AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 23 giugno 2011 | Architetto.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 23 giugno 2011

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 23 giugno 2011 - Nuovo regolamento relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale. (Deliberazione n. 353/11/CONS). (11A09071) - (GU n. 155 del 6-7-2011 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 23 giugno 2011

Nuovo regolamento relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre
in tecnica digitale. (Deliberazione n. 353/11/CONS). (11A09071)

L’AUTORITA’
PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione del Consiglio del 23 giugno 2011;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 154/L alla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana del 31 luglio 1997, n. 177;
Visto il decreto-legge 23 gennaio 2001, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 marzo 2001, n. 66, come modificato dal
decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito con legge n. 51
del 23 febbraio 2006 e dal decreto-legge 1° ottobre 2007, n. 159,
convertito con legge 29 novembre 2007, n. 222 e, in particolare,
l’art. 2-bis, comma 5, secondo il quale «le trasmissioni televisive
dei programmi e dei servizi multimediali su frequenze terrestri
devono essere irradiate esclusivamente in tecnica digitale entro
l’anno 2012. A tal fine sono individuate aree all digital in cui
accelerare la completa conversione»;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante il
«Codice delle comunicazioni elettroniche»;
Vista la direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 10 marzo 2010 relativa al coordinamento di determinate
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati
membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi
(direttiva sui servizi di media audiovisivi) che abroga e sostituisce
la direttiva 2007/65/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio
dell’11 dicembre 2007 che modifica la direttiva 89/552/CEE del
Consiglio, relativa al coordinamento di determinate disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri
concernenti l’esercizio delle attivita’ televisive, come modificata
dalla direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
30 giugno 1997;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, pubblicato nel
supplemento ordinario n. 150 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 7 settembre 2005 n. 208, come modificato dal decreto
legislativo 15 marzo 2010, n. 44 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana del 29 marzo 2010 n. 73, recante il «Testo
Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici;
Vista la legge 6 giugno 2008, n. 101, come modificata dalla legge
n. 88 del 2009 ed in particolare l’art. 8-novies, comma 4, secondo il
quale nel corso della progressiva attuazione del piano nazionale di
assegnazione delle frequenze i diritti di uso delle frequenze per le
reti televisive digitali sono assegnati «in conformita’ ai criteri di
cui alla deliberazione n.181/09/CONS
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni del 7 aprile
2009, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
n. 99 del 30 aprile 2009»;
Visto il decreto del Ministero dello sviluppo economico 10
settembre 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 238 del 10 ottobre 2008, e le successive modificazioni e
integrazioni, con il quale, in ottemperanza all’art. 8-novies della
citata legge n. 101/2008, e’ stato definito il calendario nazionale
per il passaggio definitivo alla trasmissione televisiva digitale
terrestre con l’indicazione delle aree territoriali interessate e
delle rispettive scadenze;
Vista la delibera n. 181/09/CONS del 7 aprile 2009, recante
«Criteri per la completa digitalizzazione delle reti televisive
terrestri», ed in particolare i criteri di conversione delle reti
analogiche e di pianificazione delle reti digitali riportati
nell’allegato A alla delibera, che modificano i criteri in precedenza
previsti dalla delibera n. 603/07/CONS del 21 novembre 2007, ai fini
della loro piena conformazione al diritto comunitario;
Vista la delibera n. 664/09/CONS del 26 novembre 2009, recante
«Regolamento recante la nuova disciplina della fase di avvio delle
trasmissioni radiofoniche terrestri in tecnica digitale»;
Vista la delibera n. 300/10/CONS del 15 giugno 2010, recante «Piano
nazionale di assegnazione delle frequenze per il servizio di
radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica digitale: criteri
generali», e le sue successive modificazioni e integrazioni;
Vista la delibera n. 497/10/CONS del 23 settembre 2010, recante
«Procedure per l’assegnazione delle frequenze disponibili in banda
televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre e misure
atte a garantire condizioni di effettiva concorrenza»;
Vista la delibera n. 606/10/CONS del 25 novembre 2010, recante
«Regolamento concernente la prestazione di servizi di media
audiovisivi lineari o radiofonici su altri mezzi di comunicazione
elettronica ai sensi dell’art. 21, comma 1-bis, del Testo unico dei
servizi di media audiovisivi e radiofonici»;
Vista la delibera n. 607/10/CONS del 25 novembre 2010, recante
«Regolamento in materia di fornitura di servizi di media audiovisivi
a richiesta ai sensi dell’art. 22- bis, del Testo unico dei servizi
di media audiovisivi e radiofonici»;
Vista la legge 13 dicembre 2000, n. 220 (legge di stabilita’ 2011)
e, in particolare, l’art. 1, commi 10 e 11;
Visto il decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, recante «Disposizioni
urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori
della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro
radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazione alla Cassa
depositi e prestiti, nonche’ per gli enti del Servizio sanitario
nazionale della Regione Abruzzo», convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 maggio 2011, n. 75 e, in particolare, l’art. 4;
Rilevata l’esigenza di sostituire il regolamento relativo alla
radiodiffusione terrestre in tecnica digitale, approvato con la
delibera n. 435/01/CONS e successive modificazioni ed integrazioni,
con una nuova disciplina che tenga conto delle modificazioni
normative intervenute in materia di radiodiffusione televisiva
terrestre e della regolamentazione medio tempore adottata
dall’Autorita’ in tale materia;
Vista la delibera n. 212/11/CONS del 13 aprile 2011, pubblicata nel
sito web dell’Autorita’ il 10 maggio 2011 e nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 110 del 13 maggio 2011, con la quale e’
stata indetta la consultazione pubblica sullo schema di nuovo
regolamento relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in
tecnica digitale;
Avuto riguardo ai numerosi contributi pervenuti in sede di
consultazione e alle osservazioni formulate nel corso delle audizioni
svolte con i soggetti interessati che ne hanno fatto richiesta, che
hanno dato luogo, in sintesi, alle seguenti osservazioni.
Capo I (art. 1 e 2).

