AUTORITA ‘ LAVORI PUBBLICI DETERMINAZIONE N. 20 /2001 | Architetto.info

AUTORITA ‘ LAVORI PUBBLICI DETERMINAZIONE N. 20 /2001

AUTORITA ‘ LAVORI PUBBLICI DETERMINAZIONE N. 20 /2001 del 4 ottobre 2001: Rif: Q/178/c-AG 149-R/987/01 - 'Finanza di progetto'

Autorita ‘ Lavori pubblici
DETERMINAZIONE N. 20 /2001
del 4 ottobre 2001

Rif: Q/178/c-AG 149-R/987/01
“Finanza di progetto”

Premesso
Con note del 15 giugno 2001 e del 2 agosto 2001, l’ANCE
(Associazione nazionale costruttori edili) chiedeva
l’avviso di questa Autorità per la vigilanza sui lavori
pubblici in merito ad alcune specifiche questioni
concernenti l’istituto della cosiddetta “finanza di
progetto”, di cui agli artt. 37 bis e seguenti della
legge quadro sui lavori pubblici 11 febbraio 1994, n.
109 e successive modificazioni.
In particolare, l’Associazione, con la prima delle
citate note – premesso che alcune sue articolazioni
periferiche avevano sollevato il problema del rifiuto
delle banche ad asseverare i piani economico-finanziari
dei promotori e che tale comportamento scaturiva dal
fatto che si riteneva che l’Autorità, nell’atto di
regolazione n. 34 del 18 luglio 2000, avesse affermato
la natura pubblicistica dell’attività di asseveramento,
che, invece, era negata dagli istituti di credito –
chiedeva che venisse indicata, con chiarezza e
tempestività, una soluzione interpretativa in grado di
superare la situazione di stallo che si era venuta in
tal modo a determinare.
Inoltre, con la seconda istanza l’Associazione dei
costruttori chiedeva di conoscere l’avviso dell’Autorità
di vigilanza sull’ammissibilità di una proposta
formulata da alcune imprese le quali si riservavano, in
caso di avvenuto accoglimento dell’istanza, di
formalizzare l’associazione, e che, successivamente,
avessero formulato una proposta unitaria sottoscritta da
tutti i componenti la costituenda associazione, senza
tuttavia specificare alcun impegno a conferire mandato
collettivo speciale con rappresentanza a quella indicata
come capogruppo.
Secondo l’ANCE la proposta, in tal modo formulata,
dovrebbe essere considerata ugualmente ammissibile,
anche se il dato testuale dell’art. 13, comma 5, della
menzionata legge 109/1994 e successive modificazioni,
potrebbe indurre a ritenere diversamente dal momento
che, pur in mancanza di una esplicita formalizzazione,
l’anzidetto impegno alla costituzione dell’ATI ed al
conferimento del mandato si ricaverebbe in maniera
inequivoca dall’avvenuta congiunta sottoscrizione della
proposta. A ciò si aggiungerebbe la considerazione
secondo cui dalla disciplina legislativa e regolamentare
dell’istituto, sembrerebbe emergere l’indicazione
secondo cui il soggetto che, all’esito del procedimento,
risulti affidatario della concessione soltanto alla data
di tale affidamento dovrebbe possedere i requisiti di
qualificazione di cui all’art. 98 del D.P.R. 21 dicembre
1999, n. 554, eventualmente anche ampliando o integrando
con altri soggetti l’iniziale compagine associativa.
La stessa ANCE, con ulteriore nota del 28 giugno 2001,
trasmetteva un documento contenente “osservazioni e
proposte” in merito alla procedura relativa alla
“finanza di progetto”, approvato nella riunione del 14
giugno 2001 dal Comitato di Presidenza dell’ANCE
medesima.
Altro quesito concernente l’istituto in esame veniva
formulato dal Comune di Roma con nota del 23 luglio
2001, relativamente, in particolare, alla possibilità di
realizzare un nuovo mercato coperto e relativi parcheggi
con la procedura del “project financing”, con la
peculiarità della previsione convenzionale di
trasferimento al concessionario di aree comunali in
diritto di superficie per la durata di novantanove anni;
quesito, peraltro, già formulato alla Unità Tecnica –
Finanza di Progetto istituita presso il CIPE, la quale
ha suggerito al Comune di acquisire su questo aspetto
della normativa l’avviso dell’Autorità.

