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Nuove procedure per il trattamento automatizzato degli aggiornamenti cartografici. Disposizioni e chiarimenti integrativi alla "Istruzione per il rilievo catastale di aggiornamento» e alle circolari n. 2/'87, n. 2/'88 e n. 11/'88.

LETTERA CIRCOLARE n.5 del 30 Ottobre 1989

OGGETTO: Nuove procedure
per il trattamento automatizzato degli aggiornamenti cartografici.
Disposizioni e chiarimenti integrativi alla “Istruzione per il rilievo
catastale di aggiornamento» e alle circolari n. 2/’87, n. 2/’88 e n.
11/’88.

Scopo della presente circolare é quello di fornire ulteriori
chiarimenti ed integrazioni alle disposizioni fin qui impartite
sull’argomento in oggetto, al fine di coordinare ed ottimizzare
l’attività operativa tecnica degli Uffici dipendenti e
dell’ utenza
esterna.

Istituzione variazione dei Punti fiduciali.

Controllo
delle mutue relazioni fra P.F.

Diversità di forma e/o superficie tra
particelle rilevate e documentazione probante

Conservazione dei tipi
di frazionamento

Poligonali con sviluppo complessivo non superiore a
1000 m.

Istituzione variazione dei Punti fiduciali.

In merito
alla utilizzazione dei punti fiduciali si dispone quanto
segue.
Qualora i particolari topocartografici rappresentativi dei
punti fiduciali non risultino esistenti o la loro rappresentazione in
mappa non sia coerente con lo stato di fatto, iI tecnico
professionista può proporre la loro sostituzione, concordando con
l’Ufficio Tecnico Erariale idonei particolari da utilizzare. Detta
metodologia operativa dovrà essere seguita anche per quelle zone ove
l’Ufficio non abbia ancora provveduto alla istituzione dei punti
fiduciali. I punti fiduciali di nuova istituzione o sostitutivi di
precedenti devono essere proposti con apposito modello (allegato A).
Tale modello, vidimato dall’Ufficio in fase di concordato, costituisce
documento probante per la successiva utilizzazione dei punti
fiduciali. L’ Ufficio, in fase di concordato dei punti fiduciali,
dovrà verificare
la congruenza degli stessi con la maglia dei punti
fiduciali nell’ambito del foglio interessato e, se necessario, dei
fogli di mappa adiacenti. L’Ufficio, a seguito dell’accettazione in
qualità di punti fiduciali, in toto o in parte, dei particolari
proposti provvederà alla loro segnalizzazione sui campioni di visura
secondo le modalità descritte nella circ. 11/’88. L’Ufficio, prima del
trattamento dell’atto di aggiornamento, dovrà inserire/variare
nell’archivio su personal computer le informazioni statistiche e
metriche dei punti fiduciali. Si ritiene utile, ma non indispensabile
il rilascio immediato, da parte dell’ Ufficio, delle coordinate dei
punti fiduciali concordati.

Qualora i particolari topocartografici
esistenti sul terreno non consentano l’ individuazione di una maglia
di appoggio con lati di 250-300 m é possibile operare come segue:

utilizzare, in armonia con quanto disposto nella «Istruzione per il
rilievo catastale di aggiornamento”, un punto ausiliario
(rappresentato da un particolare topocartogafico) che, in quanto
raffittimento della maglia di appoggio non può essere considerato
punto fiduciale per i motivi già definiti nella Istruzione appena
citata;
– utiIizzare punti fiduciali posti a mutue distanze superiori
a quelle previste per la maglia di impianto, nel caso in cui le
metodologie di rilievo e la strumentazione garantiscono la precisione
richiesta;
– proporre ed utilizzare, in qualità di punti fiduciali,
elementi stabilmente materializzati ed accessibili pur se non
rappresentati in mappa (fabbricati non censiti o non denunciati, pali
o tralicci di elettrodotti, manufatti su strade o in prossimità di
corsi d’acqua). In questo caso é obbligatorio collegare i punti scelti
agli eventuali punti fiduciali presenti facendo ricorso a misure
sovrabbondanti ed a iperdeterminazioni. La segnalizzazione sul copione
di visura di tali punti fiduciali sarà effettuata sulla base delle
monografie proposte e riportate sul modello ( allegato A ) in fase di
concordato.
I punti fiduciali concordati svolgono, nella mappa
catastale, la loro funzione di reale maglia di appoggio e la loro
scelta dovrà privilegiare particolari che abbiano una rappresentazione
catastale (fabbricati, confini di possesso materializzati, ecc.); in
mancanza di questi ultimi, la scelta potrà ricadere su particolari
topografici che non sono rappresentati in mappa (manufatti, tralicci,
pali luce, ecc.) oppure potranno essere costituiti da elementi di
sufficiente stabilità apposti direttamente dall’utenza esterna quali
ad esempio pilastrini, riferimenti lapidei, pali o picchetti in ferro
affogati in c.a.
– richiedere la determinazione di punti fiduciali,
istituiti direttamente dall’ufficio Tecnico Erariale. Il ricorso a
tale soluzione dovrà essere motivato dalla assoluta carenza
particolari materializzati e dalla mancanza di idonea strumentazione
che garantisca le precisioni previste per lo specifico atto di
aggiornamento. L’Ufficio competente evaderà tali richieste,
compatibilmente con gli altri compiti di istituto, dando priorità a
tale attività nell’ambito degli interventi che investono il rilievo
topografico. I punti apposti (materializzati attraverso elementi che
ne garantiscano una certa nel tempo) dovranno essere collegati alla
rete locale di appoggio di migliore attendibilità, realizzando una
maglia di primo impianto che ne consenta la più ampia utilizzazione e,
per tale motivo, la stessa deve essere utilizzata con lati di 500-600
m, per coprire una più significativa porzione di territorio.

