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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 13 giugno 2002: Chiarimenti alle SOA in materia di fusione tra SOA, in materia di fusione tra SOA ed organismi gia' accreditati al rilascio di certificazioni del sistema di qualita', e di partecipazione da parte di una SOA autorizzata in altra societa' il cui oggetto sociale non abbia alcuna attinenza con il settore dei lavori pubblici. (Determinazione n. 13/2002) (Rif: SOA/161). (GU n. 158 del 8-7-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 13 giugno 2002

Chiarimenti alle SOA in materia di fusione tra SOA, in materia di
fusione tra SOA ed organismi gia’ accreditati al rilascio di
certificazioni del sistema di qualita’, e di partecipazione da parte
di una SOA autorizzata in altra societa’ il cui oggetto sociale non
abbia alcuna attinenza con il settore dei lavori pubblici.
(Determinazione n. 13/2002) (Rif: SOA/161).

IL CONSIGLIO
Fatto:
Alcune SOA hanno richiesto all’Autorita’ chiarimenti in ordine:
A) alla possibilita’ che una SOA acquisisca un’altra SOA tramite
fusione per incorporazione;
B) alla possibilita’ che una SOA gia’ autorizzata si fonda con un
organismo certificatore di qualita’, ovvero che un organismo
certificatore di qualita’ si fonda con una SOA;
C) alla possibilita’ per una SOA autorizzata di acquisire una
partecipazione azionaria in un’altra societa’.
L’Autorita’ ha acquisito l’avviso della Commissione consultiva di
cui all’art. 8, comma 3, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e
successive modificazioni nonche’ all’art. 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, avviso espresso
nella seduta del 17 ottobre 2001 e sulla cui base svolge le seguenti
considerazioni:
Diritto:
In primo luogo va osservato che in ordine ai suddetti quesiti
vengono in considerazione, quali riferimenti normativi essenziali:
1) l’art. 7, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica
n. 34/2000 il quale impone che gli statuti delle SOA devono prevedere
come “oggetto esclusivo” “lo svolgimento dell’attivita’ di
attestazione … e di effettuazione dei connessi controlli tecnici
sull’organizzazione aziendale e sulla produzione delle imprese di
costruzione, nonche’ sulla loro capacita’ operativa ed
economico-finanziaria”;
2) l’art. 7, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica
n. 34/2000 il quale impone “il rispetto del principio di indipendenza
di giudizio e l’assenza di qualunque interesse commerciale,
finanziario che possa determinare comportamenti non imparziali o
discriminatori”;
3) l’art. 2361 del codice civile il quale prevede che
l’assunzione di partecipazioni in altre imprese e’ vietata qualora
“per la misura e per l’oggetto della partecipazione ne risulta
sostanzialmente modificato l’oggetto sociale determinato dall’atto
costitutivo”;
4) l’art. 8, comma 4, lettera b), secondo periodo, della legge n.
109/1994 e s.m. il quale statuisce che nel caso di cumulo, in capo al
medesimo organismo, dell’accreditamento alla certificazione dei
sistemi di qualita’ e dell’autorizzazione dall’attestazione di
qualificazione per l’esecuzione dei lavori pubblici, resta fermo “il
divieto per lo stesso soggetto di svolgere sia compiti della
certificazione che quelli dell’attestazione relativamente alla
medesima impresa”;
5) l’art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica n.
34/2000 il quale stabilisce, tra l’altro, che nel caso in cui gli
organismi gia’ accreditati al rilascio di certificazione dei sistemi
di qualita’ intendano svolgere anche attivita’ di attestazione
occorre apposita autorizzazione dell’Autorita’ “subordinata
all’accertamento della sussistenza dei requisiti e delle condizioni
stabiliti dagli articoli 7, 8 e 9, fatta eccezione per cio’ che
attiene alla denominazione sociale e all’unicita’ dell’oggetto
sociale”.
In termini generali si ricorda che nella determinazione n. 23 del
7 aprile 2000 l’Autorita’ ha affermato che le SOA sono societa’ per
azioni di diritto speciale la cui connotazione particolare discende
da una serie di requisiti indispensabili ai fini della relativa
autorizzazione e la cui sussistenza deve permanere nel tempo.
Questi requisiti fanno ritenere inammissibili investimenti in
azioni in altre SOA (quesito C) mentre non configurano ostacoli alla
applicazione delle norme di diritto comune in materia di fusione per
incorporazione (articoli 2501 e seguenti del codice civile) (quesito
A).
Alla possibilita’ per una SOA autorizzata di acquisire una
partecipazione azionaria in un’altra societa’, osta la peculiare
natura di societa’ per azioni “di diritto speciale” delle SOA
(determinazione n. 23/2000). Tale partecipazione, infatti,
aggiungerebbe all’attivita’ di attestazione un’ulteriore attivita’ di
natura finanziaria, laddove l’art. 7, comma 3, decreto del Presidente
della Repubblica n. 34/2000 prevede che lo statuto delle SOA abbia
“come oggetto esclusivo lo svolgimento dell’attivita’ di
