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Attuazione della direttiva 2000/14/CE concernente l'emissione acustica...

Attuazione della direttiva 2000/14/CE concernente l'emissione acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate afunzionare all'aperto. (GU n. 273 del 21-11-2002- Suppl. Ordinario n.214)

DECRETO LEGISLATIVO 4 settembre 2002, n.262

Attuazione della direttiva 2000/14/CE concernente l’emissione
acustica ambientale delle macchine ed attrezzature destinate
afunzionare all’aperto.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l’articolo 1 della legge 1 marzo 2002, n. 39, recante
disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – Legge
comunitaria 2001, ed in particolare l’allegato “A”;
Vista la direttiva 2000/14/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, dell’8 maggio 2000, sul ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri concernenti l’emissione acustica ambientale delle
macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni,
ed in particolare l’articolo 3;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – Legge comunitaria 1994, ed in particolare
l’articolo 47;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione dell’11 luglio 2002;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, di concerto con
il Ministro delle attivita’ produttive, della salute, del lavoro e
delle politiche sociali, della giustizia e dell’economia e delle
finanze;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Ambito di applicazione e finalita’
1. Il presente decreto disciplina i valori di emissione acustica,
le procedure di valutazione della conformita’, la marcatura, la
documentazione tecnica e la rilevazione dei dati sull’emissione
sonora relativi alle macchine ed alle attrezzature destinate a
funzionare al-l’aperto, al fine di tutelare sia la salute ed il
benessere delle persone che l’ambiente.
2. Esso si applica alle macchine ed attrezzature destinate a
funzionare all’aperto individuate e definite all’articolo 2 e
all’allegato I che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, sono immesse in commercio o messe in servizio come
unita’ complete per l’uso previsto.
3. Sono escluse dal campo di applicazione del presente decreto:
a) le macchine destinate essenzialmente al trasporto di merci o
passeggeri su strada, su rotaia, per via aerea o per via navigabile;
b) le macchine progettate e costruite specificatamente a fini
militari e di polizia e per i servizi di emergenza;
c) gli accessori privi di motore delle macchine ed attrezzature
di cui al comma 1 immessi in commercio o messi in servizio
separatamente, ad eccezione dei martelli demolitori tenuti a mano e
dei martelli demolitori idraulici.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto ai
sensi dell’art. 10, comma 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La legge 1 marzo 2002, n. 39, reca: “Disposizioni
perl’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria
2001. L’art. 1 cosi’ recita:
2000/37/CE della Commissione, del 5 giugno 2000, che
modifica il capitolo VI-bis – Farmacovigilanza – della
direttiva 81/851/CEE del Consiglio per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative ai
medicinali veterinari.
2000/38/CE della Commissione, del 5 giugno 2000, che
modifica il capitolo V-bis – Farmacovigilanza – della
direttiva 75/319/CEE del Consiglio concernente il
ravvicinamento delle disposizioni legislative,
regolamentari ed amministrative relative alle specialita’
medicinali.
2000/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
10 ottobre 2000, che modifica la direttiva 96/49/CE del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al trasporto di merci pericolose per
ferrovia.
2000/65/CE del Consiglio, del 17 ottobre 2000, che
modifica la direttiva 77/388/CEE quanto alla determinazione
del debitore dell’imposta sul valore aggiunto.
2000/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 novembre 2000, che modifica la direttiva 93/42/CE del
Consiglio per quanto riguarda i dispositivi medici che
incorporano derivati stabili del sangue o del plasma umano.
2001/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 marzo 2001, in materia di risanamento e liquidazione
delle imprese di assicurazione.
2001/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
4 aprile 2001, concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
degli Stati membri relative all’applicazione della buona
pratica clinica nell’esecuzione della sperimentazione
clinica di medicinali ad uso umano.
2001/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
4 aprile 2001, in materia di risanamento e di liquidazione
degli enti creditizi.
2001/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 giugno 2001, sul ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati
membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla
vendita dei prodotti del tabacco.
2001/40/CE del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativa
al riconoscimento reciproco delle decisioni di
allontanamento dei cittadini di paesi terzi.
2001/44/CE del Consiglio, del 15 giugno 2001, che
modifica la direttiva 76/308/CEE relativa all’assistenza
reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da
operazioni che fanno parte del sistema di finanziamento del
Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia,
nonche’ dei prelievi agricoli, dei dazi doganali,
dell’imposta sul valore aggiunto e di talune accise.
2001/51/CE del Consiglio, del 28 giugno 2001, che
integra le disposizioni dell’art. 26 della convenzione di
applicazione dell’accordo di Schengen del 14 giugno 1985.
20101/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle
norme minime per la concessione della protezione temporanea
in caso di afflusso massiccio di sfollati e sulla
promozione dell’equilibrio degli sforzi tra gli Stati
membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze
dell’accoglienza degli stessi.
2001/64/CE del Consiglio, del 31 agosto 2001, che
modifica la direttiva 66/401/CEE relativa alla
commercializzazione delle sementi di piante foraggere e la
direttiva 66/402/CEE relativa alla commercializzazione
delle sementi di cereali.
2001/1978/CE della Commissione, del 13 settembre 2001,
che modifica l’allegato IV della direttiva 93/36/CEE del
Consiglio, gli allegati IV, V e VI della direttiva
93/37/CEE del Consiglio, gli allegati III e IV della
direttiva 92/50/CEE del Consiglio, modificate dalla
direttiva 97/52/CE, nonche’ gli allegati da XII a XV, XVII
e XVIII della direttiva 93/38/CEE del Consiglio, modificata
dalla direttiva 98/4/CE (Direttiva sull’impiego di modelli
di formulari nella pubblicazione degli avvisi di gare
d’appalto pubbliche).
– La direttiva 2000/14/CE e’ pubblicata in GUCE n. L
311 del 12 dicembre 2000.
– La legge 7 agosto 1990, n. 241, recante: “Nuove norme
in materia di procedimento amministrativo e di diritto di
accessoai documenti amministrativi e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1990, n. 192. L’art. 3 cosi’
recita;
“Art. 3. – 1. Ogni provvedimento amministrativo,
compresi quelli concernenti l’organizzazione
amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il
personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi
previste dal comma 2. La motivazione deve indicare i
presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno
determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione
alle risultanze dell’istruttoria.
2. La motivazione non e’ richiesta per gli atti
normativi e per quelli a contenuto generale.
3. Se le ragioni della decisione risultano da altro
atto dell’amministrazione richiamato dalla decisione
stessa, insieme alla comunicazione di quest’ultima deve
essere indicato e reso disponibile, a norma della presente
legge, anche l’atto cui essa si richiama.
4. In ogni atto notificato al destinatario devono
essere indicati il termine e l’autorita’ cui e’ possibile
ricorrere”.
– La legge 6 febbraio 1996, n. 52, reca: “Disposizioni
per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza
dell’Italia alle Comunita’ europee” – legge comunitaria
1994. L’art. 47 cosi’ recita:
“Art. 47 (Procedure di certificazione e/o attestazione
finalizzate alla marcatura CE). – 1. Le spese relative alle
procedure di certificazione e/o attestazione per
l’apposizione della marcatura CE, previste dalla normativa
comunitaria, nonche’ quelle conseguenti alle procedure di
riesame delle istanze presentate per le stesse finalita’,
sono a carico del fabbricante o del suo rappresentante
stabilito nell’Unione europea.
2. Le spese relative alle procedure finalizzate
all’autorizzazione degli organismi ad effettuare le
procedure di cui al comma 1 sono a carico dei richiedenti.
Le spese relative ai successivi controlli sugli organismi
autorizzati sono a carico di tutti gli organismi
autorizzati per la medesima tipologia dei prodotti. I
controlli possono avvenire anche mediante l’esame a
campione dei prodotti certificati.
3. I proventi derivanti dalle attivita’ di cui al comma
1, se effettuate da organi dell’amministrazione centrale o
periferica dello Stato, e dall’attivita’ di cui al comma 2,
sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per
essere successivamente riassegnati, con decreto del
Ministro del tesoro, agli stati di previsione dei Ministeri
interessati sui capitoli destinati al funzionamento dei
servizi preposti, per lo svolgimento delle attivita’ di cui
ai citati commi e per l’effettuazione dei controlli
successivi sul mercato che possono essere effettuati dalle
autorita’ competenti mediante l’acquisizione temporanea a
titolo gratuito dei prodotti presso i produttori, i
distributori ed i rivenditori.
4. Con uno o piu’ decreti dei Ministri competenti per
materia, di concerto con il Ministro del tesoro, sono
determinate ed aggiornate, almeno ogni due anni, le tariffe
per le attivita’ autorizzative di cui al comma 2 e per le
attivita’ di cui al comma 1 se effettuate da organi
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato,
sulla base dei costi effettivi dei servizi resi, nonche’ le
modalita’ di riscossione delle tariffe stesse e dei
proventi a copertura delle spese relative ai controlli di
cui al comma 2. Con gli stessi decreti sono altresi’
determinate le modalita’ di erogazione dei compensi dovuti,
in base alla vigente normativa, al personale
dell’amministrazione centrale o periferica dello Stato
addetto alle attivita’ di cui ai medesimi commi 1 e 2,
nonche’ le modalita’ per l’acquisizione a titolo gratuito e
la successiva eventuale restituzione dei prodotti ai fini
dei controlli sul mercato effettuati dalle amministrazioni