Posizioni principali dei soggetti intervenuti.

In merito alle definizioni numerosi soggetti suggeriscono di
includervi anche i fornitori di contenuti radiofonici su reti
televisive terrestri che ormai costituiscono una realta’ di fatto e
per i quali il Piano di numerazione automatica dei canali della
televisione digitale terrestre prevede apposite numerazioni.
Alcuni soggetti propongono di integrare la definizione della
lettera q) per tenere conto delle configurazioni miste dei multiplex
per i programmi irradiati sia in SD e che in HD, nonche’ di prevedere
che, nel caso siano adottate dagli operatori di rete configurazioni
dei parametri operativi di trasmissione che comportano una minore
capacita’ trasmissiva netta siano stabiliti minori vincoli sul numero
minimo di programmi da irradiare per via della ridotta capacita’
trasmissiva a disposizione dell’operatore di rete.
Alcuni soggetti propongono di introdurre ulteriori definizioni del
Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici,
segnalatamente quelle di «emittente» e di «responsabilita’
editoriale» con l’ulteriore precisazione che l’espressione «programmi
televisivi» deve intendersi equivalente a quella di «palinsesti».
Altri soggetti, invece, ritengono tali definizioni foriere di
fraintendimenti.
Un soggetto propone di integrare la definizione di operatore di
rete televisiva nazionale inserendo anche la dicitura «che consente
l’irradiazione del segnale in un area geografica comprendente almeno
l’80% del territorio e tutti i capoluoghi di Provincia», mentre un
altro soggetto ritiene che debba essere prevista anche la definizione
di fornitore di servizi di media in ambito locale a copertura
nazionale.
Alcuni soggetti chiedono di inserire per completezza accanto alla
definizione dello standard DVB-H anche quella degli standard DVB-T e
DVB-T2.
Infine, altri soggetti ritengono che riportare nel regolamento le
definizioni previste dal Testo possa ingenerare confusione
applicativa.
In merito al campo di applicazione alcuni soggetti ritengono
opportuno ricomprendervi anche le attivita’ di diffusione di
contenuti radiofonici digitali su frequenze televisive terrestri per
coerenza con le proposte avanzate circa la loro inclusione nelle
definizioni.

