ANTICIPAZIONIIN ATTESA DI PIUBBLICAZIONE SULLA GURI: AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI DETERMINAZIONE 13 novembre 2002: “Affidamento di incarichi di progettazione a seguito delle modifiche apportate dalla legge 1°agosto 2002 | Architetto.info

ANTICIPAZIONIIN ATTESA DI PIUBBLICAZIONE SULLA GURI: AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI DETERMINAZIONE 13 novembre 2002: “Affidamento di incarichi di progettazione a seguito delle modifiche apportate dalla legge 1°agosto 2002

ANTICIPAZIONIIN ATTESA DI PIUBBLICAZIONE SULLA GURI: AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI DETERMINAZIONE 13 novembre 2002: “Affidamento di incarichi di progettazione a seguito delle modifiche apportate dalla legge 1°agosto 2002 n. 166”

Il Consiglio

DETERMINAZIONE N. 30/2002 del 13 novembre 2002

R
819/2002

“Affidamento di incarichi di progettazione a seguito delle
modifiche apportate dalla legge 1°agosto 2002 n. 166”

Considerato in
fatto

I dati raccolti e le richieste di informazioni e di chiarimenti
rivolti all’Autorità nonché le segnalazioni inviate alle stazioni
appaltanti in ordine agli affidamenti di servizi di progettazione e di
direzione dei lavori hanno portato l’Autorità a constatare nel
comportamento delle stazioni appaltanti, in particolare per gli
affidamenti rientranti nella cosiddetta “fascia fiduciaria”,
l’esistenza di fatti quali l’assenza di idonea pubblicità, la mancata
indicazione della motivazione in ordine alla scelta del
professionista, nonché l’artificioso frazionamento degli incarichi, al
fine di procedere ad affidamento fiduciario – spesso allo stesso
professionista – anziché utilizzare procedure concorsuali. Sono spesso
emerse anche irregolarità nei bandi di gara che dimostrano l’esistenza
di difficoltà interpretative o di dubbi in ordine alle disposizioni
che disciplinano la materia degli affidamenti dei servizi tecnici;
irregolarità che sono frequentemente alla base di ricorsi e, di
conseguenza, di ritardi nella redazione dei progetti.

In questi fatti
sono ravvisabili pacifiche ed evidenti violazioni dell’articolo 17,
commi 10, 11, 12 e 14 della legge 11 febbraio 1994 e s. m. e
dell’articolo 62, commi 1 e 10, del d.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554 e
sono oggi da considerarsi ancora più gravi in quanto la legge 1°
agosto 2002, n.166 ha aumentato il limite della “fascia fiduciaria” da
40.000 euro a 100.000 euro.

Il loro ricorrere richiede indicazioni
che contribuiscano, con la consapevolezza del fondamento dei precetti
normativi, alla formazioni di regole per comportamenti a questi
conformi, indicazioni che l’Autorità ritiene necessario fornire quali
linee guida cui le stazioni appaltanti possono fare riferimento nei
singoli casi che si presentino nella loro attività.

Considerato in
diritto

In primo luogo va osservato che le modifiche introdotte nella
legge 109/1994 e s. m. dalla legge 166/2002 comportano una
suddivisione degli affidamenti delle prestazioni di cui all’articolo
17, comma 1, della legge 109/94 (progettazione preliminare, definitiva
ed esecutiva nonché alla direzione dei lavori ed agli incarichi di
supporto tecnico-amministrativo alle attività del responsabile unico
del procedimento e del dirigente competente alla formazione del
programma triennale) in tre nuove fasce di importi. La prima fascia
riguarda gli affidamenti i cui corrispettivi sono inferiore a 100.000
euro; la seconda fascia gli affidamenti i cui corrispettivi sono pari
o superiori a 100.000 euro ed inferiori alla soglia di applicazione
della disciplina comunitaria in materia di appalti pubblici di
servizi; la terza fascia gli affidamenti pari o superiori alla
suddetta soglia. Va osservato che la attuale soglia comunitaria è pari
all’equivalente in euro di 200.000 DSP (diritti speciale di prelievo)
e cioè 249.681 euro pari a 483.449.829 di vecchie lire (Decreto
Ministero Economia e Finanza, G.U. 3 gennaio 2002, n. 2).

Gli appalti
relativi alla prima fascia sono affidati tramite il responsabile del
procedimento (articolo 17, comma 12, della legge 109/94 e s. m.) a
soggetti di fiducia delle stazioni appaltanti con la procedura della
trattativa privata e delle prescrizioni previste dall’articolo 62,
comma 1, del d.P.R. 554/1999; quelli relativi alla seconda fascia sono
affidati, oltre che con la procedura della licitazione privata come
disciplinata — in attesa delle eventuali modifiche che a tale d.P.R.
554/1999 saranno apportate dal Governo ai sensi dell’articolo 7, comma
4, della legge 166/2002 — dagli articoli 62, 63 e 64 del suddetto
d.P.R. 554/1999, anche del pubblico incanto comunque, però, a soggetti
in possesso degli specifici requisiti tecnici-organizzativi previsti
del citato articolo 63, lettera o); quelli relativi alla terza fascia
sono affidati, a soggetti in possesso degli specifici requisiti
economico-finanziari e tecnici-organizzativi previsti dall’articolo 66
del predetto d.P.R. 554/1999, con le procedure del pubblico incanto e
della licitazione privata di cui agli articoli 65, 67, 68, 69 e 70 del
medesimo d.P.R. 554/1999 e con le disposizioni previste dal d.lgs. 17
marzo 1995, n. 157. Va precisato che gli appalti relativi alla prima
fascia possono, ovviamente, essere affidati anche con le procedure
previste per la seconda fascia.