Per
quanto concerne il trattamento elaborativo dei punti fiduciali si
specifica quanto segue:

– se i punti fiduciali utilizzati ricadono
in un comune diverso da quello cui l’atto di aggiornamento si
riferisce, gli stessi, nella redazione del libretto delle misure,
devono essere codificati nella seguente forma:

Pfxx / yyyw / zzzz

dove i simboli Pfxx e yyyw sono quelli descritti nella circ. 2/88
mentre il termine zzzz rappresenta il codice nazionale catastale del
Comune ove il punto fiduciale ricade.
– se alcuni punti fiduciali
utilizzati ricadono in una provincia diversa da quella cui l’atto di
aggiornamento si riferisce, si utilizzerà, con le modalità espresse al
punto precedente, il codice di un punto fittizio la cui definizione
verrà eseguita direttamente dall’Ufficio Tecnico Erariale competente.
L’Ufficio Tecnico Erariale dovrà predisporre il codice del comune
fittizio e renderlo noto all’utenza esterna.

Controllo delle mutue
relazioni fra P.F.

Fra le verifiche condotte dall’ Ufficio, per
controllare la buona tecnica utilizzata dal professionista nella
redazione dell’atto di aggiornamento, é di particolare importanza
quella condotta sulle relazioni mutue (distanze) fra i punti fiduciali
interessati dal rilievo. In particolare, chiamando dm la distanza fra
due punti fiduciali calcolata sulla base delle misure eseguite dal
tecnico professionista e dc la corrispondente calcolata sulla base
delle coordinate associate ai punti fiduciali nei relativi archivi
residenti su personal computer, dovranno essere verificate le seguenti
condizioni:

a) relazione fra due punti fiduciali mai interessata da
un rilievo di aggiornamento. In questo caso la differenza – senza
segno – fra i termini dm e dc deve risultare minore di 1,5 – 3 m. La
scelta, da parte dell’Ufficio, del limite di confronto sarà dettata in
funzione della situazione cartografica (scala di rappresentazione,
supporto grafico da cui sono state estratte le coordinate dei punti
fiduciali. etc.). Qualora la differenza non rientri nei limiti
definiti il tecnico professionista potrà produrre misure
sovrabbondanti e iperdeterminazioni della relazione in esame al fine
di supportare e semplificare le operazioni di approvazione dell’atto
di aggiornamento e l’eliminazione di eventuali incongruenze;
b)
relazione fra due punti fiduciali interessata da uno o più rilievi di
aggiornamento. In questo caso la differenza – senza segno – fra i
termini dm e dc deve risultare minore dei termini riportati al
paragrafo 4 della “Istruzione per il rilievo catastale di
aggiornamento”. Qualora il confronto non risulti verificato il tecnico
professionista potrà supportare le misure eseguite producendo
iperdeterminazioni topometriche della relazione in esame per i motivi
sopra specificati.

Diversità di forma e/o superficie tra particelle
rilevate e documentazione probante.

Qualora nell’aggiornamento
geometrico delle particelle si riscontri una diversità di forma e/o di
superficie tra quelle rilevate e quelle rappresentate nei documenti
probanti (disegni quotati per atti precedenti il 1969, frazionamento e
mappa catastale) si dovranno verificare le differenze tra le linee
rappresentate e le corrispondenti rilevate.
Le verifiche possono
essere eseguite:
a) mediante controlli di tipo analitico (confronto
di misure) se si utilizza un disegno quotato o un frazionamento in
qualità di documento probante;
b) mediante sovrapposizione grafica se
l’unico documento probante è rappresentato dalla mappa.

In
riferimento ai documenti utilizzati per il confronto, i limiti massimi
di accettabilità risultano i seguenti:
– per il confronto delle
misure, di cui ai punto a), attraverso le formule di tolleranza
riportate al paragrafo 4 della “Istruzione per il rilievo catastale di
aggiornamento”;
– per il confronto condotto per sovrapposizione, di
cui al punto b) utilizzando la relazione

dove e rappresentano
distanze fra punti omologhi della geometria particellare di cui la
prima é desunta dalla mappa mentre la seconda dalle misure dirette o
indirette. La scelta, da parte dell’Ufficio, del limite di confronto
sarà dettata in funzione della situazione: cartografica (scala di
rappresentazione, supporto grafico da cui sono state estratte le
coordinate dei punti p3 e p4, ecc.).

Verificata l’accettabilità
delle anomalie riscontrate sulla forma si dovrà procedere alla
verifica delle superfici ( superficie rilevata e superficie in atti
catastali) controllando che la loro differenza sia contenuta entro il
limite di tolleranza, che viene qui definit…

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