Osservazioni dell’Autorita’.

Alla luce di tali osservazioni si condivide l’esigenza di apportare
maggiore chiarezza alle definizioni ed al campo di applicazione, in
particolare per quanto riguarda l’inclusione dei fornitori di servizi
di media radiofonici, le configurazioni dei programmi nei multiplex e
gli standard della televisione digitale terrestre. Quanto alle
definizioni di «responsabilita’ editoriale», «programmi»,
«palinsesti» ed all’equivalenza di tali ultime due definizioni, esse
sono gia’ comprese nel testo del regolamento che sul punto si e’
conformato testualmente alle definizioni recate dal Testo unico dei
servizi di media audiovisivi e radiofonici (di seguito, Testo unico).

Capo II (art. da 3 a 14).

Posizioni principali dei soggetti intervenuti.

In merito alle autorizzazioni per la fornitura di servizi di media
audiovisivi, alcuni soggetti ritengono che, stante l’attuale stato di
sviluppo del processo di switch-over, i requisiti oggettivi e
soggettivi richiesti debbano essere i medesimi indipendentemente
dalla piattaforma di trasmissione utilizzata in ossequio al principio
di neutralita’ tecnologica che esige che servizi identici siano
soggetti ai medesimi obblighi, eliminando cosi’ le asimmetrie
regolatorie tra le diverse piattaforme.
Altri soggetti propongono di modificare l’art. 3 limitando il
requisito sul capitale sociale o introducendo in capo agli operatori
un obbligo di prestare delle idonee garanzie (ad es. fideiussioni) in
sostituzione del requisito di una soglia minima di capitale sociale
interamente versato, e temperando il requisito del numero minimo dei
dipendenti. Altri soggetti propongono di inserire un meccanismo di
silenzio-assenso del regime autorizzatorio e suggeriscono che
l’Autorita’ pubblichi sul proprio sito web l’elenco dei soggetti che
hanno conseguito l’autorizzazione e lo aggiorna periodicamente.
Alcuni soggetti pur condividendo l’introduzione della tipologia
dell’autorizzazione a carattere comunitario in ambito nazionale,
ritengono che debbano essere introdotti dei requisiti soggettivi ed
oggettivi minimi, quali il numero di dipendenti ed un fondo di
dotazione.
Circa l’equipollenza dei fornitori di media audiovisivi lineari
autorizzati all’estero, alcuni rispondenti, pur condividendo la
previsione di non sottoporre a nuova autorizzazione in Italia tali
soggetti, richiedono, per ragioni di parita’ di trattamento e di non
discriminazione, che essi siano tenuti a comprovare il possesso dei
requisiti richiesti per il rilascio dell’autorizzazione in Italia e
si adeguino agli obblighi di programmazione previsti dal regolamento
e dal Testo unico.
Circa il periodo di validita’ dell’autorizzazione, fissata in 12
anni, alcuni soggetti ritengono che essa debba avere durata pari a
quella ventennale dell’assegnazione del diritto di uso delle
frequenze. Inoltre non condividono la previsione dell’autorizzazione
preventiva da parte dell’Autorita’, oltre che del Ministero, in caso
di trasferimento dell’autorizzazione.
Circa la previsione relativa ai contributi (art. 7) un soggetto
rileva come l’attuale scenario del mercato di riferimento,
caratterizzato da un lato dal persistere della congiuntura economica
negativa e dall’altro dalla necessita’ di significativi investimenti
per adattare le infrastrutture alle nuove tecnologie contrasti con la
scelta dell’Autorita’ di aumentare i contributi a carico dei
fornitori di servizi di media audiovisivi lineari ed auspica che
almeno fino al definitivo completamento dello switch off, siano
mantenuti gli attuali importi. Un altro soggetto ritiene che tali
contributi debbano avere un regime analogo a quelle delle
autorizzazioni via satellite, in ossequio al principio della
neutralita’ tecnologica.
Circa la previsione del registro dei programmi alcuni soggetto
chiedono di esonerare da tale obbligo i palinsesti delle trasmissioni
differite dello stesso programma e di sopprimere l’obbligo della
tenuta cartacea del Registro in favore di un registro elettronico.
Circa le norme sul contenuto dei programmi (articoli da 9 a 14), un
soggetto chiede di eliminare il richiamo alle disposizioni in materia
di accorgimenti tecnici idonei a escludere i minori dalla visione di
programmi stabilite dall’Autorita’ in applicazione dell’art. 34,
comma 5, del Testo unico.

