AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 29 maggio 2002: Determinazione integrativa della determinazione n. 16/23 del 5 dicembre 2001 | Architetto.info

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 29 maggio 2002: Determinazione integrativa della determinazione n. 16/23 del 5 dicembre 2001

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 29 maggio 2002: Determinazione integrativa della determinazione n. 16/23 del 5 dicembre 2001 in ordine a "Requisiti per la partecipazione alle gare di appalto e di concessione di lavori pubblici". (Determinazione n. 10/2002). (GU n. 141 del 18-6-2002)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 29 maggio 2002

Determinazione integrativa della determinazione n. 16/23 del
5 dicembre 2001 in ordine a “Requisiti per la partecipazione alle
gare di appalto e di concessione di lavori pubblici”. (Determinazione
n. 10/2002).

IL CONSIGLIO

Con la determinazione n. 16/23 del 5 dicembre 2001, questa
Autorita’, in risposta a richieste di chiarimenti da parte di alcune
stazioni appaltanti e nell’intento di far conseguire
un’interpretazione uniforme delle norme, ha dato indicazioni in
merito al contenuto di quelle, unitariamente e coerentemente
interpretate, relative ai requisiti occorrenti alle imprese per la
partecipazione alle gare di appalto e di concessione dei lavori
pubblici e la stipulazione dei relativi contratti. Nella
determinazione indicata e’ stata data risposta anche a possibili
dubbi interpretativi in ordine ai comportamenti delle stazioni
appaltanti riguardanti concrete fattispecie specificamente
individuate; e sono state inoltre indicate linee operative cui
intendeva attenersi l’Autorita’ nella definizione dell’organizzazione
del casellario informatico delle imprese qualificate, al fine di
renderlo coerente con le norme e garantire in pieno la finalita’ di
pubblicita’ e trasparenza cui esso e’ preordinato.
Successivamente, tuttavia, sono stati formulati ulteriori quesiti
da parte di altre stazioni appaltanti in ordine all’individuazione ed
all’accertamento dei requisiti occorrenti per la partecipazione alle
gare di appalto ed alle conseguenze del mancato riscontro degli
stessi, ed in particolare ai comportamenti da tenere nei confronti
delle imprese le cui autodichiarazioni circa il possesso dei
requisiti medesimi, rese nella domanda di partecipazione alle gare,
non trovano riscontro nelle disposte verifiche e relativi
accertamenti; il che rende opportuno fornire ulteriori precisazioni
in merito al problema in esame ribadendo, innanzitutto, che gli
affidamenti relativi all’esecuzione dei lavori pubblici possono
essere disposti esclusivamente in favore di soggetti in possesso di
predefiniti ed accertati requisiti di tipo economico-finanziario e
tecnico-organizzativo i quali siano, altresi’, moralmente e
professionalmente affidabili, e che funzionale alla pubblicizzazione
dei dati incidenti su tali requisiti e’ l’Osservatorio dei lavori
pubblici istituito presso l’Autorita’ per vigilanza sui lavori
pubblici.
Va ribadito, poi, che, per le gare di appalto di importo superiore
a 150.000 euro, l’accertamento relativo al possesso dei requisiti di
capacita’ tecnica e finanziaria e’ demandato a soggetti terzi (Soa)
rispetto alle stazioni appaltanti, appositamente autorizzati ai sensi
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica
25 gennaio 2000, n. 34. Soggetti i quali, non si limitano a
certificare l’idoneita’ tecnica dell’impresa, cui e’ strettamente
correlata l’attestazione di qualificazione da essi rilasciata, dal
momento che, per il rilascio dell’attestazione medesima, verificano
anche che non ricorrano situazioni, a quella data, di
incompatibilita’ morale e professionale che precludono la
partecipazione alle gare e quali specificamente elencate dall’art. 17
del detto decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000. Con il
rilievo ulteriore che il legittimo conseguimento dell’attestazione di
qualificazione importa una presunzione di idoneita’ dell’impresa
implicante una generale capacita’ giuridica della stessa alla
stipulazione dei contratti di appalto e di concessione dei lavori
pubblici, sia pure limitata alla durata triennale dell’efficacia
dell’attestazione. E di tale idoneita’ e’ data divulgazione
attraverso l’iscrizione dell’impresa qualificata nel relativo
registro informatico istituito presso l’Osservatorio per i lavori
pubblici ai sensi degli articoli 11 e 27 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 34/2000. Iscrizione che e’ disposta sulla base di
informazioni direttamente fornite dalle Soa dopo il rilascio
dell’attestazione di qualificazione e previa validazione da parte
dell’Autorita’ dei dati trasmessi in via informatica con quelli
contenuti nei documenti inviati contestualmente in via cartacea; e
sulla quale iscrizione l’Autorita’ ha ritenuto di poter intervenire,
con le necessarie annotazioni, esclusivamente nel caso in cui le Soa
medesime non apportino le dovute modifiche alle attestazioni
rilasciate conseguenti alla constatazione successiva al suo rilascio
