AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 20 dicembre 2011 | Architetto.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 20 dicembre 2011

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 20 dicembre 2011 - Consultazione pubblica sull'organizzazione dell'attivita' di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e costituzione di un tavolo tecnico. (Deliberazione n. 320/11/CSP). (12A00661) - (GU n. 21 del 26-1-2012 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 20 dicembre 2011

Consultazione pubblica sull’organizzazione dell’attivita’ di
rilevazione degli indici di ascolto radiofonici e costituzione di un
tavolo tecnico. (Deliberazione n. 320/11/CSP). (12A00661)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione della Commissione per i Servizi e i Prodotti del 20
dicembre 2011;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle comunicazioni e radiotelevisivo» e, in particolare,
l’art. 1, comma 6, lettera b), n. 11);
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come
modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44, recante il
«Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici»;
Visto l’Atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di ascolto
e di diffusione dei mezzi di comunicazione approvato con delibera n.
85/06/CSP del 16 maggio 2006, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana n. 123 del 29 maggio 2006;
Vista la delibera n. 130/06/CSP recante «Misure attuative per
l’acquisizione, l’elaborazione e la gestione delle informazioni
richieste nell’Atto di indirizzo sulla rilevazione degli indici di
ascolto e di diffusione dei mezzi di comunicazione», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 174 del 28 luglio
2006;
Vista la delibera n. 75/09/CSP del 5 maggio 2009 recante «Misure e
raccomandazioni nei confronti della societa’ AUDIRADIO in materia di
rilevazione degli indici di ascolto radiofonici»;
Vista la delibera n. 182/11/CSP del 6 luglio 2011 recante «Linee
guida sull’organizzazione dell’attivita’ di rilevazione degli indici
di ascolto radiofonici», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 169 del 22 luglio 2011, con la quale, a
seguito della messa in liquidazione della societa’ Audiradio, i
soggetti del comparto radiofonico sono stati invitati alla
riorganizzazione del sistema di rilevazione degli indici di ascolto
che risponda alle caratteristiche illustrate nella delibera stessa,
assegnando il termine di novanta giorni decorrente dalla sua
pubblicazione per la presentazione di proposte di riorganizzazione;
Rilevato che in esito alla predetta delibera i soggetti del
comparto radiofonico hanno trasmesso le proposte di seguito
sintetizzate;
Sintesi delle proposte pervenute
Le associazioni RNA, FRT e AERANTI hanno presentato una proposta
unitaria, cui aderiscono anche RDS, RTL, Radio Italia, Gruppo
L’Espresso, Gruppo Finelco, Radio Maria, Radio Radicale e Radio &
Reti, che prevede la costituzione di una societa’ consortile per la
rilevazione dell’ascolto radiofonico in Italia, il cui progetto e’
articolato come segue:
Metodologia
Ricerca telefonica con metodologia CATI con almeno 120.000
interviste;
Ricerca integrativa con metodologia Panel «Meter» con almeno 7.000
panelisti;
Eventuali ricerche qualitative specialistiche per esigenze di
settore che possano interessare la radiofonia nel suo complesso.
Governance
La struttura societaria proposta e’ quella della societa’
consortile a r.l. aperta agli editori radiofonici e al mercato
pubblicitario, composta da associazioni degli attori del mercato, da
editori radiofonici nazionali (privati/pubblici/no-profit), da
associazioni di editori radiofonici locali e concessionarie di
pubblicita’ per le radio locali aventi rappresentativita’ nazionale,
con un capitale sociale di 200.000 euro ripartito in quote di
«garanzia» suddivise tra le associazioni che rappresentano il mercato
(UPA e Assocomunicazioni, due terzi agli editori radiofonici
nazionali (pubblici e privati), un terzo ai soggetti che
rappresentano gli editori radiofonici locali , in misura comunque non
inferiore al 30% del capitale sociale. Gli organismi di governance
sono costituiti dall’Assemblea consortile, dall’Amministratore unico,
dal Collegio dei Sindaci revisori, dal Comitato tecnico di gestione
della ricerca e dal Comitato dei Garanti. Le decisioni sono assunte
all’unanimita’ per quanto riguarda la metodologia e l’avvio della
prima ricerca e con la maggioranza del 75% del capitale per le
decisioni successive. L’Assemblea autorizza il budget annuale per la
ricerca ed autorizza, su proposta del Comitato tecnico, la
metodologia e la sua esecuzione. L’Amministratore unico si occupa
della gestione economica e dell’ordinaria amministrazione, mentre
l’approvazione dei progetti di ricerca spetta esclusivamente
all’Assemblea. Il Comitato tecnico di gestione della ricerca,
composto da soggetti individuati dal Mercato, Comparto nazionale
(quota totale 2/3), Comparto locale (quota totale 1/3), Componenti
aggiunti senza diritto di voto (ivi compreso un rappresentante Agcom
se nominato), ha il compito di proporre, vigilare e controllare la
ricerca e definire le procedure di controllo da affidare a soggetti
esterni, mediante decisioni da assumere a maggioranza. Il Comitato
dei Garanti, composto da tre esperti di riconosciuta esperienza e
professionalita’, ciascuno designato dalle componenti Mercato, Radio
nazionali, Radio locali, e’ nominato dall’Assemblea ed ha il compito
di effettuare la validazione tecnico-scientifica del progetto di
ricerca con riguardo ai parametri statistici utilizzati ( quali
estrazione, numerosita’, profilo e distribuzione geografica del
campione, soglie di attendibilita’ statistica, validazione delle
procedure di controllo).
