ANTICIPAZIONI: Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici - DETERMINAZIONE N.22 Del 5 dicembre 2001 | Architetto.info

ANTICIPAZIONI: Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici – DETERMINAZIONE N.22 Del 5 dicembre 2001

ANTICIPAZIONI: Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici - DETERMINAZIONE N.22 Del 5 dicembre 2001

ANTICIPAZIONI: Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici –
DETERMINAZIONE N.22 Del 5 dicembre 2001

INDICAZIONI RELATIVE ALLA
SOLUZIONE BONARIA DI CONTROVERSIE. (art. 31 bis comma 1 legge 109/94 e
successive modificazioni).

Premesso che:

L’Autorità, al
fine di monitorare il contenzioso in materia di opere pubbliche, ha
richiesto ai responsabili dei procedimenti, mediante Comunicato del
15.5.2001 pubblicato nella G.U. n. 123 del 29.5.2001 ed integrato da
un successivo Comunicato del 6.6.2001 diffuso via Internet, copia dei
verbali sottoscritti dalle amministrazioni aggiudicatrici ai sensi
dell’art. 31 bis della legge 109/94, successivamente all’entrata in
vigore del regolamento attuativo della legge quadro.

Considerato in
fatto

Da un esame degli accordi bonari pervenuti si sono
riscontrate alcune anomalie che di seguito si riassumono:


mancata indicazione in alcuni accordi dell’importo dei lavori
appaltati, dell’importo e dell’oggetto delle riserve trascritte nel
registro di contabilità;
– attivazione della procedura de qua
a seguito dell’iscrizione sui documenti contabili di riserve che non
possono comportare un aumento dell’importo contrattuale superiore al
10 per cento;
– erronea sottoscrizione degli accordi da parte
del responsabile del procedimento;
– inosservanza dei termini
fissati per lo svolgimento del procedimento di soluzione bonaria delle
controversie;
– mancata utilizzazione del fondo previsto
dall’art. 12 del regolamento 554/99.

Ritenuto in diritto:

– L’art. 31 bis della legge 109/94 definisce solo in via di
principio gli elementi e le procedure per la definizione dell’accordo,
mentre il regolamento ne disciplina dettagliatamente il
perfezionamento.

– La condizione fissata dalla legge
quadro è che le controversie devono riguardare la fase di esecuzione
dei lavori e devono essere sostanzialmente collegate al valore
economico delle riserve, per il quale è fissata una soglia minima pari
al 10% dell’importo contrattuale dei lavori.

– L’art. 149
c. 1 del reg. dispone che, se nel corso dei lavori l’appaltatore abbia
iscritto negli atti contabili riserve il cui importo complessivo
superi i limiti indicati dall’art. 31 bis della legge quadro, il
direttore dei lavori ne dà immediata comunicazione al responsabile del
procedimento trasmettendo nel più breve tempo possibile la propria
relazione riservata nel merito.

– Il responsabile del
procedimento, ai sensi del comma 2 del predetto articolo, deve
valutare l’ammissibilità e la non manifesta infondatezza delle riserve
ai fini dell’effettivo raggiungimento del limite di cui sopra.


Da ciò si desume che presupposti per l’avvio del procedimento
sono la espressa dichiarazione dell’ammontare dei lavori, l’importo e
l’oggetto delle riserve, e la valutazione del responsabile del
procedimento ai sensi del succitato comma 2 dell’art. 149 del D.P.R.
554/99.

– Detti presupposti devono essere indicati
compiutamente nel verbale di accordo bonario che, rappresentando
l’atto conclusivo della procedura in esame, deve formalizzare e
contenere tutti gli elementi indispensabili alla definizione della
controversia. In particolare, va data contezza del superamento del
limite quantitativo delle riserve disposto dall’art. 31 bis della
legge 109/94, con specifico riferimento all’ipotesi (eventuale) in cui
con la procedura de qua vengano concretamente risolte soltanto alcune
delle riserve iscritte.

– Allo stesso modo, anche in caso
di mancato raggiungimento dell’accordo bonario, e sempre che siano
state avviate (anche se non concluse) tra le parti concrete trattative
di definizione della vertenza, le stazioni appaltanti sono tenute a
formalizzare la mancata intesa con la controparte in un apposito
verbale. Ciò anche ai fini di un eventuale successivo ricorso
all’istituto dell’arbitrato previsto dall’art. 32 della legge 109/94.

– Si rammenta, a tal fine, che il testo previgente
dell’art. 32 della legge quadro, conseguente alle modifiche apportate
dalla legge 216/95, prevedeva che venisse redatto apposito verbale
anche in caso di mancato raggiungimento dell’accordo bonario, e che lo
stesso venisse trasmesso all’Osservatorio dei Lavori Pubblici.


La circostanza che la nuova formulazione dell’art. 32,
introdotta dall’art. 10 della legge 415/98, non faccia alcun
riferimento al verbale di mancato raggiungimento dell’accordo non
inficia l’argomentazione sopra richiamata, nel caso in cui vi siano
state delle concrete trattative tra il responsabile del procedimento e
l’impresa esecutrice. Viceversa, qualora tra le parti non vi sia alcun
margine di trattativa, è da ritenersi che il responsabile del
procedimento debba limitarsi a rendere edotta l’amministrazione di
appartenenza.

