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Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.

Decreto Ministeriale del 19/08/1996

Approvazione della regola tecnica
di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio
dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo.

IL MINISTRO
DELL’INTERNO

Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;

Visto
l’art. 1 della legge 13 maggio 1961, n. 469;

Visto l’art. 2 della
legge 26 giugno 1965, n. 966;

Visto il decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955, n. 547;

Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;

Visto il decreto
legislativo 19 settembre 1994, n. 626;

Visto l’art. 4 del decreto
legge 28 agosto 1995, n. 361, convertito nella legge 27 ottobre 1995,
n. 437;

Visto il progetto di regola tecnica elaborato dal Comitato
centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi di cui
all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio
1982, n. 577;

Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577;

Espletata la procedura di
informazione prevista dalla legge 21 giugno 1986, n. 317;

Decreta

Art. 1. Campo di applicazione.
1. Il presente decreto ha per scopo
l’emanazione di disposizioni di prevenzione incendi riguardanti la
progettazione, la costruzione e l’esercizio dei sottoelencati locali:

a) teatri;
b) cinematografi;
c) cinema-teatri;
d) auditori e sale
convegno;
e) locali di trattenimento, ovvero locali destinati a
trattenimenti ed attrazioni varie, aree ubicate in esercizi pubblici
ed attrezzate per accogliere spettacoli, con capienza superiore a 100
persone;
f) sale da ballo e discoteche;
g) teatri tenda;
h) circhi;

i) luoghi destinati a spettacoli viaggianti e parchi di divertimento;

l) luoghi all’aperto, ovvero luoghi ubicati in delimitati spazi
all’aperto attrezzati con impianti appositamente destinati a
spettacoli o intrattenimenti e con strutture apposite per lo
stazionamento del pubblico.
Rientrano nel campo di applicazione del
presente decreto i locali multiuso utilizzati occasionalmente per
attivita’ di intrattenimento e pubblico spettacolo.
Ai locali di
trattenimento, di cui alla precedente lettera e), con capienza non
superiore a 100 persone, si applicano le disposizioni di cui al titolo
XI dell’allegato.
2. Sono esclusi dal campo di applicazione del
presente decreto:
a) i luoghi all’aperto, quali piazze e aree urbane
prive di strutture specificatamente destinate allo stazionamento del
pubblico per assistere a spettacoli e manifestazioni varie, anche con
uso di palchi o pedane per artisti, purche’ di altezza non superiore a
m. 0,8 e di attrezzature elettriche, comprese quelle di amplificazione
sonora, purche’ installate in aree non accessibili al pubblico;
b) i
locali, destinati esclusivamente a riunioni operative, di pertinenza
di sedi di associazioni ed enti;
c) i pubblici esercizi dove sono
impiegati strumenti musicali in assenza dell’aspetto danzante e di
spettacolo;
d) i pubblici esercizi in cui e’ collocato l’apparecchio
musicale “karaoke” o simile, a condizione che non sia installato in
sale appositamente allestite e rese idonee all’espletamento delle
esibizioni canore ed all’accoglimento prolungato degli avventori, e la
sala abbia capienza non superiore a 100 persone;
e) i pubblici
esercizi dove sono installati apparecchi di divertimento, automatici e
non, in cui gli avventori sostano senza assistere a manifestazioni di
spettacolo (sale giochi).
3. Le disposizioni del presente decreto si
applicano ai locali di nuova realizzazione ed a quelli esistenti alla
data di entrata in vigore dello stesso, gia’ adibiti ad attivita’ di
cui al comma 1, nel caso siano oggetto di interventi comportanti la
loro completa ristrutturazione e/o il cambio di destinazione d’uso,
con esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria, di cui
all’art. 31 lettera a) della legge 5 agosto 1978, n. 457. Nel caso che
gli interventi, effettuati su locali esistenti, comportino la
sostituzione o modifica di impianti e/o attrezzature di protezione
attiva antincendio, la modifica parziale delle caratteristiche
costruttive e/o del sistema di vie di uscita, e/o ampliamenti, le
disposizioni del presente decreto si applicano solamente agli impianti
e/o alle parti della costruzione oggetto degli interventi di modifica.
In ogni caso gli interventi di modifica effettuati su locali
esistenti, che non comportino un loro cambio di destinazione, non
possono diminuire le condizioni di sicurezza preesistenti.

Art. 2.
Obiettivi.
Ai fini della prevenzione degli incendi ed allo scopo di
raggiungere i primari obiettivi di sicurezza relativi alla
salvaguardia delle persone e alla tutela dei beni, i locali di
trattenimento e di pubblico spettacolo devono essere realizzati e
gestiti in modo da:
a) minimizzare le cause di incendio;
b)
garantire la stabilita’ delle strutture portanti al fine di assicurare
il soccorso agli occupanti;
c) limitare la produzione e la
propagazione di un incendio all’interno del locale;
d) limitare la
propagazione di un incendio ad edifici e/o locali contigui;
e)
assicurare la possibilita’ che gli occupanti lascino il locale indenni
o che gli stessi siano soccorsi in altro modo;
f) garantire la
possibilita’ per le squadre di soccorso di operare in condizioni di
sicurezza.