L’associazione AERANTI-CORALLO ha ulteriormente precisato, nel
corso di autonoma audizione, la propria posizione adesiva al progetto
sopra illustrato, evidenziando che le emittenti locali generano un
ascolto pari ad 1/3 degli ascolti del mezzo radiofonico su base
nazionale e che, pertanto, la nuova organizzazione societaria degli
indici di ascolto radiofonici non potra’ non prevedere la presenza
delle radio locali per almeno un terzo delle quote societarie. Ha,
inoltre richiesto che si preveda l’unanimita’ per l’assunzione della
decisione relativa alla prima indagine che verra’ commissionata dalla
nuova entita’ e che le modifiche siano assunte con una maggioranza
qualificata del 75% del capitale sociale. Inoltre, ha ribadito la
propria preferenza per una indagine unica per le emittenti nazionali
e per le emittenti locali, evidenziando che mentre le emittenti
nazionali possono competere solo sul mercato della pubblicita’
nazionale, le emittenti locali, attraverso i consorzi e circuiti,
possono competere sia sul mercato della raccolta pubblicitaria locale
che su quello nazionale e tale aspetto giustifica l’unicita’ della
ricerca.
La proposta presentata dalla societa’ Monradio e’ quella di
pervenire ad un sistema di misurazione dell’ascolto radiofonico
evoluto ed in grado di rappresentare il fenomeno nella sua
complessita’ e dinamicita’. Infatti, secondo la societa’,
l’evoluzione digitale e l’accresciuta possibilita’ di ascoltare la
radio attraverso una molteplicita’ di device, rendono ampiamente
superati i sistemi basati sulla notorieta’ di marca, sulle abitudini
di ascolto o sul ricordo. L’indagine attraverso interviste
telefoniche e’ fortemente penalizzata dal fenomeno dell’autoselezione
dei campioni e non e’ efficace nella misurazione dell’ascolto
digitale o multipiattaforma. La societa’ ritiene pertanto che il
nuovo sistema non possa che basarsi sulla rilevazione passiva
attraverso meter portatile, metodologia che ritiene raggiungibile in
tempi definibili e contenuti. Il progetto e’ articolato come segue
Metodologia
Ricerca di base sulla radio in Italia che i) investighi i
comportamenti, gli stili di vita, i consumi, le dotazioni
tecnologiche, le modalita’ di ascolto e di consumo della radio; ii)
indici il volume totale degli ascoltatori/non ascoltatori; iii)
definisca i parametri di costruzione di un Panel rappresentativo
dell’ascolto/non ascolto della popolazione residente in Italia,
condotta attraverso il metodo delle interviste personali a domicilio
(CAPI), con stratificazione regionale una o due volte l’anno.
Indagine sull’ascolto della radio e delle emittenti per misurare
l’ascolto del mezzo di tutte le emittenti iscritte, che produce dati
uniformi per tutte le emittenti, diversificati per periodo di
rilascio (trimestre, semestre, anno), per significativita’ del dato
(quarto d’ora o fascia; giorno o giorno medio; tipo giorno; 7 o 7-14
gg), per significativita’ del profilo (target completi o aggregati).
L’indagine sara’ transitoriamente effettuata con metodo panel diari
on line (cartacei solo per quote marginali) dimensionato su 20.000
interviste all’anno suddivise in cicli trimestrali. Dal 2013 il Panel
diari sara’ sostituito dal meter con standard encoding.
Qualora lo strumento del panel diari e, successivamente, del meter
non dovesse essere sufficiente a rilevare l’ascolto del mercato
locale, si prevede l’introduzione di una indagine aggiuntiva, con un
campione costituito secondo i parametri della ricerca di base,
reclutato ad hoc nei bacini provinciali di interesse e destinato
esclusivamente alle emittenti locali di dimensioni piu’ piccole. In
questo caso la metodologia proposta e’ l’indagine CATI con un nastro
di pianificazione distinto.
Governance
La proposta prevede che la misurazione degli indici di ascolto sia
effettuata da un ente o societa’ all’uopo costituita che risponda ai
criteri individuati dall’Agcom e che affidi la ricerca ad almeno due
Istituti di ricerca di comprovata esperienza.
La proposta presentata dalla concessionaria del servizio pubblico
radiotelevisivo per l’individuazione di un nuovo sistema di indagine
sulla radio si basa sull’esigenza di disporre di dati di ascolto
oggettivi, affidabili, ampi, profondi e tempestivi. Tale obiettivo,
secondo la Rai, rende obsoleti i metodi basati su notorieta’ e
ascolto abitudinario, i quali non consentono una rilevazione passiva,
e percio’ oggettiva, e non colgono le trasformazioni di ascolto che
il mezzo radiofonico sta attraversando a seguito dell’evoluzione
tecnologica in corso. Il progetto si articola come segue.
Metodologia
Ricerca di base per la definizione di un panel rappresentativo
delle abitudini e modalita’ di ascolto della radio da parte della
popolazione residente in Italia con interviste face to face (CAPI),
una volta l’anno, per un numero pari a 30.000.
Indagine sull’ascolto della radio mediante diari-meter con
l’utilizzo di un nastro di pianificazione che produce dati uniformi
per tutte le emittenti, diversificati per periodo di rilascio
(trimestre, semestre, anno), per significativita’ del dato (quarto
d’ora o fascia; giorno o giorno medio; tipo giorno; 7 o 7-14 gg); per
significativita’ del profilo (target completi o aggregati).
