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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DELIBERAZIONE 17 aprile 2002: Certificato di abilitazione legge n. 46/1990. (Deliberazione n. 108). Richiedente: ANIEM. (GU n. 131 del 6-6-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DELIBERAZIONE 17 aprile 2002

Certificato di abilitazione legge n. 46/1990. (Deliberazione n. 108).
Richiedente: ANIEM.

IL CONSIGLIO
Vista la relazione dell’Ufficio affari generali giuridici appresso
riportata;
Considerato in fatto:
L’ANIEM ha fatto pervenire un quesito relativo all’obbligo, per la
partecipazione alle gare d’appalto per lavori pubblici comprendenti
anche l’esecuzione di lavorazioni attinenti agli impianti, del
possesso dell’abilitazione ai sensi della legge n. 46/1990. In
particolare veniva evidenziato un presunto contrasto fra quanto messo
in atto da parte delle Camere di commercio, che rilasciano il
relativo certificato di abilitazione solo per l’esecuzione degli
impianti all’interno degli edifici ad uso civile, e quanto
disciplinato dall’Autorita’ con determinazione n. 56/2000, laddove la
stessa ha subordinato l’attribuzione della qualificazione nelle
categorie OG9, OG10, OG11, OS3, OS4, OS5, OS9, OS14, OS16, OS17,
OS19, OS22, OS27, OS28 e OS30, in quanto prevedono l’esecuzione di
lavorazioni ricomprese nell’elen-co di cui all’art. 1 della legge
5 marzo 1990, n. 46, al possesso da parte dell’impresa della
abilitazione prescritta dalla suddetta legge n. 46/1990.
In sintesi la problematica riguarda il fatto che molte stazioni
appaltanti, nella redazione dei bandi di gara prevedono, come
requisito di partecipazione, il possesso dell’abilitazione ai sensi
della legge n. 46/1990, non solo per l’esecuzione di impianti
all’interno degli edifici ad uso civile, ma anche per opere diverse
dagli edifici.
Stante la valenza generale del quesito posto, la problematica e’
stata inserita all’attenzione dei firmatari dei protocolli d’intesa
che hanno fatto pervenire le richieste osservazioni entro il termine
loro fissato.
Ritenuto in diritto:
Ai sensi dell’art. 1, comma 1, della legge n. 46/1990:
“Sono soggetti all’applicazione della presente legge i seguenti
impianti relativi agli edifici adibiti ad uso civile:
a) gli impianti di produzione, di trasporto, di distribuzione e
di utilizzazione di energia elettrica all’interno degli edifici a
partire dal punto di consegna dell’energia fornita dall’ente
distributore;
b) gli impianti radiotelevisivi ed elettronici in genere, le
antenne e gli impianti di protezione da scariche atmosferiche;
c) gli impianti di riscaldamento e di climatizzazione azionati
da fluido liquido, aeriforme, gassoso e di qualsiasi natura o specie;
d) gli impianti idrosanitari nonche’ quelli di trasporto, di
uso, di accumulo e di consumo di acqua all’interno degli edifici a
partire dal punto di consegna dell’acqua fornita dall’ente
distributore;
e) gli impianti per il trasporto e l’utilizzazione di gas allo
stato liquido o aeriforme all’interno degli edifici a partire dal
punto di consegna del combustibile gassoso fornito dall’ente
distributore;
f) gli impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo
di ascensori, di montacarichi, di scale mobili o simili;
g) gli impianti di protezione antincendio.”
Il decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre 1991, n. 447
“Regolamento di attuazione della legge n. 46/1990 in materia di
sicurezza degli impianti chiarisce, all’art. 1, cosa debba intendersi
per edifici adibiti ad uso civile e agli articoli 2 e 3 fornisce
ulteriori precisazioni quanto ai requisiti tecnico-professionali da
possedersi dall’imprenditore o dal suo responsabile tecnico, nonche’
precisa che il certificato di riconoscimento dei medesimi requisiti
e’ rilasciato alle imprese singole o associate dalla Camera di
commercio.
Il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, numero
380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia di edilizia”, la cui entrata in vigore e’ stata differita,
con legge n. 463/2001, al 30 giugno 2002:
con l’art. 107 ha ampliato l’ambito di applicazione della sopra
riportata legge n. 46/1990 agli “impianti relativi agli edifici quale
che ne sia la destinazione d’uso”;
con l’art. 108, commi 1 e 2, ha riconfermato quanto disposto
dall’art. 2 della legge n. 46/1990 e cioe’ che la relativa
abilitazione e’ attestata dall’iscrizione al registro ditte di cui al
regio decreto n. 2011/1934 o nell’albo delle imprese artigiane di cui