– Secondo la normativa di riferimento fulcro
del tentativo di accordo bonario è il responsabile del procedimento.
Ai sensi dell’art. 149 c. 2 del regolamento, infatti, lo stesso deve
valutare l’ammissibilità e la non manifesta infondatezza delle riserve
iscritte, ove per ammissibilità deve intendersi la iscrizione delle
riserve secondo le modalità e nei termini prescritti dall’art. 165
dello stesso regolamento, mentre per non manifesta infondatezza una
sommaria valutazione dei presupposti di fatto e di diritto posti a
fondamento delle riserve.

– Tali valutazioni sono
espressamente finalizzate alla verifica “…dell’effettivo
raggiungimento dei limiti di valore” (art. 149, c. 2) per scongiurare
l’eventualità di elusioni applicative della norma.

– La
scelta del legislatore di porre in capo al responsabile del
procedimento tale incombenza è dettata dal fatto che allo stesso
spetta il controllo su tutti i fattori comportanti aumenti di spesa,
anche non influenti in maniera diretta ed immediata, ma che comunque
possano gravare sul committente nella fase esecutiva del contratto di
appalto.

– La valutazione preliminare del responsabile è,
peraltro, conseguente alla comunicazione che il direttore dei lavori
deve inoltrare allo stesso immediatamente dopo l’avvenuto superamento
della soglia di legge.

– Compiute le suddette valutazioni,
il responsabile del procedimento, acquisita la relazione riservata del
direttore dei lavori e, ove costituito, dell’organo di collaudo, e
dopo aver sentito l’appaltatore sulle condizioni ed i termini di un
eventuale accordo, formula alla stazione appaltante una proposta di
accordo bonario.

– La prevista convocazione delle “parti”
ad opera del responsabile, per la sottoscrizione del verbale,
sottintende che il medesimo venga firmato unicamente dall’appaltatore
e dal rappresentante della stazione appaltante, al quale spetta la
valutazione definitiva della proposta formulata dal responsabile del
procedimento.

– L’art. 31 bis assegna un termine di
novanta giorni al responsabile del procedimento per la presentazione
della proposta di accordo, decorrente dall’apposizione dell’ultima
delle riserve che abbia contribuito al superamento del limite minimo
previsto dal medesimo articolo, ed un termine di sessanta giorni
all’amministrazione per deliberare sull’anzidetta proposta.


Tali termini hanno carattere ordinatorio e, pertanto, la loro
scadenza ha solo l’effetto sul piano contrattuale di legittimare
l’affidatario alla messa in mora del committente. Tale circostanza
comporta che l’appaltatore non può attivare innanzi all’organo
giurisdizionale amministrativo la procedura del
silenzio-inadempimento.

– Pur tuttavia, è da evidenziare
come un superamento consistente dei medesimi svilisce la natura stessa
dell’accordo bonario volto ad accelerare il contenzioso in materia di
opere pubbliche attraverso un meccanismo di conciliazione avente
natura negoziale che si contrappone alla risoluzione in via
amministrativa.

– Analoghe considerazioni vanno svolte in
relazione ai termini indicati dall’art. 149 c. 3 reg., per il quale la
stazione appaltante deve dare sollecita comunicazione sia al
responsabile del procedimento che all’appaltatore delle proprie
determinazioni in ordine alla proposta di soluzione bonaria.


Nel termine di sessanta giorni, la stazione appaltante ha facoltà
di acquisire eventuali ulteriori pareri da essa ritenuti necessari: il
regolamento lascia, perciò, aperta la possibilità di un’ulteriore
istruttoria.

– L’art. 12 del D.P.R. 554/99 prevede
l’obbligo di inserimento nel bilancio dell’amministrazione
aggiudicatrice di un fondo pari ad almeno il tre per cento delle spese
previste per l’attuazione degli interventi compresi nel programma, ed
il successivo comma 3 dispone, altresì, che i ribassi d’asta e le
economie comunque realizzate nella esecuzione del programma possono
essere destinate, su proposta del responsabile del procedimento, ad
integrare detto fondo.

– Le disposizioni della legge
109/94 in materia di programmazione trovano applicazione a far data
dal primo esercizio finanziario successivo alla pubblicazione del D.M.
21.6.2000, avvenuta in data 27.6.2000, e recante modalità e
schemi-tipo per la redazione del programma triennale, dei suoi
aggiornamenti annuali, e dell’elenco annuale dei lavori, il cui art. 7
sancisce un accantonamento di fondi sul programma per accordi bonari;
ne consegue che a partire dall’anno 2001 i bilanci preventivi devono
contenere il fondo di cui sopra, e che allo stesso le stazioni
appaltanti debbono obbligatoriamente attingere per dare esecuzione
agli accordi bonari stipulati.

Dalle considerazioni svolte
emerge che presupposti per l’avvio del procedimento sono la espressa
dichiarazione dell’ammontare dei lavori, l’importo e l’oggetto delle
riserve, l’ammissibi…

[Continua nel file zip allegato]

ANTICIPAZIONI: Autorità per la Vigilanza sui lavori pubblici – DETERMINAZIONE N.22 Del 5 dicembre 2001

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