Art. 3. Disposizioni tecniche.
Ai fini del
raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, e’ approvata la
regola tecnica di prevenzione incendi allegata al presente decreto.

Art. 4. Commercializzazione CEE.
I prodotti provenienti da uno dei
Paesi della Unione europea, ovvero originari di Paesi contraenti
l’accordo SEE, legalmente riconosciuti sulla base di norme armonizzate
o di norme o regole tecniche straniere riconosciute equivalenti,
possono essere commercializzati in Italia per essere impiegati nel
campo di applicazione disciplinato dal presente decreto. Nelle more
della emanazione di apposite norme armonizzate, agli estintori, alle
porte e agli elementi di chiusura per i quali e’ richiesto il
requisito di resistenza al fuoco, nonche’ ai prodotti per i quali e’
richiesto il requisito di reazione al fuoco, si applica la normativa
italiana vigente, che prevede specifiche clausole di mutuo
riconoscimento, concordate con i servizi della Commissione CEE,
stabilite nei seguenti decreti del Ministro dell’Interno:
decreto 12
novembre 1990 per gli estintori portatili;
decreto 5 agosto 1991 per
i materiali ai quali e’ richiesto il requisito di reazione al fuoco;

decreto 6 marzo 1992 per gli estintori carrellati;
decreto 14
dicembre 1993 per le porte e gli altri elementi di chiusura ai quali
e’ richiesto il requisito di resistenza al fuoco.

Art. 5.
Disposizioni per i locali esistenti.
I locali esistenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto, per i quali le commissioni di
vigilanza – di cui all’art. 141 del Regolamento per l’esecuzione del
testo unico 18 giugno 1931, n. 773, delle leggi di pubblica sicurezza,
approvato con Regio decreto 6 maggio 1940, n. 635 – hanno rilasciato
il prescritto parere favorevole ai fini dell’agibilita’, devono essere
adeguati alle disposizioni previste al titolo XIX dell’allegato, entro
i termini ivi stabiliti.
Sono fatte salve le deroghe concesse, ai
sensi dell’art. 21 del decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577, antecedentemente l’emanazione del presente
decreto.

Art. 6. Deroghe.
Qualora in ragione di particolari
esigenze di ordine tecnico o funzionale non fosse possibile il
rispetto di qualcuna delle prescrizioni contenute nella regola tecnica
allegata al presente decreto, potra’ essere avanzata motivata
richiesta di deroga ai sensi dell’art. 21 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, e successive modifiche e
integrazioni.

Art. 7. Disposizioni complementari e finali.
Sono
abrogate tutte le precedenti disposizioni di prevenzione incendi
impartite in materia.
I servizi di vigilanza antincendio, nei locali
ricadenti nel campo di applicazione del presente decreto, sono
espletati dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, secondo la vigente
normativa.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarlo e di farlo osservare.

ALLEGATO – REGOLA
TECNICA DI PREVENZIONE INCENDI PER LA PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE ED
ESERCIZIO DEI LOCALI DI INTRATTENIMENTO E DI PUBBLICO
SPETTACOLO.

TITOLO I – DEFINIZIONI.

Per i termini, le definizioni e
le tolleranze dimensionali, si rimanda a quanto emanato con decreto
del Ministro dell’interno 30 novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339
del 12 dicembre 1983).
Inoltre, ai fini delle presenti norme, si
definiscono:
– AUDITORI E SALE CONVEGNO: locali destinati a concerti,
conferenze, congressi e simili;
– CINEMA-TEATRI: locali destinati
prevalentemente a proiezioni cinematografiche ed attrezzi con scena
per lo svolgimento di rappresentazioni teatrali e spettacoli in
genere;
– CINEMATOGRAFI: locali, con o senza semplice pedana,
destinati prevalentemente a proiezioni cinematografiche;
– CIRCHI:
locali destinati alla presentazione al pubblico di manifestazioni di
abilita’, forza e coraggio, con o senza l’intervento di animali feroci
o domestici;
– LOCALI: insieme di fabbricati, ambienti e luoghi
destinati allo spettacolo e trattenimento, compresi i servizi vari e
disimpegni ad esse annessi; convenzionalmente si considerano anche le
attivita’ di cui all’art. 1, comma 1, lettere i) ed l);
– LOCALI DI
TRATTENIMENTO: locali destinati a trattenimenti ed attrazioni varie,
aree ubicate in esercizi pubblici ed attrezzate per accogliere
spettacoli;
– LOCALI MULTIUSO: locali adibiti ordinariamente ad
attivita’ non rientranti nel campo di applicazione del presente
decreto, utilizzati occasionalmente per intrattenimenti e pubblici
spettacoli;
– LUOGHI ALL’APERTO: luoghi ubicati in…

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