vigilanti nell’ambito dei poteri attribuiti dalla normativa
vigente. L’effettuazione dei controlli dei prodotti sul
mercato, come disciplinati dal presente comma, non deve
comportare ulteriori oneri a carico del bilancio dello
Stato.
5. Con l’entrata in vigore dei decreti applicativi del
presente articolo, sono abrogate le disposizioni
incompatibili emanate in attuazione di direttive
comunitarie in materia di certificazione CE.
6. I decreti di cui al comma 4 sono emanati entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore dei
provvedimenti di recepimento delle direttive che prevedono
l’apposizione della marcatura CE; trascorso tale termine,
si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica; le
amministrazioni inadempienti sono tenute a fornire i dati
di rispettiva competenza.”.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) “macchine ed attrezzature destinate a funzionare all’aperto”,
di seguito denominate: “macchine ed attrezzature”: tutte le macchine
rientranti nella definizione di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, e successive modifiche,
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle macchine, semoventi o mobili, le quali, a prescindere
dagli organi di trazione di cui dispongono ed a seconda del tipo cui
appartengono, siano destinate al funzionamento all’aperto e
contribuiscano, quindi, all’esposizione al rumore ambientale. L’uso
di macchine ed attrezzature all’interno di strutture che non
influiscono significativamente sulla trasmissione del suono, ad
esempio sotto tendoni o tettoie di riparo dalle intemperie oppure
all’interno di strutture aperte degli edifici, e’ considerato alla
stregua dell’utilizzo all’aperto. Questa definizione comprende anche
macchine prive di motore, di applicazione industriale od ambientale,
a seconda del tipo cui appartengono, destinate ad essere usate
all’aperto e che contribuiscono all’esposizione al rumore ambientale;
b) “marcatura”: l’apposizione visibile, leggibile ed indelebile
della marcatura CE di cui al decreto del Presidente della Repubblica
24 luglio 1996, n. 459, e successive modifiche, cui si aggiunge
l’indicazione del livello di potenza sonora garantito;
c) “livello di potenza sonora LWA”: il livello di potenza sonora
ponderato A in dB riferito a 1 pW quale definito in EN ISO 3744:1995
e EN ISO 3746:1995;
d) “livello di potenza sonora rilevato”: il livello di potenza
sonora determinato in base alle misurazioni di cui all’allegato III;
i valori misurati possono essere rilevati da una sola macchina
rappresentativa del tipo o dalla media di una loro serie;
e) “livello di potenza sonora garantito”: il livello di potenza
sonora determinato in base ai requisiti di cui all’allegato III, che
include le incertezze legate alle variazioni di produzione e alle
procedure di misurazione, il cui non superamento sia confermato dal
fabbricante o dal suo mandatario stabilito nella Comunita’ in base
agli strumenti tecnici applicati e citati nella documentazione
tecnica;
f) “potenza netta installata”: per motori endotermici: la potenza
in “kW CEE”, ottenuta sul banco di prova all’estremita’ dell’albero
motore o del suo equivalente, misurata conformemente al metodo di cui
al decreto 12 giugno 1981, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 27 del 6 ottobre 1981, e al decreto del
Ministro dei trasporti e della navigazione, in data 16 marzo 2000,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2000, per la
misura della potenza dei motori a combustione interna dei veicoli
stradali, esclusa la potenza assorbita dalla ventola di
raffreddamento del motore; per i motori diesella definizione e’
conforme al decreto ministeriale 20 dicembre 1999, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 32 del 9 febbraio
2000;
g) “immissione in commercio”: prima messa a disposizione,
all’interno della Comunita’, a titolo oneroso o gratuito, delle
macchine ed attrezzature di cui all’allegato I;
h) “messa in servizio”: primo utilizzo, conforme alla sua
destinazione, all’interno della Comunita’, di macchine ed
attrezzature di cui all’allegato I; per le macchine che,
anteriormente al primo utilizzo, non devono essere, dal fabbricante o
da terzi da esso designati, ne’ installate, ne’ regolate, la messa in
servizio e’ considerata effettuata al momento dell’immissione in
commercio;
i) “fabbricante”: persona fisica o giuridica responsabile della
progettazione e della realizzazione di macchine ed attrezzature di
cui all’allegato I, ai fini dell’immissione in commercio con il
proprio nome o con il proprio marchio. Sono, altresi’, considerati
fabbricanti le persone fisiche o giuridiche che, per uso proprio,
progettano o fanno progettare, realizzano o fanno realizzare o
mettono in servizio le macchine ed attrezzature di cui all’allegato
I;
j) “mandatario”: qualsiasi persona fisica o giuridica stabilita
all’interno della Comunita’ che abbia ricevuto mandato scritto dal
fabbricante per adempiere a suo nome agli obblighi previsti dal
presente decreto;
k) “tipo”: gruppo di macchine ed attrezzature, indicate con un
nome generico, conformi alle definizioni di cui all’allegato I;
l) “modello”: gruppo di macchine ed attrezzature facenti parte di
un determinato tipo;
m) “esemplare”: singola macchina ed attrezzatura identificata da
un unico numero di serie.

