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Anticipazione: DETERMINAZIONE N. 12/01del 22 maggio 2001

Anticipazione: DETERMINAZIONE N. 12/01del 22 maggio 2001 dell' Autorità per la Vigilanza sui LL.PP- Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 31 maggio 2001

DETERMINAZIONE N. 12/01
del 22 maggio 2001

Rif. AG 32/01

“Aspetti problematici fornitura e posa in opera”

Premesso

L’art. 18 della legge 19 marzo 1990, n. 55, nel
testo risultante dalle modifiche introdotte dall’art. 9, comma
65
e seguenti della legge 18 novembre 1998, n. 415, dopo aver definito
la disciplina relativa al subappalto, al
comma 12, equipara allo
stesso “qualsiasi contratto avente ad oggetto attività ovunque
espletate che
richiedano l’impiego di manodopera, quali le
fornitura con posa in opera e i noli a caldo, se singolarmente di

importo superiore al 2% dell’importo dei lavori affidati o di
importo superiore a 100.000 ecu e qualora l’incidenza
del costo
della manodopera e del personale sia superiore al 50%
dell’importo del contratto da affidare”. Il
comma 5
dell’art. 141 del DPR 21 dicembre 1999, n. 554, specifica che
“le attività ovunque espletate ai sensi
dell’art. 18,
comma 12 della legge 19 marzo 1990, n. 55, sono quelle poste in essere
nel cantiere cui si
riferisce l’appalto”.
Con
riferimento al dato normativo indicato, la Finco – Federazione
industrie prodotti impianti e servizi per le
costruzioni – ha chiesto
l’avviso dell’Autorità in ordine alla portata della
limitazione (“alle sole attività poste in
essere nel
cantiere”) introdotta dalla norma regolamentare, ritenendo che
la stessa non abbia valenza generale
ma trovi applicazione soltanto
ai subaffidamenti di fornitura con posa in opera concernenti la
categoria
prevalente dei lavori. La limitazione medesima, in
particolare, secondo la Federazione istante, non opererebbe
per
“le forniture con posa in opera di importo significativamente
rilevante ai sensi dell’art. 30 del DPR 25 gennaio
2000, n. 34,
le quali devono essere individuate autonomamente in sede di gara ed ai
cui affidamenti si
applicherebbe) la disciplina del menzionato art.
18 della legge n. 55/1990” senza assumere rilevanza il luogo
di
svolgimento dell’attività richiedente l’impiego di
manodopera; e ciò anche in considerazione del limite della
delega al
Governo di cui all’art. 3, comma 6, lett. v), della legge 11
febbraio 1994, n. 109 e successive
modificazioni, che, attenendo
specificamente alla determinazione della “quota subappaltabile
dei lavori
appartenenti alla categoria (o alle categorie)
prevalenti” non avrebbe consentito l’emanazione di una
normativa
regolamentare riguardante categorie diverse da quella
prevalente indicata.
La Finco ha chiesto, inoltre, un
“chiarimento” dell’Autorità in ordine
“all’esatta collocazione, nell’ambito delle

categorie di opere specializzate di cui al DPR. n. 34/2000, della
fornitura e posa in opera di strutture e di
elementi prefabbricati
prodotti industrialmente indicata all’art. 72, comma 4, lett. l)
del DPR n. 554/1999”.
Al riguardo, ad avviso della federazione
istante, l’individuazione nella sola categoria OS13 delle opere

specializzate cui si riferisce l’art. 72, comma 7, lett. l) del
regolamento indicato non sarebbe condivisibile
stante la
ricomprensibilità nella categoria considerata anche delle lavorazioni
di cui alla categoria OS18
riguardante “la produzione in
stabilimento ed il montaggio in opera di strutture in acciaio o di
facciate
continue costituite da telai metallici ed elementi modulari
in vetro o altro materiale”.
Sulla prima delle indicate
questioni, avviso contrario a quello prospettato dalla Finco è stato
espresso dall’Ance
– Associazione nazionale costruttori edili –
secondo cui la disposizione di cui al comma 5 dell’art. 141 del

DPR n. 554/1999 deve essere intesa come riferita a tutte le ipotesi
di subaffidamento di fornitura con posa in
opera anche se non
riguardanti le lavorazioni di cui alla categoria prevalente: secondo
l’Ance, in particolare,
il concetto di “attività ovunque
espletata”, espresso nell’indicato art. 141 del
regolamento n. 554/1999, “può
essere riferito alle forniture
con posa in opera di importo significativamente rilevante, da
individuarsi, pertanto,
nel bando di gara ove ricorrano i presupposti
dell’art. 30 del DPR n. 34/2000 (incidenza superiore al 10%

ovvero importo superiore a 150.000 euro) qualora siffatte forniture
con posa in opera presentino specifiche
caratteristiche che le
rendano assimilabili a delle lavorazioni in senso stretto”.
Quanto, poi, alla seconda
prospettata questione, l’Ance ha
ritenuto che dovesse dubitarsi, considerando la declaratoria relativa
alla
categoria OS18, di cui all’allegato A) del DPR n. 34/2000,
che “possano essere ricomprese, nell’ambito dei c.d.

