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AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 6 novembre 2002: Ulteriori chiarimenti alle SOA. (Determinazione n. 29/2002). (GU n. 275 del 23-11-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 6 novembre 2002

Ulteriori chiarimenti alle SOA. (Determinazione n. 29/2002).

RIF: SOA/302; SOA/146; SOA/312; SOA/317; SOA/223; SOA/338; SOA/337;
SOA/341; SOA/361; SOA/233-bis.
IL CONSIGLIO
Considerato in fatto
Alcune Stazioni appaltanti e associazioni imprenditoriali hanno
richiesto all’Autorita’ ulteriori chiarimenti in ordine ai criteri
cui devono attenersi le SOA nello svolgimento dell’attivita’ di
qualificazione delle imprese. Le questioni sono state sottoposte
all’esame della Commissione Consultiva – prevista dall’articolo 8,
comma 3, della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive
modificazioni e dall’articolo 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34 – del cui parere deve avvalersi
l’Autorita’ per la definizione delle procedure e dei criteri che
devono essere seguiti dai soggetti autorizzati nella loro attivita’
di qualificazione. La Commissione ha espresso i propri avvisi nelle
sedute del 7 dicembre 2001, del 7 giugno 2002 e del 3 luglio 2002.
L’Autorita’ definisce nella presente determinazione i criteri cui
devono attenersi le SOA autorizzate, nella loro attivita’ di
qualificazione, tenuto conto delle indicazioni e considerazioni dei
suddetti pareri, il cui testo integra le motivazioni del presente
documento ed al quale, pertanto, e’ consentito l’accesso a chi vi
abbia interesse.
In primo luogo va precisato che le richieste di chiarimenti
riguardano:
a) la possibilita’ o meno di riconoscere ad una impresa da
qualificare come “attivita’ indiretta” una parte della cifra d’affari
in lavori maturata in capo ad una societa’ di fatto cui una
associazione temporanea ha materialmente dato vita;
b) la possibilita’ o meno di estendere la previsione prevista per
le ditte individuali e per le societa’ di persone (comprendere nel
costo complessivo sostenuto per il personale dipendente quello
relativo ad una retribuzione convenzionale del titolare e dei soci)
anche alle societa’ a responsabilita’ limitata il cui amministratore
unico presta la sua attivita’ lavorativa nella societa’;
c) quale delle categorie specializzate di cui all’allegato A al
decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000 sia la piu’
adeguata per la qualificazione delle imprese che svolgono attivita’
nel settore dei sistemi di protezione catodica di strutture
metalliche;
d) quale sia fra le categorie specializzate OS19 e OS30 quella
piu’ adeguata per la qualificazione delle imprese che operano nella
realizzazione di impianti di trasmissione dati;
e) la possibilita’ o meno di una societa’ facente parte di una
holding di utilizzare, ai fini della qualificazione, avendone la
disponibilita’, l’attrezzatura ed i mezzi d’opera di proprieta’ della
casa madre;
f) quale e’ il momento rilevante ai fini della verifica del
requisito del possesso della certificazione di sistema di qualita’ o
del possesso degli elementi significativi e correlati del sistema di
qualita’ e se questi requisiti devono essere posseduti con
riferimento all’importo dell’appalto o all’importo delle classifiche
di qualificazione;
g) quali siano i presupposti per classificare le pavimentazioni
come rientranti nella categoria generale OG3 oppure nelle categorie
specializzate OS6, OS24 e OS26;
h) la possibilita’ o meno di utilizzare ai fini della
qualificazione nella categoria OS10 le sole certificazioni relative a
“fornitura e posa in opera” o anche le certificazioni relative alla
sola “fornitura” e se l’impiego di diverse locuzioni nelle
declaratorie delle categorie di specializzazione (virgola oppure la
“e”) costituisce una precisa volonta’ del legislatore di
differenziare la “fornitura” dalla “fornitura e posa in opera”;
i) se nuove imprese (che intendano qualificarsi sulla base di
requisiti posseduti da imprese acquisite), che siano costituite in
forma di soggetti tenuti alla dimostrazione del requisito di cui
all’art. l8, comma 2, lettera c), del decreto del Presidente della
Repubblica n. 34/2000, qualora non abbiano ancora provveduto al
deposito del primo bilancio, possano lo stesso qualificarsi, in
quanto la dimostrazione del capitale netto positivo e’ implicita,
essendo il capitale di una neonata societa’ certamente integro;
j) se le stazioni appaltanti devono o non devono rilasciare le
certificazioni di esecuzione dei lavori relativi ad appalti per i
quali e’ sopravvenuta una rescissione contrattuale ancorche’ limitati
agli importi liquidati e fatturati;
Considerato in diritto
A) Il quesito di cui alla lettera a) dei considerati in fatto (la
possibilita’ o meno di riconoscere ad una impresa da qualificare come