alla legge n. 443/1985 e che l’esercizio dell’attivita’ in questione
e’ subordinato al possesso dei requisiti tecnico professionali di cui
al successivo art. 109 da parte dell’imprenditore, il quale, ove non
ne sia in possesso, prepone all’esercizio delle attivita’ un
responsabile tecnico che abbia tali requisiti;
con il comma 3 dello stesso art. 108 introduce una novita’
rispetto al dettato di cui alla legge n. 46/1990, ponendo una
corrispondenza con il regime di qualificazione SOA, lasciando salvo
in ogni caso l’esercizio delle attivita’ alle imprese “in possesso di
attestazione per le relative categorie rilasciata da una societa’
organismo di attestazione (SOA), debitamente autorizzata ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000”.
In tale ambito normativo si inseriscono le disposizioni
dell’Autorita’ che:
con determinazione n. 56/2000 ha chiarito che “l’attribuzione
della qualificazione nelle categorie OG9, OG10, OG11, OS3, OS4, OS5,
OS9, OS14, OS16, OS17, OS19, OS22, OS27, OS28 e OS30, in quanto
prevedono l’esecuzione di lavorazioni ricomprese nell’elenco di cui
all’art. 1 della legge 5 marzo 1990, n. 46, e’ condizionata dal
possesso da parte dell’impresa dell’abilitazione prescritta dalla
suddetta legge n. 46/1990 da dimostrarsi tramite il certificato di
iscrizione alla Camera di commercio, dell’industria e
dell’artigianato;
con determinazione 6/2001 ha precisato che, al fine della
qualificazione delle imprese nelle categorie OG9, OG10, OG11, OS3,
OS4, OS5, OS9, OS14, OS16, OS17, OS19, OS22, OS27, OS28 e OS30, la
presenza, nella direzione tecnica delle stesse, di soggetti in
possesso dei requisiti tecnico professionali di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 447/1991 (tecnici laureati o
diplomati), e’ equivalente al possesso della abilitazione dimostrata
tramite certificato della Camera di commercio, dell’industria e
dell’artigianato”;
nella nota illustrativa ai “bandi tipo” ha ritenuto opportuno
che, nei bandi di importo inferiore a Euro 150.000, in quanto
relativi ad appalti non soggetti alle disposizioni sul sistema unico
di qualificazione, vengano indicate le lavorazioni che, come nel caso
della legge n. 46/1990, richiedono una specifica particolare
qualificazione, al fine di evitare che dette lavorazioni incidano
sulla quota massima subappaltabile correndo cosi’ il rischio
dell’insorgere di difficolta’ nel caso in cui, al superamento di
detta quota, l’aggiudicatario non sia in possesso della specifica
particolare qualificazione.
Da quanto sopra evidenziato risulta evidente che
1) l’abilitazione di cui alla legge n. 46/1990 costituisce un
requisito indispensabile per l’esecuzione delle lavorazioni attinenti
agli impianti di cui alla elencazione contenuta nell’art. 1 della
legge n. 46/1990 relativamente agli edifici, quale che ne sia la
destinazione d’uso;
2) il possesso di detta abilitazione puo’ essere comprovato
mediante la produzione del certificato della Camera di commercio,
ovvero di attestazione SOA per quelle categorie, di cui alla
declaratoria contenuta nell’allegato A al decreto del Presidente
della Repubblica n. 34/2000, alle quali possono essere ricondotte le
lavorazioni attinenti agli impianti indicati nell’art. 1 della legge
n. 46/1990;
3) il possesso della medesima abilitazione puo’ altresi’ essere
comprovato dall’impresa esecutrice in fase esecutiva proponendo come
responsabile delle attivita’ in questione un tecnico in possesso dei
relativi prescritti requisiti.
In base a quanto sopra considerato,
Il Consiglio
Accerta che l’abilitazione di cui alla legge n. 46/1990 non
costituisce requisito di parteczazione alle relative gare d’appalto
in quanto non ricompreso fra i requisiti di cui al titolo III del
decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000; costituisce
invece requisito indispensabile, da dimostrare in fase esecutiva,
qualora l’appalto riguardi lavori pubblici comprendenti impianti di
cui all’elencazione contenuta nell’art. 1 della legge n. 46/1990;
Accerta che il possesso di attestazione SOA in una delle seguenti
categorie: OG9, OG10, OG11, OS3, OS4, OS5, OS9, OS14, OS16, OS17,
OS19, OS22, OS27, OS28 e OS30 abilita le imprese allo svolgimento
delle attivita’ connesse alla esecuzione di lavorazioni attinenti
agli impianti indicati nell’art. 1 della legge n. 46/1990;
Manda all’ufficio affari giuridici perche’ comunichi la presente
deliberazione al soggetto istante.
Roma, 17 aprile 2002 Il presidente: Garri

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