Accordo tra Governo, regioni, province, comuni e comunita' montane per la programmazione dei percorsi dell'istruzione e formazione tecnica superiore per l'anno 2000-2001 | Architetto.info

Accordo tra Governo, regioni, province, comuni e comunita’ montane per la programmazione dei percorsi dell’istruzione e formazione tecnica superiore per l’anno 2000-2001

Accordo tra Governo, regioni, province, comuni e comunita' montane per la programmazione dei percorsi dell'istruzione e formazione tecnica superiore per l'anno 2000-2001 e delle relative misure di sistema a norma del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

LA CONFERENZA UNIFICATA
Visto l’art. 8, comma 1, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, il quale dispone che la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie
locali e’ unificata per le materie e i compiti di interesse comune
delle regioni, delle province, dei comuni e delle comunita’
montane, con la Conferenza Stato-regioni;
Visto l’art. 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, che dispone che questa Conferenza promuove e
sancisce accordi tra Governo, regioni, province, comuni e comunita’
montane, al fine di coordinare l’esercizio delle rispettive
competenze e svolgere in collaborazione attivita’ di interesse
comune;
Visti i capi III e IV, del titolo IV, del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, relativi al conferimento di funzioni e compiti
amministrativi dallo Stato alle regioni e agli enti locali, in
attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59, in materia di
istruzione scolastica e di formazione professionale;
Visto l’art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, che dispone,
per riqualificare e ampliare l’offerta formativa destinata ai
giovani e agli adulti, occupati e non occupati, nell’ambito del
sistema di formazione integrata superiore, l’istituzione del
sistema dell’istruzione e della formazione tecnica superiore;
Visto l’accordo per l’individuazione degli standard minimi di
funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego, sancito da questa
Conferenza nella seduta del 16 dicembre 1999 (repertorio atti n.
200/C.U.);
Visto il documento sulla riorganizzazione e il potenziamento della
formazione superiore integrata approvato da questa Conferenza il 9
luglio 1998 (repertorio atti n. 43/C.U);
Visto il parere espresso da questa Conferenza nella seduta del 4
aprile 2000 (repertorio atti n. 255/C.U.) sullo schema del
regolamento di attuazione dell’art. 69 della legge 17 maggio 1999,
n. 144, concernente l’istruzione e la formazione tecnica superiore;
Visto l’accordo sancito da questa Conferenza il 2 marzo 2000
(repertorio atti n. 222/C.U.) relativo alla valutazione e
certificazione dei percorsi di istruzione e formazione tecnica
superiore previsti dai progetti pilota 1998/1999;
Visto lo schema di accordo, di concerto con i Ministri del lavoro e
della previdenza sociale e dell’universita’ e della ricerca
scientifica e tecnologica, trasmesso dal Ministro della pubblica
istruzione il 4 agosto 2000;
Considerato che il 6 settembre 2000, in sede tecnica, i
rappresentanti delle regioni hanno avanzato proposte di modifica al
testo dello schema di accordo in oggetto, che sono state condivise
dai rappresentanti dell’ANCI e dell’UPI e accolte dai
rappresentanti delle amministrazioni centrali, e che lo stesso e’
stato ritrasmesso il 7 settembre nella stesura definitiva con le
modifiche concordate in sede tecnica;
Acquisito l’assenso del Governo, delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita’ montane;
Sancisce il seguente accordo, nei termini sottoindicati:
Governo, regioni, province, comuni e comunita’ montane
Ritenuto opportuno avviare la programmazione dei percorsi dell’IFTS
2000-2001 sulla base degli atti citati in premessa e dei risultati
del monitoraggio dei progetti pilota, avviati negli anni 1998-1999;
Considerata la necessita’ di concordare le linee guida relative
alla fase di programmazione per gli anni 2000-2001, in attesa della
compiuta messa a regime del nuovo sistema;
Convengono di effettuare la programmazione dei piani regionali dei
percorsi dell’istruzione e formazione tecnica superiore e delle
relative misure di sistema, secondo l’unito documento tecnico ed i
relativi allegati, che costituiscono parte integrante del presente
accordo;
di definire un unico piano di ripartizione delle risorse necessarie
a finanziare la realizzazione degli interventi previsti dai piani
regionali per i percorsi dell’IFTS degli esercizi finanziari 2000-
2001;
di individuare il 15 novembre 2000, quale prima data di
presentazione dei suddetti piani ed il 15 febbraio 2001 quale data
successiva.
Roma, 14 settembre 2000
Il presidente Loiero
Il segretario della Conferenza Stato-regioni Carpani
Il segretario della Conferenza Stato-citta’ed autonomie locali
Magliozzi

