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Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a ...

Norme di sicurezza per la protezione contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio destinati ad uso civile.

Circolare n° 91 del 14/09/1961
Norme di sicurezza per la protezione
contro il fuoco dei fabbricati a struttura in acciaio destinati ad uso
civile.

SOMMARIO

NOTE

TESTO

Art. 1. – Casi di obbligatorietà
delle protezioni.
Art. 2. – Carico di incendio.
Art. 3. – Classi di
edifici.
Art. 4. – Determinazione delle classi.
Art. 5. – Calcolo del
coefficiente di riduzione del carico di incendio.

Tabella 1 – INDICI
DI VALUTAZIONE

Art. 6. – Sommabilità dei carichi di incendio.
Art. 7.
– Prescrizioni speciali per edifici di altezza superiore a 30 m.
Art.
8. – Spessore delle protezioni.

Tabella 2 – SPESSORE DELLE PARETI
TAGLIAFUOCO
Tabella 3 – SPESSORE MINIMO DEI SOLAI
Tabella 4 –
DETERMINAZIONE DELLO SPESSORE MINIMO DI RIVESTIMENTO RICHIESTO
Tabella
5 – TIPI E SPESSORE DEI RIVESTIMENTI

Art. 9. – Dichiarazione dei
carichi di incendio previsti.
Art. 10. – Prove di spegnimento.
Art.
11. – Gabbie delle scale e degli ascensori.

Tabella 6 – COLONNE A
CONTATTO CON VANI DI PORTE E FINESTRE
Tabella 7 – COLONNE DISTANTI DAI
VANI DI PORTE E FINESTRE

Art. 12. – Piani interrati.

APPENDICE

– §

NOTE

Cfr., in ordine all’interpretazione fornita dai Comandi
provinciali dei VV.F. la Circolare (Min. Interno) 19 giugno 1964, n.
72.

– § –

TESTO

Con l’aumento della produzione dei materiali
ferrosi, che negli ultimi anni ha assunto un ritmo rapidamente
crescente, si è reso possibile, anche dal punto di vista economico,
l’utilizzazione dei profilati d’acciaio per la costituzione delle
strutture portanti anche nelle costruzioni adibite a fini civili.
Tale
impiego, che se effettuato indiscriminatamente, potrebbe determinare
gravi pericoli per la stabilità degli edifici in caso di incendio, ha
consigliato lo studio e l’emanazione di apposite Norme dirette alla
protezione delle persone presenti in tali costruzioni dai pericoli
innanzi detti.
Dopo un preventivo fondamentale studio delle Norme
stesse condotto da apposita Commissione del Consiglio Nazionale delle
Ricerche, questo Ministero ha predisposto un proprio schema che si
allega alla presente.
Le Norme tengono conto di esperienze sia estere
che nazionali in materia nonché dalla pratica di servizio che il Corpo
Nazionale Vigili del fuoco ha nel campo di sua specifica
competenza.
Esse sono basate sul criterio fondamentale che la
struttura debba resistere, senza rovinare, all’incendio delle sostanze
combustibili in essa contenute.
Pertanto il grado di protezione delle
strutture di acciaio varia secondo la qualità e la quantità dei
materiale combustibili presenti nei singoli locali, nonché in base
alla destinazione dei locali stessi, alla posizione ed al numero delle
uscite, al pericolo della propagazione del fuoco ad altri fabbricati e
finalmente alla rapidità ed importanza presuntiva del soccorso.
Poiché
gli elementi di valutazione della natura e dell’entità del rischio,
nonché della rapidità ed importanza dei mezzi di soccorso, devono
essere determinati in sede di progetto, le dichiarazioni rilasciate
dai richiedenti la licenza di costruzione debbono avere carattere
vincolante per l’uso cui l’edificio sarà destinato.
Le Norme di cui al
testo allegato dovranno essere applicate per la formulazione del
parere che, ai fini della sicurezza, i Comandi dei Vigili del fuoco
esprimeranno in sede di approvazione dei progetti degli edifici
civili.

PREMESSE

Le presenti Norme hanno lo scopo di fornire ai
progettisti ed ai costruttori di fabbricati civili con struttura di
acciaio i criteri per il proporzionamento della protezione contro il
fuoco da disporre a difesa delle strutture metalliche, in modo che
l’incendio delle materie combustibili nel fabbricato si esaurisca
prima che le strutture stesse raggiungano temperature tali da
comprometterne la stabilità. Le Norme non si applicano ai fabbricati
militari ed industriali.
Sono valide tutte le norme di carattere
distributivo, costruttivo ed in genere di sicurezza previste dalle
vigenti disposizioni che disciplinano la distribuzione ed il
funzionamento dei locali adibiti ad usi speciali.
Per durata di
resistenza al fuoco in forno si intende il tempo in minuti, misurato a
partire dall’accensione del fuoco, dopo il quale l’elemento
costruttivo considerato, sottoposto a prova a fuoco secondo la curva
unificata di temperatura e le modalità delle prove in forno (1), perde
la sua capacità portante.
________