“attivita’ indiretta” una parte della cifra d’affari in lavori
maturata in capo ad una societa’ di fatto cui una associazione
temporanea ha materialmente dato vita) ha origine dalla prescrizione
di cui all’articolo 18, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 34/2000 che dispone: la quota della cifra d’affari
relativa all'”attivita’ indiretta” (cioe’ quella svolta dai consorzi
di cui all’articolo 10, comma 1, lettere e) ed e-bis) della legge n.
109/1994 e successive modificazioni, nonche’ dalle societa’ fra
imprese riunite di cui all’articolo 96 del decreto del Presidente
della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554 qualora questi abbiano
fatturato i lavori eseguiti alla stazione appaltante senza ricevere
fatture dai propri consorziati che sono stati i reali materiali
esecutori dei lavori) da attribuire ad un consorziato e’ comprovata
dai bilanci dei consorzi e delle societa’ di cui fa parte il suddetto
consorziato. Il quesito riguarda il caso in cui i soggetti di una
associazione temporanea non abbiano costituito la societa’ di cui al
suddetto articolo 96 del decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999 ma abbiano realizzato le opere in modo unitario ed
indistinto e cioe’ attraverso una societa’ di fatto. Avendo operato
in questo modo le imprese non sono in condizione di presentare a
comprova delle cifre d’affari indirettamente imputabili ad esse i
bilanci ma soltanto le dichiarazioni I.V.A. della suddetta societa’
di fatto. Si chiede se la prova richiesta dalla normativa possa
essere costituita da questa dichiarazione.
Preliminarmente va osservato che la giurisprudenza (Cass. civ.,
Sez. I, 16 luglio 1997, n. 6514; id. 1 aprile 1996, n. 3003) ha
affermato che “societa’ di fatto e’ quella la cui esistenza non si
desume dalle dichiarazioni espresse, ma viene dedotta implicitamente
dal comportamento dei soci” nonche’ (Cass. civ., Sez. I, 26 agosto
1998, n. 8486) ha precisato che “ai fini fiscali i criteri di
identificazione delle societa’ di fatto non coincidono con quelli
previsti dal codice civile, e cio’ in quanto in materia fiscale
l’esigenza non e’ quella di tutelare l’affidamento dei terzi, bensi’
quella di verificare l’esistenza dei presupposti per l’applicazione
delle norme impositive”. Tale societa’ e’ inoltre necessariamente una
societa’ irregolare in quanto priva di iscrizione nel Registro delle
Imprese di cui all’articolo 2188 codice civile, istituito con legge
29 dicembre 1993, n. 580, le cui norme attuative sono contenute nel
decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581.
Va poi osservato che nel caso cui si riferisce il quesito vi e’
stata una violazione della norma imperativa di cui all’articolo l8,
comma 2, secondo periodo della legge 19 marzo 1990, n. 55, che
stabilisce che “le imprese, le associazioni, i consorzi aggiudicatari
sono tenuti ad eseguire in proprio le opere o i lavori compresi nel
contratto” e che “il contratto non puo’ essere ceduto, a pena di
nullita’”. E’ possibile soltanto che le imprese associate, al fine di
una esecuzione unitaria dei lavori totale o parziale, costituiscano,
ai sensi dell’articolo 96, commi 2 e 3, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 554/1999, una societa’ anche consortile tra
quelle previste dal libro V, titolo V, capi 3 e seguenti del codice
civile (societa’ in nome collettivo, societa’ in accomandita
semplice, societa’ per azioni, societa’ in accomandita per azioni,
societa’ a responsabilita’ limitata). Fra queste societa’ non e’
prevista la societa’ di fatto. Ne’ puo’ valere la circostanza che la
societa’ di fatto avente per oggetto attivita’ commerciale ai fini
dei rapporti con il fisco, ai sensi dell’articolo 5, comma 3, lettera
b), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.
917, e’ considerata una societa’ in nome collettivo in quanto,
perche’ si verifichi il subentro tra le imprese associate e la
societa’ costituita per la esecuzione unitaria dei lavori, occorre
che l’atto costitutivo sia notificato alla stazione appaltante e che
la societa’ sia iscritta nel registro delle imprese.
Esaminato il quesito sul piano tributario va osservato che la tesi
che la esecuzione di un’opera indivisibile affidata ad
un’associazione comporta necessariamente la costituzione di un
soggetto tributario passivo ai fini dell’imposta sui redditi e sul
valore aggiunto ha avuto risposte da parte dell’amministrazione
fmanziaria differenti nel tempo. Inizialmente la tesi e’ stata
condivisa (risoluzioni 17 novembre 1983, n. 782 e 30 marzo 1979, n.
571) poi invece rigettata (risoluzione 9 giugno 1992, n. 530742).
D’altra parte l’ipotesi di un’associazione che abbia fatturato
direttamente alla stazione appaltante senza ricevere fa…

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