Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 | Architetto.info

Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993

Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993 e dalla direttiva 93/97/CEE del Consiglio del 29 ottobre 1993.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 6 febbraio 1996, n.52 – legge comunitaria 1994, ed
in particolare l’art.52, recante delega al Governo a recepire le
direttive del Consiglio 93/68/CEE del 93/97/CEE, che integrano e
modificano la direttiva 89/336/CEE in materia di compatibilità
elettromagnetica;
Visto il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n.476, recante
disposizioni di attuazione della citata direttiva 89/336/CEE,
modificata dalla direttiva 92/31/CEE;
Visto il decreto legge 1 dicembre 1993, n.487, convertito con
modificazioni dalla legge 29 gennaio 1994, n.71, che ha disposto la
trasformazione dell’Amministrazione delle poste e delle
telecomunicazioni in ente pubblico economico e la riorganizzazione
del Ministero;
Riconosciuta l’opportunità di riordinare, con normativa organica,
la materia già disciplinata dal decreto legislativo n.476 del 1992;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 31 ottobre 1996;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei
Ministri delle poste e delle telecomunicazioni e dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministri degli
affari esteri, di grazia e giustizia e del tesoro;
EMANA il seguente decreto legislativo:
Capo I
DISPOSIZIONI SULLA COMPATIBILITÀ ELETTROMAGNETICA
Art.1. Definizioni
1. Ai fini del presente decreto legislativo si intendono per:
a) “apparecchi”, tutti i dispositivi elettrici ed elettronici
nonché le apparecchiature, i sistemi e gli impianti contenenti
componenti elettrici o elettronici;
b) “disturbi elettromagnetici”, i fenomeni elettromagnetici che
possono alterare il funzionamento di un dispositivo, di
un’apparecchiatura o di un sistema;
c) “immunità”, l’idoneità di un dispositivo, di un’apparecchiatura
o di un sistema a funzionare in presenza di disturbi
elettromagnetici senza pregiudizio per le sue prestazioni;
d) “compatibilità elettromagnetica”, l’idoneità di un dispositivo,
di un’apparecchiatura o di un sistema a funzionare nel proprio
ambiente elettromagnetico in modo soddisfacente senza introdurre
disturbi elettromagnetici inaccettabili per tutto ciò che si trova
in tale ambiente;
e) “organismo competente”, ogni organismo stabilito dall’Unione
europea rispondente ai criteri di cui all’allegato 2, riconosciuto
capace di rilasciare una relazione tecnica o un attestato per gli
apparecchi di cui alla lettera a);
f) “attestato di esame CE del tipo”, il documento in cui un
organismo notificato attesta che il tipo di apparecchio esaminato è
conforme ai requisiti del presente decreto;
g) “organismo notificato”, organismo stabilito dall’Unione europea
rispondente ai criteri di cui all’allegato 2, abilitato a
rilasciare attestati di esame CE del tipo per gli apparecchi di cui
alla lettera l), notificato alla Commissione delle Comunità europee
ed agli altri Stati membri;
h) “laboratorio di prova accreditato”, il laboratorio di prova
accreditato sulla base del decreto legislativo 12 novembre 1996,
n.614, che esegue le prove prescritte dalle regole tecniche comuni
e dalle regole e norme tecniche europee e nazionali;
i) “apparecchiatura terminale”, di seguito indicata con la parola
“terminale”, un’apparecchiatura di telecomunicazioni, destinata ad
essere collegata mediante un sistema cablato, radio, ottico o altro
sistema elettromagnetico ad una rete pubblica di telecomunicazioni,
vale a dire:
1) essere collegata direttamente ad un punto terminale di una rete
pubblica di telecomunicazioni;
2) o interfunzionare con una rete pubblica di telecomunicazioni, in
quanto collegata direttamente o indirettamente ad un suo punto
terminale per la trasmissione, il trattamento o la ricezione di
informazioni;
l) “apparecchi radiotrasmittenti”, apparecchiature radio i cui
trasmettitori, ivi compresi i dispositivi ausiliari, emettono o
diffondono onde elettromagnetiche per le radiocomunicazioni;
m) “radioamatore”, persona, debitamente autorizzata, che si
interessa di radiotecnica a titolo puramente personale e senza
scopo di lucro, che partecipa al servizio di radiocomunicazione
detto “d’amatore” avente per oggetto l’istruzione individuale,
l’intercomunicazione e gli studi tecnici;
n) “costruttore o fabbricante”, il responsabile della progettazione
e della produzione di un apparecchio di cui alla lettera a) oppure
chi realizza un nuovo apparecchio con altri apparecchi di cui alla
stessa lettera a) oppure ancora colui che modifica, trasforma,
amplia o adegua un dato apparecchio oppure chi appone il proprio
marchio su apparecchi costruiti da terzi.
Art.2. Campo di applicazione
1. Il presente decreto si applica agli apparecchi che possono
creare emissioni elettromagnetiche o il cui funzionamento può
essere alterato da disturbi elettromagnetici presenti
nell’ambiente. Esso fissa i requisiti di protezione in materia di