(1) Si veda in Appendice art.
2.
________

La durata di resistenza al fuoco effettiva di un locale o
di una struttura, sottoposti ad incendio reale, è in relazione diretta
con la quantità di materiale combustibile presente, espressa dal
«carico di incendio» ed è in ogni caso maggiore della durata di
resistenza determinata eseguendo una prova in forno con curva
unificata di temperatura e con lo stesso carico di incendio.
Il carico
di incendio è espresso dalla quantità equivalente di legno per m2, che
si ottiene dividendo per 4.400 (potere calorifico superiore del legno)
il numero di calorie per unità di superficie orizzontale del locale, o
del piano considerato, che al massimo si possono sviluppare per
effetto della combustione di tutti i materiali combustibili
presenti:
_

_

dove:
q è il carico di incendio (in kg legna /
m2)
gi il peso (in kg) del generico fra gli n combustibili che si
prevedono presenti nel locale o nel piano nelle condizioni più gravose
di carico di incendio
Hi è il potere calorifico superiore (in Cal/kg)
del generico fra gli n combustibili di peso gi (2)
A è la superficie
orizzontale (in m2) del locale o del piano del fabbricato
considerato
4.400 è il potere calorifico superiore del legno (in
Cal/kg).
________

(2) Si veda in Appendice, art. 1, la Tabella dei
poteri calorifici dei materiali più comunemente presenti.
________

Le
condizioni più gravose del carico di incendio di un certo locale o
piano sono quelle per le quali la sommatoria gi * Hi è massima e vanno
determinate esaminando le previste utilizzazioni dei locali e dei
piani come dichiarato dal progettista e dal proprietario del
fabbricato stesso.
Gli elementi che determinano la durata di
resistenza al fuoco durante le prove in forno sono riportati in
Appendice (3).
_________

(3) Si veda in Appendice art.
3.
_________

Poiché la durata di resistenza al fuoco viene
determinata in base ai risultati della prova di incendio unificata
eseguita in forno le presenti Norme forniscono gli elementi necessari
per stabilire la relazione che esiste far l’incendio reale e
l’incendio di prova in forno.
Il procedimento di determinazione di
questi elementi si basa sulla valutazione statistica dei vari fattori
che influiscono sulla durata di resistenza al fuoco effettiva in casi
normali di incendio.

NORME

Art. 1. – Casi di obbligatorietà delle
protezioni.
La protezione delle strutture in acciaio di un fabbricato
civile è obbligatoria nella misura indicata dalle presenti Norme nei
casi in cui l’incendio può essere causa di danno all’incolumità dei
cittadini, ferme restando le disposizioni già in vigore nei
regolamenti locali in tema di prevenzione degli incendi, sempreché non
in contrasto con le presenti Norme.

Art. 2. – Carico di incendio.
Il
valore del carico di incendio per il locale o per il piano considerato
si ottiene calcolando per tutto il materiale combustibile presente
l’equivalente in legno sulla base di un potere calorifico superiore
del legno pari a 4.400 Cal/kg.

Art. 3. – Classi di edifici.
Per i
fabbricati civili con struttura di acciaio vengono distinte le
seguenti classi:

Classe 15
Classe 30
Classe 45
Classe 60
Classe
90
Classe 120
Classe 180

Il numero indicativo di ogni classe esprime
il carico di incendio virtuale in kg/m2 di legna standard. Detto
numero indicativo esprime anche in minuti primi la durata minima di
resistenza al fuoco da richiedere alla struttura o all’elemento
costruttivo in esame.

Art. 4. – Determinazione delle classi.
La
classe del piano o del locale considerato si determina pertanto in
base alla formula:

C = k * q

in cui:
C è il numero indicativo della
classe
q è il carico di incendio dichiarato (in kg legna/m2)
k è un
coefficiente di riduzione che tiene conto delle condizioni reali di
incendio del locale o del piano nel complesso dell’edificio.

Art. 5.
– Calcolo del coefficiente di riduzione del carico di incendio.
Il
valore del coefficiente k, compreso tra 0,2 e 1,0, viene determinato
secondo le modalità che seguono, in base alle caratteristiche
dell’edificio, alla natura del materiale combustibile presente, alla
destinazione, alla distanza da altri edifici ed alle esistenti misure
di segnalazione e prevenzione degli incendi.
Per il calcolo del
coefficiente di riduzione, i singoli fattori di influenza vengono
valutati mediante indici numerici che possono essere negativi o
positivi, in quanto si intendono riferiti alle condizioni di un caso
reale medio di incendio.
Gli indici di valutazione degli edifici nel
loro complesso e dei singoli piani e locali sono indicati nella
Tabella 1.
Il valore della somma algebrica degli indici di
valutazione, riportato in ascisse nel diagramma di fig. 1 a pag.
seguente, fornisce direttamente il coefficiente di riduzione, per cui
va moltiplicato il carico di incendio per la determinazione della
classe del piano e del locale nell’ambito dell’edificio
considerato.

Tabella 1 – INDICI DI
VALUTAZIONE
___________________________________________________________________________

|

FATTORI | Indici di

|valutazione
_______________________________________________________________|___________

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1.
Altezza dell’edificio e dei piani |

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