ANTICIPAZIONI:In attesa di pubblicazione sulla GURI pubblichiamo la Determinazione dell'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici 2/2002 | Architetto.info

ANTICIPAZIONI:In attesa di pubblicazione sulla GURI pubblichiamo la Determinazione dell’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici 2/2002

ANTICIPAZIONI:In attesa di pubblicazione sulla GURI pubblichiamo la Determinazione dell'Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici 2/2002 del 14/02/2002

AUTORITA’ DI VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

IL CONSIGLIO

DETERMINAZIONE N. 2/2002

del 14 febbraio 2002

R/1360-01

Premesso che:

Con esposti presentati a questa Autorità per la
vigilanza sui lavori pubblici venivano segnalati da alcuni Consiglieri
Comunali comportamenti di una Amministrazione comunale che si
assumevano contrastanti con quanto disposto dalla legge 11 febbraio
1994, n. 109 e s.m.i.

Tra le questioni segnalate assumono un
particolare rilievo, in virtù del loro interesse generale, quelle
inerenti:

1. le forme di pubblicità da seguire per
l’adeguamento dell’elenco dei lavori previsti nel piano annuale e nel
programma triennale delle opere pubbliche di cui all’art. 14 della
legge quadro;

2. l’affidamento ed il frazionamento degli
incarichi di progettazione, con particolare riguardo alla possibilità
per un’Amministrazione di affidare all’esterno solo una parte dei
servizi.

Ritenuto in diritto

1. Per quanto concerne la
prima questione, occorre preliminarmente far riferimento all’articolo
14 della legge 109/94 e s.m.i. che prevede una forma di pubblicità
preventiva ed una successiva del programma triennale e dell’elenco
annuale: al comma 2, ultimo periodo, si dispone che lo schema di
programma triennale e i suoi aggiornamenti annuali sono resi pubblici,
prima della loro approvazione, mediante affissione nella sede delle
amministrazioni aggiudicatrici e al comma 11, secondo periodo, si
dispone che i programmi e gli elenchi annuali sono trasmessi
all’Osservatorio che ne dà pubblicità.

Per quanto attiene
l’adeguamento dell’elenco annuale, in particolare ai flussi di spesa,
l’articolo 8 del DM 21 giugno 2000 del Ministro dei lavori pubblici
prevede un procedimento per fasi intermedie, attraverso procedure
definite da ciascuna amministrazione, per garantire, in relazione al
monitoraggio dei lavori, la corrispondenza agli effettivi flussi di
spesa.

In particolare, la disposizione in oggetto precisa che “al
fine di limitare la formazione dei residui passivi le amministrazioni
operano le opportune compensazioni finanziarie tra i diversi
interventi e in caso di impossibilità sopravvenuta a realizzare un
lavoro inserito nell’elenco annuale procedono all’adeguamento dello
stesso elenco, o, ove indispensabile, del programma triennale”.

Con
specifico riferimento al suddetto articolo 8, il DM 4 agosto 2000 del
Ministro dei lavori pubblici precisa che gli adeguamenti al programma
annuale che vengono progressivamente introdotti non necessitano di
norma di misure di pubblicità o adempimenti tali da comportare un
riavvio del relativo procedimento, restando in ogni caso tale
valutazione rimessa alla discrezionalità dei competenti organi e fermo
restando che le integrazioni all’elenco annuale di carattere
sostanziale devono in ogni caso adempiere alle misure di pubblicità
previste dalla legge (affissione nella sede delle amministrazioni
aggiudicatrici per almeno 60 giorni consecutivi, ex art. 14, comma 2,
della legge 109/94 e s.m.i. e successiva integrazione di comunicazione
all’Osservatorio).

Occorre pertanto definire quali possano essere le
integrazioni di carattere sostanziale tali da comportare la necessità
di procedere alla loro pubblicità: si ritiene, a titolo
esemplificativo, che non occorre riattivare il procedimento di
programmazione nell’ipotesi di riduzione di opere pubbliche finanziate
con mutui della Cassa Depositi e Prestiti a seguito di reperimento di
fondi propri, trattandosi di mera variazione sul tipo di finanziamento
non incidente sulla conformazione dell’intervento da eseguire.
Altrettanto dicasi nel caso di modifica dei finanziamenti relativi ad
opere pubbliche già inserite nei suddetti piani annuali e triennali.

Non sembra invece corretto l’inserimento ex novo di altre opere,
ancorché di modesto valore complessivo, senza riattivare la prescritta
procedura e le relative misure di pubblicità, alla luce di quanto
previsto dall’art. 14, comma 9, della legge 109/94 e s.m.i. secondo
cui l’elenco annuale predisposto dalle amministrazioni aggiudicatrici
deve essere approvato unitamente al bilancio preventivo, di cui
costituisce parte integrante, e deve contenere l’indicazione dei
relativi mezzi finanziari. Un lavoro non inserito nell’elenco annuale
può essere realizzato solo sulla base di un autonomo piano finanziario
che non utilizzi risorse già previste tra i mezzi finanziari
dell’amministrazione al momento della formazione dell’elenco, fatta
eccezione per le risorse resesi disponibili a seguito di ribassi
d’asta o di economie.