Osservazioni dell’Autorita’.

Alla luce delle osservazioni avanzate si ritiene che, in un’ottica
di proporzionalita’ e neutralita’ tecnologica, i requisiti di
capitale sociale e numero dei dipendenti occupati previsti per il
rilascio dell’autorizzazione in ambito nazionale e locale, requisiti
mutuati dal regime televisivo analogico, possano essere eliminati
all’atto della definitiva cessazione della televisione analogica
sull’intero territorio nazionale, al fine di non creare
discriminazioni nel periodo intermedio. Nello stesso periodo appare
ragionevole, sempre a fini di non discriminazione, che tali requisiti
siano comprovati anche dai soggetti autorizzati all’estero che
diffondono programmi su frequenze terrestri sul territorio nazionale.
Appare altresi’ ragionevole una riduzione dei contributi per
allineare il settore digitale terrestre a quello della diffusione via
satellite. Circa la durata delle autorizzazioni si osserva che la
previsione di una durata non inferiore a 12 anni e’ contenuta nel
Testo unico unitamente alla possibilita’ del un rinnovo del titolo
per uguali periodi. Per quanto riguarda il registro dei programmi, si
concorda sulla previsione di un formato solo elettronico, il quale
verra’ definito dall’Autorita’ con separato provvedimento da
sottoporre a consultazione. Circa la richiesta di eliminazione della
previsione relativa agli accorgimenti tecnici a tutela dei minori, si
osserva che tale prescrizione e’ contenuta nel Testo unico ed e’
applicabile a tutte le piattaforme di trasmissione televisiva, ivi
compresa la piattaforma digitale terrestre.

Capo III (art. 15).

Posizioni principali dei soggetti intervenuti.

Un soggetto evidenzia la difficolta’ nell’individuare i confini
giuridici e abilitativi tra i ruoli del fornitore di servizi
interattivi associati e di servizi di accesso condizionato e il
fornitore di servizi media audiovisivi e come sia difficilmente
giustificabile rispetto alla norma primaria ed ai principi
civilistici l’estensione al fornitore di servizi di media audiovisivi
ed all’operatore di rete della vincolativita’ della carta dei servizi
del fornitore di servizi ad accesso condizionato.
Un altro soggetto ritiene necessario che le EPG proprietarie dei
fornitori di servizi di accesso condizionato applichino condizioni
eque, ragionevoli e non discriminatorie in particolare nei confronti
dei fornitori di servizi di media indipendenti, ovvero le emittenti
non facenti parte del medesimo gruppo di societa’ cui appartiene un
operatore di rete nonche’ un fornitore di servizi interattivi
associati o di servizi ad accesso condizionato che fornisca una EPG.

Osservazioni dell’Autorita’.

L’Autorita’ ritiene che la norma proposta sia del tutto conforme al
quadro normativo e regolamentare vigente dettato dal Testo unico, dal
Codice delle comunicazioni elettroniche e dalla delibera n. 216, di
recente aggiornamento. Quanto all’osservazione sulla non
proporzionalita’ dell’estensione della vincolativita’ della carta dei
servizi nei confronti del fornitore di servizi di media audiovisivi e
dell’operatore di rete, pur prendendo atto che a tali soggetti
competono adempimenti e responsabilita’ differenti, si reputa
opportuno mantenere tale previsione, specificando che la medesima
trovera’ attuazione laddove applicabile.

Capo IV (articoli da 16 a 21).

Posizioni principali dei soggetti intervenuti.