di fatti e circostanze i quali fanno ritenere che la stessa e’ stata
conseguita irregolarmente per quanto riguarda categorie e
classifiche, ovvero nella mancanza dei previsti necessari presupposti
di tipo oggettivo e soggettivo.
Per le tipologie di gare in esame, quindi, le stazioni appaltanti
“non possono richiedere ai concorrenti la dimostrazione della
qualificazione con modalita’, procedure e contenuti diversi” da
quelle indicate in detto decreto del Presidente della Repubblica n.
34/2000 e nella considerazione che “l’attestazione di qualificazione
(ove legittimamente conseguita) rilasciata a norma del regolamento
(medesimo) e’ sufficiente per la dimostrazione dell’esistenza dei
requisiti di capacita’ tecnica e finanziaria” (art. 1, comma 2,
decreto del Presidente della Repubblica indicato). Unica eccezione e’
prevista per i bandi di gara relativi ad appalti di “importo a base
di gara superiore ad euro 20.658.276 (40 miliardi di lire)” e “per le
imprese stabilite in altri Stati aderenti all’Unione europea” (art.
3, comma 6 e 7, detto regolamento). Per le gare di appalto relative a
lavori di importo pari o inferiore a 150.000 euro, invece, la
verifica relativa al possesso dei requisiti di capacita’ tecnica e
finanziaria oltre che di quelli soggettivi, ove l’impresa non abbia
gia’ conseguito l’attestazione di qualificazione, spetta direttamente
alle stazioni appaltanti le quali, tuttavia, dovranno provvedervi con
le medesime modalita’ previste dal regolamento indicato per societa’
organismi di attestazione e di cui ai titoli III e IV del regolamento
medesimo. In base alle considerazioni svolte precedentemente, va,
quindi, ulteriormente ribadito che, relativamente ai requisiti di
idoneita’ tecnica e finanziaria, ove l’impresa concorrente sia in
possesso di attestazione di qualificazione, non e’ consentita alle
stazioni appaltanti alcuna possibilita’ di pretendere alcuna
ulteriore documentazione per la comprova del requisito richiesto.
Tuttavia, il possesso dell’attestazione di qualificazione, se e’
sufficiente alla dimostrazione dei requisiti di idoneita’ tecnica ed
economica del concorrente, non basta a far ritenere provato
l’ulteriore requisito di idoneita’ morale e professionale
dell’imprenditore che, oltre che alla data del rilascio
dell’attestazione di qualificazione, deve permanere sino alla data di
stipulazione del contratto. Tale idoneita’ si ricollega al mancato
verificarsi di fatti e circostanze suscettibili di continua
modificazione e la cui insussistenza va verificata dinamicamente in
occasione anche di ogni singola gara secondo i criteri indicati
dall’art. 75 del regolamento 21 dicembre 1999, n. 554, quale
introdotto dal decreto del Presidente della Repubblica 30 agosto
2000, n. 412. Da tenere presente, poi, che il casellario informatico
delle imprese qualificate e’ funzionale alla pubblicizzazione anche
di tali specifici dati che sono anch’essi, ai sensi dell’art. 27,
comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 34/2000,
trasmessi dalle stazioni appaltanti ed ai sensi del successivo comma
4 del medesimo articolo, messi “a disposizione di tutte le stazioni
appaltanti per l’individuazione delle imprese nei cui confronti
sussistono cause di esclusione dalle procedure di affidamento di
lavori pubblici”.
Ribadite dette considerazioni di carattere generale e passando
all’esame piu’ specifico dei quesiti formulati, va altresi’ rilevato
che, ai sensi dell’art. 27, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 34/2000, nel casellario informatico delle imprese
qualificate vanno, tra l’altro, inseriti: gli “eventuali
provvedimenti di esclusione dalle gare ai sensi dell’art. 8, comma 7,
della legge adottati dalle stazioni appaltanti” (lettera r) e le
“eventuali falsita’ nelle dichiarazioni rese in merito ai requisiti e
alle condizioni rilevanti per la partecipazione alle procedure di
gara, accertate in esito alla procedura di cui all’art. 10, comma
1-quater della legge” (lettera s). Va rilevato, poi, che in base al
disposto di cui al piu’ volte richiamato art. 75 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 554/1999, tra le ipotesi che
precludono la partecipazione alle gare di appalto, vi e’ quella
relativa al fatto di avere, nell’anno antecedente la data di
pubblicazione del bando di gara, reso false dichiarazioni in merito
ai requisiti e alle condizioni rilevanti per la partecipazione alle
procedure di gara “risultanti dai dati in possesso dell’Osservatorio
dei lavori pubblici” (lettera h). Ed in proposito va precisato che
l’indicazione del dato di cui all’art. 75, comma 1, lettera h), del
detto decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999 nella fase
di avvio del casellario informatico delle imprese qualificate, va
ugualmente inserita anche dopo la scadenza dell’anno successivo alla
data in cui e’ stata resa la falsa dichiarazione assumendo lo stesso
rilevanza con riferiment…

[Continua nel file zip allegato]

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 29 maggio 2002: Determinazione integrativa della determinazione n. 16/23 del 5 dicembre 2001

Architetto.info