DOCUMENTO TECNICO
Programmazione dei percorsi IFTS per l’anno 2000-2001 e delle
relative misure di sistema
1. La programmazione a livello nazionale
1. La fase 2000-2001 persegue l’obiettivo di avviare la messa a
regime del sistema dell’IFTS, istituito con l’art.69 della legge 17
maggio 1999 n.144 con particolare riferimento a quanto previsto nel
relativo regolamento applicativo in corso di perfezionamento.
2.Per il conseguimento dell’obiettivo di cui al comma precedente,
il processo di concertazione istituzionale con le Regioni e gli
Enti locali nonché la partecipazione delle Parti sociali si
realizzano sulla base dei risultati della sperimentazione
1998/99/00, secondo i criteri generali definiti dal Comitato
nazionale e dai Comitati regionali per l’IFTS nei rispettivi ambiti
di riferimento.
3. Al fine di sviluppare un sistema nazionale, riconoscibile in
ambito internazionale, sono incentivati progetti concordati tra le
Regioni per il raggiungimento di obiettivi comuni.
4. I percorsi dell’IFTS 2000 – 2001 sono programmati in modo da
rispondere agli standard di percorso e di competenza richiamati
nella nota operativa per la progettazione (all. A).
5. Ai percorsi dell’IFTS 2000 – 2001 possono accedere anche coloro
che non sono in possesso del diploma di istruzione secondaria
superiore, secondo le procedure di accreditamento contenute nella
citata nota operativa, applicate sperimentalmente nell’anno
medesimo.
6. Ai fini della selezione degli aspiranti alla partecipazione dei
percorsi, i relativi bandi devono essere definiti secondo i criteri
generali determinati dal Comitato nazionale e gli eventuali
ulteriori criteri individuati dai Comitati regionali per l’IFTS.
7. Per la valutazione e la certificazione dei percorsi dell’IFTS,
si applica quanto previsto dall’Accordo sancito dalla Conferenza
Unificata il 2 marzo 2000, pubblicato sulla G. U. del 12 luglio
2000.
8. Per la classificazione e la comparabilità internazionale degli
esiti della formazione, sono adottati i riferimenti agli indicatori
internazionali e ai sistemi di classificazione contenuti nella
predetta nota operativa.
9. Il Comitato nazionale dell’IFTS promuove azioni di sistema che
hanno lo scopo di sostenere l’impegno delle Regioni e degli Enti
locali, con particolare riferimento a:
l’attivazione, presso l’Istituto Nazionale di Documentazione per
l’innovazione e la Ricerca Educativa, con l’assistenza tecnica
dell’ISFOL e dell’ISTAT, della banca dati relativa al sistema
dell’istruzione e formazione tecnica superiore, in modo da
assicurare l’integrazione con i sistemi informativi delle Regioni;
il monitoraggio e la valutazione in modo integrato con le attività
svolte dalle Regioni;
l’individuazione e la circolazione di buone prassi
la formazione integrata dei formatori e degli altri operatori
coinvolti;
1.2. L’individuazione delle figure professionali
1.2.1. I1 processo di individuazione delle figure professionali va
effettuato dalle Regioni sulla base di alcuni elementi
fondamentali, quali:
a – le linee strategiche in tema di occupazione, lavoro,
investimenti individuate nel Piano Nazionale per l’occupazione, nel
Documento di programmazione economico-finanziaria e nella
programmazione di Agenda 2000;
b – le aree del mercato del lavoro a livello sovranazionale,
nazionale, regionale e locale – rilevanti dal punto di vista del
fabbisogno di professionalità emergente nel breve e medio periodo;
c – i risultati delle indagini sui fabbisogni formativi, a partire
da quelle condotte dagli organismi costituiti dalle parti sociali;
d – le indicazioni provenienti dalla precedente sperimentazione
dell’IFTS, in relazione all’individuazione delle figure
professionali (campi privilegiati e tipologie di professionalità),
comunque reperibili con riferimento ad esperienze pregresse;
e – le linee della programmazione 2000-2001 – elaborate dalle
Regioni -contenenti indicazioni circa i campi formativi e le figure
professionali;
f – i processi di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e
gli obiettivi individuati nel piano straordinario per la formazione
dei pubblici dipendenti.
1.2.2. Allo scopo di avviare la definizione degli standard minimi
delle competenze, il Comitato nazionale dell’IFTS costituisce i
comitati di settore, ai quali partecipano esperti in rappresentanza
dei soggetti coinvolti, a partire dalle associazioni datoriali e
dalle rappresentanze sindacali di settore.
1.2.3. A livello regionale compete, altresì, l’individuazione delle
specificità dei relativi profili professionali e l’eventuale
implementazione degli standard formativi minimi.
2. Il percorso di programmazione a livello regionale
2.1 Le Regioni perseguono l’integrazione dei diversi sistemi di
istruzione e formazione e realizzano il confronto con le parti
sociali avvalendosi dei Comitati regionali per l’IFTS – costituiti
con proprio atto – che possono essere collocati anche all’interno
di altri organismi concertativi. I Comitati regionali svolgono
funzioni consultive e propositive inerenti il sistema dell’IFTS.
2.2. L’efficacia della programmazione regionale è correlata
all’effettivo funzionamento dei Comitati per l’IFTS che le Regioni
organizzano secondo criteri che ne assicurino la migliore
operatività. Il numero dei componenti va determinato assicurando la
rappresentanza, oltreché delle Regioni stesse e delle autonomie
locali, dell’amministrazione decentrata del Ministero della P.I.
con la presenza del responsabile dell’ufficio scolastico ubicato
nel capoluogo di regione, del coordinamento regionale delle
università, delle parti sociali maggiormente rappresentative a
livello regionale. La funzione di componente del Comitato regionale
è incompatibile con quella di partecipante, a qualunque titolo,
alla progettazione e realizzazione dei progetti dell’IFTS.
2.3. Le Regioni predispongono – avvalendosi dei Comitati regionali
per l’IFTS e con i supporti ritenuti opportuni – le linee della
programmazione regionale, tenendo conto delle indicazioni degli
Enti locali e dei primi elementi conoscitivi delle esperienze in
corso. Le linee medesime comprendono anche le azioni di sistema
considerate prioritarie che sono indicate al punto 2.4.
2.4. In un quadro nazionale di coerenza degli obiettivi di sviluppo
e di piena attuazione delle politiche attive del lavoro nonché di
pari opportunità su tutto il territorio, le Regioni e gli Enti
locali si impegnano a promuovere le seguenti azioni di sistema:
a) migliorare la qualità dell’offerta formativa soprattutto nelle
aree in cui è carente, con particolare riferimento all’ambito della
piccola e media impresa innovativa, dei servizi e della pubblica
amministrazione.
b) monitorare i risultati dei percorsi dell’IFTS in termini di
occupazione;
c) rafforzare, gli interventi finalizzati a:
il miglioramento delle capacità di concertazione e la
programmazione a livello locale;
l’attivazione di interventi di formazione delle figure coinvolte
nelle attività, anche con modalità innovative, ivi compresa la
formazione a distanza;
ulteriori misure indicate nell’allegato A, punto 10, con
l’obiettivo di realizzare la più efficace
personalizzazione dei medesimi e l’accompagnamento al lavoro.
2.5. Tutti i progetti dei percorsi dell’IFTS sono oggetto di bandi
emanati dalle Regioni o dagli Enti locali delegati secondo l’unito
schema di disciplinare (allegato B).
2.6. I progetti presentati sono selezionati da apposite commissioni
costituite dalle Regioni secondo i criteri deliberati dalla Giunta
regionale anche su indicazione dei Comitati regionali per PIFTS,
con particolare riferimento alle priorità della programmazione
regionale.
2.7. Nell’atto di costituzione delle commissioni sono resi noti i
criteri stabiliti dai Comitati regionali dell’IFTS per la loro
composizione. Non possono far parte delle commissioni soggetti che
partecipano, a qualsiasi titolo, alla progettazione e realizzazione
di percorsi dell’IFTS.
2.8. Alla scheda di presentazione dei piani regionali (allegato C)
vanno acclusi i formulari dei relativi progetti approvati secondo
lo schema contenuto nell’allegato D. I piani regionali sono
considerati ricevibili solo se acquisiti per via telematica nei
tempi e secondo le modalità di cui al presente punto, all’indirizzo
che verrà successivamente comunicato dal M. P. L; sono considerati
ammissibili solo se corredati dalla relativa delibera adottata
formalmente dalla Giunta regionale, che stabilisce la misura delle
risorse finanziarie messe a disposizione. Sono considerati
inammissibili i piani redatti senza la previa indicazione dei
criteri di selezione dei progetti.
3. Definizione dei piani regionali e del piano nazionale
3.1. Le Regioni si impegnano ad indicare, oltre alle risorse messe
a disposizione dalle Amministrazioni centrali per l’IFTS, risorse
aggiuntive, anche utilizzando quelle provenienti dai programmi del
Fondo Sociale Europeo, in misura non inferiore al 30% del costo
complessivo dei piani approvati. Gli enti locali possono concorrere
con risorse proprie all’ampliamento delle disponibilità finanziarie
a base della programmazione regionale, oltre ad altri soggetti
pubblici e privati.
3.2. Il piano nazionale è definito sulla base dei piani regionali,
dopo la verifica dei requisiti di ricevibilità ed ammissibilità di
cui al punto 2.8. e della quota di finanziamento regionale di cui
al punto 3.1.
3.3. Per la programmazione 2000/2001, il Ministero della P. I.
mette a disposizione le seguenti
risorse:
L 440/97 e.f. 2000 cap. 1250 Lit 19.350.000.000
CIPE (del.14/2000) e. £ 2000 cap. 1390 Lit 13.000.000.000
CIPE (del.14/2000) e.f. 2001 cap. 1390 Lit 77.000.000.000
TOTALE Lit 109.350.000.000
Alle risorse suindicate si aggiungono quelle destinate alle Regioni
del Mezzogiorno (OB 1) dall’Ue nell’ambito della programmazione dei
fondi strutturali 2000-2006 con riferimento al programma operativo
nazionale a titolarità del M. P. L.
3.4. Per l’individuazione delle norme amministrativo – contabili da
applicare alla gestione e alla rendicontazione degli interventi
integrati, devono essere assunti riferimenti univoci, che
promuovano la messa in comune delle risorse disponibili ai vari
livelli territoriali, ivi comprese quelle comunitarie. A questo
fine deve essere definito un apposito vademecum, tenuto conto delle
linee guida proposte dal Comitato nazionale per l’IFTS.

