per la presenza di questioni attinenti alla giurisdizione, alla
competenza o comunque pregiudiziali rispetto all’esame del merito.
All’udienza del 19 novembre 2001 la precisazione avveniva nei
seguenti termini:
Pincolini & C. S.r.l.:
L’avv. Giuliano Gervasoni formula le seguenti conclusioni per
l’attrice Pincolini & C. S.r.l.:
“Voglia il giudice adito, rigettate tutte le eccezioni del
convenuto comune di Fidenza, unico costituito:
A) in rito,
1) dichiarare preliminarmente la giurisdizione dell’autorita’
giudiziaria ordinaria circa le domande dedotte in giudizio in
confronto del Comune di Fidenza ovvero sollevare la questione di
illegittimita’ costituzionale dell’art. 34 del d.lgs. 31 marzo 1998,
n. 80 (modificato, dopo la proposizione della domanda – ma senza
effetti, per l’art. 5 c.p.c. -, dall’art. 71/b della legge 21 luglio
2000, n. 205), se ritenga che da esso ne derivi l’attribuzione al
giudice amministrativo, per violazione degli articoli 3, 24, 100,
102, 103, 113 della Costituzione;
2) dichiarare comunque la giurisdizione dell’autorita’
giudiziaria ordinaria circa le domande proposte in confronto di
Renato Ferrari, contumace e provvedere per esse, previa eventuale
separazione a norma dell’art. 1032 c.p.c. ed a norma
dell’art. 2792n.5 c.p.c.;
3) dichiarare, in subordine all’affermazione della
giurisdizione, la competenza dell’autorita’ giudiziaria ordinaria
circa le predette domande e comunque circa quelle proposte in
confronto di Renato Ferrari, previa declaratoria di insussistenza
della deroga compromissoria eccepita dal comune di Fidenza;
4) dichiarare in ulteriore subordine l’improponibilita’, per
difetto di legittimazione del comune di Fidenza, dell’eccezione di
sussistenza di clausola di arbitrato irrituale fra l’attrice e Renato
Ferrari e comunque la sua infondatezza;
B) nel merito,
1) accertare e dichiarare, in confronto del Comune di Fidenza
e di Renato Ferrari ovvero (in caso di separazione delle cause e di
decisione in merito della sola causa verso il secondo) in confronto
di Renato Ferrari, che vero ed unico creditore per la somma di L.
47.060.689, oltre all’I.V.A., dal primo riconosciuta con
deliberazione della giunta comunale n. 80 del 26 gennaio 1995 quale
corrispettivo delle opere di acquedotto e metanodotto eseguite nelle
lottizzazioni urbanistiche C2 e C3 del piano regolatore generale di
Fidenza in eccedenza a quelle dovute per la convenzione n. 19179 rep.
dell’11 febbraio 1991, e’ l’impresa Pincolini & C., S.r.l. con sede
in Fidenza, per averle essa direttamente ed esclusivamente eseguite a
richiesta e sotto la regia del comune e/o comunque per esserle stata
riconosciuta la titolarita’ del credito da Renato Ferrari ovvero per
doversi la stessa titolarita’ ritenere da lui riconosciuta mediante
la privata scrittura notificata all’ente il 19 dicembre 1997;
2) accertare e dichiarare, in confronto di Renato Ferrari e
del comune di Fidenza ovvero (in caso di separazione delle cause e di
decisione in merito della sola causa verso il primo) in confronto di
Renato Ferrari, che l’impresa Pincolini & C., S.r.l. con sede in
Fidenza, e’ inoltre il vero creditore verso l’ente, per gli anzidetti
titoli, dell’ulteriore somma di L. 11.102.035, oltre all’I.V.A.,
corrispondente alla differenza fra la quota, a colui riferita con la
predetta deliberazione, del valore corrispettivo di tutte le opere di
urbanizzazione eseguite in piu’ del dovuto nelle predette
lottizzazioni (L. 59.759.502) ed il valore corrispettivo delle sole
opere di acquedotto e metanodotto (L. 47.514.833), tuttavia contenuta
nel limite dell’importo ceduto (L. 58.616.868);
3) condannare per conseguenza il Comune di Fidenza a pagare
all’impresa Pincolini & C., S.r.l con sede in Fidenza, la complessiva
somma di L. (47.514.833 + 11.102.035) = L. 58.616.868, oltre
all’I.V.A. ed agli interessi legali dalla domanda al giorno del
pagamento;
4) condannare il Comune di Fidenza, se fosse ritenuta
insussistente la dedotta causa petendi, ad indennizzare l’impresa
Pincolini & C., S.r.l. con sede in Fidenza, per il valore della
prestazione ricevuta, da esso riconosciuto nel predetto importo,
rivalutato e maggiorato degli interessi legali dalla domanda al
giorno del pagamento, per il titolo dell’arricchimento senza giusta
causa;
5) condannare il Comune di Fidenza alla rifusione delle spese
processuali.”
Comune di Fidenza: “come in memoria autorizzata dell’8 marzo
2001”.
In conseguenza la causa era assegnata a sentenza con i termini di
giorni sessanta e successivi venti per il deposito di comparse
conclusionali e di eventuali repliche.
La norma applicabile e sospettabile d’illegittimita’
L’esame della questione di giurisdizione si pone come preliminare
rispetto alle altre ed e’ percio’ necessario individuare la norma
attributiva della competenza giurisdizionale in relazione alla
controversia in esame.
A tal fine, come fondatamente eccepito dal Comune di Fidenza in
linea principale, la controversia in esame rientra tra quelle “aventi
per oggetto gli atti e i comportamenti delle amministrazioni
pubbliche in materia di urbanistica e edilizia” disciplinate
dall’art. 34 d.lgs. n. 80 del 31 marzo 1998, che prevede la
giurisdizione esclusiva del giudice ammin…

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