L’indagine sull’ascolto sara’ transitoriamente effettuata con metodo
panel diari on line (cartacei solo per quote marginali), dimensionato
su 20.000 interviste all’anno suddivise in cicli trimestrali, in
grado di produrre stime accurate per circa 70 emittenti nazionali e
locali con ascolto compreso tra 6,2 milioni e 100.000. Dal 2013 il
panel diari sara’ progressivamente sostituito dal Meter (standard
encoding).
Indagine sull’ascolto provinciale da effettuare con il metodo CATI
con un periodo di rilascio da definire e con un nastro di
pianificazione «dedicato», distinto dal nastro panel., con
numerosita’ da definire in base alle Province e al numero delle radio
operanti.
La Rai ritiene che la diversificazione dell’indagine di ascolto in
base alle caratteristiche delle radio da investigare (nazionali,
locali di grandi e medie dimensioni, locali di piccole dimensioni)
sia piu’ aderente alla realta’ del mercato ed eviti i difetti
insanabili dell’indagine Audiradio, fondati su innesti ibridi e
operazioni di data fusion elaborati ex post.
Quanto all’introduzione del meter, il documento depositato da Rai
illustra lo stato delle sperimentazioni svolte al riguardo che hanno
portato all’individuazione di due sistemi basati su differenti
standard: audiomatching che si basa sul riconoscimento automatico di
una traccia sonora ed encoding che si basa sul riconoscimento
automatico di un codice-stazione. La preferenza espressa dalla
concessionaria e’ per il sistema encoding che consente una maggiore
tracciabilita’ del segnale sulle varie piattaforme di trasmissione e
device di ascolto e, attraverso la corrispondenza biunivoca
«emittente-codice» e’ idoneo a superare le annose controversie sulla
trasparenza dei marchi delle emittenti.
Governance
La Rai propone una societa’ fondata su una struttura duale in grado
di superare criticita’ e conflitti mediante la ripartizione delle
competenze tra un Organo di sorveglianza e un Organo di gestione. Un
ristretto collegio formato da personalita’ indipendenti ha il compito
di garantire la correttezza scientifica e la qualita’ tecnica delle
attivita’ di ricerca.
La proposta presentata dal Gruppo Editoriale l’Espresso parte dalla
considerazione che l’esperienza contrastata di Audiradio impone una
doppia priorita’, da un lato la ripresa urgente delle rilevazioni ed
il superamento degli equivoci che hanno indotto le diverse parti a
risolvere un dibattito tecnico con proposte parziali, dall’altro
l’introduzione di un’indagine, universalmente condivisa, in grado di
rilevare l’ascolto della radiofonia italiana nel suo complesso per
ogni singola emittente nazionale e locale, attraverso l’utilizzo di
una metodologia unitaria ed evoluta. Ulteriore obiettivo di un
sistema aggiornato e’ quello di favorire il progressivo ampliamento
degli investimenti pubblicitari sul mezzo radiofonico, da tempo
attestati ad una quota nettamente inferiore di quella degli altri
Paesi europei, obiettivo che rende insufficienti i metodi basati
esclusivamente su notorieta’, ricordo e ascolto abitudinario. La
proposta e’ articolata come segue.
Metodologia
Sul presupposto che ad oggi la mancanza di una compagine societaria
unica rende impossibile l’attuazione di un’indagine innovativa,
unitaria e condivisa, il Gruppo l’Espresso, insieme alla
consapevolezza della necessita’ di un intervento urgente, e’ al
momento favorevole ad acquistare il miglior prodotto che il mercato
possa offrire che offra una metodologia in continuita’ con il passato
ma in grado di sperimentare il futuro, che faccia conseguire dati
affidabili per le radio nazionali e locali, che sia in grado di
fornire misurazioni dell’audience ed informazioni qualitative sul
profilo degli ascoltatori e che utilizzi le tecnologie piu’ avanzate,
con il duplice vantaggio di essere un’indagine fornita da un soggetto
terzo e, pertanto, non proprietaria e di fornire i dati gia’ dalla
prossima primavera 2012.
Pertanto, la ricerca deve basarsi sui seguenti elementi:
un’indagine di base CATI, con un campione di 120.000 individui,
studiato per rilevare nel modo piu’ affidabile sia le radio nazionali
che quelle locali, che rileva l’ascolto quotidiano in totale e per
quarto d’ora.
un ampio panel di 10.000 o 14.000 individui, basato sul meter e
su un questionario elettronico/dialogatore, in grado di qualificare
gli ascolti (frequenze, modalita’, piattaforme) e gli ascoltatori
(target), su 7, 14, 21, 28 giorni. Le informazioni non soddisfatte
dal meter vengono indagate attraverso il questionario elettronico che
rileva le modalita’ di esposizione alla radio e le piattaforme
utilizzate, oltre che le diverse caratteristiche socio demografiche.
Per quanto riguarda il futuro, il Gruppo Espresso condivide
l’introduzione di una ricerca di base e l’adozione di un panel meter,
ma evidenzia che l’apporto del meter andra’ comunque considerato
congiuntamente all’attivazione di modalita’ integrative di
rilevazione, attraverso strumenti innovativi che amplino le
informazioni disponibili sulle diverse piattaforme e modalita’ di
fruizione, in quanto la scelta della sola rilevazione passiva farebbe
della ricerca radio un caso unico nel panorama nazionale. Il
passaggio da una modalita’ di misurazione ad un’altra deve, inoltre,
essere sperimentato e collaudato in modo da risultare
scientificamente corretto, procedendo con gradualita’, in continuita’
con il passato ma rivolti al futuro.
Governance
Sulla governance, il Gruppo Espresso evidenzia che la nuova impresa
di rilevazione dovra’ prevedere la presenza di UPA ed
Assocomunicazione, soggetti imprescindibili per una compagine
societaria pienamente rappresentativa.