ALLEGATO A
Nota operativa per la progettazione dei percorsi di Istruzione e
Formazione Tecnica Superiore1
1. Oggetto
Il sistema di istruzione e formazione tecnica superiore, di seguito
denominato IFTS, istituito dall’articolo 69 della legge 17 maggio
1999, n° 144, è articolato in percorsi che hanno l’obiettivo di
formare figure professionali a livello post-secondario, per
rispondere alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e
privato, con particolare riguardo al sistema dei servizi degli Enti
locali e dei settori produttivi interessati da innovazioni
tecnologiche e dalla internazionalizzazione dei mercati secondo le
priorità indicate dalla programmazione economica regionale.
Le figure professionali relative ai percorsi sono connotate da un
elevato grado di conoscenze culturali e competenze di base,
trasversali e tecnico-professionali approfondite e mirate e sono
corrispondenti a quelle previste al IV livello CEE (Decisione
85/368/CEE).
Gli elementi costitutivi di tali percorsi sono rintracciabili nei
seguenti aspetti:
– una integrazione dei soggetti istituzionali e delle strutture
formative del territorio (scuola, università, formazione
professionale), valorizzandone il contributo in termini di
competenze differenziate;
– un forte legame con i fabbisogni di professionalità connessi alla
programmazione dello sviluppo economico, ponendo particolare
attenzione a quei settori in cui è debole l’offerta formativa
esistente;
– uno stretto raccordo con il mondo del lavoro, anche attraverso la
partecipazione delle Parti sociali;
– un’offerta aperta e flessibile, centrata sulle condizioni di
partecipazione dei soggetti, che preveda la fruizione dei percorsi
da parte di giovani ed adulti occupati e non occupati;
– il potenziamento della funzione formativa dell’esperienza di
lavoro, attraverso un ampio ricorso all’alternanza tra formazione.
d’aula e formazione pratica nei contesti lavorativi.
2. Modalità di accesso
Accedono ai percorsi IFTS, di norma, i giovani e gli adulti in
possesso del diploma di scuola secondaria superiore. L’accesso è
consentito inoltre anche a coloro che non sono in possesso di tale
titolo, previo accreditamento delle competenze acquisite in
precedenti percorsi di istruzione, formazione e lavoro successivi
all’assolvimento dell’obbligo scolastico, tenendo conto, in
particolare, della qualifica conseguita nell’assolvimento
dell’obbligo formativo di cui all’art. 68 della L.144/99. Tale
accreditamento consiste nell’attestazione delle competenze
acquisite in precedenza, anche attraverso l’esperienza di lavoro e
di vita, e nel riconoscimento di eventuali crediti formativi al
fine di determinare la durata del percorso individuale.
Per le procedure da seguire nella fase 2000-2001 si fa rinvio al
successivo paragrafo 6.
3. Gli standard di percorso
I percorsi di IFTS rispondono ai seguenti standard di percorso:
a) caratteristiche strutturali:
i percorsi devono essere progettati e gestiti da almeno 4 soggetti
formativi: la scuola, la formazione professionale, l’università,
l’impresa o altro soggetto pubblico o privato, tra loro associati
in atto formale anche in forma consortile; la conduzione
scientifica di ciascun percorso è affidata ad un Comitato di
progetto, composto da tutti i soggetti formativi;
la durata è compresa tra un minimo di 2 ed un massimo di 4
semestri, per un monte ore non inferiore alle 1.200 ore e non
superiore alle 2.400; per i lavoratori occupati, tale monte ore può
essere congruamente distribuito in tempi più lunghi tenendo conto
dei tempi e delle modalità proprie dell’attività lavorativa;
l’attività di tirocinio formativo e stage aziendale, non può essere
inferiore al 30% del monte ore totale; tale attività è
obbligatoria, deve rispondere a standard di qualità, può essere
svolta anche all’estero e deve essere collocata all’interno dei
corrispondenti sistemi di certificazione europei;
il corpo docente deve essere composto per almeno il 50% da esperti
provenienti dal mondo del lavoro che abbiano maturato almeno 5 anni
di esperienza professionale;
la strutturazione dei percorsi deve articolarsi in moduli e/o unità
capitalizzabili intese come un insieme di competenze, autonomamente
significativo e certificabile; i curricoli fanno riferimento a
competenze di base, trasversali e tecnico-professionali;
le competenze acquisite ad esito del percorso, nonché i requisiti
per l’accesso ai percorsi, devono rispondere agli standard minimi
definiti dalla normativa in vigore;
devono essere attivate misure di accompagnamento (informazione,
orientamento, consulenza formativa e professionale, supporto
individuale, monitoraggio degli abbandoni, inserimento lavorativo)
a supporto della frequenza e del conseguimento dei crediti, delle
certificazioni intermedie e finali e di inserimento professionale;
le figure vanno riferite al quarto livello della classificazione
comunitaria delle certificazioni adottata con decisione del
Consiglio 85/368/CEE, alla classificazione delle professioni
relative ai tecnici intermedi adottata dall’Istituto nazionale di
statistica (CP ’91), al sistema di classificazione delle attività
economiche (ATECO ’91), richiamate rispettivamente negli allegati
prospetti A2 e A3
b) progettazione formativa
La progettazione didattica dei percorsi di IFTS tiene conto dei
seguenti elementi: l’analisi delle categorie dei destinatari e
delle loro esperienze formative e lavorative, prevedendo eventuali
moduli di messa a livello delle conoscenze/competenze
la scansione modulare del percorso, al fine di consentire una
verifica in itinere degli apprendimenti e la certificazione
intermedia delle competenze acquisite;
l’individualizzazione dei percorsi, con la possibilità di entrate
ed eventuali uscite in itinere, rispetto la valutazione dei crediti
formativi acquisiti;
la struttura del percorso, in termini di bilanciamento delle
diverse componenti (attività di aula, laboratorio, esercitazioni,
tirocinio, ecc.);
l’utilizzo di metodologie e tecnologie didattiche interattive e
innovative; il coinvolgimento di operatori con diverse funzioni
(coordinatori, docenti, tecnici, esperti, tutor d’aula e aziendali,
ecc.), in relazione alle diverse fasi e obiettivi del percorso.
Altri elementi di progettazione organizzativa dei percorsi IFTS
sono:
la selezione dei partecipanti: analisi dei requisiti per l’accesso;
le modalità di accoglienza: esplorazione delle motivazioni
individuali, accreditamento delle competenze in ingresso,
definizione del patto formativo;
l’organizzazione del corso, con particolare attenzione a modalità
differenti di partecipazione tali da favorire l’accesso di adulti
occupati e non: sedi e orari; materiali di lavoro; aspetti
amministrativi-gestionali; ecc.).
4. L’analisi dei fabbisogni e definizione delle figure
I percorsi IFTS sono relativi a figure professionali individuate
dalle Regioni, sulla base dei criteri stabiliti dai Comitati
Regionali per l’IFTS, tenuto conto dei seguenti elementi
fondamentali:
le, linee strategiche in tema di occupazione, lavoro, investimenti
individuate nel NAP Italia, nel DPEF e nella programmazione di
Agenda 2000;
le aree del mercato del lavoro a livello sovranazionale, nazionale,
regionale e locale rilevanti dal punto di vista del fabbisogno di
professionalità emergente nel breve e medio periodo;
i risultati delle indagini sui fabbisogni formativi a partire da
quelle condotte dagli organismi costituiti dalle parti sociali;
le indicazioni provenienti dalla precedente sperimentazione
dell’IFTS in relazione all’individuazione delle figure
professionali (campi privilegiati e tipologie di professionalità) o
comunque reperibili con riferimento ad esperienze pregresse;
le linee di programmazione regionale 2000-2001 elaborate dalle
Regioni contenenti
indicazioni circa i campi formativi e le figure professionali;
i processi di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e gli
obiettivi individuati nel piano straordinario per la formazione dei
pubblici dipendenti.
5. Gli standard minimi delle competenze
Gli standard delle competenze determinano i requisiti minimi per
l’accesso al percorso formativo dell’IFTS e il risultato minimo in
esito ad esso, specificato in termini di competenze verifcabili e
certificabili, che a se stanti possono essere riconosciute come
crediti formativi.
Gli standard minimi sono da contestualizzarsi a livello regionale
dovendo rispondere pienamente alle necessità di adattamento delle
figure professionali ai diversi contesti produttivi e territoriali.
Gli standard fanno riferimento a competenze di base trasversali e
tecnico professionali.
Per competenze di base si intende l’insieme delle conoscenze (e
della loro capacità d’uso) che costituiscono sia la base minima per
l’accesso al lavoro e alle professioni, sia il requisito per
l’accesso a qualsiasi percorso di formazione ulteriore. .
Per competenze trasversali si intende l’insieme di competenze che
vengono espresse nelle diverse situazioni lavorative e che
consentono al soggetto di trasformare i saperi in un comportamento
lavorativo efficace in un contesto specifico e che rappresentano
obiettivi strategici di un processo formativo fondamentale per
rafforzare l’apprendimento e le risorse dell’individuo.
Le competenze tecnico professionali sono invece costituite dai
saperi e dalle tecniche connesse all’esercizio delle attività
operative richieste dai processi di lavoro e sono strettamente
connesse alle diverse figure professionali.
Le indicazioni che seguono in merito alle competenze di base e
trasversali rappresentarlo l’avvio di un percorso dinamico di
definizione; sono periodicamente aggiornate e costituiscono un
punto di convergenza continuo fra gli attori del sistema
rappresentati nel Comitato nazionale dell’IFTS.
Competenze di base e trasversali
Indipendentemente dai settori e dalle figure professionali di
riferimento, le competenze alfabetico funzionali e aritmetico-
matematiche (“literacy” e “numeracy”)2 sono da considerarsi
requisiti culturali minimi fondamentali e irrinunciabili per
l’accesso ad un canale di livello post secondario.
L’analisi dei fabbisogni messa a punto dalle diverse parti sociali
ha evidenziato, a garanzia di un reale e concreto diritto di
cittadinanza, la necessità di competenze relative ai nuovi alfabeti
ed in particolare, la lingua inglese e l’informatica di base3. Il
loro raggiungimento, ritenuto ineludibile per un tecnico superiore,
verrà facilitato, sin dalla fase di avvio ai corsi, eventualmente
anche attraverso l’attuazione di specifici moduli preliminari ai
corsi previsti. Gli standard in esito ai percorsi prevedono
competenze nei seguenti ambiti: Competenze di base competenze in
lingua inglese; competenze informatiche di base; competenze
giuridiche (con riferimento al diritto comunitario ed
internazionale, disciplina del rapporto di lavoro e
contrattualistica, tecniche di ricerca attiva del lavoro,
prevenzione e tutela della salute, sicurezza sul lavoro);
competenze economico-aziendali (con riferimento all’economia
territoriale e al settore professionale oggetto del corso).
Competenze trasversali
Le competenze trasversali riguardano i seguenti ambiti:
comunicativo/relazionale (diagnosticare, relazionarsi, affrontare,
con particolare riferimento allo sviluppo di capacità di
autoapprendimento);
organizzativo (osservare, analizzare e situarsi in un contesto
organizzativo, pianificare le risorse e gli obiettivi, lavorare in
gruppo, negoziare).
Si sottolinea che tali indicazioni non implicano il rinvio a
specifici insegnamenti o discipline, ma si riferiscono a competenze
che possono essere acquisite tramite un’adeguata strutturazione dei
percorsi formativi (unità formative trasversali, metodologie
didattiche, stage).
6. L’accreditamento in ingresso
Ai percorsi dell’IFTS accedono, di regola, coloro che sono in
possesso del Diploma di istruzione secondaria superiore. E’
consentito l’accesso anche a coloro che, pur non in possesso di
tale titolo, possiedano adeguate competenze acquisite in ambito
lavorativo o nell’adempimento dell’obbligo formativo da verificarsi
nell’ambito delle procedure di accreditamento; di conseguenza
possono accedere ai percorsi dell’IFTS soltanto coloro che abbiano
comunque dimostrato di possedere i requisiti culturali minimi
fondamentali ed irrinunciabili per l’accesso ad un canale di
livello post secondario, indicati al punto 5.
Il percorso di accreditamento viene avviato una volta espletate le
procedure per la selezione dei partecipanti ai corsi.
Tali procedure vengono gestite direttamente dai comitati tecnico-
scientifici di progetto sulla base dei criteri stabiliti a livello
regionale.
L’accreditamento delle competenze in ingresso ai percorsi IFTS è
funzionale a:
verificare le caratteristiche individuali (titoli, esperienze,
competenze, ecc.) all’avvio del percorso;
accertare eventuali competenze già acquisite da considerarsi quali
crediti formativi per la determinazione della durata del percorso
individuale
definire, ove necessario, l’opportunità di predisporre misure
specifiche di accompagnamento e/o integrazione del percorso a
garanzia del successo formativo
L’accreditamento in ingresso si attua nelle fasi di individuazione
delle acquisizioni pregresse e nel riconoscimento di eventuali
crediti formativi.
In tali fasi le procedure di accreditamento dovranno essere
condotte attivando un percorso sequenziale che preveda, previa una
fase di orientamento volta all’approfondimento delle motivazioni,
del fabbisogno formativo e della progettualità individuale a
garanzia e nel rispetto delle istanze dell’utente, le seguenti
funzioni:
valutazione/accertamento funzione di natura tecnica posta a
garanzia delle istanze progettuali, finalizzata a porre in
trasparenza le effettive caratteristiche degli utenti e definirne
la coerenza con i prerequisiti del percorso al fine di assicurare
il successo nel raggiungimento dei risultati attesi;
riconoscimento/attestazione, funzione di natura formale posta a
garanzia istituzionale, finalizzata a sancire da un lato le
competenze già acquisite per l’accesso (particolarmente laddove sia
necessario stabilire una equiparazione al titolo di studio),
dall’altro i crediti formativi ai fini di una fruizione
personalizzata del percorso.
Nello svolgimento del processo di accreditamento indicato occorrerà
considerare la sostanziale diversità delle dimensioni poste al
centro dell’analisi a seconda che si tratti di:
giovani per i quali occorrerà accentuare gli aspetti legati al
supporto motivazionale e alla progettualità nella prospettiva di
primo inserimento nel mondo del lavoro;
adulti, in possesso di un patrimonio di esperienze formative e
professionali, per i quali il percorso dell’IFTS rappresenta una
opzione formativa nella prospettiva del lifelong learning, e che
quindi occorrerà sostenere particolarmente nella fase di
ricostruzione dell’esperienza pregressa e di definizione di
prospettive di sviluppo professionale.
Nel rispetto delle indicazioni nazionali, ciascun Comitato di
progetto dei percorsi dell’IFTS individua le modalità specifiche e
gli strumenti per svolgere l’accreditamento tenendo conto del
progetto formativo e della tipologia di utenti.
Al fine di garantire omogeneità nelle procedure, vengono di seguito
indicate alcune modalità generali:
a fini di orientamento: colloqui condotti da consiglieri di
orientamento o da insegnanti, docenti, tutor dotati di competenze
psicologiche e pedagogiche, designati dal Comitato di Progetto;
a fini di valutazione/accertamento: composizione di un Dossier
individuale per la ricostruzione e documentazione del curriculum
pregresso. Tale Dossier, elaborato dal partecipante con
l’assistenza di una delle professionalità indicate per le funzioni
di orientamento, conterrà informazioni, messe a disposizione degli
utenti, documentate, autodichiarate e/o eventualmente approfondite
nell’ambito di colloqui specifici, nei seguenti ambiti:

