AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - DETERMINAZIONE - 5 marzo 2008 | Architetto.info

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE – DETERMINAZIONE – 5 marzo 2008

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI E FORNITURE - DETERMINAZIONE - 5 marzo 2008 - Sicurezza nell'esecuzione degli appalti relativi a servizi e forniture. Predisposizione del documento unico di valutazione dei rischi (DUVRI) e determinazione dei costi della sicurezza. (Determinazione n. 3/2008). (GU n. 64 del 15-3-2008 )

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI DI LAVORI, SERVIZI
E FORNITURE

DETERMINAZIONE 5 marzo 2008 –

Sicurezza nell’esecuzione degli appalti relativi a servizi e
forniture. Predisposizione del documento unico di valutazione dei
rischi (DUVRI) e determinazione dei costi della sicurezza.
(Determinazione n. 3/2008).

IL CONSIGLIO
Considerato in fatto
Con la legge 3 agosto 2007, n. 123 recante «Misure in tema di
tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo
per il riassetto e la riforma della normativa in materia» e’ stata
introdotta la necessita’ di redigere, tra i documenti a corredo
dell’appalto, un «documento unico di valutazione dei rischi da
interferenze» (di seguito DUVRI) ed e’ stato modificato l’art. 86 del
codice degli appalti relativo al «criteri di valutazione delle
offerte anormalmente basse» soprattutto con riguardo all’esclusione
di ribassi d’asta per il costo relativo alla sicurezza.
Ai sensi dell’art. 1 di siffatta legge il Governo deve emanare
entro nove mesi dalla pubblicazione (avvenuta il 10 agosto 2007) uno
o piu’ decreti legislativi per il «riassetto e la riforma delle
disposizioni vigenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori
nei luoghi di lavoro».
La prima novita’ di rilievo operata dalla legge n. 123/2007 e’
contenuta nell’art. 3, comma 1, lettera a), il quale modifica l’art.
7, comma 3, del decreto legislativo 16 settembre 1994, n. 626,
riguardante il «miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori durante il lavoro».
La disposizione novellata prevede l’obbligo per il datore di lavoro
committente di promuovere la cooperazione ed il coordinamento tra
committente e appaltatore attraverso l’elaborazione di un «documento
unico di valutazione dei rischi» (DUVRI), che indichi le misure
adottate per l’eliminazione delle «interferenze». La medesima
disposizione aggiunge che «Tale documento e’ allegato al contratto
d’appalto o d’opera. Le disposizioni del presente comma non si
applicano ai rischi specifici propri dell’attivita’ delle imprese
appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi».
Un’altra importante novita’ e’ stata introdotta con l’art. 8 della
legge n. 123/2007, che modifica il comma 3-bis dell’art. 86 del
decreto legislativo n. 163/2006 (Codice dei contratti pubblici), che
ora prevede che «Nella predisposizione delle gare d’appalto e nella
valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di
affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e forniture,
gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico
sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo
relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificatamente
indicato e risultare congruo rispetto all’entita’ e alle
caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture». Il citato
art. 8, ha altresi’ introdotto un comma 3-ter dell’art. 86 del codice
dei contratti pubblici: «Il costo relativo alla sicurezza non puo’
essere comunque soggetto a ribasso d’asta».
Dal delineato quadro normativo emerge, quindi, che i costi della
sicurezza – sia nel comparto dei lavori che in quello dei servizi e
delle forniture – devono essere dalla stazione appaltante
adeguatamente valutati ed indicati nei bandi; a loro volta le imprese
dovranno nelle loro offerte indicare i costi specifici connessi con
la loro attivita’. Naturalmente, in sede di verifica dell’anomalia di
tali offerte, la stazione appaltante dovra’ valutarne la congruita’
rispetto all’entita’ e alle caratteristiche del lavoro, servizio o
fornitura. Viene, infine, normativamente escluso, anche in questo
caso per lavori, servizi e forniture data la natura generale del
principio esposto all’art. 86, comma 3-ter, che il costo della
sicurezza sia suscettibile di ribasso.
Considerata la rilevanza delle questioni e delle problematiche gia’
insorte nell’applicazione delle nuove disposizioni in materia di
appalti di servizi e forniture, l’Autorita’ ha proceduto ad
effettuare apposite audizioni con i rappresentanti dell’ANCI –
Associazione nazionale comuni italiani, dell’UPI – Unione delle
province d’Italia, di ITACA – Istituto per l’innovazione e la
trasparenza degli appalti e la compatibilita’ ambientale, del
Ministero del lavoro e previdenza – Direzione generale per le
politiche previdenziali, del Ministero della solidarieta’ sociale –
Direzione generale della tutela cond. lav., dell’ANCE – Direzione
