AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DELIBERAZIONE 21 febbraio 2002: Lavori di costruzione del tratto autostradale S. Stefano di Camastra Tusa - lotto 28 | Architetto.info

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DELIBERAZIONE 21 febbraio 2002: Lavori di costruzione del tratto autostradale S. Stefano di Camastra Tusa – lotto 28

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DELIBERAZIONE 21 febbraio 2002: Lavori di costruzione del tratto autostradale S. Stefano di Camastra Tusa - lotto 28 - Autostrada Messina-Palermo. (Deliberazione n. 51). (GU n. 69 del 22-3-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DELIBERAZIONE 21 febbraio 2002

Lavori di costruzione del tratto autostradale S. Stefano di Camastra
Tusa – lotto 28 – Autostrada Messina-Palermo. (Deliberazione n. 51).

IL CONSIGLIO
dell’Autorita’ per la vigilanza sui lavori pubblici

Stazione appaltante: Consorzio per le autostrade siciliane Esponente:
impresa Astolfi Sintex Riferimento normativo: articoli 13 e 14,
D.P.R. n. 1063/1992 Vista la relazione dell’Ufficio affari
giuridici appresso riportata;
Considerato in fatto.
L’impresa Asfalti Sintex, esecutrice dei lavori indicati in oggetto
a seguito di contratto stipulato il 23 luglio 1998, ha fatto
pervenire una richiesta di parere, corredata da specifica
documentazione, relativa alla possibilita’, per la stazione
appaltante, di redigere una perizia di variante in diminuzione
causata dalla ridefinizione, da parte della direzione lavori, della
classe di scavo in galleria talche’ la stessa, definita “migliore”
del previsto, comporterebbe una riduzione dello spessore teorico del
rivestimento, e, conseguentemente, una riduzione del compenso per
l’impresa di circa il 10% del compenso a corpo.
Richieste notizie e documentazione alla stazione appaltante, la
stessa non ha inviato alcunche’ entro il termine perentorio fissato,
tanto che la pratica e’ stata inviata al servizio ispettivo per gli
adempimenti di competenza ed e’ esaminata allo stato degli atti.
Ritenuto in diritto.
La fattispecie prospettata attiene ad un appalto conclusosi con la
stipula del contratto in data anteriore all’entrata in vigore della
legge n. 415/1998 e del regolamento attuativo approvato con decreto
del Presidente della Repubblica n. 554/1999, in vigenza della legge
n. 109/1994 come modificata dalla legge n. 216/1995; il Capitolato
speciale d’appalto – norme generali – all’art. 2 “corrispettivo
dell’appalto”, prevede che “le opere da compensare a corpo … sono
tutte quelle identificabili o ricavabili dai disegni allegati al
progetto … qualora, per lievi errori od inesattezze degli elaborati
grafici o possibili necessita’ sopravvenute si rendesse necessaria
una variazione entro il 5% in piu’ o in meno delle quantita’
desumibili dai citati elaborati … l’appaltatore e’ obbligato ad
assoggettarvisi a sua cura e spese se in aumento …; qualora tale
variazione fosse in diminuzione nulla sara’ trattenuto dal compenso
pattuito …”.
Nel contratto di appalto i cui corrispettivi sono stabiliti “a
corpo”, l’offerente formula la propria offerta economica, attraverso
la determinazione, a proprio rischio e sulla base dei grafici di
progetto e delle specifiche tecniche contenute nel capitolato
speciale d’appalto, dei fattori produttivi necessari per la
realizzazione dell’opera, cosi’ come risulta dal progetto, finita in
ogni sua parte (quantita’ e costi dei materiali occorrenti,
produttivita’ e costi delle maestranze e (dei tecnici nonche’
modalita’ esecutive).
Da cio’ discende la immodificabilita’ del prezzo determinato “a
corpo”, con assunzione a carico dell’appaltatore dell’alea
rappresentata dalla maggiore o minore quantita dei lattori produttivi
che si renda necessaria rispetto a quella prevista nell’otterta.
Il concetto di immodificabilita’ del prezzo “a corpo” non e’ pero
assoluto ed inderogabile, trovando il limite nella pedissequa
rispondenza dell’opera da eseguire ai disegni esecutivi ed alle
specifiche tecniche (che comprendono le prestazioni tecniche dei vari
materiali e componenti e le relative modalita’ esecutive) entrambi
forniti dalla stazione appaltante e sulla base dei quali l’offerente
ha eseguito i propri calcoli e proprie stime economiche e si e’
determinato a formulare la propria offerta, ritenendola congrua e
conveniente rispetto alle prestazioni da eseguire.
E che il progetto (caratterizzato dai disegni esecutivi e dalle
specifiche tecniche) costituisca un fondamentale elemento di
riferimento nel contratto di appalto con corrispettivo “a corpo”, si
riscontra anche dalla lettura dell’art. 1661 del codice civile,
laddove e’, appunto, prevista come causa di derogabilita’ alla
immodificabilita’ del prezzo, la variazione, tipologica e
