AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 9 dicembre 2010 | Architetto.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 9 dicembre 2010

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 9 dicembre 2010 - Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa. (Deliberazione n. 256 /10/CSP). (10A15451) (GU n. 301 del 27-12-2010 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 9 dicembre 2010

Regolamento in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui
mezzi di comunicazione di massa. (Deliberazione n. 256 /10/CSP).
(10A15451)

L’AUTORITA’

Nella riunione della commissione per i servizi e i prodotti del 9
dicembre 2010;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 177 del 31 luglio
1997, e, in particolare, l’art. 1, comma 6, lettera b), n. 12;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante «Testo
unico della radiotelevisione», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 208 del 7 settembre 2005, come da ultimo
modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010 n. 44, recante il
«Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 73
del 29 marzo 2010, e, in particolare, l’art. 2;
Vista la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante «Disposizioni per
la parita’ di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne
elettorali e referendarie e per la comunicazione politica» pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 43 del 22
febbraio 2000 e successive modificazioni e integrazioni, e, in
particolare, l’art. 8;
Vista la legge 7 marzo 2001, n. 62, recante «Nuove norme
sull’editoria e sui prodotti editoriali e modifiche alla legge 5
agosto 1981, n. 416» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 67 del 21 marzo 2001, e, in particolare l’art.
1;
Visto il decreto legislativo n. 196 del 30 giugno 2003 recante
«Codice in materia di protezione dei dati personali» pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 174 del 29 luglio
2003, e successive modificazioni e integrazioni;
Vista la propria delibera n. 278/99 del 20 ottobre 1999, recante
«Procedura per lo svolgimento di consultazioni pubbliche nell’ambito
di ricerche e indagini conoscitive», pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana della Repubblica italiana n. 197
del 25 agosto 2001;
Vista la propria delibera n. 153/02/CSP del 25 luglio 2002, recante
«Approvazione del regolamento in materia di pubblicazione e
diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di massa»
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 185
dell’8 agosto 2002, cosi’ come modificata dalla delibera n.
237/03/CSP dell’11 novembre 2003 recante «Modifiche e integrazioni al
regolamento in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui
mezzi di comunicazione di massa approvato con delibera n. 153/02/CSP»
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 285
del 9 dicembre 2003, n. 285;
Vista la propria delibera n. 200/00/CSP del 22 giugno 2000, recante
«Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di
comunicazione politica e di parita’ di accesso ai mezzi di
informazione nei periodi non elettorali», pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 152 del 1° luglio 2000;
Vista la propria circolare del 14 febbraio 2008, recante «Corrette
modalita’ di diffusione dei sondaggi politici ed elettorali»,
pubblicata nel sito web dell’Autorita’ in pari data;
Vista la delibera n. 101/10/CSP con la quale e’ stata indetta la
consultazione pubblica sullo schema di nuovo regolamento in materia
di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di comunicazione
di massa;
Avuto riguardo ai numerosi contributi pervenuti in sede di
consultazione e alle osservazioni formulate nel corso delle audizioni
svolte con i soggetti interessati che ne hanno fatto richiesta, che
hanno dato luogo, in sintesi, alle osservazioni seguenti:
In linea generale, gli istituti di ricerca, le associazioni
scientifiche e le associazioni professionali operanti nel campo dei
sondaggi, le associazioni di editori e i fornitori di servizi di
media audiovisivi e radiofonici che hanno partecipato alla
consultazione pubblica hanno espresso apprezzamento per l’intenzione
dell’Autorita’ di procedere all’aggiornamento della delibera n.
153/02/CSP a quasi dieci anni dalla sua adozione e, soprattutto, di
voler sottoporre lo schema di modifica a consultazione pubblica. Tali
soggetti hanno partecipato costruttivamente, avanzando, altresi’,
osservazioni e proposte di modifica del testo come di seguito
indicato articolo per articolo.
Art. 1 (Definizioni)
Con riferimento all’art. 1, recante le definizioni utilizzate
nell’articolato, i soggetti che hanno partecipato alla consultazione
pubblica si sono focalizzati su taluni aspetti in particolare.
Pertanto, di seguito, si riportano per comodita’ espositiva le
posizioni principali dei soggetti intervenuti e le osservazioni
dell’Autorita’ sui singoli articoli, suddivisi per argomento.
Manifestazione di opinioni
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Alcuni soggetti condividono la scelta di impiegare l’espressione
«manifestazione di opinioni» rispetto al termine «inchiesta» per
denotare quelle attivita’ di rilevazione di dati che non permettono
una generalizzazione dei risultati rispetto ad un collettivo piu’
ampio di quello composto dai soli individui che hanno partecipato
spontaneamente alla rilevazione stessa, in quanto l’impiego improprio