generale relazioni industriali e Direzione generale sicurezza
costruzioni, dell’ANIEM – Associazione nazionale imprese edili, della
CNA costruzioni – Conf. naz. artig. piccola e media impresa, della
CONFAPI, della CONFINDUSTRIA, dell’Associazione nazionale ingegneria
della sicurezza, della FILCA – CISL, della FILLEA – CGIL, dell’INAIL,
dell’INPS, di ASSTRA – Associazione trasporti, dell’ANAEPA, della
FILCAMS – CGIL, della TUCS – UIL, della FISASCT – CISL, della FENEAL
– UIL.
In tali audizioni e’ emersa l’importanza della tematica sulla
sicurezza e l’esigenza di un atto di indirizzo dell’Autorita’ che dia
indicazioni utili alle stazioni appaltanti ed alle imprese; sono
stati, inoltre, forniti importanti contributi che hanno concorso a
chiarire alcuni aspetti della normativa in materia.
Ritenuto in diritto
Le citate novita’ introdotte dalla legge n. 123/2007 in materia di
sicurezza creano difficolta’ operative alle Stazioni appaltanti con
particolare riguardo al settore dei servizi e delle forniture,
poiche’, non c’e’, allo stato attuale, una normativa analoga a quella
prevista per gli appalti di lavori (decreto legislativo n. 494/1996 e
decreto del Presidente della Repubblica n. 222/2003), che dia
indicazioni specifiche sia sulle modalita’ di redazione del DUVRI,
sia sulle modalita’ di valutazione dei relativi costi.
Gli aspetti che si ritiene di dover chiarire riguardano in
particolare:
A. Esistenza di «interferenze» e il conseguente obbligo di
redazione del DUVRI;
B. Valutazione dei costi della sicurezza;
C. Costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso.
A. Esistenza di «interferenze» e il conseguente obbligo di redazione
del DUVRI
Il DUVRI si configura quale adempimento derivante dall’obbligo,
previsto dal novellato art. 7, comma 3, del decreto legislativo n.
626/1994, del datore di lavoro committente di promuovere la
cooperazione e il coordinamento tra lo stesso e le imprese
appaltatrici e/o i lavoratori autonomi. Si tratta di un documento da
redigersi a cura delle stazioni appaltanti e che deve dare
indicazioni operative e gestionali su come superare uno dei maggiori
ostacoli alla prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro e nei
cantieri: l’interferenza».
Si parla di interferenza nella circostanza in cui si verifica un
«contatto rischioso» tra il personale del committente e quello
dell’appaltatore o tra il personale di imprese diverse che operano
nella stessa sede aziendale con contratti differenti.
In linea di principio, occorre mettere in relazione i rischi
presenti nei luoghi in cui verra’ espletato il servizio o la
fornitura con i rischi derivanti dall’esecuzione del contratto.
Le Stazioni appaltanti hanno come unico riferimento per la
redazione del DUVRI l’art. 7 del citato decreto legislativo n.
626/1994 riguardante i contratti di appalto o contratti d’opera, che
non fornisce indicazioni di dettaglio sulle modalita’ operative per
la sua redazione.
Dal dettato normativo, tuttavia, discende che il DUVRI deve essere
redatto solo nei casi in cui esistano interferenze. In esso, dunque,
non devono essere riportati i rischi propri dell’attivita’ delle
singole imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi, in
quanto trattasi di rischi per i quali resta immutato l’obbligo
dell’appaltatore di redigere un apposito documento di valutazione e
di provvedere all’attuazione delle misure necessarie per ridurre o
eliminare al minimo tali rischi.
In assenza di interferenze non occorre redigere il DUVRI; tuttavia
si ritiene necessario indicare nella documentazione di gara (bandi,
inviti e richieste di offerta) che l’importo degli oneri della
sicurezza e’ pari a zero. In tal modo, infatti, si rende noto che la
valutazione dell’eventuale esistenza di interferenze e’ stata
comunque effettuata, anche se solo per escluderne l’esistenza.
Per quanto riguarda la problematica inerente la sussistenza o meno
di interferenze, a mero titolo esemplificativo si possono considerare
interferenti i seguenti rischi:
derivanti da sovrapposizioni di piu’ attivita’ svolte da
operatori di appaltatori diversi;
immessi nel luogo di lavoro del committente dalle lavorazioni
dell’appaltatore;
esistenti nel luogo di lavoro del committente, ove e’ previsto
che debba operare l’appaltatore, ulteriori rispetto a quelli
specifici dell’attivita’ propria dell’appaltatore;
derivanti da modalita’ di esecuzione particolari richieste
esplicitamente dal committente (che comportino pericoli aggiuntivi
rispetto a quelli specifici dell’attivita’ appaltata).
Si rammenta che la circolare interpretativa del Ministero del
lavoro e della previdenza sociale n. 24 del 14 novembre 2007 ha
escluso dalla valutazione dei rischi da interferenza le attivita’
che, pur essendo parte del ciclo produttivo aziendale, si svolgano in
luoghi sottratti alla giuridica disponibilita’…

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