La proposta presentata da Radio24 persegue gli obiettivi di dare il
giusto peso alla radio, mezzo ad altissima penetrazione ma
sottovalutato nel rapporto con altri media, di individuare un modello
equo, trasparente e in grado di rappresentare correttamente il
mercato, di creare un sistema innovativo che tenga conto
dell’evoluzione digitale con una prospettiva di lungo termine con un
impianto di ricerca che sia economicamente sostenibile dall’industria
radiofonica. Secondo la societa’, lo scenario di oggi e’ totalmente
diverso da quello che ispiro’ a suo tempo la scelta di rilevare gli
ascolti con l’indagine telefonica CATI, in quanto il contenuto
radiofonico puo’ oggi essere fruito, oltre che nella classica
modalita’ di ascolto, tramite le piattaforme digitali televisive
(satellitare, DTT), con iPod e cellulare, via web utilizzando il PC,
lo smartphone o il tablet, in contemporanea o in differita. La
mancanza di una ricerca di base rende non quantificabile l’impatto
dei nuovi fenomeni per cui il nuovo sistema di rilevazione dovrebbe,
innanzitutto, consentire di distinguere l’ascolto del mezzo per
piattaforma. La proposta e’ articolata come segue.
Metodologia
Radio 24 propone un impianto metodologico che superi i limiti della
metodologia CATI e tenga conto della specificita’ dei due comparti –
nazionale e locale – riconsiderando l’impostazione rigidamente
unitaria del passato, cosi’ articolato:
metodologia di ricerca basata su un panel completo di una
indagine di base che qualifichi la relazione dell’ascoltatore con il
mezzo, da realizzare con interviste personali (CAPI). In prospettiva,
rilevazione di tipo meter, con un panel di lunga durata per garantire
la stabilita’ dei dati, a costi minori rispetto a panel di breve
durata.
Tenuto conto che il passaggio diretto al meter non e’ possibile,
individuazione di un «periodo ponte» in cui la rilevazione verra’
effettuata tramite diari che rilevino l’ascolto multipiattaforma,
basata su 20.000 casi all’anno di panel diari, con fornitura di dati
secondo tre periodicita’ (annuale, semestrale e trimestrale) in grado
di rilevare gli ascolti di circa 70 emittente di grandi dimensioni.
Per le altre emittenti, realizzazione di una CATI su un campione
reclutato ad hoc nei bacini provinciali di interesse, producendo dati
semplificati rispetto all’indagine panel e di conseguenza un nastro
di pianificazione distinto.
Utilizzazione di meter con tecnologia encoding per garantire che
gli ascolti siano correttamente attribuiti alla piattaforma
utilizzata dall’utente, collocando in modo automatico l’ascolto time
shifted.
Governance
Radio 24 propone la costituzione di una societa’ che confermi il
modello costituito dalle tre principali componenti del settore
(servizio pubblico, soggetti privati e mercato) e che assuma le
decisioni con il sistema delle maggioranze semplici, prevedendo
quorum differenziati solo nei casi in cui tali decisioni siano di
natura strategica. Inoltre propone la demarcazione netta tra il
Consiglio di amministrazione e il Comitato tecnico, garantendo la
massima neutralita’ nell’operato di quest’ultimo.
Le associazioni UPA e Assocomunicazione che rappresentano gli
utenti pubblicitari, intervenuti congiuntamente in audizione, hanno
posto l’accento sull’importanza di prevedere una rilevazione passiva
dell’audience, evidenziando come il meter sia lo strumento piu’
appropriato per superare la soggettivita’ legata alla memoria degli
intervistati ed hanno fatto presente che un progetto finalizzato
all’adozione del meter in Italia era gia’ allo studio del Consiglio
di amministrazione di Audiradio, prima dello scioglimento di
quest’ultima. L’iniziativa di Audiradio teneva conto dei sistemi di
rilevazione dell’ascolto radiofonico in uso negli altri Paesi europei
ed extra-europei dove il meter e’ gia’ in fase di utilizzo o di
avanzata sperimentazione.
Nello stesso tempo le due associazioni hanno puntualizzato che il
solo sistema di rilevazione attraverso meter non e’ sufficiente a
investigare tutto l’ascolto radiofonico, soprattutto con riferimento
alle emittenti locali, che in Italia sono numerosissime e presentano
ambiti di irradiazioni estremamente diversificati tra loro. Pertanto
la rilevazione attraverso il meter deve essere necessariamente
integrata da altri metodi di ricerca quali l’indagine CATI o il
metodo Panel Diari. Poiche’ entrambi i metodi hanno un largo margine
di soggettivita’, in quanto sono basati sul ricordo dell’ascoltatore,
e’ preferibile lo strumento che in termini qualitativi e di minor
costo consenta di rilevare il maggior numero di emittenti e che si
integri meglio con il meter di prossima introduzione.
Infine, le associazioni hanno evidenziato come il mercato
preferisca il ricorso ad un unico nastro di pianificazione, dove
confluiscono sia gli ascolti delle radio nazionali che gli ascolti
delle radio locali, per orientare gli investimenti pubblicitari
diretti sia al mercato nazionale che a quello locale.