Per la individuazione della fascia
cui appartiene un appalto è necessario che il responsabile del
procedimento rediga, sulla base delle indicazioni di cui si parlerà in
prosieguo, una ipotesi di parcella che deve riguardare (determinazione
del 17 febbraio 2000, n. 10) sia la prestazione di progettazione sia
quella di direzione dei lavori, fatto salvo il caso in cui sia stato
già stabilito che la direzione dei lavori non sarà affidata al
progettista ma sarà espletata da tecnici della stazione appaltante.

È
stato già previsto (determinazione del 16 ottobre 2002, n. 27) che,
sulla base del principio secondo il quale, salva diversa intenzione
del legislatore, la legge non dispone che per l’avvenire, la
disciplina corrispondente alle nuove fasce di importi trova
applicazione agli incarichi affidati successivamente all’entrata in
vigore della legge 166/2002 e cioè dal 18 agosto 2002. Ne segue che
per gli affidamenti di importi compresi tra 40.000 e 100.000 euro,
risulta ammissibile l’incarico fiduciario, se affidato successivamente
alla data di entrata in vigore della legge 166/2002.

Per la prima
fascia, nonostante la modifica legislativa, può ritenersi che i
principi elaborati in materia dalla giurisprudenza (C. Stato, Sez. V,
3 febbraio 1999, n. 112; C. Stato, Sez. V, 20 agosto 2001, n. 4466; C.
Stato, sez. V, 5 settembre 2001, 4673) e dall’Autorità trovano
applicazione anche con riferimento al mutato importo. Nella citata
determinazione n. 27/2002 sono stati richiamati gli avvisi che
l’Autorità ha espresso in ordine a tali affidamenti fiduciari. È stato
ricordato che essi sono contenuti nelle determinazioni dell’8 novembre
1999, n. 8, del 17 febbraio 2000, n. 5, del 5 aprile 2000, n, 17, del
27 dicembre 2000, n. 57, del 26 luglio 2001 n.18, del 27 febbraio
2002, n. 3, del 16 luglio 2002, n.16, del 24 luglio 2002, n. 18 e del
30 luglio 2002, n. 20 e che il loro rispetto è ancora più
indispensabile stante il nuovo limite.

Per quanto riguarda la
quantificazione dei corrispettivi l’Autorità, stante l’annullamento da
parte del Tar Lazio del decreto del Ministro della giustizia del 4
aprile 2001, nella suddetta determinazione n. 27/2002 ha espresso
l‘avviso che la previsione di un nuovo decreto (articolo 17, comma
12-ter, della legge 109/94 e s. m.) da parte del Ministro della
Giustizia di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, cioè di un decreto chiamato a definire, quindi a rendere
applicabile la nuova normativa, porta, nelle more, ad applicare quella
contenuta nella legge 2 marzo 1949, n. 143 (ingegneri e gli
architetti) e le corrispondenti leggi per gli altri tecnici (geometri,
periti edili ed industriali, geologi, dottori agronomi e forestali).
Indicazione interpretativa che l’Autorità ritiene di dover ribadire
nell’ulteriore considerazione che non costituisce soluzione esaustiva
di opposto avviso quella che qualifichi come carattere materiale
contenutistico il rinvio all’annullato decreto 4 aprile 2001 (ultimo
periodo del comma 12-bis dell’articolo 17 della legge 109/94 e s. m.),
in quanto, se così fosse, rimarrebbe cristallizzato un regime
tariffario, divenuto precetto normativo, modificabile soltanto con
legge, mentre è noto che il sistema delle tariffe è assegnato a
provvedimenti amministrativi.

In merito, poi, ad un specifico quesito
inviato all’Autorità riguardante la determinazione dei corrispettivi
concernenti incarichi affidati nella vigenza del decreto del Ministro
della giustizia del 4 aprile 2001, può essere considerato che
principio generale, in ipotesi di successione di leggi nel tempo, è
quello secondo cui i modi e i contenuti delle obbligazioni derivanti
da contratti sono determinati dalla legge vigente al tempo della
relativa stipulazione. Sicché, se per gli affidamenti disposti
successivamente al 18 agosto 2002, le stazioni appaltanti debbano
riferirsi per la determinazione dei corrispettivi delle prestazioni
affidate alle tariffe operanti antecedentemente all’emanazione del
decreto 4 aprile 2001, per quelli, invece, effettuati nella vigenza di
tale decreto, cioè dall’11 maggio 2001 al 23 luglio 2002, i
corrispettivi, ancorché liquidati successivamente al 23 luglio 2002,
dovrebbero essere determinati in base al contenuto recepito
nell’accordo contrattuale intervenuto tra le parti e costituente
pertanto regola pattizia.

Occorre tenere presente che le tariffe
professionali dei tecnici prevedono la determinazione dei
corrispettivi in ogni caso sulla base:

a) di una suddivisione (per
quanto riguarda gli ingegneri ed architetti prevista dall’articolo 14
della legge n. 143/49) degli interventi da progettare in classi e
categorie;

b) della prescrizione (per quanto riguarda gli
ingegneri ed architetti prevista dall’articolo 14 della legge n.
143/49) che stabilisce che qualora i servizi interessino più di una
classe e categoria i corrispettivi devono essere commisurati
separatamente agli importi dei lavori di ciascuna classe e categoria e
non globalmente;

c) della percentuale indicata nella tabella A)
(per quanto riguarda gli ingegneri ed architetti allegato A della
legge n. 143/49) in corrispondenza della classe e categoria (oppure
delle classi e categorie) dell’intervento da progettare e dell’importo
dell’intervento progettato (o dei singoli importi dell’intervento
progettato);

d) delle aliquo…

[Continua nel file zip allegato]

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