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Attuazione delle direttive 86/663/cee del consiglio del 22 dicembre 1986

Attuazione delle direttive 86/663/cee del consiglio del 22 dicembre 1986 e 89/240/cee della commissione del 16 dicembre 1988, relative ai carrelli semoventi per movimentazione, a norma dell'art. 55 della legge 29 dicembre 1990, n. 428 (legge comunitaria 1990).

ART. 1. CAMPO D’APPLICAZIONE E DEFINIZIONI
1. Il presente decreto si applica ai carrelli semoventi per
movimentazione con portata inferiore a 10.000 kg ed ai trattori con
sforzo al gancio inferiore a 20.000 N. 2. Ai sensi del presente
decreto è un carrello semovente per movimentazione qualsiasi
veicolo a ruote, salvo quelli che si spostano su rotaie, destinato
a trasportare, trainare, spingere, sollevare o accatastare,
immagazzinare in scaffalature carichi di qualsiasi genere,
comandato da un operatore a terra in prossimità del carrello stesso
o da un operatore a bordo su un posto di guida fisso al telaio o
sollevabile, appositamente allestito.
3. Le definizioni dei carrelli semoventi per movimentazione e dei
trattori, le loro classificazioni ed i requisiti tecnici che
debbono possedere sono riportati nell’allegato I.
ART. 2. ESCLUSIONI
1. Il presente decreto non si applica:
a) agli apparecchi a benna detti dumper o motocarriole, utilizzati
nei cantieri edili e di lavori pubblici;
b) ai trattori diversi da quelli di cui all’allegato I, punto 1.2,
autocarri con o senza rimorchio, trattori agricoli e forestali,
macchine per cantiere e carrelli utilizzati in miniera;
c) ai furgoni per la consegna del latte ed altri veicoli analoghi;
d) agli apparecchi elevatori accatastatori che possono spostarsi
soltanto entro guide, detti “traslatori per stoccaggio”;
e) ai carrelli con posto di guida sollevabile con portata nominale
superiore a 5.000 kg;
f) ai carrelli appositamente progettati per circolare con il carico
in posizione elevata di portata superiore a 5.000 kg;
g) ai carrelli a portale;
h) ai trattori e carelli comandati a distanza, senza operatore a
bordo;
i) alle attrezzature utilizzate per la manutenzione in posizione di
sollevamento;
l) ai carrelli azionati da fonti esterne di energia elettrica;
m) alle gru mobili;
n) alle piattaforme elevatrici mobili;
o) ai carrelli a braccia telescopiche.
ART. 3. CERTIFICATO DI CONFORMITA’
1. E’ consentita l’immissione sul mercato, l’importazione di
carrelli usati, la messa in sevizio e l’utilizzazione conforme alla
destinazione dei carrelli semoventi e dei trattori regolati dal
presente decreto, a condizione che il abbricante, o un suo
mandatario stabilito nella Comunità economica europea, ne attesti
sotto la sua responsabilità, con apposito certificato, la
conformità alle disposizioni e alle caratteristiche tecniche
riportate nell’allegato I, secondo il modello riportato
nell’allegato II, e vi apponga il marchio di conformità alle
condizioni previste nell’allegato III.
2. Le prove di stabilità, visibilità e funzionamento per i carrelli
semoventi per movimentazione di cui all’art. 1 sono effettuate
secondo i metodi specificati nell’allegato IV.
3. Le prescrizioni tecniche previste dall’allegato I sostituiscono
quelle di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile
1955, n.547, in caso di contrasto o di diversità.
4. Per la vendita e l’impiego dei carrelli semoventi e dei trattori
è comunque fatta salva l’osservanza delle norme concernenti la
tutela dell’igiene del lavoro, gli aspetti di sicurezza, la
circolazione stradale e la tutela ambientale.
ART. 4. CONTROLLI
1. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
anche avvalendosi di organismi autorizzati, procede a controlli per
sondaggio sulla conformità delle macchine di cui all’art. 1 alle
norme del presente decreto e degli allegati.
2. I documenti concernenti l’esecuzione delle prove ed il rispetto
dei requisiti tecnici debbono essere tenuti a disposizione del
predetto Ministero e del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale, che può procedere a particolari controlli in relazione
ai propri compiti istituzionali. Le risultanze dei controlli
eseguiti dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale sono
inviate in comunicazione al Ministero dell’industria, del commercio
e dell’artigianato.
ART. 5. EFFETTUAZIONE DELLE PROVE
1. Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità
economica europea che rilascia il certificato ed appone il marchio
di cui all’art. 3 deve disporre dei mezzi necessari ad eseguire le
prove previste, oppure deve farle eseguire, anche in parte, da uno
o più organismi autorizzati di cui all’art. 6.
ART. 6. ORGANISMI AUTORIZZATI.
1. L’organismo che chiede di essere autorizzato alla effettuazione
delle prove e dei controlli di cui al presente decreto ne fa
istanza al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato – D.G.P.I. – Ispettorato tecnico dell’industria,
del commercio e dell’artigianato.
2. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato
