Applicabilità dei principi di cui all'art. 30, comma 2-bis, legge n. 109/1994 | Architetto.info

Applicabilità dei principi di cui all’art. 30, comma 2-bis, legge n. 109/1994

Applicabilità dei principi di cui all'art. 30, comma 2-bis, legge n. 109/1994 in materia di polizze assicurative stipulate per garantire l'esatto adempimento da parte dell'esecutore dei lavori in assenza dello schema-tipo da approvarsi con decreto del Ministro dei lavori pubblici e di quello dell'industria. (Determinazione n. 3/2001)

L’AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI
[Testo]
Il comune di F., nell’evidenziare il comportamento tenuto da una
compagnia di assicurazione che non ha corrisposto l’importo
convenuto a seguito di polizza fidejussoria stipulata ai sensi
dell’art. 30, comma 2, della legge n. 109/1994, in virtù
dell’esistenza di un contenzioso pendente innanzi al giudice civile
tra la stazione appaltante e la ditta aggiudicataria in ordine alla
rescissione del contratto deliberata dalla medesima stazione
appaltante, ha richiesto un intervento di questa Autorità.
La compagnia assicuratrice ha sostenuto le proprie posizioni
ritenendo pienamente applicabile l’art. 1945 del codice civile, per
il quale, nei rapporti tra creditore e fidejussore, quest’ultimo
“può opporre al creditore tutte le eccezioni che spettano al
debitore principale, salvo quelle derivanti dall’incapacità”.
L’art. 30, comma 2-bis, della legge n. 109/1994, introdotto dalla
legge n. 415/1998, ha disposto invece che la fidejussione
assicurativa afferente all’esecuzione di opere pubbliche “dovrà
prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva
escussione del debitore principale e la sua operatività entro
quindici giorni a semplice richiesta della stazione appaltante”.
Tale ultima disposizione pone dei problemi di diritto transitorio
circa la sua immediata applicazione concreta.
Si pone cioè la questione se, in attesa dell’approvazione degli
schemi-tipo da emanarsi con provvedimento di concerto tra il
Ministro dei lavori pubblici e quello dell’industria, di cui
all’art. 107 del decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999 e all’art. 9, comma 59, della legge n. 415/1998, ai quali
si devono conformare le polizze concernenti le coperture
assicurative e le garanzie fidejussorie previste dal citato art. 30
legge n. 109/1994, i contratti di assicurazione fidejussoria
stipulati nell’ambito del settore dei lavori pubblici rimangono
vincolati o meno all’assetto contrattuale così come definito dalle
parti.
Si osserva, a tal fine, che l’art. 3, comma 6, lettera t), della
legge n. 109/1994 aveva già previsto la definizione, con il
regolamento attuativo, delle modalità di attuazione degli obblighi
assicurativi del predetto art. 30, delle condizioni generali e
particolari delle polizze e dei massimali garantiti, nonché delle
modalità di costituzione delle garanzie fidejussorie di cui al
medesimo art. 30. Detto regolamento, come noto, è entrato in vigore
in data 28 luglio 2000 e, in virtù delle indicazioni ivi contenute
sulla questione, si può ritenere che abbia dettato una disciplina
completa sulla materia.
Nei casi di specie, ad avviso di quest’Autorità, occorre pertanto
distinguere tra le polizze assicurative stipulate ai sensi
dell’art. 30 della legge n. 109/1994 prima del 28 luglio 2000 (data
di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999) e quelle negoziate successivamente.
Prima dell’entrata in vigore del regolamento attuativo non possono
che valere le clausole contrattuali delle polizze accettate
dall’amministrazione appaltante, in quanto il regolamento ha
dettato delle disposizioni (Vds. l’art. 100 per la cauzione
provvisoria e art. 101 per quella definitiva) che, completandone e
precisandone il contenuto, valgono a conferire ai principi
enunciati dall’art. 30, comma 2-bis, della legge n. 109/1994 piena
efficacia.
Dopo l’entrata in vigore del regolamento la disciplina deve
considerarsi completa e dunque non è possibile rinviare oltre
l’applicazione di una norma di legge integrata, come previsto dalla
legge stessa, da disposizioni regolamentari.
La previsione di schemi di polizza, contenuta nella legge n.
415/1998, ha portata meramente organizzativa e di funzionalità
concreta. Ad essa pertanto non può essere riconosciuta un’efficacia
condizionante l’applicazione della norma corrispondente
all’interesse sostanziale dell’amministrazione di non incontrare
ostacoli alla realizzazione delle proprie pretese economiche.
E’ da ritenere, altresì, che le disposizioni di cui all’art. 30,
comma 2-bis, come integrate da quelle regolamentari, abbiano valore
sostanziale di clausola legale di un contratto e che pertanto nei
loro confronti debba trovare applicazione l’art. 1339 del codice
civile, per il quale le clausole imposte dalla legge sono di
diritto inserite nel contratto, anche in sostituzione di quelle
difformi apposte dalle parti.
Da ciò consegue la possibilità per l’amministrazione appaltante di
agire comunque senza la preventiva escussione del debitore
principale.
Premesso quanto sopra, va precisato che, in attesa dell’emanazione
degli schemi-tipo di polizza, al fine di evitare ogni
inconveniente, le stazioni appaltanti avranno cura di richiedere
nei bandi di gara o nelle lettere di invito che le polizze
contengano la clausola di cui al comma 2-bis dell’art. 30 della
legge n. 109/1994.

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