Note all’art. 2:
– Il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio
1996, n. 459, reca: “Attuazione delle direttive 89/392/CEE,
91/368/CEE 93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle macchine”.
– Il decreto del 12 giugno 1981, pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 274 del
6 ottobre 1981 reca: “Norme relative alla omologazione
parziale CEE dei tipi di veicolo a motore per quanto
riguarda la potenza dei motori di propulsione (direttiva
80/1269//CEE)”.
– Il decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione, in data 16 marzo 2000 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2000 reca:
“Recepimento della direttiva 1999/99/CE della Commissione
del 15 dicembre 1999 che adegua al progresso tecnico la
direttiva 80/1269/CEE del Consiglio relativa alla potenza
dei motori degli autoveicoli”.
– Il decreto ministeriale 20 dicembre 1999, pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 32 del
9 febbraio 2000 reca: “Attuazione della direttiva 97/68/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 1997
concernente i provvedimenti da adottare contro l’emissione
di inquinanti gassosi e particolato inquinante prodotti dai
motori a combustione interna destinati all’installazione su
macchine mobili non stradali”.

Art. 3.
Immissione in commercio e libera circolazione
1. Il fabbricante o il mandatario puo’ immettere in commercio o
mettere in servizio le macchine ed attrezzature di cui all’allegato
I, a condizione che dette macchine ed attrezzature:
a) soddisfino i requisiti in materia di emissione acustica
ambientale stabiliti dal presente decreto;
b) siano state sottoposte alle procedure di valutazione della
conformita’ di cui all’articolo 11;
c) rechino la dichiarazione CE di conformita’, nonche’ la
marcatura CE e l’indicazione del livello di potenza sonora garantito,
di cui agli articoli 8, comma 1, e 9, comma l.
2. Le macchine e le attrezzature di cui al comma 1 non conformi ai
requisiti stabiliti dal presente decreto possono essere presentate
nell’ambito di fiere, esposizioni o dimostrazioni purche’ rechino
l’indicazione, chiara e visibile, che non sono conformi ai predetti
requisiti e che non possono essere immesse in commercio o messe in
servizio fino a che non siano rese conformi agli stessi requisiti e
purche’, durante le dimostrazioni, siano adottate misure di sicurezza
adeguate a garantire la protezione delle persone.

Art. 4.
Controllo sul mercato
1. L’attivita’ di controllo sulle macchine e sulle attrezzature di
cui all’allegato I connessa all’applicazione del presente decreto e’
svolta dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio che,
a tale fine, si avvale dell’Agenzia nazionale per la protezione
dell’ambiente (ANPA), previa definizione dei criteri sulla base dei
quali la stessa Agenzia procede ad espletare gli accertamenti di
carattere tecnico.
2. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
fornisce alle autorita’ competenti degli altri Stati membri
informazioni sui risultati dell’attivita’ di cui al comma 1.

Art. 5.
Presunzione di conformita’
1. Si presumono conformi alle disposizioni del presente decreto le
macchine e le attrezzature di cui all’allegato I, recanti la
marcatura CE, l’indicazione del livello di potenza sonora garantito e
accompagnate dalla dichiarazione CE di conformita’.

Art. 6.
Non conformita’ delle macchine ed attrezzature
1. Qualora nell’esercizio dell’attivita’ di controllo di cui
all’articolo 4, comma 1, sia accertato che macchine ed attrezzature
di cui all’allegato I non sono conformi ai requisiti previsti dal
presente decreto, il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio intima, per iscritto, al fabbricante o al mandatario di
adottare, entro trenta giorni dal ricevimento dell’intimazione
stessa, le misure necessarie per rendere conformi alle prescrizioni
del presente decreto le macchine ed attrezzature in questione e tutti
gli esemplari dello stesso tipo gia’ immessi in commercio o messi in
servizio.
2. Qualora il fabbricante o il mandatario non ottemperi, entro i
termini, alle prescrizioni di cui al comma 1, l’autorita’ di cui al
comma 1 vieta temporaneamente l’immissione in commercio o la messa in
servizio degli esemplari non conformi ed ordina il ritiro temporaneo
di tutti gli esemplari gia’ immessi in commercio o messi in servizio,
a cura e spese del fabbricante o del mandatario.
3. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio informa
immediatamente la Commissione europea e le autorita’ competenti degli
altri Stati membri dei provvedimenti adottati ai sensi del comma 2.
4. A seguito delle conclusioni delle consultazioni avviate dalla
Commissione europea con i soggettiinteressati, ai sensi dell’articolo
9 della direttiva 2000/14/CE, i provvedimenti di cui al comma 2
possono essere definitivamente confermati, modificati o revocati.
5. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
comunica i provvedimenti di cui al comma 2 ai Ministeri delle
attivita’ produttive e del lavoro e delle politiche sociali.

Note all’art. 6:
– Per la direttiva 2000/14/CE vedi note alle premesse.
L’art. 9 cosi’ recita:
“Art. 9 (Non conformita’ delle macchine ed
attrezzature). – 1. Uno Stato membro, qualora accerti che
macchine ed attrezzature di cui all’art. 2, paragrafo 1,
immesse in commercio o messe in servizio non sono conformi
ai requisiti previsti dalla presente direttiva, adotta
tutti gli opportuni provvedimenti affinche’ il fabbricante,
o il suo mandatario stabilito nella Comunita’, le renda
conformi al disposto della presente direttiva.
2. Qualora:
a) vengano superati i valori limite di cui all’art.
12 o
b) la non conformita’ alle altre disposizioni della
presente direttiva persista nonostante i provvedimenti
adottati ai sensi del precedente paragrafo 1, lo Stato
membro interessato adotta tutti gli opportuni provvedimenti
per limitare o vietare l’immissione in commercio o la messa
in servizio della macchina in questione o per assicurarne
il ritiro dal commercio. Lo Stato membro informa
immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri dei
provvedimenti adottati.
3. La Commissione procede il piu’ presto possibile a
consultazioni con i soggetti interessati.
In esito a tali consultazioni, la Commissione constata:
che il provvedimento e’ giustificato, e in tal caso
ne informa immediatamente lo Stato membro che ha assunto
l’iniziativa e gli altri Stati membri; oppure
che il provvedimento non e’ giustificato, e in tal
caso ne informa immediatamente lo Stato membro che ha
assunto l’iniziativa, gli altri Stati membri e il
fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunita’.
4. La Commissione provvede a tenere informati gli Stati
membri sullo svolgimento e l’esito di questa procedura.”.

