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DECRETO-LEGGE 6 settembre 2002, n.194: Misure urgenti per il controllo, la trasparenza ed il contenimento della spesa pubblica. (GU n. 209 del 6-9-2002)

DECRETO-LEGGE 6 settembre 2002, n.194

Misure urgenti per il controllo, la trasparenza ed il contenimento
della spesa pubblica.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di adottare misure
di carattere strutturale finalizzate a consentire l’immediata
operativita’ di norme intese a rendere disponibili strumenti idonei
ad assicurare un rigoroso controllo degli andamenti di finanza
pubblica, nonche’ una razionalizzazione delle procedure di spesa;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 5 settembre 2002;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’economia e delle finanze;

E m a n a

il seguente decreto-legge:
Art. 1.

1. Dopo il comma 6 dell’articolo 11-ter della legge 5 agosto 1978,
n. 468, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente:
“6-bis. Le disposizioni che comportano nuove o maggiori spese hanno
effetto entro i limiti degli oneri finanziari previsti nei relativi
provvedimenti legislativi. Con decreto dirigenziale del Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, e’
comunicato l’avvenuto raggiungimento dei predetti limiti di spesa,
anche al fine dell’applicazione del disposto di cui al comma 7. Per
le Amministrazioni dello Stato, il Ministero dell’economia e delle
finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, anche
attraverso gli uffici centrali del bilancio e le ragionerie
provinciali dello Stato, vigila sulla corretta applicazione della
disposizione di cui al presente comma. Per gli enti ed organismi
pubblici non territoriali provvedono agli analoghi adempimenti di
vigilanza e segnalazione gli organi interni di revisione e di
controllo.”. Per la legislazione vigente alla data di entrata in
vigore del presente decreto, i limiti di spesa sono individuati nei
rispettivi stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione dello
Stato, ai sensi della normativa di riferimento.
2. Il primo periodo del comma 7 dell’articolo 11-ter della legge 5
agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, e’ sostituito dal
seguente: “Qualora nel corso dell’attuazione di leggi si verifichino
o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle
previsioni di spesa o di entrata indicate dalle medesime leggi al
fine della copertura finanziaria, il Ministro competente ne da’
notizia tempestivamente al Ministro dell’economia e delle finanze, il
quale, anche ove manchi la predetta segnalazione, riferisce al
Parlamento con propria relazione e assume le conseguenti iniziative
legislative.”.
3. Ai fini di un efficace controllo e monitoraggio degli andamenti
di finanza pubblica, in presenza di uno scostamento rilevante dagli
obiettivi, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, puo’ disporre,
con proprio decreto, sentito in conformita’ il Consiglio dei
Ministri, la limitazione all’assunzione di impegni di spesa o
all’emissione di titoli di pagamento a carico del bilancio dello
Stato, entro limiti percentuali riferiti alle dotazioni di bilancio,
con esclusione delle spese relative agli stipendi, assegni, pensioni
e altre spese fisse o aventi natura obbligatoria, agli interessi,
alle poste correttive e compensative delle entrate, comprese le
regolazioni contabili, alle spese relative ad accordi internazionali,
ad obblighi derivanti dalla normativa comunitaria, alle annualita’
relative ai limiti di impegno decorrenti da esercizi precedenti e
alle rate di ammortamento mutui.
Per effettive, motivate e documentate esigenze, il Ministro
dell’economia e delle finanze, su proposta dei Ministri interessati,
puo’ escludere altre spese dalla predetta limitazione.
4. Per le medesime finalita’ di cui al comma 3, il Ministro
dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro vigilante, puo’
disporre, con il decreto di cui al medesimo comma, la riduzione delle
spese di funzionamento degli enti e organismi pubblici non
territoriali previste nei rispettivi bilanci. Gli organi interni di
revisione e di controllo vigilano sull’applicazione di tale decreto,
assicurando la congruita’ delle conseguenti variazioni di bilancio.
Il maggiore avanzo derivante da tali riduzioni e’ reso indisponibile
fino a diversa determinazione del Ministero dell’economia e delle
finanze.
5. All’articolo 20 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche ed integrazioni:
a) all’ottavo comma le parole: “del precedente articolo 18.” sono
sostituite dalle seguenti: “dell’articolo 11-quater, comma 2.”;
b) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:
“Chiuso col 31 dicembre l’esercizio finanziario, nessuno impegno
puo’ essere assunto a carico dell’esercizio scaduto. Gli uffici
centrali del bilancio e le Ragionerie provinciali dello Stato per le
spese decentrate si astengono dal ricevere atti di impegno che
dovessero pervenire dopo tale data, fatti salvi quelli direttamente
conseguenti all’applicazione di provvedimenti legislativi pubblicati
nel mese di dicembre.”.
6. Il secondo comma dell’articolo 36 del regio decreto 18 novembre
1923, n. 2440, e successive modificazioni, e’ sostituito dal
seguente:
“Le somme stanziate per spese in conto capitale non impegnate alla
chiusura dell’esercizio possono essere mantenute in bilancio, quali
residui, non oltre l’esercizio successivo a quello cui si
riferiscono, salvo che si tratti di stanziamenti iscritti in forza di
disposizioni legislative entrate in vigore nell’ultimo quadrimestre
nell’esercizio precedente. In tale caso il periodo di conservazione
e’ protratto di un anno.”.
7. Sono abrogate tutte le disposizioni legislative che derogano
all’articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440.
Nell’articolo 54, comma 16, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, le
parole: “entro il terzo esercizio finanziario successivo” sono
sostituite dalle seguenti: “entro l’esercizio finanziario
successivo”.
8. In relazione alle prioritarie esigenze di controllo e di
monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica, in attesa dei
provvedimenti di revisione dell’assetto organizzativo del Ministero
dell’economia e delle finanze, ai sensi della legge 6 luglio 2002, n.
137, e dell’articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, le Ragionerie provinciali dello Stato provvedono esclusivamente
ai predetti compiti di controllo e di monitoraggio e dipendono
organicamente e funzionalmente dal Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato. Ferma la competenza del capo del dipartimento
provinciale del predetto Ministero in materia di dotazioni
strumentali e logistiche, nonche’ di rapporti sindacali, le attivita’
di promozione e di attuazione delle politiche di sviluppo e di
coesione, di cui all’articolo 7, comma 3, del decreto legislativo 5
dicembre 1997, n. 430, e le attivita’ di competenza degli altri
dipartimenti del Ministero sono svolte dagli altri uffici delle
direzioni provinciali dei servizi vari, che dipendono funzionalmente
dai predetti dipartimenti.

Art. 2.

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara’ presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 6 settembre 2002

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli

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