1. istruzione/formazione (ad es. titoli di studio, certificazioni o
attestazioni formative, esperienze formative interrotte o in corso,
contenuti dei percorsi, conoscenze e competenze acquisite);
2. lavoro (ad es. documentazione relativa alle esperienze
professionali in corso o pregresse, settore di riferimento,
attività svolte, prodotti/risultati, conoscenze e competenze
acquisite);
3. tirocini, volontariato o altro (ad es. documentazione relativa
alle esperienze, attività svolte, conoscenze e competenze
acquisite).
Il Dossier individuale, così come le informazioni e documentazioni
in esso contenute, è legato a vincoli di riservatezza e quindi
fruibile solo dall’utente interessato o dallo staff di progetto
nell’ambito del percorso formativo.
Ai fini del riconoscimento/attestazione il Dossier individuale è
sottoposto alla valutazione di una Commissione tecnica per
l’accreditamento, istituita dalle Regioni con i medesimi criteri e
procedure della Commissione d’esame finale, così come previsto
dall’accordo sancito dalla Conferenza Unificata il 1 2/3/2000,
pubblicato sulla G.U. 161 del 12 luglio 2000.
La Commissione tecnica per l’accreditamento, tenendo conto del
Dossier individuale e del progetto formativo, formula e motiva le
determinazioni in ordine al riconoscimento di competenze già
acquisite per l’accesso o di crediti per la fruizione
personalizzata del percorso oppure alla necessità di particolari
misure di accompagnamento o di moduli integrativi.
Tali determinazioni, opportunamente verbalizzate, hanno valenza
generale e, in quanto tali, possono dare luogo, su richiesta dagli
interessati, al rilascio di una attestazione sugli esiti della
valutazione.
7. I crediti formativi
In generale il credito formativo è un valore assegnabile ad un
segmento di formazione (ad esempio un modulo didattico, un’unità
capitalizzabile) o ad un’esperienza individuale (lavorativa, di
tirocinio) riconoscibile nell’ambito di un percorso di formazione.
Più in particolare, il riconoscimento dei crediti formativi può
avvenire in due fasi del percorso:
in ingresso, attraverso procedure di accertamento delle competenze
acquisite dall’individuo in precedenti esperienze formative e/o
lavorative;
in esito al percorso formativo, favorendo la spendibilità delle
competenze acquisite nell’ambito di un percorso ulteriore di
istruzione, formazione o lavoro.
Le competenze acquisite possono valere quale credito formativo
rispetto ad altri sistemi, ferma restando le determinazioni che le
singole istituzioni adottano nella loro autonomia.
Al riconoscimento del credito formativo acquisito in esito al
percorso provvede l’istituzione cui accede l’interessato, tenendo
conto delle caratteristiche del percorso svolto.
In particolare, per l’università l’impegno alla progettazione,
gestione e realizzazione dei singoli percorsi e al riconoscimento
dei crediti, deve essere assunto dagli organi accademici competenti
(ad esempio, dal Rettore dell’Università, dal Preside di Facoltà o
dal Presidente del corso di laurea).
In fase di progettazione le università che partecipano, nella loro
autonomia, ai percorsi dell’IFTS, definiscono il numero minimo di
crediti riconoscibili a conclusione dei percorsi stessi, da
accertare comunque in sede di valutazione finale secondo quanto
previsto dal richiamato accordo del 2 marzo 2000.
8. La certificazione intermedia e finale
I percorsi dell’IFTS si concludono con verifiche finali delle
competenze acquisite, condotte da Commissioni d’esame costituite in
modo da assicurare la presenza di rappresentanti della scuola,
dell’università, della formazione professionale ed esperti del
mondo del lavoro.
A coloro i quali superano tutte le prove previste per il
conseguimento del titolo viene rilasciato una certificazione finale
da parte delle Regioni, secondo il dispositivo di certificazione
finale dei percorsi IFTS e relative linee guida approvati dalla
Conferenza Unificata Stato Regioni Città ed Autonomie locali il 2
marzo 2000.
In caso di fruizione personalizzata o di uscita anticipata dal
percorso, è possibile rilasciare ai soggetti richiedenti la
cosiddetta “Dichiarazione intermedia” del percorso seguito, con
l’indicazione delle competenze acquisite al fine di facilitare il
riconoscimento dei crediti formativi in ulteriori percorsi.
9. Monitoraggio e valutazione
E’ previsto un sistema di monitoraggio e di valutazione dell’IFTS,
in base alle linee guida definite dal Comitato nazionale di
progettazione, integrato anche con le attività svolte dalle Regioni
in relazione ai programmi finanziati dal Fondo sociale europeo.
Il monitoraggio si configura come un sistema informativo ricorrente
grazie al quale è possibile raccogliere dati quantitativi e
qualitativi ed osservare lo stato di avanzamento del sistema; la
valutazione fornisce analisi finalizzate alla messa a regime del
sistema.
I dati relativi al monitoraggio confluiranno all’interno della
Banca Dati istituita presso l’Istituto Nazionale di Documentazione
per l’Innovazione e la Ricerca Educativa, con l’assistenza tecnica
dell’Isfol e dell’Istat, sulla base delle indicazioni previste
dall’art.69, comma 2 della L.144/99 e adottati in modo da
assicurare l’integrazione con i sistemi informativi delle. Regioni.
10. Le misure di accompagnamento
Al fine di assicurare lo sviluppo del nuovo canale di formazione
tecnica superiore e la qualità didattica, organizzativa e
gestionale dei singoli percorsi IFTS, è prevista l’attivazione di
misure di accompagnamento, in raccordo con le strutture ed i
servizi operanti sul territorio, in particolare con i servizi per
l’impiego, afferenti a tre macroaree:
Area dell’informazione: pubblicizzazione, raccolta e diffusione
delle informazioni utili alla definizione del progetto formativo
e.professionale;
Area dell’orientamento: consulenza orientativa e tecniche di
ricerca attiva del lavoro;
Area dell’inserimento lavorativo: azioni di facilitazione della
transizione verso il mondo del lavoro
11. Standard di costo
A – Spese insegnanti 50
B – Spese allievi 15%
C – Spese di funzionamento e gestione 15
D – Altre spese ivi comprese le misure 20%
di accompagnamento
(*) Per le misure di accompagnamento ammissibili si deve far
riferimento alla nota operativa per la progettazione dei percorsi
IFTS 2000 – 2001 punto 10.
Ai fini della predisposizione del preventivo di spesa ed allo scopo
di favorire una gestione unitaria delle risorse, si applicano le
seguenti istruzioni amministrativo-contabili in relazione alla
determinazione della congruità dei costi delle attività formative:
n. 6161 del 17.7.1987 (contenente criteri circa l’assenza dei
partecipanti ai corsi);
n. 98 del 12.8.95 pubblicata nel supplemento ordinario n. 99 alla
G.U. serie gen. N.188 del 12.8.95 (determinazione e natura dei
costi ammissibili per le attività formative FSE);
n. 10 del 24.1.1997, integrata dalla CM n. 63 del 28.04.97
(variazioni nelle voci di spesa relative ai costi ammissibili);
n. 101 del 17.7.97 pubblicata nella G.U. n. 175 del 29.7.97
(relativa alla congruità dei costi ed alla configurazione delle
fasce di inserimento dei docenti);
n. 52 del 9.7.1999 (contenente disposizioni sugli stage in
azienda).
Per quanto non espressamente richiamato, si rinvia alle istruzioni
amministrativo-contabili vigenti in materia di utilizzo delle
risorse del Fondo Sociale Europeo.
Eventuali scostamenti dalle voci di costo sopra indicate devono
essere adeguatamente motivati e documentati.