Art. 7.
Mezzi di impugnazione
1. Qualsiasi provvedimento amministrativo adottato che produce
l’effetto di limitare l’immissione in commercio o la messa in
servizio di macchine e di attrezzature oggetto del presente decreto
deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che
hanno determinato la decisione dell’amministrazione, ai sensi
dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
2. Il provvedimento e’ comunicato, senza indugio, alla parte
interessata con l’indicazione contestuale del termine e
dell’autorita’ cui e’ possibile ricorrere.

Note all’art. 7:
– Per la legge 7 agosto 1999, n. 241 e l’art. 3 vedi
note alle premesse.

Art. 8.
Dichiarazione CE di conformita’
1. Ciascun esemplare di cui all’allegato I, deve essere
accompagnato dalla dichiarazione CE di conformita’ contenente le
indicazioni di cui all’allegato II, redatta a cura del fabbricante o
del suo mandatario, anche in piu’ lingue ufficiali della Comunita’,
purche’ una di esse sia l’italiano. Nel caso di traduzione in lingua
italiana da altra lingua comunitaria e’ sufficiente la traduzione
delle parti scritte, senza ripetere le parti specifiche alla macchina
purche’ sia adottato un chiaro sistema di riferimento incrociato dei
testi.
2. Copia della dichiarazione CE di conformita’ di cui al comma 1 e
della documentazione tecnica di cui all’allegato V, punto 3,
all’allegato VI, punto 3, all’allegato VII, punto 2, e all’allegato
VIII, punti 3.1 e 3.3, deve essere conservata dal fabbricante o dal
suo mandatario per dieci anni dalla data di fabbricazione dell’ultimo
esemplare della macchina e della attrezzatura alla quale si
riferisce.

Art. 9.
Marcatura
1. Le macchine e le attrezzature di cui all’allegato I, immesse in
commercio o messe in servizio, devono recare in modo visibile,
leggibile ed indelebile la marcatura CE di conformita’ e
l’indicazione del livello di potenza sonora garantito, secondo quanto
stabilito all’allegato IV.
2. E’ vietato apporre sulle macchine e sulle attrezzature di cui al
comma 1 marchi o iscrizioni che possono trarre in inganno circa il
significato o il simbolo grafico della marcatura CE o l’indicazione
del livello di potenza sonoro garantito. Possono essere apposti sulla
macchina o sulla attrezzatura altri marchi purche’ cio’ non
pregiudichi la visibilita’ e la leggibilita’ della marcatura CE e
dell’indicazione del livello di potenza sonora garantito.
3. La marcatura CE indica che le macchine e le attrezzature
soddisfano anche i requisiti previsti da altra normativa che, per
differenti aspetti, stabilisce l’obbligo di marcatura. Nel caso in
cui detta normativa attribuisca, per un periodo transitorio, al
fabbricante o al mandatario la facolta’ di scelta in ordine alle
disposizioni da applicare, la marcatura CE deve fare riferimento solo
alle disposizioni applicate, che devono essere riportate nei
documenti, nelle avvertenze o nelle istruzioni per l’uso previsti per
tali macchine ed attrezzature.

Art. 10.
Macchine ed attrezzature soggette
“a limiti di emissione acustica
1. Il livello di potenza sonora garantito delle macchine e delle
attrezzature di cui all’allegato I, parte b), non puo’ superare i
valori limite di emissione acustica stabiliti nello stesso allegato.

Art. 11.
Valutazione della conformita’
1. Prima di immettere in commercio o di mettere in servizio
macchine ed attrezzature di cui all’allegato 1, parte b), il
fabbricante o il mandatario sottopone ciascun tipo di macchina e di
attrezzatura a una delle seguenti procedure di valutazione della
conformita’:
a) procedura di controllo interno della produzione con
valutazione della documentazione tecnica e controlli di cui
all’allegato VI;
b) procedura di verifica dell’esemplare unico di cui all’allegato
VII;
c) procedura di garanzia di qualita’ totale di cui all’allegato
VIII.
2. Ai fini dell’immissione in commercio o della messa in servizio
di macchine e di attrezzature di cui all’allegato I, parte c), il
fabbricante o il mandatario sottopone ciascun tipo di macchina e di
attrezzatura alla procedura di controllo interno della produzione di
cui all’allegato V.
3. Il fabbricante o il mandatario fornisce, su richiesta motivata,
alla Commissione europea e agli altri Stati membri tutte le
informazioni utilizzate nell’ambito della procedura di valutazione
della conformita’ per un dato tipo di macchina e di attrezzatura e,
in particolare, la documentazione tecnica di cui all’allegato V,
punto 3, all’allegato VI, punto 3, all’allegato VII, punto 2, ed
all’allegato VIII, punti 3.1 e 3.3.