Alcuni soggetti hanno svolto osservazioni sul portato della legge
di stabilita’ 2011 e del decreto-legge n. 34/2011 le cui norme,
assegnando la banda a 800 MHz ai servizi di larga banda mobile, hanno
sottratto risorse al comparto delle emittenti locali introducendo il
principio delle procedure concorsuali per l’assegnazione dei diritti
di uso delle frequenze a tale comparto.
Altri soggetti evidenziano l’opportunita’ che la situazione di
provvisorieta’ dei diritti di uso delle frequenze destinate agli
operatori di rete nazionali sia definita mediante la previsione di
un’apposita norma intesa a conferire certezza al processo di
conversione delle reti analogiche in reti digitali in vista dello
switch-off nazionale.
Circa gli obblighi degli operatori di rete, molteplici osservazioni
hanno riguardato la configurazione dei multiplex in relazione al
numero minimo di programmi da trasportare al fine di assicurare
l’efficienza spettrale ed allocativa. In particolare i rispondenti
sono concordi nel ritenere che nel computo di tali programmi vadano
compresi anche i programmi simulcast e le trasmissioni differite
dello stesso palinsesto, riproponendo le osservazioni gia’ formulate
in relazione alle definizioni.
Circa il trasporto di programmi nazionali da parte di operatori di
rete locali, alcuni soggetti propongono di estendere a tre il numero
di tali programmi nonche’ di eliminare la restrizioni tecniche
previste alla lettera d) ed, infine, di prevedere esplicitamente
l’assegnazione a tali programmi delle numerazioni nazionali previste
dal Piano di numerazione automatica dei canali della televisione
digitale terrestre.
Circa le norme sulla condivisione delle frequenze, alcuni soggetti
hanno richiesto di introdurre previsioni piu’ esplicite che
consentano alle emittenti locali, nell’ambito delle procedure
concorsuali previste dal decreto-legge n. 34/2011, di stipulare
accordi per la condivisione della stessa frequenza da parte di
soggetti che irradiano in zone della stessa regione non
sovrapponibili tra loro, secondo i criteri e le modalita’ che il
Ministero dello sviluppo economico provvedera’ a fissare nelle citate
procedure.
Circa gli aspetti relativi alla contribuzione per i diritti di uso
delle frequenze da un lato e’ stato richiesto di tenere in
considerazione il (solo) meccanismo previsto dal Codice delle
comunicazioni elettroniche che impone ai soli operatori di rete, in
quanto assegnatari dei diritti d’uso delle frequenze, il pagamento di
contributi opportunamente parametrati a tale specifica attivita’,
dall’altro, invece, che l’attuale regime contributivo relativo alla
radiodiffusione televisiva analogica sia mantenuto per almeno cinque
anni dopo la data dello switch-off nazionale.

Osservazioni dell’Autorita’.

