AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI- DELIBERAZIONE 20 marzo 2002: Tubazioni in PVC | Architetto.info

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI- DELIBERAZIONE 20 marzo 2002: Tubazioni in PVC

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI- DELIBERAZIONE 20 marzo 2002: Tubazioni in PVC - Problematiche relative all'entrata in vigore delle norme EN 14512. (Deliberazione n. 69). (GU n. 80 del 5-4-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DELIBERAZIONE 20 marzo 2002

Tubazioni in PVC – Problematiche relative all’entrata in vigore delle
norme EN 14512. (Deliberazione n. 69).

IL CONSIGLIO DELL’AUTORITA’
PER LA VIGILANZA
SUI LAVORI PUBBLICI
Vista la relazione del dirigente del servizio ispettivo competente
per la regione Lazio;
Considerato in fatto;
Il commissario ad acta – gestione ex Agensud del Ministero delle
politiche agricole e forestali – con note dell’8 novembre 2001 e
14 dicembre 2001, rispettivamente n. 1434 e n. 1515 ha richiesto a
questa Autorita’ una pronuncia a seguito dell’entrata in vigore (1
gennaio 2002) delle norme tecniche EN 1452, in luogo delle precedenti
UNI 7441, relative all’utilizzo delle tubazioni in PVC. Le norme
predette, riducendo il coefficiente di sicurezza, consentono
l’utilizzo di tubazioni in PVC, a parita’ di pressione, con un
diametro inferiore ed uno spessore inferiore.
Come sempre accade nel passaggio tra vecchie e nuove norme, il
periodo di transizione si presta ad interpretazioni sulla loro
corretta applicazione in presenza di contratti di appalto stipulati
in data anteriore.
Nel caso in esame, il rispetto delle vecchie norme comporta
l’utilizzo di tubazioni rivalutate in base alla nuova normativa.
L’utilizzo delle nuove norme determina un vantaggio economico
dell’impresa che fornisce, a parita’ di condizioni (pressione di
esercizio), una tubazione di diametro e/o spessore inferiore e quindi
di costo unitario elementare piu’ contenuto.
Per come si rileva dalle note trasmesse, il tutto comporta l’esame
del problema dal punto di vista tecnico, amministrativo ed economico;
il primo relativo al fenomeno della probabile ovalizzazione delle
tubazioni, il secondo relativo alla scelta piu’ indicata per una
corretta applicazione delle norme della legge n. 109/1994 in materia
di miglioramento dell’opera, e il terzo per quanto riguarda i
vantaggi economici per la stazione appaltante o per l’impresa.
Inoltre la scelta della tubazione che deve fornire l’impresa
nell’esecuzione dell’opera, deve essere esaminata anche alla luce
dell’eventuale mancanza di materiale rispondente alla vecchia
normativa, e quindi corrispondente ai patti contrattuali.
Ritenuto in diritto;
Il fenomeno dell’ovalizzazione delle tubazioni, si ritiene che sia
un problema squisitamente tecnico, legato al tipo di materiale
utilizzato per il ricoprimento della tubazione (dal piano di
calpestio all’estradosso della tubazione), ai carichi e sovraccarichi
agenti e al tipo di fondazione su cui posa la tubazione. Tali
circostanze, pero’ non possono, nel caso in esame, giustificare la
scelta del diametro e dello spessore delle tubazioni da utilizzare,
essendo tale scelta dettata da norme contrattuali e non da
valutazione tecniche.
La norma di cui al comma 1, lettera b), dell’art. 25 della legge n.
109/1994 e s.m., prevede la possibilita’ di ricorrere ad una variante
in corso d’opera nel caso vi sia la “possibilita’ di utilizzare
materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della
progettazione che possono determinare, senza aumento di costo,
significativi miglioramenti nella qualita’ dell’opera o di sue parti
e sempre che non alterino l’impostazione progettuale”. Tale ipotesi
non si verifica nel caso in esame, essendo il materiale da impiegare
lo stesso, e l’adozione di una tubazione di diametro e/o spessore
inferiore non migliora certo la qualita’ dell’opera da realizzare.
In merito invece all’aspetto economico, si premette che il
contratto di appalto regola i rapporti tra la stazione appaltante e
l’impresa esecutrice dell’opera, e viene redatto in funzione delle
particolari condizioni cui viene assoggettata l’impresa nella
realizzazione dell’opera. Esso contiene il capitolato speciale di
appalto, nel quale vengono indicate le norme per una corretta
esecuzione delle lavorazioni e l’elenco dei prezzi da applicare per i
pagamenti da corrispondere all’impresa.
Il predetto elenco dei prezzi normalmente riporta per ognuno di
essi, il tipo e la qualita’ del materiale e le dimensioni del
componente che l’impresa deve fornire per eseguire le lavorazioni. I
prezzi previsti sono vincolanti sia per la stazione appaltante sia
per l’impresa, per cui la fornitura di materiale diverso nel tipo,
nella qualita’ e nelle dimensioni da quello indicato nel prezzo
determina una variante che comporta l’adozione di un nuovo prezzo che
va giustificato e contrattato nei modi e nei termini di legge.
In base a quanto sopra considerato, il consiglio nell’adunanza del
20 marzo 2002 ritiene che:
a) l’impiego di tubazioni di diametro e/o spessore previsti
contrattualmente che rientrano, ai sensi di una nuova normativa
tecnica, in una classe superiore, non comporta alterazioni delle
indicazioni contenute nella corrispondente voce dell’elenco dei
prezzi e, quindi, l’appaltatore non puo’ pretendere un maggior
indennizzo;
b) l’impiego di tubazioni di diametro e/o spessori inferiori a
quelli previsti contrattualmente che rientrano, ai sensi di una nuova
normativa tecnica, nella classe prevista contrattualmente, non
comporta l’applicazione della norma di cui all’art. 25, comma 1,
lettera b), della legge n. 109/1994 e successive modificazioni e,
pertanto, e’ necessario determinare un nuovo prezzo unitario
elementare che sia minore di quello previsto nel contratto in quanto
occorre tenere conto sia del minor materiale impiegato e sia del
conseguente minor peso per metro lineare in funzione del trasporto e
della posa in opera,
manda al Servizio ispettivo perche’ comunichi la presente
deliberazione all’istante.
Roma, 20 marzo 2002
Il presidente: Garri

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