1 Il relativo glosssario è contenuto nell’ultimo prospetto A1
2 Per la Literacy come per Numeracy gli studi di riferimento sono
le ricerche internazionali sviluppate in ambito OCDE- sulle
competenze alfabetiche della popolazione adulta.
Gli indicatori di standard minimo di tali competenze in accesso ad
un canale post-secondario indentificano dunque due aspetti:
1- competenze alfabetica funzionale (literacy):
comprensione di un testo in prosa come effetto di una positiva
capacità di lettura ed utilizzo delle informazioni raccolte in una
comunicazione efficace;
capacità di comprensione e di utilizzo di informazione che
dev’essere raccolta e restituita attraverso grafici, schemi di
tabelle, carte metereologiche, formulari, ecc.
2.- competenze di tipo aritmetico-matematico (numeracy):
capacità di lettura, di comprensione e di calcolo in relazione a
testi a contenuto quantitativo;
il sapere e le abilità per rispondere alla necessità di utilizzare
la matematica in diversi contesti.
Dal punto di vista dei livelli si forniscono le seguenti
indicazioni:
1. per la Literacy ci si può riferire al livello 3 di IALS-SIALS
(Internetional Adult Literacy Survey) considerando il livello 4/5
in esito;
2. per la Numeracy il riferimento è al livello ISCED 3 (di
equivalenza dei diplomi di scuola secondaria superiore) di ALLS
(Adult Literacy and Life Skills Survey) considerando il livello 4
in esito.
3 Per quanto concerne l’inglese viene indicato il livello PET o
First certificate; per quanto concerne l’informatica si fa
riferimento alla certificazione europea ECDL.