Alla luce delle osservazioni formulate si concorda con
l’opportunita’ di prevedere un regime definitivo per l’assegnazione
dei diritti di uso delle frequenze, attualmente assegnate solo in via
provvisoria, al fine di conferire certezza al complessivo quadro
dell’utilizzazione delle frequenze televisive digitali in
applicazione della normativa comunitaria e nazionale vigente.
Tale regime per le reti televisive nazionali puo’ utilmente
coincidere con l’esito delle procedure di beauty contest di cui alla
delibera n. 497/10/CONS, all’esito del quale verra’ completato il
percorso definito dalla delibera n. 181/09/CONS, cosi’ come recepita
dalla legge n. 101/2009 e successive modificazioni e integrazioni,
mentre per le reti locali l’assegnazione a regime si concreta
all’esito delle procedure di selezione mediante le graduatorie
relative a ciascuna regione o area tecnica.
Del pari appaiono meritevoli di accoglimento le richieste volte ad
una maggiore specificazione del principio della condivisione delle
frequenze, al fine di coniugare la massima efficienza dell’uso dello
spettro radioelettrico con il massimo grado di pluralismo del settore
locale attraverso l’uso congiunto, laddove tecnicamente possibile,
della stessa frequenza da parte di piu’ soggetti.
Circa le modalita’ del trasporto di programmi nazionali da parte di
operatori locali, si ritiene proporzionale accogliere le
specificazioni circa l’assegnazione a tali programmi delle
numerazioni nazionali previste dal Piano di numerazione automatica
dei canali della televisione digitale terrestre ed eliminare gli
obblighi tecnici di coordinamento del segnale nelle zone di confine,
in ragione della specificita’ di tali trasmissioni. Si ritiene,
altresi’, di prevedere il trasporto di due programmi nazionali,
facendo salva comunque la compatibilita’ con gli obblighi di
trasporto nei confronti dei fornitori di servizi di media locali
fissati dal decreto-legge 34/2011.
Si ritiene, altresi’, opportuno, a fini di chiarezza, specificare
quali siano gli obblighi di adeguata copertura previsti dall’art. 18,
comma 2, lettera c), che appare proporzionato fissare nella copertura
di almeno l’80% della popolazione del bacino assegnato da raggiungere
in cinque anni dall’assegnazione del diritto di uso delle frequenze,
per simmetria con l’analogo obbligo previsto nei confronti delle reti
televisive oggetto del beauty contest.
Circa le modalita’ di determinazione del contributo, operando una
sintesi delle contrapposte osservazioni formulate, si ritiene
opportuno mantenere l’attuale regime contributivo fino alla completa
cessazione delle trasmissioni televisive analogiche. Allo scadere di
tale periodo l’Autorita’ provvedera’ alla determinazione del
contributo nel rispetto del regime stabilito dal Codice delle
comunicazioni elettroniche per l’utilizzazione delle frequenze, nel
rispetto del criterio di assicurare almeno la compatibilita’ di tale
introito con l’attuale gettito statale.

Capo V (articoli da 22 a 26).

Posizioni principali dei soggetti intervenuti.

Circa i criteri e le modalita’ di computo dei programmi ai fini
della verifica del rispetto dei limiti previsti dall’art. 43 del
Testo unico, un operatore ritiene opportuno un chiarimento
interpretativo circa la fattispecie delle trasmissioni in «pay per
view» e sul conteggio dei programmi diffusi in tecnica DVBT-2, i
quali andrebbero parificati ai programmi DVB-T.
Altri soggetti ritengono che i programmi irradiati mediante reti
DVB-H debbono essere oggetto di calcolo separato ai fini della
verifica del rispetto del limite posto dalla legge, cosi’ come i
programmi diffusi in modalita’ HD.
Un altro soggetto, invece, reputa inopportuna la previsione di una
verifica periodica su base annuale e non condivide la scelta di
assegnare valori convenzionali ai programmi irradiati su reti DVB-H o
in HD. Altri soggetti ritengono opportuno utilizzare a tale scopo le
comunicazioni annuali gia’ previste nei confronti dell’Autorita’.
Alcuni soggetti propongono di elevare il limite di ore per la
trasmissione di programmi in contemporanea da parte di emittenti
locali dalle 12 ore attualmente prevista a sedici ore giornaliere.
Altri soggetti ritengono onerosa e incongruente rispetto alla
normativa primaria la previsione di una contabilita’ separata per
ciascun programma oggetto di autonoma autorizzazione.
Circa le regole di must carry previste dall’art. 4 del
decreto-legge n. 34/2011, convertito dalla legge n. 75/2011, alcuni
soggetti suggeriscono che l’Autorita’ approvi nell’ambito del
presente regolamento le modalita’ e le condizioni economiche della
cessione di capacita’ trasmissiva, al fine di disporre di un quadro
regolatorio completo ed esaustivo gia’ all’atto delle procedure di
selezione relative all’assegnazione dei diritti di uso delle
frequenze al settore delle emittenti locali. A tal fine i predetti
soggetti hanno proposto un dettagliato quadro di tali condizioni
economiche e tecniche, prevedendo altresi’ una procedura celere e
tempestiva condotta sotto l’egida dell’Autorita’ in modo da
assicurare un effettivo rispetto della previsione introdotta dalla
legge a favore dei soggetti che in base alla graduatoria non
risulteranno assegnatari delle frequenze.