2. Per quanto riguarda la seconda
questione, le problematiche relative all’affidamento e al
frazionamento degli incarichi di progettazione sono state già trattate
dall’Autorità con le determinazioni n. 6/99, n. 8/99 e n. 18/01, cui
si rinvia.

Rimane ancora da analizzare la possibilità per un
amministrazione di affidare all’esterno solo una parte dei servizi.

Al riguardo si osserva che l’art. 17 della legge 109/94 e s.m.i., a
differenza del testo precedente (che faceva riferimento anche alle
relative “parti”) non dispone esplicitamente in merito.

Si osserva
al riguardo che la possibilità di affidare all’esterno solo una parte
dell’incarico non è intesa dalla normativa di cui alla legge quadro e
relativo regolamento di attuazione nel senso di divieto di integrare
il gruppo di progettazione interno con esperti esterni, quanto
piuttosto nel senso di vietare l’affidamento della progettazione di
strutture e impianti contemporaneamente a progettisti esterni ed
interni.

Dal complesso delle disposizioni in materia si evince,
tuttavia, il presupposto che la progettazione debba essere
tendenzialmente unitaria; tale presupposto deriva dal costante
riferimento, allorché si parla di progetto, al complesso unitario
dello stesso in relazione anche all’insieme delle relative fasi
progettuali.

Da ciò deriva che, in caso di frazionamento
dell’incarico, deve essere data adeguata motivazione della scelta
adottata.

Poiché la progettazione esecutiva di un intervento è un
unico progetto, composto da più progetti specifici: architettonico,
delle strutture, degli impianti, della sicurezza e di manutenzione,
l’amministrazione potrebbe ritenere conveniente affidare all’interno,
ad esempio, la progettazione architettonica, considerata la presenza
negli organici di professionalità adeguate e scegliere di affidare
all’esterno le progettazioni delle strutture, degli impianti, ecc.,
per la mancanza negli organici di professionalità specifiche,
componendo il gruppo di progettazione con soggetti interni ed esterni,
purché scelti a norma di legge e di regolamento.

L’affidamento degli
incarichi a soggetti esterni deve in ogni caso rispettare il principio
sancito dall’art. 62, comma 10, del DPR n. 554/99, secondo cui “la
progettazione di un intervento non può essere artificiosamente divisa
in più parti al fine di eludere l’applicazione delle norme che
disciplinano l’affidamento del servizio”.

Per gli affidamenti degli
incarichi all’esterno, pertanto, devono essere adottate le procedure
previste per l’importo totale degli incarichi da affidare.

Tenuto
conto che i diversi aspetti tecnici che sono sempre coinvolti da
ciascun progetto richiedono una visione unitaria, il legislatore, nel
caso in cui il progetto preveda più prestazioni professionali
specialistiche, ha prescritto (art. 17, comma 8, della legge 109/94 e
s.m.i.) che nell’offerta debba essere sempre indicata “la persona
fisica incaricata dell’integrazione tra le varie prestazioni
specialistiche”.

Analogamente a quanto previsto per la cosiddetta
progettazione integrale (art. 2, comma 1, lettera i), del DPR
554/1999), quindi, anche nella fattispecie in esame occorre
individuare la persona fisica incaricata dell’integrazione tra le
varie prestazioni.

Vale comunque ricordare che, come specificato
nella determinazione n.13/2000, il ricorso ad affidamenti collettivi
di un unico incarico è possibile nella sola ipotesi che i
professionisti abbiano dato vita ad un raggruppamento o ad una
associazione anche temporanea.

Dalle considerazioni svolte segue
che,

1. gli adeguamenti al programma annuale che vengono
progressivamente introdotti non necessitano di norma di misure di
pubblicità o adempimenti tali da comportare un riavvio del relativo
procedimento, restando in ogni caso tale valutazione rimessa alla
discrezionalità dei competenti organi e fermo restando che le
integrazioni all’elenco annuale di carattere sostanziale devono in
ogni caso adempiere alle misure di pubblicità previste dalla legge;

2. è possibile affidare all’esterno una parte della
progettazione, purché venga data adeguata motivazione della scelta
adottata e la progettazione non sia artificiosamente divisa in più
parti al fine di eludere l’applicazione delle norme che disciplinano
l’affidamento del servizio (art. 62, comma 10, DPR n. 554/99) e,
analogamente a quanto previsto per la cosiddetta progettazione
integrale (art. 17, comma 8, legge n. 109/94 e s.m.i.), venga
individuata la persona fisica incaricata dell’integrazione tra le
varie prestazioni.

il Relatore
il Presidente

Depositato
presso la Segreteria del Consiglio in data

Il Segretario

ANTICIPAZIONI:In attesa di pubblicazione sulla GURI pubblichiamo la Determinazione dell’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici 2/2002

Architetto.info