La proposta presentata dall’associazione REA prevede che
l’attivita’ di rilevazione degli indici di ascolto sia svolta
direttamente dall’Autorita’, attraverso un soggetto non in «conflitto
di interessi» con i settori della pubblicita’ e dell’attivita’
radiotelevisiva, mediante l’affidamento ad un Ente pubblico (ad
esempio ISTAT o Cattedra Universitaria), e con assoluta estraneita’
delle associazioni di categoria nella gestione delle indagini. Da un
punto di vista metodologico, la ricerca dovrebbe avvalersi di una
corretta «mappatura» delle aree di servizio (bacini di utenza) delle
diverse emittenti partecipanti alla rilevazione, ed individuare
criteri per l’eliminazione delle omonimie dei marchi, per
l’impostazione delle interviste, per la pubblicazione dei dati, per
l’iscrizione alle indagini, per il finanziamento della ricerca e per
la determinazione delle quote di partecipazione e del sistema di
pagamento.
CNR, in qualita’ di societa’ concessionaria per la raccolta di
pubblicita’, ritiene auspicabile la formazione di una nuova compagine
societaria che possa rappresentare in maniera organica il comparto
radiofonico, nella quale siano rappresentate anche le concessionarie
per la raccolta di pubblicita’ nazionale, rappresentative in termini
di aggregazione di audience e quote di fatturato, con una governance
che possa contemplare e far valere le radio locali, come comparto che
rappresenta un terzo dell’intero mercato.
Sotto l’aspetto metodologico CNR propone un’indagine CATI, con un
campione di 120.000 interviste, facilmente comprensibile dal mercato
e con costi sostenibili, che possa misurare sia il comparto delle
emittenti nazionali che quello delle emittenti locali. Un eventuale
approfondimento qualitativo, attraverso un panel, integrativo
rispetto alla CATI, potrebbe essere accettabile, purche’ l’impianto
metodologico sia chiaramente orientato a dare la massima importanza
all’indagine principale CATI.
Inoltre, la societa’ non ritiene percorribile la metodologia meter,
la quale – dati gli alti costi – non consentirebbe di raggiungere un
campione rappresentativo anche delle emittenti locali, generando
rischi di discriminazione per le emittenti che dispongono di risorse
molto limitate.
Considerato quanto segue:
Valutazioni dell’Autorita’
L’art. 1, comma 6, lett. b), n. 11, della legge 249 del 1997
prevede che l’Autorita’ «cura la rilevazione degli indici di ascolto
e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione; vigila sulla
correttezza delle indagini sugli indici di ascolto e di diffusione
dei diversi mezzi di comunicazione rilevati da altri soggetti,
effettuando verifiche sulla congruita’ delle metodologie utilizzate e
riscontri sulla veridicita’ dei dati pubblicati, nonche’ sui
monitoraggi delle trasmissioni e sull’operatore delle imprese che
svolgono le indagini».
L’Autorita’ ha declinato il potere di cura e di vigilanza sui
sistemi di rilevazione degli indici di ascolto attribuitogli dalla
legge, nella vigilanza sull’operato delle imprese che svolgono tali
indagini, con particolare attenzione sia alla validita’ della
metodologia utilizzata, sia alla veridicita’ dei dati diffusi ed alla
trasparenza della rilevazione, sia, infine, alla governance delle
imprese.
In applicazione di tali principi l’Autorita’, con la delibera n.
85/06/CSP, ha dettato i criteri generali sull’organizzazione dei
soggetti realizzatori delle indagini sugli indici di ascolto e di
diffusione dei diversi mezzi di comunicazione, sulle metodologie di
rilevamento e sulla pubblicazione e trasparenza delle indagini e con
la delibera n. 75/09/CSP ha adottato specifiche misure e
raccomandazioni in materia di rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici.
Negli indirizzi impartiti con le citate delibere l’Autorita’ ha
ritenuto valido il modello organizzativo implementato in Italia sin
dagli anni ’80 che si basa, secondo il modello consolidato
prevalentemente utilizzato a livello europeo, sulla ripartizione del
capitale azionario tra imprese radiofoniche, pubbliche e private, ed
investitori pubblicitari. Tale modello (c.d. formula del JIC – Joint
Industry Committees) presuppone un’intesa tra le componenti di
mercato in grado di garantire una sostanziale e intrinseca
stabilita’, assicurando, in tal modo, un naturale equilibrio del
sistema.
Le imprese radiofoniche operano sul mercato della raccolta
pubblicitaria direttamente, ovvero attraverso societa’
concessionarie, per vendere agli inserzionisti i propri spazi
pubblicitari. Una delle variabili piu’ importanti che concorre alla
collocazione di spazi pubblicitari sul mercato e’ costituita
dall’audience conseguita dalle emittenti attraverso la loro
programmazione. La rilevazione dei contatti dei mezzi di
comunicazione nasce, pertanto, dalla necessita’ degli operatori e
degli investitori di quantificare l’effettivo numero di consumatori
raggiunti dai vari mezzi di comunicazione. L’intero sistema
pubblicitario si basa sui servizi di misurazione di tali contatti
(c.d. media measurement services), i cui risultati incidono in modo
«proporzionale» sulla valorizzazione delle inserzioni. Ne deriva che
l’esistenza di dati univoci costituisce un requisito imprescindibile
per il funzionamento degli scambi, onde assicurare la convergenza di
tutti gli interessi coinvolti nella misurazione degli indici di
ascolto, ed e’ quindi indispensabile che essa sia condivisa ex ante
da tutti gli operatori e venga sistematizzata attraverso meccanismi
che garantiscano la trasparenza e l’indipendenza della rilevazione.
Per assicurare la massima correttezza e trasparenza delle
rilevazioni e la concorrenza tra le imprese, il modello organizzativo
descritto deve coniugare il principio di efficienza con i principi di
equita’ e non discriminazione, rendendo le compagini societarie
effettivamente rappresentative dell’intero settore di riferimento.