Considerato

Le richieste formulate dall’Ance e dal Comune di Roma,
come riassunte in premessa, costituiscono occasione per
l’Autorità di vigilanza per manifestare ulteriori
valutazioni in merito alla disciplina delle opere
pubbliche a finanziamento privato, di cui agli art. 37
bis e seguenti della legge 109/1994 e successive
modificazioni.
Considerazioni, peraltro, che vanno ad aggiungersi a
quelle di cui all’atto di regolazione n. 14 del 15
luglio 2001, contenente “precisazioni funzionali ad
eliminare le remore alla piena operatività del sistema
della finanza di progetto” cui si rinvia con riferimento
alle prospettate difficoltà operative derivanti dalla
qualificazione in termini pubblicistici dell’attività di
asseveramento da parte delle banche.
Ciò premesso, va rilevato che in base all’art.
99 del regolamento di attuazione D.P.R. 554/1999,
possono presentare proposte, oltre ai soggetti di cui
agli artt. 10 (imprese individuali, anche artigiane,
società commerciali, società cooperative, consorzi tra
società cooperative, consorzi tra imprese artigiane,
consorzi stabili, associazioni temporanee di
concorrenti, consorzi di concorrenti di cui all’articolo
2602 del codice civile, gruppo europeo di interesse
economico) e 17, comma 1, lettera f) (società di
ingegneria) della legge 109/1994 e successive
modificazioni, anche i soggetti che “svolgono in via
professionale attività finanziaria, assicurativa,
tecnico-operativa, di consulenza e di gestione nel campo
dei lavori pubblici o di pubblica utilità e dei servizi
alla collettività”.
Dal che si evince come il legislatore abbia chiaramente
inteso rendere ampia la sfera di coloro cui è
riconosciuta la possibilità di presentare proposte e di
conseguenza estendere l’applicabilità dell’istituto del
“project financing”, oltre che ai soggetti costruttori-
gestori anche a coloro che abbiano sviluppato funzioni
e competenze finanziarie, gestionali, immobiliari e di
marketing maggiormente significative in operazioni di
finanza di progetto ovvero in operazioni di
realizzazione di opere pubbliche in generale. Possono
pertanto assumere il ruolo di promotori anche imprese
interessate indirettamente alla realizzazione del
progetto, le banche e gli altri investitori
istituzionali, i soggetti giuridici che offrono servizi
di consulenza o di gestione nel campo dei lavori
pubblici.

Il regolamento richiede tuttavia per detti soggetti che
gli stessi abbiano partecipato “negli ultimi tre anni,
in modo significativo, alla realizzazione di interventi
di natura ed importo almeno pari a quello oggetto della
proposta.”
La formulazione prescelta, ad avviso dell’ANCE, appare
piuttosto generica soprattutto per la locuzione “in modo
significativo”, che lascia ampio margine all’attività
discrezionale dell’amministrazione ed anche per la parte
che si riferisce alla natura delle opere, in quanto non
vi è alcun riferimento oggettivo per poterne valutare
l’assimilabilità.
Al riguardo occorre rilevare che, nel caso si tratti di
promotori non costruttori-gestori, il riferimento alla
natura di opere in precedenza realizzate va considerato
in senso ampio, poiché si tratta soprattutto di valutare
le esperienze pregresse nel settore specifico di
appartenenza del soggetto promotore. Dette esperienze
possono anche derivare da interventi di natura diversa
da quello oggetto della proposta, purché attestino la
capacità in termini finanziari ovvero gestionali e di
marketing del promotore stesso.
Si ritiene, in conclusione, sul punto corretta
un’interpretazione del dettato normativo che consenta
una maggiore apertura al mercato dei promotori, tanto
più che, a garanzia dell’amministrazione, è posta la
necessità che il promotore stesso sia in possesso dei
requisiti propri del concessionario al momento
dell’indizione della gara, mentre al momento della
presentazione della proposta appare sufficiente il
possesso dei requisiti di cui all’art. 99 del DPR
554/1999.
Nel caso specifico rappresentato dall’ANCE, in cui siano
firmatarie della proposta più imprese non ancora
formalmente associate, si ritiene poi che le stesse,
poiché singolarmente rientranti tra i soggetti di cui
all’art. 10 della legge quadro 109/1994 e successive
modificazioni siano legittimate ad agire in qualità di
promotori.
Attesa tuttavia la vincolatività della proposta, sarà
comunque necessario che il promotore non in possesso dei
requisiti di qualificazione di cui all’art. 98 del
D.P.R. 554/1999, si obblighi nei confronti della P.A.,
già al momento della presentazione della proposta, ad
associarsi con i partners necessari prima dell’indizione
della gara di cui all’art. 37 quater della legge
109/1994 e successive modificazioni, e garantisca
idoneamente tale successivo adempimento. Si rileva,
peraltro, condivisibile il rilievo dell’ANCE secondo il
quale il conferimento del mandato congiunto all’impresa
capogruppo può ricavarsi nel caso prospettato per
implici…

[Continua nel file zip allegato]

AUTORITA ‘ LAVORI PUBBLICI DETERMINAZIONE N. 20 /2001

Architetto.info