ALLEGATO A1
GLOSSARIO
Accreditamento delle strutture:
L’accreditamento, effettuato dalle regioni, definisce i criteri
minimi di valutazione delle sedi in base a capacità gestionali e
logistiche, situazione economica, disponibilità di competenze
professionali (in attività di direzione, amministrazione, docenza,
coordinamento, analisi e progettazione, valutazione dei fabbisogni,
orientamento), livelli di efficacia ed efficienza in attività
precedenti, relazioni con il sistema sociale e produttivo locale.
Analisi dei fabbisogni:
L’analisi dei fabbisogni è l’insieme delle attività che analizzano
le necessità sia professionali che formative del contesto
territoriale, settoriale e aziendale di riferimento
Accreditamento in ingresso:
L’accreditamento è una modalità di accertamento del credito in
ingresso. Si tratta di una valutazione delle acquisizioni del
soggetto per il suo inserimento ad un certo livello di un percorso
formativo e per l’individuazione di itinerari personalizzati di
formazione.
Certificazione finale:
Certificato rilasciato a coloro i quali superano tutte le prove
previste per il conseguimento del titolo.
Certificazione intermedia:
A coloro che non superano le prove previste viene rilasciata la
cosiddetta “dichiarazione intermedia” del percorso seguito, con
l’indicazione delle competenze acquisite al fine di facilitare il
riconoscimento dei crediti formativi.
Competenze:
Con il termine di competenza si identifica l’insieme di risorse
(conoscenze, abilità, ecc.) di cui un soggetto deve disporre per
affrontare efficacemente l’inserimento in un contesto lavorativo, e
più in generale per affrontare il proprio sviluppo professionale e
personale.
Competenze di base:
Per competenze di base si intende l’insieme delle conoscenze (e
delle loro capacità d’uso) che costituiscono sia la base minima per
l’accesso al lavoro, sia il requisito per l’accesso a qualsiasi
percorso di formazione ulteriore.
Competenze trasversali:
Le competenze trasversali (comunicative, relazionali, di problem
solving ecc) entrano in gioco nelle diverse situazioni lavorative e
consentono al soggetto di trasformare i saperi in un comportamento
lavorativo efficace in un contesto specifico.
Competenze tecnico professionali:
Le competenze tecnico professionali sono costituite dai saperi e
dalle tecniche connesse all’esercizio delle attività operative
richieste dai processi di lavoro a cui si riferisce nei diversi
ambiti professionali.
Credito:
Per credito formativo acquisito nei percorsi Ifts si intende
l’insieme di competenze, esito del percorso formativo che possono
essere riconosciute nell’ambito di un percorso ulteriore di
formazione o di lavoro. Al riconoscimento del credito formativo
acquisito provvede l’istituzione cui accede l’interessato,
considerando le caratteristiche del nuovo percorso.
Moduli:
Il concetto di modulo potrebbe essere considerato corrispondente a
quello di unità formativa (cfr. “Ufc”) ma da un punto di vista
operativo può essere opportuno tenerli distinti, conferendo al
secondo il carattere di strumento per la progettazione e la
programmazione didattica, e non attribuendo ad esso il rilievo ai
fini della certificazione che invece può essere conferito all’unità
formativa.
Riconoscimento:
Funzione finalizzata a sancire le acquisizioni utili all’accesso
all’Istruzione e formazione tecnica superiore. Tali acquisizioni
costituiscono crediti formativi ai fini di una fruizione
personalizzata del percorso. Il riconoscimento dei crediti opera
soprattutto al momento dell’accesso ai percorsi Ifts e all’interno
dei percorsi, allo scopo di abbreviarli e facilitare eventuali
passaggi ad altri percorsi Ifts. Al riconoscimento dei crediti
provvede l’istituzione cui accede l’interessato.
Standard minimi:
Gli standard delle competenze determinano i requisiti minimi per
l’accesso al percorso formativo IFTS e il risultato minimo in esito
ad esso, specificato in termini di competenze verificabili e
certificabili, che a se stanti possono essere riconosciute come
crediti formativi.
Ufc:
L’unità di competenza capitalizzabile è un’insieme di competenze
autonomamente significativo (autoconsistente), riconoscibile dal
mondo del lavoro come componente specifico di professionalità, ed
identificabile (dall’impresa, dal sistema formativo) quale
risultato atteso di un processo formativo.