Con la delibera n. 75/09 l’Autorita’ aveva dettato i criteri per
l’allargamento della compagine societaria della societa’ Audiradio a
nuovi soggetti e per una nuova composizione del Consiglio di
amministrazione, attraverso un progressivo ribilanciamento delle
partecipazioni storiche detenute dai soci e un allargamento del
capitale sociale alle componenti del settore della radiofonia non
rappresentate, al fine di assicurare una equa ripartizione del
capitale sociale e la massima rappresentativita’ nella composizione
degli organi di gestione dell’impresa realizzatrice.
In relazione alla metodologia di ricerca, l’Autorita’ aveva
richiesto una maggiore correttezza e trasparenza delle rilevazioni,
da attuare mediante una effettiva separazione dell’organo di
amministrazione dall’organo di gestione tecnica della ricerca
(Comitato tecnico) e l’implementazione di un sistema di controllo
della qualita’ dell’indagine, verificato da un organismo terzo, super
partes, appositamente individuato.
Il percorso di conformazione della societa’ Audiradio agli
indirizzi formulati dall’Autorita’ si e’ rivelato particolarmente
complesso. Infatti il processo di allargamento della compagine
societaria, ancorche’ deliberato dal Consiglio di amministrazione
della societa’ nel corso del 2010 e completato con l’atto notarile
del 18 gennaio 2011, non ha trovato pratica ed effettiva attuazione
in quanto la societa’ non ha poi provveduto ad approvare le modifiche
statutarie necessarie a darvi attuazione, a causa di un’accesa
contrapposizione che si e’ sviluppata tra le diverse componenti della
societa’, sia in relazione alle regole di governance, sia in
relazione alla metodologia. La situazione di estrema criticita’
attraversata dalla societa’ Audiradio ha, infine, portato al mancato
raggiungimento di un accordo tra i soci sull’approvazione del
bilancio della societa’, circostanza che ne ha determinato, pertanto,
la messa in liquidazione.
Circa le proposte pervenute ai sensi della delibera n. 182/11/CSP,
finalizzate alla riorganizzazione del sistema di rilevazione degli
indici di ascolto che risponda alle caratteristiche individuate nelle
delibere sopra citate, l’Autorita’ rileva una sostanziale uniformita’
di vedute relativamente alla struttura societaria ed alla governance
della nuova entita’ organizzativa, mentre riscontra ancora una
divergenza di opinioni sull’impianto metodologico della ricerca.
La condizione di base per il corretto funzionamento del sistema di
rilevazione degli indici di ascolto radiofonici esige che i dati
siano misurati per tutto il comparto di riferimento mediante
metodologie oggettive, corrette e trasparenti e da parte di imprese
che si dotino di un’organizzazione tale da assicurare la massima
rappresentativita’ del settore nel rispetto di condizioni eque,
trasparenti e non discriminatorie rilevabili dalle regole di
governante e dallo Statuto.
L’attivita’ di vigilanza dell’Autorita’ non puo’, dunque, che
rivolgersi a imprese che svolgano indagini di ascolto nel senso sopra
delineato, la cui organizzazione societaria risponda ai criteri
illustrati nella delibera n. 85/06/CSP e la cui metodologia,
improntata ai principi di correttezza, veridicita’ e trasparenza,
risponda ai criteri universalistici del campionamento e consenta la
rilevazione dell’intero ascolto radiofonico in maniera sistematica.
Organizzazione dell’attivita’ di rilevazione degli indici di ascolto
radiofonici
Sulla base degli indirizzi e dei criteri gia’ espressi nelle
delibere sopra citate ed alla luce di quanto emerso dalle proposte
presentate dagli operatori ai sensi della delibera n. 182/11/CSP,
l’Autorita’ ritiene opportuno individuare ulteriori indirizzi
operativi per la riorganizzazione dell’attivita’ di rilevazione degli
indici di ascolto radiofonici, relativi sia alla governance che
all’impianto metodologico della ricerca, da sottoporre a
consultazione pubblica.
a) Indirizzi in materia di governance
Come sopra evidenziato, l’Autorita’ ritiene condivisibile un
modello di organizzazione basato sulla ripartizione del capitale
sociale tra imprese radiofoniche (pubbliche e private, commerciali,
no profit, nazionali e locali) ed investitori pubblicitari, in quanto
lo stesso presuppone un’intesa tra le componenti di mercato tale da
garantire una sostanziale ed intrinseca stabilita’, assicurando un
naturale equilibrio del sistema.
L’assetto partecipativo, oltre ad assicurare la presenza di tutte
le citate componenti del mercato, deve inoltre essere omogeneo per
caratteristiche dei componenti e per suddivisione delle quote
sociali, al fine di assicurare l’equilibrio dei soggetti partecipanti
in ragione della loro rappresentativita’ di mercato, prevedendo la
presenza delle radio locali, attraverso le associazioni
rappresentative di tale settore, per almeno un terzo delle quote
societarie, in aderenza alla quota di ascolti generata da tale
comparto.
L’ingresso nella nuova organizzazione societaria va altresi’
garantito nel rispetto di condizioni eque, trasparenti e non
discriminatorie, con l’adozione di regole statutarie che non
attribuiscano particolari diritti amministrativi ai singoli soci e
con la previsione di maggioranze qualificate per l’assunzione delle
decisioni strategiche, quali l’approvazione delle ricerche degli
ascolti radiofonici.
Il Comitato tecnico, cui spetta il compito di proporre, vigilare e
controllare la ricerca e definire le procedure di controllo, pur
riflettendo, nelle sue componenti, la struttura dell’organo di
amministrazione, deve comunque essere separato da quest’ultimo, con
la finalita’ di assicurarne l’indipendenza tecnica ed operativa.