Osservazioni dell’Autorita’.

Alla luce delle osservazioni formulate l’Autorita’ ritiene che i
criteri stabiliti per la verifica dei limiti antitrust dei fornitori
di servizi di media audiovisivi siano del tutto conformi al quadro
recato dal Testo unico, cosi’ come modificato dal decreto legislativo
n. 44/2011, che ha introdotto per via legislativa le definizioni di
programmi e palinsesti, dalle quali sono esclusi i servizi pay per
view. Parimenti il testo proposto tiene gia’ conto della specificita’
delle trasmissioni diffuse in tecnica DVB-H ed in modalita’ HD, per
le quali e’ previsto un peso specifico, mentre, ai fini di tale
calcolo, i programmi diffusi in DVB-T sono parificati a quelli
diffusi in DVB-T2.
La necessita’ di una verifica annuale e’ determinata dall’esigenza
di disporre con cadenza temporale predeterminata, cosi’ come avviene
per la definizione delle dimensioni economiche del SIC, del quadro
completo relativo all’irradiazione di programmi televisivi, al fine
di calcolare la soglia del 20% e conferire certezza allo sviluppo
delle attivita’ degli operatori televisivi.
Appare, invece, ragionevole la richiesta dell’eliminazione della
previsione di una contabilita’ separata per ciascun programma oggetto
di autonoma autorizzazione, previsione che non trova riscontro in una
specifica disposizione del Testo unico, mentre la richiesta di
ampliamento del tempo destinato alle trasmissioni in contemporanea da
parte di emittenti televisive locali, pur considerando che l’attuale
tetto di dodici ore previsto dall’art. 29 del Testo unico trova
applicazione nei confronti delle emittenti televisive analogiche, non
appare supportata da una esplicita previsione normativa in tal senso.
Si concorda, infine, con l’esigenza rappresentata di includere nel
presente regolamento le modalita’ e le condizioni economiche del must
carry disposto dalla legge a favore dei fornitori di servizi di media
audiovisivi locali, al fine di conferire certezza regolatoria alle
prossime selezioni comparative per l’assegnazione dei diritti di uso
delle frequenze al settore televisivo locale in attuazione delle
recenti norme legislative. Sul punto si reputano ragionevoli ed
omogenee, rispetto al mercato della capacita’ trasmissiva gia’
analizzato dall’Autorita’ in recenti provvedimenti, le tariffe
proposte in sede di consultazione, con l’ulteriore specificazione
dell’applicazione di tariffe di favore per il comparto dei fornitori
di servizi di media comunitari, in ragione della specificita’ di tale
comparto.
Ritenuto, pertanto, che a seguito dei rilievi e delle osservazioni
formulate nell’ambito della consultazione da parte dei soggetti
interessati, debbano essere introdotte, nei limiti esposti, le
conseguenti modifiche ed integrazioni allo schema di regolamento
posto in consultazione;
Udita la relazione dei Commissari Stefano Mannoni e Michele Lauria,
relatori ai sensi dell’art. 29 del Regolamento concernente
l’organizzazione e il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Art. 1

1. E’ approvato il provvedimento recante «Nuovo regolamento
relativo alla radiodiffusione televisiva terrestre in tecnica
digitale», riportato nell’allegato A alla presente delibera, di cui
forma parte integrante e sostanziale.
2. Il regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello
della pubblicazione della presente delibera nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
3. Dalla data di entrata in vigore del presente regolamento e’
abrogato il regolamento di cui alla delibera n. 435/01/CONS e
successive modificazioni e integrazioni.
4. Restano salvi i rapporti giuridici sorti sulla base della
delibera n. 109/07/CONS e dei relativi provvedimenti attuativi, che
restano regolati dalle predette disposizioni fino allo spirare dei
loro effetti.
La presente delibera e’ pubblicata integralmente nel sito web
dell’Autorita’ e priva dell’allegato A nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
La presente delibera entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana

Roma, 23 giugno 2011

Il presidente: Calabro’

I commissari relatori: Mannoni – Lauria

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 23 giugno 2011

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