ALLEGATO A2
CLASSIFICAZIONE DELLE PROFESSIONI FINO AL 3° DIGIT – ESTRATTO DA
ISTAT METODI E NORME SERIE C – N° 12 (ed. 1991)
3.1 PROFESSIONI INTERMEDIE IN SCIENZE FISICHE, NATURALI,
DELL’INGEGNERIA ED ASSIMILATE
3.1.1 Tecnici in scienze quantitative, fisiche e naturali
3.1.2 Tecnici in scienze dell’ingegneria, delle costruzioni e dei
trasporto aereo e navale
3.2 PROFESSIONI INTERMEDIE NELLE SCIENZE DELLA VITA
3.2.2 Tecnici agronomi, forestali, zootecnici ed assimilati
3.3 PROFESSIONI INTERMEDIE DI UFFICIO
3.3.1 Professioni intermedie amministrative e organizzative
3.3.2 Professioni intermedie finanziario-assicurative
3.3.3 Professioni intermedie nei rapporti con i mercati
3.3.4 Professioni intermedie in imprese commerciali ed assimilate
3.4 PROFESSIONI INTERMEDIE DEI SERVIZI PERSONALI
3.4.1 Professioni intermedie delle attività turistiche e
alberghiere
3.4.2 Professioni intermedie dell’insegnamento
3.4.3 Professioni intermedie nei servizi ricreativi e culturali
3.4.4 Professioni intermedie nel campo dei servizi per le famiglie
3.4.5 Professioni intermedie relative ai servizi pubblici

ALLEGATO A3
CLASSIFICAZIONE DELLE ATTIVITA’ ECONOMICHE-ESTRATTO ISTAT METODI E
NORME SERIE C-N° 11 (ed. 1991)
pag. 51
pag. 52

ALLEGATO B
SCHEMA DI DISCIPLINARE PER I BANDI REGIONALI
RELATIVI ALLA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI
ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE
PER L’ANNO 2000-2001.
Vista la legge 17-maggio-1999, n..144 recante “Misure in materia di
investimenti, delega al Governo per il riordino degli incentivi
all’occupazione e della normativa che disciplina l’INAIL, nonché
disposizioni per il riordino degli enti previdenziali”, che
all’art. 69 istituisce il sistema dell’istruzione e formazione
tecnica superiore (IFTS);
Vista la legge regionale in materia di formazione professionale /
la legge regionale in base alla quale sono utilizzabili le risorse
regionali per il cofinanziamento dei progetti 20002001;
Visto l’accordo sulla programmazione dei percorsi dell’IFTS per il
2000 – 2001 e delle relative misure di sistema, sancito dalla
Conferenza unificata nella seduta del ………………..
Visto …………………………… (eventuali ulteriori
indicazioni poste dalle singole Regioni)
1. Finalità dei progetti
Il progetto oggetto del presente bando ha l’intento di attuare un
sistema articolato e condiviso di integrazione fra i sistemi
dell’istruzione, scolastica ed universitaria, della formazione e
del lavoro, che consenta:
ai giovani, l’acquisizione di competenze a livello post-secondario
rispondenti ai fabbisogni del mondo del lavoro, spendibili
all’interno di un sistema integrato di certificazione, per favorire
ed accelerare un loro idoneo inserimento occupazionale, nonché
facilitare l’eventuale continuazione degli studi all’interno di
percorsi formativi successivi;
agli adulti occupati, di esercitare il diritto alla formazione in
ogni fase della vita, a partire dal completamento e dalla
qualificazione delle competenze possedute e delle esperienze
professionali maturate, per favorire la mobilità e l’estensione di
conoscenze e competenze professionali pertinenti al proprio lavoro.
agli adulti inoccupati o disoccupati, la riconversione e
l’ampliamento delle opportunità professionali mediante
l’acquisizione di specifiche competenze connesse ai fabbisogni del
mondo del lavoro.
2. Condizioni per la realizzazione del processo di integrazione
Il successo del processo di integrazione dei sistemi, dipende da
alcuni presupposti fondamentali, quali:
a) lo sviluppo della concertazione fra le istituzioni e il
rafforzamento del ruolo delle parti sociali, con la previsione di
fasi e momenti diversi, dalla progettazione al coordinamento,
gestione e svolgimento dei corsi, fino alla valutazione esterna e
autovalutazione; l’interazione fra vari livelli, da quelli
prettamente istituzionali a quelli didattico-formativi ed
amministrativo-gestionali;
b) ……………………………………. (eventuali ulteriori
condizioni poste dalle singole Regioni)
Gli elementi fondanti il processo di integrazione costituiscono
condizioni indispensabili per la progettazione degli interventi e,
quindi, di ammissibilità al presente bando, e sono riconducibili a:
a) l’esistenza e la formalizzazione di un Comitato tecnico
scientifico di progetto, composto dal rappresentanti di tutti i
soggetti partner e attuatori del percorso, con il compito di
predisporre il progetto ex ante e di verificarne l’andamento in
itinere e rilasciare l’eventuale certificazione intermedia, nonché
di intrattenere con il Comitato regionale dell’IFTS ogni relazione
utile al corretto svolgimento del progetto ed alla valutazione dei
risultati;
b) l’elaborazione del sistema di crediti formativi acquisibili
durante ed al termine del percorso dell’FTS, sulla base delle
indicazioni contenute nella Nota operativa per la progettazione dei
percorsi IFTS 2000-2001;
c) l’impegno alla progettazione e realizzazione dei singoli
percorsi e al riconoscimento dei crediti formativi, definiti già in
fase di progettazione, da parte dei competenti organi accademici
delle Università che partecipano, nella loro autonomia, ai percorsi
dell’ifts;
d) la sussistenza delle seguenti caratteristiche del percorso:
un numero di allievi, per l’avvio del percorso stesso, pari almeno
a 20, fino a un massimo di 30 solo nei casi in cui la didattica
d’aula preveda una prevalente strutturazione in un gruppo di lavoro
(il numero massimo può essere ampliato solo nel caso dell’utilizzo
della formazione a distanza);
una durata minima di 2 semestri e una massima di 4, per un totale
di almeno di 1200 ore e non più di 2400 ore. Per i lavoratori
occupati tale monte ore può essere congruamente distribuito in
tempi-più lunghi. Ciascun semestre si articola in ore di attività
teorica; pratica e di laboratorio. I percorsi destinati agli adulti
occupati devono tenere conto dei loro impegni di lavoro
nell’articolazione dei tempi e delle modalità di svolgimento.
l’attività relativa agli stage aziendali ed ai tirocini formativi
non inferiore al 30% del monte ore totale, svolta in luoghi di
lavoro, oltre all’attività di formazione pratica;
la docenza composta per almeno il 50% da esperti provenienti dal
mondo del lavoro, in possesso di una specifica esperienza
professionale nel settore maturata per almeno 5 anni;
la differenziazione delle sedi di attività didattica, da porre in
relazione alle caratteristiche delle strutture e agli obiettivi
formativi da conseguire;
e) la previsione di misure di accompagnamento agli utenti dei
corsi, a .supporto della frequenza e del conseguimento dei crediti,
delle certificazioni intermedie e finali e di inserimento
professionale (accoglienza personalizzata, accreditamento,
tutoring, ecc.);
f) la predisposizione di materiali didattici, specifici per il
percorso proposto e utilizzabili per la successiva diffusione;
g) la strutturazione dei percorsi in moduli e/o unità
capitalizzabili;
h) le verifiche periodiche di apprendimento durante il percorso ed
eventuali iniziative didattiche di supporto;
i) l’impegno ad attuare gli standard minimi contenuti nella nota
operativa per la progettazione dei percorsi dell’IFTS 2000 – 2001 e
di quelli che per ciascuna figura professionale saranno definiti
dal Comitato nazionale.
3. La progettazione 2000-2001
I progetti dei percorsi dell’IFTS 2000 – 2001 devono essere redatti
sulla base della nota operativa (all. A) e del formulario (all. D).
Le professioni regolamentate possono essere oggetto di percorsi
dell’IFTS a condizione che siano state stipulate specifiche intese
con i competenti soggetti istituzionali e con le rappresentanze
professionali di settore.
4. Requisiti dei soggetti coinvolti
I progetti dell’IFTS devono essere presentati da un insieme di
soggetti appartenenti ai sistemi della scuola, della formazione
professionale, dell’università e del lavoro. Essi devono essere
sottoscritti congiuntamente almeno da:
un istituto scolastico superiore, avente sede nel territorio
regionale;
un entelcentro di formazione professionale, avente sede nel
territorio regionale e operante secondo le normative regionali;
un’università degli studi, di norma avente sede nel territorio
regionale;
imprese o associazioni di imprese, anche non operanti sul
territorio regionale, o altro soggetto pubblico o privato
espressione del lavoro libero-professionale o della pubblica
amministrazione.
Per le università, l’impegno alla progettazione, gestione e
realizzazione dei singoli percorsi e al riconoscimento dei crediti
deve essere assunto dagli organi accademici competenti. In fase di
progettazione le università che partecipano, nella loro autonomia,
ai percorsi dell’IFTS, definiscono il numero minimo di crediti
riconoscibili a conclusione dei percorsi stessi, da accertare
comunque in sede di valutazione finale, secondo quanto previsto dal
richiamato accordo dei 2 marzo 2000.
I progetti devono essere presentati dai quattro soggetti formativi
sopra indicati, che si impegnano, in caso di approvazione e
finanziamento del progetto, ad associarsi tra di loro con atto
formale, anche in forma consortile. Il soggetto gestore, da
scegliere tra i soggetti associati, deve essere indicato nell’atto
medesimo. II rispetto di tale impegno è condizione per la stipula
dei successivo contratto/convenzione per l’assegnazione dei corsi e
quindi per l’erogazione dei finanziamenti.
Possono essere soggetti gestori anche le agenzie comunali di
formazione e le scuole civiche.
Il soggetto gestore deve dichiarare per iscritto il proprio impegno
a fornire tutti gli elementi relativi alla rendicontazione ai
soggetti che conferiscono risorse, nonché ad attenersi agli
standard di costo previsti dalla nota operativa per la
progettazione dei percorsi IFTS 20002001, e ad applicare la
normativa di riferimento per l’utilizzo dei fondi sociali europei
destinati alle azioni di formazione professionale.
5. Procedure e termini per la presentazione dei progetti
I formulari, compilati in ogni loro parte, e le richieste per il
finanziamento delle attività debbono essere firmate dai legali
rappresentanti dei soggetti di cui al precedente punto 4.
Gli stessi devono pervenire entro le ore X del giorno Y, a pena di
esclusione, a ……………. ( specificare il competente ufficio
regionale).
Il termine di presentazione dei progetti decorre dalla data di
pubblicazione del bando sul bollettino ufficiale della regione.
6. Modalità e criteri per la valutazione dei progetti
L’Ufficio regionale competente accerta l’ammissibilità dei soggetti
proponenti e dei progetti presentati sulla base dei criteri
individuati con il presente disciplinare.
L’esame per l’approvazione dei progetti 8 attuato, secondo le
procedure dei singoli ordinamenti regionali e sulla base di quanto
previsto ai punti 2.6 e 2.7 del Documento tecnico che fa parte
integrante dell’accordo sancito dalla Conferenza unificata nella
seduta del …………
L’istruttoria e la selezione dei progetti verrà completata entro X
giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione delle
candidature.
La valutazione di merito sui singoli progetti terrà conto dei
seguenti aspetti:
1- finalizzazione del progetto
2- descrizione della situazione professionale
3- architettura metodologica e didattica complessiva
4- chiarezza della presentazione
5- sbocchi occupazionali coerenti e certificati
6- economicità del progetto
7- affidabilità dei soggetti proponenti e del soggetto gestore
8- qualità delle misure di accompagnamento e relative modalità
attuative
Tali aspetti saranno specificati in criteri, a loro volta
esplicitati in indicatori e relativi punteggi (I).
Un punteggio aggiuntivo va previsto per i progetti interregionali.
7. Risorse finanziarie disponibili
Al finanziamento dei progetti contribuiscono Lit…….., pari a
Euro…………. , di risorse regionali e lit ……….., pari a
Euro ………., di risorse statali ( es. L. n.440/97, risorse CIPE
per le aree depresse), e altre risorse di soggetti pubblici e
privati.
8. Norme di gestione
Ai fini della predisposizione del preventivo di spesa ed allo scopo
di favorire una gestione unitaria delle risorse, si applicano le
seguenti istruzioni amministrativo-contabili in relazione alla
determinazione della congruità dei costi delle attività formative:
n. 6161 del 17.7.1987 (contenente criteri circa l’assenza dei
partecipanti ai corsi);
n. 98 del 12.8.95 pubblicata nel supplemento ordinario n. 99 alla
G.U. serie gen. N.188 del 12.8.95 (determinazione e natura dei
costi ammissibili per le attività formative FSE);
n. 10 del 24.1.1997, integrata dalla CM n. 63 del 28.04.97
(variazioni nelle voci di spesa relative ai costi ammissibili);
n. 101 del 17.7.97 pubblicata nella G.U..n. 175 del 29.7.97
(relativa alla congruità dei costi ed alla configurazione delle
fasce di inserimento dei docenti);
n. 52 dei 9.7.1999 (contenente disposizioni sugli stage in
azienda). Per quanto non espressamente richiamato, si rinvia alle
istruzioni amministartivo-contabili vigenti in materia di utilizzo
delle risorse del Fondo Sociale Europeo.
9. Monitoraggio e valutazione
Ai fini del monitoraggio e la valutazione dei percorsi dell’IFTS si
richiamano le indicazioni contenute nella allegata nota operativa
per la progettazione.