All’organo di gestione tecnica della ricerca deve essere, inoltre,
affiancato un organismo tecnico di garanzia indipendente, con il
compito di effettuare la validazione tecnico-scientifica del progetto
di ricerca, con particolare riguardo ai parametri statistici
utilizzati, che fornisca report periodici all’Autorita’ sul grado di
affidabilita’ della ricerca stessa.
b) Indirizzi sull’impianto metodologico della ricerca
Al fine di garantire la valorizzazione dell’ascolto radiofonico,
caratterizzato da un’elevata qualita’ e quantita’ di programmi
informativi e di intrattenimento, da un’offerta pluralistica e
multiforme e da un alto grado di innovazione tecnologica che consente
oggi all’utente la fruizione dei servizi radiofonici su diverse
piattaforme di distribuzione e su diversi device, si reputa opportuno
il perfezionamento degli strumenti di raccolta sin qui utilizzati, al
fine di assicurare rilevazioni piu’ oggettive ed affidabili.
L’esigenza di tenere conto dell’evoluzione dei mezzi di misurazione
dell’audience radiofonico in relazione all’innovazione tecnologica
era stata, peraltro, espressa dall’Autorita’ gia’ a partire dalla
delibera n. 85/06/CSP. Alla luce dello sviluppo dello scenario
tecnologico che si e’ in seguito verificato, tale esigenza diviene
ormai imprescindibile, come dimostrano le esperienze in atto in altri
Paesi europei dove sono in corso avanzate sperimentazioni di nuovi
metodi di ricerca dell’ascolto radiofonico.
Sotto altro profilo, l’Autorita’ ravvisa l’esigenza che la
misurazione dell’ascolto radiofonico avvenga nei confronti di tutto
il comparto, e quindi, sia con riferimento all’emittenza nazionale
che a quella locale, al fine di non generare fenomeni di esclusione
di una quantita’ considerevole di soggetti minori, perseguendo
criteri di equita’ e non discriminazione. Il settore radiofonico
italiano si caratterizza per la presenza di soggetti aventi
caratteristiche strutturali, organizzative ed economiche fortemente
differenziate tra loro. Come osservato nella delibera n. 75/09/CSP le
esigenze di pianificazione pubblicitaria delle varie tipologie di
soggetti sono diverse tra loro: le emittenti nazionali hanno
necessita’ di pianificare le proprie campagne pubblicitarie e
verificarne immediatamente l’efficacia facendo riferimento a dati di
ascolti del breve periodo (in genere bimestrale); le emittenti
locali, vista la maggiore variabilita’ delle loro audience nel breve
periodo, trovano nel dato aggregato per semestre uno strumento piu’
significativo e adeguato alla competizione nel mercato di
riferimento, importante sia per determinare gli investimenti
pubblicitari, sia per individuare le strategie di modifica del loro
palinsesto. Anche i bacini di riferimento delle emittenti sono
caratterizzati da un’estrema variabilita’ (nazionali, ultraregionali,
regionali, provinciali), circostanza che produce impatto sulla
misurazione degli ascolti radiofonici i quali, come in ogni indagine
campionaria, sono soggetti alla regola secondo la quale il
coefficiente di variazione di una stima e’ inversamente proporzionale
all’ampiezza della stima stessa. Tale variabilita’ e’ maggiormente
riscontrabile negli ascolti delle emittenti locali, a causa della
parcellizzazione dei relativi bacini di utenza.
La circostanza che la ricerca radiofonica si rivolga a un settore
composto da varie tipologie di emittenti, ciascuna delle quali e’
regolata da specifiche norme relative alla raccolta pubblicitaria, e
da specifici mercati di riferimento, fa si’ che la ricerca, per
essere oggettiva ed affidabile, debba quindi soddisfare le
peculiarita’ e specificita’ di ciascuna tipologia.
Ne deriva che le metodologie da impiegare, che devono
complessivamente consentire la quotazione dell’ascolto radiofonico
dell’intero comparto, debbono prevedere l’integrazione di varie
metodologie di rilevazione con l’obiettivo di soddisfare il massimo
delle esigenze qualitative e quantitative ragionevolmente
perseguibili, tenendo in conto anche la sostenibilita’ economica
della ricerca.
Dall’esame delle proposte pervenute ai sensi della delibera n.
182/11/CSP, tutte comunque orientate a prevedere l’integrazione di
diversi metodi di rilevazione (indagini CATI, panel-diari, meter), le
divergenze che emergono sono relative alla combinazione di tali mezzi
rispetto alle tipologie di emittenti da investigare (nazionali,
locali di grandi e medie dimensioni, locali di piccole dimensione).
Da parte di alcuni soggetti si prevede l’impiego di indagini CATI per
il tutto il settore (comparto nazionale e comparto locale) e
l’impiego di indagini piu’ approfondite (panel-diari, meter) in
funzione integrativa della ricerca CATI. Altri soggetti, invece,
esprimono preferenza per metodologie non integrative ma diversificate
per tipologia di soggetti (emittenti di grandi e medie dimensioni,
emittenti di piccole dimensioni), ipotizzando il ricorso alle sole
indagini panel-diari e in prospettiva meter, per la prima tipologia,
e il ricorso alle indagini CATI per quotare l’ascolto di emittenti
locali di dimensioni minori.