attestazione” e delle attivita’ di controllo ad essa strumentali.
Deve, invece, ammettersi l’acquisizione di partecipazioni
azionarie, da parte di una SOA autorizzata in un’altra SOA quando
cio’ sia espressamente ed univocamente inteso all’obiettivo finale
della fusione per incorporazione dal momento che in questa ipotesi
non si tratta di “attivita’ finanziaria” che, in quanto tale esula da
quella esclusiva di attestazione ma di una applicazione dell’art.
2504-quinquies del codice civile coerente con la particolare
disciplina degli investimenti SOA.
Trattandosi di fusione fra societa’ dello stesso tipo (fusione
omogenea) si verifichera’ l’estinzione della SOA incorporata e
l’aumento del capitale sociale di quella incorporante; quest’ultima
succedera’, ex art. 2504-bis del codice civile, nelle posizioni
giuridiche attive e passive dell’incorporata.
Deve essere ricordato che secondo le norme del codice civile la
fusione si articola in un procedimento diviso in tre fasi: il
progetto di fusione, la delibera di fusione e l’atto di fusione.
La delibera di fusione deve essere assunta da ciascuna delle
societa’ che vi partecipano (SOA incorporante e SOA incorporata)
secondo le norme del codice civile riguardanti le delibere
modificative dell’atto costitutivo e deve stabilire le modalita’
dell’operazione. Essa deve essere adottata sulla base di un “progetto
di fusione” predisposto dagli amministratori e risultante dalle
trattative intercorse con le societa’ interessate. Tale progetto va
sottoposto “preventivamente” al vaglio dell’Autorita’. La necessita’
di acquisire il preventivo nulla osta dell’Autorita’ sul progetto di
fusione lo si desume, oltre che in via analogica dall’art. 8, commi 3
e 5, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000, anche
dalla previsione secondo cui la partecipazione di una SICAV alla
fusione e’ soggetta al preventivo nulla osta della Banca d’Italia,
che lo rilascia sentita la Consob (art. 49, commi 3 e 4, del decreto
legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. In assenza di nulla osta, la
delibera non puo’ essere depositata per l’iscrizione nel registro
delle imprese.
Giova precisare che solo dopo il preventivo assenso dell’Autorita’
al progetto di fusione, le societa’ incorporante e incorporata
possono adottare le rispettive delibere di fusione (art. 2502 del
codice civile) e provvedere al deposito ed all’iscrizione delle
medesime presso il registro delle imprese (art. 2502-bis del codice
civile). Decorsi i termini di cui all’art. 2503 del codice civile
(due mesi dall’iscrizione delle delibere di fusione delle societa’
che partecipano al progetto di fusione nel registro delle imprese),
le societa’ potranno stipulare l’atto pubblico di fusione di cui
all’art. 2504 del codice civile e, quindi, provvedere, ad opera del
notaio o degli amministratori delle SOA interessate ed entro il
termine di trenta giorni dalla stipula dell’atto pubblico, al
deposito dello stesso presso il registro delle imprese dei luoghi ove
e’ posta la societa’ incorporante. Anche l’atto pubblico di fusione
deve essere trasmesso all’Autorita’. A seguito della fusione per
incorporazione, la SOA risultante dalla fusione non deve essere
sottoposta a nuova autorizzazione.
Rispetto all’assicurazione di cui le SOA devono munirsi ai fini
dell’esercizio dell’attivita’ di attestazione, considerato l’art. 10,
comma 2, lettera g), del decreto del Presidente della Repubblica n.
34/2000, il quale prevede che le SOA debbano munirsi di una polizza
assicurativa per il rischio professionale avente “massimale non
inferiore a sei volte il volume d’affari”, e la determinazione
dell’Autorita’ n. 50/2000, nella quale si e’ precisato che il
suddetto massimale e’ soggetto ad aumento con riferimento ai dati
della concreta attivita’ di qualificazione posta in essere dalla SOA
(consistente nel valore del portafoglio contratti), va precisato che
la SOA la quale proceda ad incorporazione per fusione deve sempre
procedere ad innalzare il proprio massimale assicurativo adeguandolo
al nuovo volume d’affari.
Per cio’ che concerne i contratti di attestazione in corso di
esecuzione, la successione universale in virtu’ della quale la
societa’ incorporante succede in tutti i rapporti giuridici della
societa’ incorporata la quale si estingue (Cass. Civ. 9349/97, Cass.
Civ. 833/94 e Cass. Civ. 7321/93), comporta che le imprese proseguono
i loro rapporti con il nuovo soggetto risultante dalla fusione, sia
per i contratti non ancora conclusi con il rilascio
dell’attestazione, sia per le attestazioni gia’ rilasciate (es.
trasferimento della documentazione, eventuali “variazioni minime”
dell’attestazione di cui alla determinazione n. 40/2000).
Va infine ricordato che le attestazioni rilasciate dalla societa’
incorporata, continuano a mantenere la stessa efficacia e durata.
Tuttavia pare opportuno s…

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