Art. 12.
Organismi di certificazione
1. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, con
decreto di concerto con il Ministero delle attivita’ produttive, su
istanza degli organismi interessati e previa verifica del possesso
dei requisiti prescritti, autorizza, per un periodo di cinque anni,
salvo rinnovo, gli organismi demandati ad espletare le procedure di
valutazione di conformita’ di cui all’articolo 11, comma 1, lettere
a), b) e c), entro novanta giorni dal ricevimento della domanda.
Decorso tale termine l’istanza si intende rifiutata.
2. Nelle ipotesi in cui gli organismi interessati richiedano
l’autorizzazione, anche ai fini dell’articolo 8 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, recante
regolamento per l’attuazione delle direttive 89/392/CEE, 91/368/CEE,
93/44/CEE e 93/68/CEE concernenti il riavvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative alle macchine, e’ formulata
un’unica istanza al Ministero delle attivita’ produttive, il quale
provvede con decreto di concerto con il Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio.
3. Con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio, di concerto con il Ministero delle attivita’ produttive:
a) sono disciplinate le procedure, nonche’ i requisiti previsti
ai fini dell’autorizzazione di cui al comma 1. Fino all’adozione del
predetto decreto si applicano le procedure e i requisiti minimi
stabiliti nell’allegato IX;
b) e’ revocata l’autorizzazione nel caso in cui il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio, al quale spetta la
vigilanza sugli organismi di certificazione, riscontri la
sopravvenuta mancanza dei requisiti prescritti o accerti gravi e
reiterate irregolarita’ da parte dell’organismo stesso;
c) e’ sospesa l’autorizzazione di cui al comma 1, previa
contestazione all’organismo stesso dei relativi motivi e fissazione
di un termine di trenta giorni per ricevere eventuali elementi
giustificativi e controdeduzioni, nel caso in cui l’organismo di
certificazione non svolga efficacemente o in modo soddisfacente i
propri compiti;
d) e’ revocata l’autorizzazione se l’organismo di cui al comma 1
non ottempera nei modi e nei tempi indicati a quanto stabilito nel
provvedimento di sospensione di cui alla lettera c).
4. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
notifica alla Commissione europea e agli altri Stati membri gli
organismi di cui al comma 1, i compiti specifici e le procedure
d’esame agli stessi demandati ed i numeri di identificazione
previamente attribuiti dalla Commissione agli stessi organismi,
nonche’ le eventuali revoche e sospensioni ai sensi delle lettere b),
c) e d) del comma 3.
5. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio cura la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del-l’elenco degli organismi
di certificazione e dei relativi aggiornamenti pubblicati nella
Gazzetta ufficiale delle Comunita’ europee, completi del numero di
identificazione loro attribuito dalla Commissione europea.

Note all’art. 12:
– Per il decreto del Presidente della Repubblica
24 luglio 1996, n. 459, vedi note all’art. 2. L’art. 8
cosi’ recita:
“Art. 8 (Organismi di certificazione). – 1. Le
attivita’ di certificazione di cui all’art. 4, relative a
macchine o componenti di sicurezza di cui all’allegato IV,
sono effettuate da organismi autorizzati e notificati ai
sensi del presente articolo.
2. Possono essere autorizzati organismi in possesso dei
requisiti minimi di cui all’allegato VII e degli altri
requisiti stabiliti nel decreto ministeriale 22 marzo 1993,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 78 del 3 aprile 1993, di attuazione del decreto
legislativo 4 dicembre 1992, n. 475. La domanda di
autorizzazione deve essere presentata, nelle forme del
citato decreto ministeriale 22 marzo 1993, all’ispettorato
tecnico del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato.
3. L’autorizzazione e’ rilasciata entro novanta giorni
con decreto del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministero del lavoro e
della previdenza sociale pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana, agli organismi di cui
al comma 2 con organizzazione conforme alle norme UNIEN
45011; trascorsi novanta giorni l’autorizzazione s’intende
negata.
4. Le spese relative alla certificazione sono a totale
carico del costruttore o del suo mandatario stabilito
nell’Unione europea. Le spese relative ai controlli
preliminari connessi alla procedura di autorizzazione degli
organismi sono a totale carico del richiedente.
5. Le amministrazioni che hanno rilasciato
l’autorizzazione determinano gli indirizzi volti ad
assicurare la necessaria omogeneita’ dell’attivita’ di
certificazione, vigilano sull’attivita’ degli organismi
autorizzati e hanno facolta’ di procedere, attraverso
tecnici dei propri uffici centrali e periferici, ad
ispezioni e verifiche per accertare la permanenza dei
requisiti e il regolare svolgimento delle procedure
previste dal presente regolamento, operando in
coordinamento permanente fra loro.
6. Il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, tramite il Ministero degli affari esteri,
notifica tempestivamente alla Commissione dell’Unione
europea e agli Stati membri l’elenco degli organismi
autorizzati ed ogni sua successiva modificazione, anche al
fine della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell’Unione europea. Il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato cura periodicamente la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana degli elenchi aggiornati degli organismi
autorizzati di cui al presente articolo.
7. Nei casi di certificazione previsti dall’art. 4,
comma 1, lettera c), punto 2), l’organismo autorizzato ha
la responsabilita’ della corretta valutazione
dell’adeguatezza del fascicolo tecnico.
8. Nei casi di certificazione previsti dall’art. 4,
comma 1, lettera b) e lettera c), punto 3), l’organismo
autorizzato ha la responsabilita’ della corretta
valutazione della conformita’ del modello di macchina o di
componente di sicurezza esaminato ai requisiti essenziali
di sicurezza di cui all’allegato I.”.
– La direttiva 89/392/CEE e’ pubblicata in GUCE n. L
065 del 5 marzo 1998.
– La direttiva 91/368/CEE e’ pubblicata in GUCE n. L
040 del 13 febbraio 1998.
– La direttiva 93/44/CEE e’ pubblicata in GUCE n. L 065
del 5 marzo 1998.
– La direttiva 93/68/CEE e’ pubblicata in GUCE n. L 216
dell’8 agosto 1997.