L’Autorita’ ritiene, in primo luogo, che l’indagine degli indici di
ascolto radiofonici debba basarsi su una ricerca di base, strumento
di cui il settore radiofonico e’ al momento sprovvisto a differenza
delle ricerche degli indici di ascolto relative ad altri mezzi di
comunicazione. Tale strumento consente di investigare in maniera
approfondita e sistematica l’universo radiofonico anche in termini di
nuove modalita’ di fruizione dei contenuti, facendo emergere
l’effettiva penetrazione del mezzo anche in rapporto alle diverse
piattaforme di distribuzione e ai differenti device utilizzati. Una
quotazione universalita’ dell’ascolto radiofonico in Italia, oltre a
consentire al mezzo di attrarre maggiori investimenti pubblicitari,
rappresenta la precondizione per una corretta formazione del campione
da parre a base della ricerca dell’ascolto radiofonico.
Si osserva, inoltre, che le metodologie da impiegare per la
rilevazione dovrebbero tenere conto dell’esigenza di misurare
l’ascolto del piu’ alto numero di emittenti, nell’ambito di un
disegno complessivo che vede l’integrazione di piu’ metodologie di
rilevazione adatte alle varie tipologie di emittenti, senza per
questo attuare una discriminazione tra le stesse.
Poiche’ l’obiettivo delle rilevazioni degli indici di ascolto e’
quello di generare dati precisi, affidabili e statisticamente
corretti, la combinazione tra le varie metodologie dovrebbe
consentire, sia pure in maniera proporzionata nel tempo e tenuto
conto dello stato di evoluzione dei mezzi di rilevazione piu’
innovativi, nonche’ della sostenibilita’ economica della ricerca, di
pervenire ad una diversificazione dei mezzi di rilevazione adatta
alla specificita’ di ciascun comparto, in base alle dimensioni delle
emittenti. Tale obiettivo deve essere raggiunto senza comunque
generare una discriminazione tra le diverse tipologie da investigare.
Per evitare il possibile effetto discriminatorio i costi delle
ricerche, seppure distinte, dovrebbero quindi essere equamente
ripartiti tra le varie componenti del settore, anche nell’ambito di
un generale principio di mutualita’ diretto a soddisfare il massimo
numero di radio ai minori costi.
Sull’altro versante, una simile scelta dovrebbe, pero’, condurre al
ripensamento della logica del «nastro unico di pianificazione», sia
per non generare effetti discriminatori, sia per evitare il ripetersi
di possibili errori statistici derivanti dalla confluenza di dati
provenienti da ricerche diverse attraverso interventi di data fusion
ed innesti ex post.
Infine, quanto all’innovazione dei mezzi di investigazione degli
indici di ascolto radiofonici, dall’esame di analoghe esperienze in
atto in altri Paesi europei e dalle proposte pervenute emerge che i
tempi sono ormai maturi per l’adozione di strumenti di rilevazione
dotati di sempre minor soggettivita’, seppure necessariamente
integrati da strumenti di rilevazione soggettiva al fine di
consentire, tenuto conto della sostenibilita’ economica della
ricerca, la rilevazione del maggior numero di soggetti possibile.

Tutto cio’ premesso

Considerata l’esigenza di acquisire il punto di vista dei soggetti
interessati sugli indirizzi operativi per la riorganizzazione
dell’attivita’ di rilevazione degli indici di ascolto radiofonici
individuati dall’Autorita’ nel presente provvedimento;
Rilevata, altresi’, l’opportunita’, coniugando le esigenze di
partecipazione al procedimento e di celerita’ della costituzione
della nuova organizzazione degli indici di ascolto radiofonici, di
costituire presso l’Autorita’ un tavolo tecnico in funzione di
ausilio al raggiungimento di una posizione il piu’ possibile
condivisa dai soggetti interessati, onde pervenire alla definitiva
individuazione di una organizzazione sistematica della rilevazione
degli indici di ascolto radiofonici che garantisca la correttezza, la
trasparenza, l’equita’ e l’indipendenza della rilevazione sia sotto
l’aspetto della governance che della metodologia da impiegare;
Udita la relazione dei Commissari Sebastiano Sortino e Antonio
Martusciello, relatori ai sensi dell’art. 29 del Regolamento
concernente l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Art. 1

1. E’ avviata la consultazione pubblica sugli indirizzi per la
riorganizzazione dell’attivita’ di rilevazione degli indici di
ascolto radiofonici illustrati dall’Autorita’ nelle premesse del
presente provvedimento.
2. Nell’ambito della consultazione pubblica di cui al comma 1 e’
costituito presso l’Autorita’ un tavolo tecnico in funzione di
ausilio al raggiungimento di una posizione il piu’ possibile
condivisa di tutti i soggetti interessati, onde pervenire alla
definitiva individuazione di un’organizzazione sistematica della
rilevazione degli indici di ascolto radiofonici che garantisca la
correttezza, la trasparenza, l’equita’ e l’indipendenza della ricerca
sia con riferimento alla governance che all’impianto metodologico da
attuare.
3. Le modalita’ di consultazione e di costituzione del tavolo
tecnico sono riportate, rispettivamente, negli allegati A e B alla
presente delibera, di cui costituiscono parte integrante.
4. All’esito della consultazione pubblica di cui al presente
provvedimento e dei lavori del tavolo tecnico, che devono concludersi
entro novanta giorni dalla data di pubblicazione della presente
delibera nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,
l’Autorita’ si riserva di adottare la definitiva organizzazione
dell’attivita’ di rilevazione degli indici di ascolto.
La presente delibera e’ pubblicata, priva degli allegati A e B,
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e, integralmente,
nel sito web dell’Autorita’.
Napoli, 20 dicembre 2011

Il presidente: Calabro’

I commissari relatori: Sortino – Martusciello

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 20 dicembre 2011

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