compatibilità elettromagnetica nonché le relative modalità di
controllo.
2. Gli apparecchi costruiti per usi militari non rientrano nel
campo di applicazione del presente decreto, a meno che siano
disponibili in commercio.
3. Gli apparecchi radio utilizzati da radioamatori non rientrano
nel campo di applicazione del presente decreto, a meno che siano
disponibili in commercio.
4. Le disposizioni del presente decreto non si applicano o cessano
di essere applicate a quegli apparecchi i cui requisiti di
protezione in materia di compatibilità elettromagnetica siano
stabiliti da norme di attuazione di specifiche direttive
comunitarie.
5. Agli apparecchi di cui al comma 1 non si applicano le
disposizioni contenute nella legge 22 maggio 1980, n.209.
Art.3. Requisiti per l’immissione in commercio o in servizio
1. Gli apparecchi possono essere immessi nel mercato comunitario o
in servizio soltanto se essi soddisfano i requisiti fissati dal
presente decreto legislativo, quando sono installati, sottoposti ad
opportuna manutenzione ed utilizzati conformemente alla loro
destinazione.
Art.4. Requisiti di protezione
1. Gli apparecchi debbono essere costruiti in modo tale che:
a) i disturbi elettromagnetici da essi generati siano limitati ad
un livello che permetta agli apparecchi radio e di
telecomunicazioni ed agli altri apparecchi di funzionare in modo
conforme alla loro destinazione;
b) essi abbiano un adeguato livello di immunità intrinseca contro i
disturbi elettromagnetici che permetta loro di funzionare in modo
conforme alla loro destinazione.
2. I principali requisiti di protezione sono indicati nell’allegato
3.
Art.5. Misure speciali
1. Le disposizioni del presente decreto non ostano
all’applicazione, su iniziativa delle autorità competenti di cui
all’art.9, delle seguenti misure speciali:
a) misure concernenti l’entrata in servizio e l’utilizzazione
dell’apparecchio, adottate per un luogo particolare, per ovviare ad
un problema di compatibilità elettromagnetica già esistente o
prevedibile;
b) misure concernenti l’installazione dell’apparecchio, adottate
per proteggere le reti pubbliche di telecomunicazioni o le stazioni
riceventi o trasmettenti utilizzate per motivi di sicurezza.
2. Le autorità competenti notificano alla commissione europea ed
agli altri Stati membri le misure speciali di cui al comma 1.
Art.6. Presunzione di conformità
1. Si presumono conformi ai requisiti di protezione di cui
all’art.4 gli apparecchi che soddisfano:
a) le norme nazionali che traspongono le corrispondenti norme
armonizzate i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunità europee; i riferimenti di tali norme
nazionali sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana ad iniziativa delle autorità competenti di cui all’art.9;
b) oppure, quando non esistono norme armonizzate, le norme
nazionali degli Stati membri i cui riferimenti sono pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee; i riferimenti di
tali norme sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ad iniziativa delle autorità di cui alla
lettera a).
2. In assenza delle norme di cui al comma 1, oppure qualora il
fabbricante non ha applicato, in tutto o in parte, dette norme, gli
apparecchi sono considerati conformi ai requisiti di protezione di
cui all’art.4 se sussiste la documentazione di cui all’art.7, comma
2.
3. Le autorità competenti, se ritengono che le norme armonizzate
citate al comma 1, lettera a), non soddisfano pienamente i
requisiti di protezione, adiscono il comitato permanente di cui
all’art.3 della legge 21 giugno 1986, n.317.
Art.7. Dichiarazione e marcatura CE di conformità
1. Nel caso di apparecchi per i quali il fabbricante ha applicato
le norme di cui all’art.6, comma 1, la conformità degli apparecchi
stessi alle disposizioni del presente decreto è attestata da una
dichiarazione CE di conformità predisposta dal fabbricante o dal
suo mandatario stabilito nella Unione europea. La dichiarazione, di
cui all’allegato 1, deve essere tenuta a disposizione delle
autorità competenti di cui all’art.9 dal momento dell’immissione
nel mercato comunitario del primo esemplare e fino alla scadenza di
dieci anni dall’immissione nel mercato comunitario dell’ultimo
esemplare dell’apparecchio in questione.
2. Nel caso di apparecchi per i quali il fabbricante non ha
applicato, in tutto o in parte, le norme di cui all’art.6, comma 1,
o in assenza di norme al momento dell’introduzione nel mercato
comunitario, la conformità alle disposizioni del presente decreto è
attestata da una dichiarazione CE di conformità predisposta dal
fabbricante o dal suo man…

[Continua nel file zip allegato]

Attuazione della direttiva 89/336/CEE del Consiglio del 3 maggio 1989, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alla compatibilità elettromagnetica, modificata ed integrata dalla direttiva 92/31/CEE del Consiglio del 28 aprile 1992, dalla direttiva 93/68/CEE del Consiglio del 22 luglio 1993

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