“lavori speciali”di cui all’art. 74, comma 4, lett.
l). del DPR n. 554/1999, anche “la produzione in stabilimento ed

il montaggio di opera di strutture in acciaio di facciate continue
costituite da telai metallici ed elementi modulari
in vetro o altro
materiale”.
Su entrambe le indicate questioni è stato
acquisito anche l’avviso della Confindustria che ha manifestato

“l’esigenza che, in un’ottica evolutiva in termini
di qualità e trasparenza del mercato dei costruttori, venga

assicurata una qualificazione del fornitore con posa in opera che
intervenga nella fase di realizzazione di un
lavoro pubblico”
essendo “necessario che la fornitura con posa in opera, al pari
di qualunque altra parte
dell’opera, sia comunque eseguita da
soggetti qualificati” ed ha espresso il parere che la lett. l)
del comma 4
dell’art. 72 del DPR n. 554/1999 “ricomprende
sia la categoria OS13 (prefabbricati in cemento armato) che la

categoria OS18 (componenti strutturali in acciaio o metallo) di cui
al DPR n. 34/2000”.
Secondo l’Aniem, poi, il combinato
disposto dell’art. 18, comma 12, della legge n. 55/99 e
dell’art. 141,
comma 5, del DPR n. 554/1999 limiterebbe
l’individuazione dell’incidenza della manodopera e del
costo del
lavoro del personale ai soli lavori svolti in cantiere con
la conseguenza che non è ipotizzabile un’estensione di
tale
valutazione alle attività svolte in stabilimento, magazzini o unità
produttive diverse da quelle cui si riferisce
il lavoro oggetto
dell’appalto. Quanto alla seconda questione l’Aniem
ritiene che possano rientrare nella
fattispecie individuata
dall’art. 72, comma 4, lett. l) del DPR n. 554/1999, sia la
tipologia di lavori indicata
nella declaratoria della categoria OS13,
sia quella descritta nell’ambito della categoria OS 18.

L’associazione cooperative di produzione e lavoro, infine, ha
ritenuto che, a prescindere dal merito della
prima delle esaminate
questioni, è rilevante il dato che chi opera in cantiere deve essere
qualificato per
la realizzazione delle opere ai sensi del DPR n.
34/2000 e che ambedue le lavorazioni di cui alle categorie
OS13 e
OS18 sono riconducibili ai lavori indicati con la lett. l)
dell’art. 72, comma 4, del DPR n. 554/1999.

L’Associazione nazionale costruttori di impianti, infine,
comunicava di concordare con la posizione espressa
dalla Finco.

Considerato
Il primo quesito riguarda l’individuazione della
portata della disposizione di cui all’ultimo comma
dell’art. 141
del DPR. n. 554/1999, il quale circoscrive
l’ambito di rilevanza delle “attività ovunque
espletate”, di cui all’art. 18,
comma 12, della legge n.
55/1990, soltanto a quelle “poste in essere nel cantiere cui si
riferisce l’appalto”.
Siffatte attività, nel caso siano
relative a prestazioni diverse dai lavori quali le forniture con posa
in opera o noli
a caldo, qualora implichino un’incidenza del
costo della manodopera e del personale superiore al 50%

dell’importo del contratto, e sempre che l’importo
complessivo del contratto medesimo sia superiore al 2%
di quello dei
lavori affidati ed a 100.000 euro, comportano l’assimilazione
del contratto stesso al subappalto
con applicazione, pertanto, della
relativa disciplina sia per quanto riguarda il limite percentuale
stabilito
per la categoria prevalente, sia per quanto riguarda la
qualificazione dell’esecutore e per la previa necessità
della
sua autorizzazione.
Per dare risposta al quesito, va rilevato
preliminarmente che l’articolo 18 della legge 55/90 è inteso ad
evitare
fenomeni di infiltrazioni delinquenziale nell’ambito
degli appalti di lavori pubblici. A tal fine contiene specifiche

disposizioni da applicarsi per l’affidamento in subappalto
delle lavorazioni previste nell’appalto. L’articolo è

costituito da quattordici commi. I commi da uno ad undici ed i commi
tredici e quattordici contengono le
disposizioni da applicarsi per il
subappalto delle prestazioni che sono qualificate come lavori. Il
comma dodici
opera una definizione legale del subappalto finalizzata
ad individuare le regole da applicarsi per l’affidamento
dei
subcontratti relativi a prestazioni che non sono lavori ma prevedono
l’impiego di mano d’opera, come nel
caso della fornitura
con posa in opera e del nolo a caldo. La finalità della norma è quella
di rendere assimilate
ai lavori attività che sono da considerarsi di
qualificazione diversa, in modo che anche per queste sussistano
le
garanzie previste per i lavori e, quindi, per i relativi subappalti
sempre che l’incidenza del costo della mano
d’opera sia
superiore al 50% del valore del subcontratto.
Va tenuto presente, poi,
che un’opera o un intervento di norma è costituito d…

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