dimensionale, dell’opera. A conferma di cio’, la centralita’
attribuita dal legislatore della Merloni alla fase della
progettazione, che ha portato la stessa ad una definizione
approfondita, graduale rispetto alla tre fasi previste, che comporta
un livello previsionale che lascia pochissimi spazi a variazioni in
fase esecutiva.
La predeterminazione del sinallagma contrattuale viene meno,
pertanto, allorche’ vi sia una modifica dei disegni esecutivi (e
quindi una modifica dell’oggetto del contratto) che comporti la
necessita’ di maggiori (ovvero minori) quantita’ di opere o
lavorazioni rispetto a quelle stimate al momento della fissazione del
prezzo e della conseguente formulazione dell’offerta da parte
dell’appaltatore; oppure vi sia una variazione delle specifiche
tecniche, previste nel progetto facente parte del contratto, che,
allo stesso modo di cui sopra, variando l’oggetto del contratto,
comportino maggiori o minori costi ed oneri per l’appaltatore.
Verificandosi una simile evenienza, cori la conseguenza di fin
esorbitare il rischio assunto con l’offerta “a corpo” fuori della
normale ed accettabile alea, ci si trova di fronte alla necessita’ di
rideterminare il prezzo “a corpo”, non assolvendo piu’ quest’ultimo
alla sua naturale funzione.
Alla suddetta rideterminazione del prezzo “a corpo” le parti
contraenti perverranno assumendo a base di calcolo il prezzo “a
corpo” offerto dall’appaltatore cui dovranno aggiungere o diminuire
le quantita’ e le qualita’ variate in aumento o in diminuizione
ovvero le diverse prestazioni richieste, valorizzate per i
corrispondenti prezzi contrattuali che sono quelli dell’offerta a
prezzi unitari, nel caso si sia aggiudicato l’appalto con tale
modalita’, oppure quelli dell’elenco prezzi posto a base di gara, nel
caso si sia seguita, come nel caso in esame, la modalita’ di offerta
di ribasso sull’importo dei lavori posto a base di gara.
Nel computare le richiamate quantita’, le parti contraenti dovranno
riferirsi unicamente a quelle quantita’ previste nel progetto e
determinabili con valutazioni oggettive con riferimento ai disegni,
sulla cui unica base l’appaltatore medesimo ha formulato la propria
offerta e non anche ad altri elementi quantitativi (quali ad esempio
le stime predisposte dal committente), carenti di rilevanza
contrattuale per la loro esclusiva funzione di rappresentare il
metodo seguito per pervenire alla determinazione del presunto prezzo
complessivo dell’opera da porre a base di gara. Allo stesso modo si
dovra’ procedere in caso di variazioni delle specifiche tecniche.
Per gli appalti a corpo, quindi, i lavori in variante, riguardanti
le lavorazioni ricomprese nell’appalto principale, possono essere
disposti esclusivamente per le opere in piu’ o in meno rispetto alle
previsioni di progetto con la conseguenza che la perizia non deve
rielaborare le quantita’ dei lavori non interessanti le variazioni
supplementari o riduttive, anche se le quantita’ originarie, previste
nei computi metrici del progetto, sono di valore differente rispetto
alle quantita’ risultanti in fase di esecuzione; in caso contrario si
cadrebbe nell’equivoco di trasformare in sede consuntiva un appalto a
corpo in un appalto a misura.
Nel caso di specie la perizia e’ dovuta ad un miglioramento – la
cui possibilita’ e’ prevista contrattualmente ed e’ poi emersa in
fase esecutiva – della classe degli scavi, che non ha comportato
modifiche al progetto posto a base di gara. Si osserva, peraltro, che
il capitolato speciale d’appalto ha espressamente escluso la
possibilita’ di trattenere in diminuzione parte del compenso in caso
di una variazione di quantita’ predefinita (piu’ o meno cinque per
cento).
In base a quanto sopra considerato;
Il Consiglio:
accerta che la redazione, da parte del Consorzio autostrade
siciliane, della perizia di variante in riduzione per i lavori di
costruzione del lotto 28 sull’autostrada Messina-Palermo, presenta
profili di non conformita’ alla normativa vigente in quanto non e’
stato tenuto presente che contrattualmente e’ prevista la
eventualita’ di poter riscontrare, in fase esecutiva, un
miglioramento della classe di scavi, miglioramento che non ha
comportato modifiche al progetto posto a base di gara;
manda all’Ufficio affari giuridici perche’ presente deliberazione
al Consorzio autostrade siciliane ai fini dell’adozione di
conseguenti provvedimenti da comunicare entro il termine del 27 marzo
2002 nonche’ al soggetto istante.
Roma, 21 febbraio 2002
Il presidente: Garri

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DELIBERAZIONE 21 febbraio 2002: Lavori di costruzione del tratto autostradale S. Stefano di Camastra Tusa – lotto 28

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