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Affidamento a trattativa privata di opere complementari

Affidamento a trattativa privata di opere complementari - compatibilita' della norma regionale con i principi generali della legge-quadro. (Determinazione n. 26/2000).

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
Il Consiglio dell’Autorita’ per la vigilanza sui lavori pubblici
nella riunione del 10 maggio 2000 in merito alla questione
prospettata dall’azienda sanitaria USL n. 1 di Avezzano circa
l’affidamento a trattativa privata di opere complementari ha
adottato la seguente determinazione;
Premesso:
L’azienda USL n. 1 Avezzano-Sulmona della regione Abruzzo, a
seguito di finanziamento concesso dalla regione, affidava in esito
a licitazione privata alla ditta Edilgisia S.r.l. lavori per la
realizzazione di un intervento per la conservazione in efficienza e
messa a norma del presidio ospedaliero di Piscina per un
complessivo importo contrattuale di L. 1.830.249.240 al netto del
ribasso del 19,10% su L. 2.262.360.000.
L’insufficienza delle risorse messe a disposizione dalla regione
non aveva consentito l’adeguamento dell’intera struttura
ospedaliera per cui i lavori aggiudicati riguardavano soltanto una
parte dell’intero complesso.
Successivamente, nel corso dell’esecuzione dell’intervento, per
sopravvenute disposizioni legislative, successive all’approvazione
del progetto, si rendeva necessaria la redazione di una perizia di
variante ai sensi dell’art. 25, comma 1, lettera a), della legge 11
febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni che comportava un
aumento rientrante nella fattispecie del quinto d’obbligo,
dell’importo contrattuale, che veniva cosi’ elevato a L.
2.193.765.300 al netto del ribasso d’asta del 19,10% su L.
2.711.700.000.
Dalle opere appaltate erano, peraltro, rimasti esclusi i lavori di
ristrutturazione e messa a norma di due aree di degenza poste al
secondo e terzo piano dell’ospedale e destinate a medicina generale
e geriatria; il che impediva, di fatto, l’apertura di tutte le
degenze disponibili con conseguente attivazione parziale dei posti
letto previsti nella struttura sanitaria.
Consapevole di tale disservizio, l’azienda sanitaria, in
considerazione della complementarieta’ dei lavori non eseguiti
rispetto a quelli oggetto del contratto di appalto e della
sopravvenuta circostanza relativa all’impossibilita’ di utilizzare
nel suo insieme il complesso ospedaliero, riteneva di verificare la
possibilita’ di affidare gli stessi a trattativa privata alla
medesima impresa aggiudicataria in applicazione dell’art. 35, comma
4, lettera c), della legge regione Abruzzo 24 dicembre 1996, n.
146, utilizzando proprie risorse finanziarie svincolate
dall’iniziale finanziamento regionale.
Al riguardo veniva anche redatto un progetto esecutivo per il
completamento della ristrutturazione delle degenze non comprese nel
primo contratto per un importo dei lavori a base d’asta di L.
452.471.603 rientrante anch’esso nel limite del 20% dell’appalto
originario; con acquisizione della disponibilita’ dell’impresa
Edilgisa che proponeva un ribasso d’asta del 20% anziche’ del
24,10% proposto dall’azienda.
Sull’affidamento a trattativa privata di detti lavori all’impresa
Edilgisa S.r.l. si esprimeva l’avv. Mauro Ciani di Bologna che,
confermando analogo avviso dell’avv. Antonio Catalano di Pescara,
riteneva applicabile l’art. 35 della legge regionale n. 146/1996
per la parte relativa all’ipotesi di complementarieta’ dei nuovi
lavori, scaturita da circostanze impreviste.
Considerato:
La questione proposta alla valutazione dell’Autorita’ per la
vigilanza sui lavori pubblici attiene alla possibilita’
dell’affidamento a trattativa privata di lavori complementari non
considerati nel contratto originario d’appalto e che siano resi
necessari da sopravvenute impreviste circostanze, con riferimento
all’art. 35, comma 4, lettera c), della legge della regione Abruzzo
24 dicembre 1996, n. 146, che tale ipotesi specificamente concerne.
Il dubbio interpretativo trae giustificazione dal presupposto che
la norma indicata contiene una disciplina relativa all’affidamento
dei lavori pubblici a trattativa privata apparentemente diversa da
quella di cui all’art. 24 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e
successive modificazioni. Viene, quindi, prospettata una questione
di compatibilita’ della norma regionale con i principi della legge-
quadro; il che, peraltro, implicherebbe, prioritariamente, la
individuazione di quelli che sono da considerare principi generali
della legge stessa in materia di affidamento negoziato.
Tuttavia, all’Autorita’ di vigilanza pare che il caso dedotto possa
trovare soluzione indipendentemente dall’esame della questione
interpretativa prospettata. E tanto, in considerazione del fatto
che, con riferimento ai lavori – quali sono quelli in esame – di
importo complessivo non superiore ai 300.000 ecu, a norma dell’art.
25, comma 1, lettera a) della legge-quadro indicata, l’affidamento
a trattativa privata e’ consentito nel rispetto delle norme sulla
contabilita’ generale dello Stato.
In particolare, pertanto, e’ consentito “in genere in ogni caso in
cui ricorrono speciali ed eccezionali circostanze per le quali non
possano essere utilmente seguite le forme degli articoli da 37 a 40
del regolamento”. Con la conseguenza che, per i lavori di importo
non superiore all’indicato limite, la norma regionale menzionata di
cui all’art. 35 della legge n. 146/1996 della regione Abruzzo, la
quale nell’ipotesi di cui alla lettera c) del comma 4 non fa
soltanto riferimento alla complementarieta’ dei lavori richiedendo,
altresi’, che i lavori medesimi siano resi necessari da circostanze
impreviste, non contrasta con i principi di cui alla legge quadro
n. 109/1994, in materia di affidamento e trattativa privata.
E’ da ritenere che, qualora le norme regionali contengono
indicazioni compatibili con i principi generali che si possono
trarre dalla normativa di cui alla legge quadro – in particolare
relativamente alla casistica concernente modalita’ di affidamento
degli appalti o di redazione di varianti – non si pongono questioni
di abrogazioni di norme regionali per sopravvenuta emanazione di
nuovi principi generali ovvero di situazioni di incompatibilita’
con la legge regionale.
Roma, 29 maggio 2000
Il presidente: Garri
p. Il segretario: Esposito

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