Art. 13.
Rilevazione di dati sull’emissione acustica
1. Al fine della rilevazione dei dati relativi all’emissione
acustica, il fabbricante o il mandatario trasmette al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio ed alla Commissione
europea una copia della dichiarazione di conformita’ CE per ciascun
tipo di macchina e di attrezzatura di cui all’allegato I, immesso in
commercio o messo in servizio. Tale obbligo non ricorre qualora sia
gia’ stato soddisfatto in un altro Stato membro della Comunita’.

Art. 14.
Procedura di modifica degli allegati
1. Gli allegati al presente decreto sono modificati, con decreto
del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, in
conformita’ alle variazioni apportate alla direttiva in sede
comunitaria.

Art. 15.
Sanzioni
1. Il fabbricante o il mandatario che immette in commercio o mette
in servizio macchine ed attrezzature di cui all’allegato I, non
accompagnate dalla dichiarazione CE di conformita’ di cui
all’articolo 8, comma 1, e’ punito, fuori dai casi in cui la
violazione costituisce reato, con la sanzione amministrativa
pecuniaria del pagamento di una somma da euro 1000 a euro 50000.
2. Il fabbricante o il mandatario che viola le disposizioni di cui
all’articolo 8, comma 2, e’ punito, fuori dai casi in cui la
violazione costituisce reato, con la sanzione amministrativa
pecuniaria del pagamento di una somma da euro 500 a euro 25000.
3. Il fabbricante o il mandatario che immette in commercio o mette
in servizio macchine ed attrezzature, di cui all’allegato I, prive
della marcatura CE di conformita’ e dell’indicazione del livello di
potenza sonora garantito di cui all’articolo 9, comma 1, e’ punito,
fuori dai casi in cui la violazione costituisce reato, con la
sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro
1000 a euro 50000.
4. Il fabbricante o il mandatario che viola le disposizioni di cui
all’articolo 9, comma 2, e’ punito, fuori dai casi in cui la
violazione costituisce reato, con la sanzione amministrativa
pecuniaria del pagamento di una somma da euro 500 a euro 25000.
5. Il fabbricante o il mandatario che immette in commercio o mette
in servizio macchine ed attrezzature di cui all’allegato I, parte b),
non conformi ai requisiti previsti all’articolo 10, comma 1, e’
punito, fuori dai casi in cui la violazione costituisce reato, con la
sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro
1000 a euro 50000.
6. Il fabbricante o il mandatario che immette in commercio o mette
in servizio macchine ed attrezzature di cui all’allegato I, parte b),
in violazione alle disposizioni di cui all’articolo 11, comma 1, e’
punito, fuori dai casi in cui la violazione costituisce reato, con la
sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro
1000 a euro 50000.
7. Il fabbricante o il mandatario che immette in commercio o mette
in servizio macchine ed attrezzature di cui all’allegato I, parte c),
in violazione alle disposizioni di cui all’articolo 11, comma 2, e’
punito, fuori dai casi in cui la violazione costituisce reato, con la
sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro
1000 a euro 50000.
8. Il fabbricante o il mandatario che viola le disposizioni di cui
all’articolo 11, comma 3, e’ punito, fuori dai casi in cui la
violazione costituisce reato, con la sanzione amministrativa
pecuniaria del pagamento di una somma da euro 500 a euro 25000.
9. Il fabbricante o il mandatario che non ottempera alle
disposizioni di cui all’articolo 13, comma 1, e’ punito, fuori dai
casi in cui la violazione costituisce reato, con la sanzione
amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 1000 a
euro 50000.

Art. 16.
Norma di rinvio
1. Alle procedure di valutazione della conformita’ delle macchine e
delle attrezzature di cui all’articolo 11, a quelle finalizzate alla
designazione degli organismi notificati di cui all’articolo 12, alla
vigilanza sugli organismi stessi, nonche’ all’effettuazione dei
controlli sulle macchine e sulle attrezzature di cui all’articolo 4,
si applicano le disposizioni dell’articolo 47 della legge 6 febbraio
1996, n. 52.
2. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, adotta il decreto per la determinazione delle tariffe di cui
al citato articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52.

Note all’art. 16:
– Per la legge 6 febbraio 1996, n, 52 e l’art. 47 vedi
note alle premesse.

Art. 17.
Abrogazioni
1. Il decreto ministeriale 28 novembre 1987, n. 588, il decreto
ministeriale 28 novembre 1987, n. 592, il decreto ministeriale
3 dicembre 1987, n. 598, il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.
135, il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 136, il decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 137, il decreto ministeriale 4 marzo
1994, n. 316, e il decreto ministeriale 25 marzo 1994, n. 317, sono
abrogati.

