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AGENZIA DEL TERRITORIO - PROVVEDIMENTO 19 marzo 2003: Modalita' di presentazione della domanda per la definizione delle liti fiscali di competenza dell'Agenzia del territorio. (GU n. 67 del 21-3-2003)

AGENZIA DEL TERRITORIO

PROVVEDIMENTO 19 marzo 2003

Modalita’ di presentazione della domanda per la definizione delle
liti fiscali di competenza dell’Agenzia del territorio.

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante la
riforma dell’organizzazione del governo, a norma dell’art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto l’art. 5, comma 1, e l’art. 6, comma 1, dello Statuto
dell’Agenzia del territorio;
Visto l’art. 2, comma 1, del Regolamento di amministrazione
dell’Agenzia del territorio;
Visto il decreto ministeriale 28 dicembre 2000, n. 1390,
concernente “Disposizioni recanti le modalita’ di avvio delle agenzie
fiscali e l’istituzione del ruolo speciale provvisorio del personale
dell’amministrazione finanziaria a norma degli articoli 73 e 74 del
d.lgs. 30 luglio 1999, n. 300”;
Visto l’art. 16, comma 4, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
come modificato dal decreto legge 24 dicembre 2002, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2003, n. 27,
Dispone:
1. Per la definizione di ciascuna lite fiscale pendente in cui e’
parte l’Agenzia del territorio, e’ presentata entro il 21 aprile 2003
una distinta domanda in carta libera secondo l’allegato modello che
costituisce parte integrante del presente provvedimento;
2. la domanda puo’ essere presentata mediante consegna o spedizione
a mezzo raccomandata postale all’Ufficio provinciale dell’Agenzia del
territorio che ha emesso l’atto impugnato;
3. nel caso di coobbligati la domanda di definizione puo’ essere
presentata da uno solo di essi;
4. il modello e’ disponibile presso qualunque Ufficio provinciale
dell’Agenzia del territorio e sul sito internet
www.agenziaterritorio.it ;
5. per l’individuazione delle liti fiscali definibili si richiamano
le indicazioni fornite con circolare n. 1 del 17 marzo 2003 di questa
Agenzia;
6. le somme dovute per la definizione delle liti sono versate con
le modalita’ previste per il versamento dei tributi cui la lite si
riferisce; nei casi in cui e’ possibile utilizzare il mod. F23 devono
essere utilizzati gli ordinari codici tributo, indicando nella
tabella A, relativa al contenzioso, il codice “8”;
7. alla domanda, salvo che il pagamento non sia stato effettuato
presso la cassa dell’Ufficio nelle ipotesi previste dal decreto
interministeriale 16 dicembre 1998, deve essere allegata copia
dell’attestato di versamento di quanto dovuto per la definizione
della lite fiscale, ovvero, nel caso di rateizzazione, dell’importo
della prima rata.
Il presente provvedimento sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 19 marzo 2003
Il direttore dell’Agenzia: Picardi

—-> vedere Domanda a pag. 44 della G.U. allegata in formato zip/pdf

1. l’ufficio destinatario della domanda e’ quello che ha emesso
l’atto impugnato;
2. indicare il soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del
giudizio;
3. compilare se il soggetto che presenta la domanda e’ diverso da
quello che ha proposto l’atto di introduttivo del giudizio
(rappresentante legale, curatore fallimentare, liquidatore etc.)
4. indicare l’organo giurisdizionale presso cui pende la lite
oppure, nel caso in cui si intende definire una lite per la quale
pendono i termini per impugnare una pronuncia, l’organo
giurisdizionale che l’ha emanata;
5. specificare se trattasi di avviso di accertamento, provvedimento
di irrogazione di sanzioni, altro;
6. indicare il numero di protocollo e data;
7. indicare la data di notifica all’Ufficio dell’atto introduttivo
del giudizio in primo grado;
8. indicare, se conosciuto, il numero di iscrizione nel registro
generale dei ricorsi (R.G.R.), se la lite e’ pendente dinanzi ad una
Commissione tributaria provinciale; il numero di iscrizione nel
registro generale degli appelli (R.G.A.) se la lite e’ pendente
dinanzi ad una Commissione tributaria regionale. La compilazione di
questo campo e’ facoltativa;
9. indicare il numero della ricevuta rilasciata al momento della
costituzione in giudizio dalla Commissione tributaria provinciale o
regionale presso cui pende la lite. La compilazione di questo campo
e’ facoltativa;
10. il valore della lite e’ dato dall’importo del tributo oggetto
di contestazione in primo grado, senza considerare gli interessi, le
indennita’ di mora e le eventuali sanzioni collegate al tributo. Nel
caso in cui l’atto si riferisca solo a sanzioni non collegate ad un
tributo, il valore della lite e’ dato dall’importo delle sanzioni
stesse;
11. per le liti di valore fino a 2.000 euro: 150 euro; per le liti
di importo superiore a 2.000 euro: 10%, 30% o 50%, a seconda dello
stato della causa;
12. indicare la somma dei tributi, interessi e sanzioni pagati per
effetto delle disposizioni sulla riscossione in pendenza di giudizio.
Occorre allegare in copia gli attestati dei versamenti eseguiti. Se
non e’ stato versato alcun importo, indicare zero;
13. indicare l’importo versato per la definizione. Va allegata
copia dell’attestato di versamento salvo che il pagamento non sia
stato effettuato presso la cassa dell’Ufficio nelle ipotesi previste
dal Decreto Interministeriale 16 dicembre 1998. Se non e’ stato
versato alcun importo, indicare zero;
14. da compilare solo in caso di scelta del versamento rateale,
indicando il numero delle rate prescelto.

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