(I) A mero titolo esemplificativo, si può ipotizzare di prevedere
un punteggio max di 100 punti, risultato dei pesi parziali
attribuiti a ciascun criterio:
criterio 1. Fino a X punti
criterio 2. Fino a Y punti
criterio 3 . ………
nonché alcuni indicatori per criterio, ad esempio il criterio 1
“Finalizzazione del progetto” si potrebbe specificare con i
seguenti indicatori:
esistenza, completezza e significatività della documentazione di
riferimento a motivazione del reale fabbisogno della figura
professionale oggetto di intervento;
grado di pertinenza e rispondenza del progetto ai fabbisogni di
professionalità del mercato del lavoro;
collegamento del progetto a progetti o programmi di sviluppo
territoriale, con particolare riferimento ai patti territoriali e/o
ai contratti d’area;
grado di coinvolgimento degli attori socio-economici;
apertura del corso agli adulti, con relative modalità di
accoglienza e svolgimento dei corsi.

ALLEGATO C
PIANI REGIONALI
Istruzione e Formazione Tecnica Superiore – 2000/2001
SCHEDA SINTETICA
pag. 58

ALLEGATO D
FORMULARIO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI
ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE (IFTS)
2000/2001
pag. 59
pag. 60
pag. 61
pag. 62
pag. 63
pag. 64
pag. 65
pag. 66
pag. 67 – 68

Accordo tra Governo, regioni, province, comuni e comunita’ montane per la programmazione dei percorsi dell’istruzione e formazione tecnica superiore per l’anno 2000-2001

Architetto.info