Note all’art. 17:
– Il decreto ministeriale 28 novembre 1987, n. 588,
reca: “Attuazione delle direttive CEE n. 79/113, n.
81/1051, n. 85/405, n. 84/533, n. 85/406, n. 84/534, n.
84/535, n. 85/407, n. 84/536, n. 85/408, n. 84/537 e n.
85/409 relative al metodo di misura del rumore, nonche’ al
livello sonoro di potenza acustica di motocompressori gru a
torre, gruppi elettrogeni di saldatura, gruppi elettrogeni
e martelli demolitori azionati a mano, utilizzati per
compiere lavori nei cantieri edili e di ingegneria civile”.
– Il decreto ministeriale 28 novembre 1987, n. 592,
reca: “Attuazione della direttiva 84/532/CEE, relativa alle
attrezzature e macchine per cantieri edili”.
– Il decreto ministeriale 3 dicembre 1987, n. 598,
reca: “Attuazione della direttiva n. 84/538/CEE, relativa
al livello di potenza acustica ammesso dei tosaerba”.
– Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 135, reca:
“Attuazione delle direttive 86/662/CEE e 89/514/CEE in
materia di limitazione del rumore prodotto dagli escavatori
idraulici e a funi, apripista e pale caricatrici”.
– Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 136, reca:
“Attuazione delle direttive 88/180/CEE e 88/181/CEE
relative al livello di potenza acustica ammesso dei
tosaerba”.
– Il decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 137, reca:
“Attuazione della direttiva CEE n. 405/1987, relativa al
livello di potenza acustica ammesso delle gru a torre”.
– Il decreto ministeriale 4 marzo 1994, n. 316, reca:
“Regolamento recante norme in materia di limitazione del
rumore prodotto dagli escavatori idraulici e a funi,
apripista e pale caricatrici. (Gazzetta Ufficiale 27 maggio
1994, n. 122)”.
– Il decreto ministeriale 25 marzo 1994, n. 317, reca:
“Regolamento recante norme relative al livello di potenza
acustica ammesso per i tosaerba”.
“Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comuni-tarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
emanare, entro il termine di un anno dalla data di entrata
in vigore della presente legge, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e
B.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo
l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche’ su di essi sia espresso, entro quaranta giorni
dalla data di trasmissione, il parere dei competenti organi
parlamentari. Decorso tale termine i decreti sono emanati
anche in mancanza del parere. Qualora il termine previsto
per il parere dei competenti organi parlamentari scada nei
trenta giorni che precedono la scadenza dei termini
previsti ai commi 1 o 4 o successivamente, questi ultimi
sono prorogati di novanta giorni.
4. Entro un anno dalla data di entrata in vigore di
ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla
presente legge, il Governo puo’ emanare, con la procedura
indicata nei commi 2 e 3, disposizioni integrative e
correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del
comma 1.
5. In relazione a quanto disposto dall’art. 117, quinto
comma, della Costituzione, i decreti legislativi
eventualmente adottati nelle materie di competenza
legislativa regionale e provinciale entrano in vigore, per
le regioni e province autonome nelle quali non sia ancora
in vigore la propria normativa di attuazione, alla data di
scadenza del termine stabilito per l’attuazione della
rispettiva normativa comunitaria e perdono comunque
efficacia a decorrere dalla data di entrata in vigore della
normativa di attuazione di ciascuna regione e provincia
autonoma.
– L’allegato A della succitata legge cosi’ recita:
“Allegato A
98/24/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998, sulla
protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori
contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il
lavoro (quattordicesima direttiva particolare ai sensi
dell’art. 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE).
1999/21/CE della Commissione, del 25 marzo 1999, sugli
alimenti dietetici destinati a fini medici speciali.
1999/36/CE del Consiglio, del 29 aprile 1999, in
materia di attrezzature a pressione trasportabili.
2000/9/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 marzo 2000, relativa agli impianti a fune adibiti al
trasporto di persone.
2000/14/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’8 maggio 2000, sul ravvicinamento delle legislazioni
degli Stati membri concernenti l’emissione acustica
ambientale delle macchine ed attrezzature destinate a
funzionare all’aperto.
2000/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 maggio 2000, che modifica la direttiva 64/432/CEE del
Consiglio relativa a problemi di polizia sanitaria in
materia di scambi intracomunitari di animali delle specie
bovine e suine.”.

Art. 18.
Disposizioni transitorie
1. Fino alla data del 1 gennaio 2003 e’ consentita l’immissione in
commercio o la messa in servizio di macchine ed attrezzature di cui
all’allegato I conformi alla normativa vigente alla data di entrata
in vigore del presente decreto e gia’ costruite alla stessa data.
2. Fino alla data del 1 luglio 2003 restano ferme le autorizzazioni
provvisorie rilasciate, alla data di entrata in vigore del presente
decreto, agli organismi abilitati a svolgere i compiti di cui
all’articolo 12, comma 1.

Art. 19.
Entrata in vigore
1. Le disposizioni relative ai livelli ridotti di potenza sonora
ammissibili della fase II di cui all’allegato I entrano in vigore a
decorrere dal 3 gennaio 2006.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 4 settembre 2002
CIAMPI
Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Buttiglione, Ministro per le politiche
comunitarie
Matteoli, Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio
Marzano, Ministro delle attivita’
produttive
Sirchia, Ministro della salute
Maroni, Ministro del lavoro e delle
politiche sociali
Castelli, Ministro della giustizia
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Castelli

Allegati

—-> Vedere allegati da pag. 10 a pag. 84

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