comunica, tramite il Ministero degli affari esteri, alla
Commissione della CEE e agli altri Stati membri l’elenco degli
organismi autorizzati abilitati ad eseguire le prove ed ogni
successiva modifica.
3. Gli organismi che hanno effettuato le prove poste a base della
certificazione non possono essere incaricati dell’effettuazione
dei controlli sugli apparecchi che hanno formato oggetto delle
prove stesse. ART. 7. CARRELLI SEMOVENTI NON CONFORMI
1. Se risulta che un carrello semovente di movimentazione non è
conforme alle prescrizioni del presente decreto, il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con proprio
decreto, ne vieta l’immissione sul mercato e l’utilizzazione,
ovvero ordina che sia ritirato dal mercato. 2. Se la difformità
deriva da un errore di progettazione o di fabbricazione in serie
che pregiudica la sicurezza, il Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato informa gli Stati membri della
Comunità economica europea e la Commissione CEE, tramite il
Ministero degli affari esteri, delle trasgressioni constatate e dei
provvedimenti adottati.
ART. 8. SANZIONI.
1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque violi le
disposizioni del presente decreto è punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma
da lire diecimilioni a lire trentamilioni.
ALLEGATO 1 –
PARTE PRIMA – REQUISITI TECNICI PER I CARRELLI SEMOVENTI PER
MOVIMENTAZIONE
1. CLASSIFICAZIONE DEI CARRELLI IN FUNZIONE DELLE CARATTERISTICHE
OPERATIVE.
1.1. Trasportatore
Carrello per movimentazione che pota il carico su una piattaforma
fissa o su una attrezzatura non sollevabile.
1.2. Trattore
Carrello per movimentazione che circola a terra munito di un
dispositivo di aggancio e specificamente atto al traino di veicoli
circolanti a terra.
1.3. Spintore
Trattore munito anteriormente e/o posteriormente di un respingente
e in grado di spingere veicoli che circolano a terra o su rotaia.
1.4. Elevatore
Carrello per movimentazione atto a sollevare, abbassare e
trasportare carichi.
1.4.1. Elevatore accatastatore
Carrello elevatore munito di piattaforma, di forca o di altra
attrezzatura portacarico, in grado di sollevare un carico,
palettizzato o meno, al altezza sufficiente pre consentirne
l’accatastamento o lo stoccaggio in scaffalature.
1.4.1.1. Carrello con forca a sbalzo:
carrello elevatore accatastatore sul quale il carico è disposto
davanti alle ruote anteriori oppure dietro alle ruote posteriori.
1.4.1.2. Carrello con montante o forca retrattile:
carrello elevatore accatastatore con longheroni portanti il quale
carico può essere, disposto a sbalzi mediante avanzamento dei
montanti o della piastra portaforche.
1.4.1.3. Carrello con forca fra i longheroni:
carrello elevatore accatastatore a longheroni portanti munito di
forca disposta fra detti longheroni e nel quale il baricentro del
carico si trova sempre all’interno del poligono di appoggio.
1.4.1.4. Carrello a forca ricoprente:
carrello elevatore accatastatore a longheroni portanti munito di
forche i cui bracci ricoprono i longheroni. 1.4.1.5. Carrello con
piattaforma ricoprente a forte sollevamento:
carrello elevatore accatastatore a longheroni potanti munito di
una piattaforma che ricopre i longheroni.
1.4.1.6. Carrello con posto guida sollevabile (accatastatore):
carrello elevatore munito di posto di guida che si solleva con il
dispositivo portacarico (piattaforma o forca) per lo stoccaggio in
scaffalatura.
1.4.1.7. Carrello a pressa laterale:
carrello a forca i cui montanti retrattili, disposti fra gli assi
perpendicolarmente all’asse longitudinale del carrello, consentono
la presa ed il sollevamento di un carico a sbalzo rispetto ad un
lato del carrello stesso ed il suo trasferimento sulla piattaforma
di carico.
1.4.1.8. Carrello a forca fuoristrada:
carrello concepito appositamente per caricare, sollevare,
trasportare ed accatastare carichi su terreni non preparati (ruote
di grandi dimensioni, notevole altezza libera dal suolo, gruppo
motopropulsore speciale), munito di un dispositivo portacarico
scorrevole in senso verticale su castello fisso o inclinabile.
1.4.1..9. Carrello a presa laterale:
carrello elevatore accatastatore in grado di comporre e scomporre
pile di carichi sui due lati.
1.4.10. Carello a presa laterale e frontale:
carrello elevatore in grado di comporre e scomporre pile di carichi
frontalmente e su due lati.
1.4.2. Carrello elevatore non accatastatore a piccolo sollevamento
Carrello per movimentazione munito di piattaforma o di forca oppure
di altra attrezzatura portacarichi in grado di sollevare il carico
ad altezza appena sufficiente per consentirne il trasporto.
1.4.2.1. Carrello per palette:
carrello elevatore non accatastatore munito di forca per il
trasporto di palette.
1.4.2.2. Carrello a piattaforma:
carrello elevatore munito di piattaforma o di altro dispositivo per
il trasporto di carichi.
1.4.2.3. Carrello a portale:
carrello elevatore con tela…

[Continua nel file zip allegato]

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