del termine «sondaggio» da parte dei mezzi di comunicazione rischia
di ingenerare confusione nell’interpretazione dei risultati da parte
del pubblico. In particolare, un soggetto suggerisce di imporre per
via regolamentare il divieto di utilizzo improprio del termine
«sondaggio» per tutte quelle rilevazioni che si dimostrano non
rappresentative.
Al contrario, altri soggetti suggeriscono di dare per acquisito il
termine «sondaggio» e di eliminare l’espressione «manifestazione di
opinioni» dal regolamento, considerata la familiarita’ diffusa,
presso il pubblico, di detto termine per identificare tutte le
rilevazioni di opinione, di carattere scientifico o meno, siano essi
d’opinione o politici ed elettorali.
Osservazioni dell’Autorita’
In merito alla distinzione tra la definizione di «sondaggio» e la
definizione di «manifestazione di opinioni» si rappresenta che tra
gli obiettivi del presente regolamento, come gia’ rappresentato in
sede di avvio della consultazione pubblica, si annovera anche la
differenziazione del sondaggio propriamente inteso rispetto ad altre
tipologie di rilevazioni di opinioni non suffragate dal medesimo
rigore scientifico e metodologico, al fine di tutelare il pubblico
attraverso informazioni corrette e veritiere, che siano
rappresentative della realta’ indagata. Pertanto, si reputa non
accoglibile la tesi dei soggetti che vorrebbero l’impiego,
nell’ambito delle definizioni del regolamento, di un termine
improprio solo perche’ affermatosi nel gergo mediatico. Nel regolare
questa materia, infatti, non ci si puo’ che rifare alla terminologia
propria del settore professionale che si va a disciplinare, ed
avallare un utilizzo improprio, «giornalistico», del termine
«sondaggio» non risponde alle finalita’ dell’emanando regolamento.
Si ritiene, invece, accoglibile la proposta di modificare la
definizione delle manifestazioni di opinioni specificando che le
stesse sono «senza valore scientifico».
Modalita’ di rilevazione
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto ritiene che la definizione del sondaggio quale
rilevazione demoscopica, in luogo di rilevazione campionaria, appaia
maggiormente rispondente all’oggetto della disciplina.
Un soggetto, con riferimento alla definizione di «sondaggio
d’opinione» nella parte in cui si tratta della «rilevazione
campionaria», fa presente l’opportunita’ di inserire un riferimento
alla tecnica campionaria impiegata, in modo tale da offrire
informazioni sulla generalizzabilita’ dei risultati. In particolare,
il soggetto fa presente che la definizione di «campione non
probabilistico» e’ compatibile con qualsiasi strategia di
individuazione degli intervistati, incluse quelle che danno luogo a
risultati non generalizzabili. Si domanda, pertanto, se la
generalizzabilita’ dei risultati ottenuti presso il campione,
perseguita mediante metodi sia probabilistici che non probabilistici,
sia o meno un elemento caratterizzante i sondaggi.
In medesimo soggetto ritiene inoltre superfluo qualificare il
termine «sondaggio» come «d’opinione» e, per questo motivo, esprime
perplessita’ sull’inclusione nella definizione delle rilevazioni
relative a scelte comportamentali.
Osservazioni dell’Autorita’
In riferimento alla proposta di utilizzare il termine «rilevazione
demoscopica» in luogo di «rilevazione campionaria» nella definizione
di «sondaggio», si ribadisce che, tra gli obiettivi del regolamento,
vi e’ quello di meglio circoscrivere il termine sondaggio rispetto a
quelle indagini, quali le manifestazioni di opinioni, che, non
prevedendo una fase di campionamento, vengono ugualmente presentate e
diffuse con la pretesa di generalizzabilita’ dei risultati. Ritenendo
che il campionamento rappresenti un elemento essenziale nella
determinazione del livello di attendibilita’ e di rappresentativita’
dei risultati di un sondaggio, nonche’ una discriminante tra lo
stesso e la manifestazione di opinioni, la proposta e’ parzialmente
accoglibile. Pertanto si ritiene di integrare il testo del
Regolamento con l’aggiunta dell’aggettivo proposto, chiarendo che
deve trattarsi di una rilevazione demoscopica di tipo campionario.
Sulle metodologie di campionamento si ritiene di non accogliere la
proposta in quanto, al pari delle metodologie probabilistiche, anche
quelle non probabilistiche rientrano nella fattispecie delle indagini
demoscopiche, che si distinguono dalle generiche manifestazioni di
opinione (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, televoto, voto
telematico etc.) il cui sistema di rilevazione non ricorre a
procedure di campionamento ma si basa sulla partecipazione spontanea
di lettori o telespettatori, attraverso chiamate da telefono
cellulare, SMS o chiamate da telefono fisso, al fine di consentire al
pubblico di esprimere le proprie preferenze in merito a diversi
argomenti. Al contempo si manifesta la volonta’ dell’Autorita’ di
sostituire la definizione di “inchiesta” con quella di
«manifestazione di opinioni», al fine di identificare, con una
descrizione piu’ esaustiva, le diverse tipologie di raccolta di
opinioni basate su quesiti rivolti in modo sistematico a determinate
categorie di pubblico che si basano sulla partecipazione spontanea di
lettori o telespettatori di cui sopra.
Riguardo alla definizione di sondaggio, si rappresenta che essa, di
per se’, annovera declinazioni di significato piu’ ampie che
comprendono anche la rilevazione di informazioni inerenti scelte
comportamentali, oltre che sentimenti, credenze, valori, opinioni,
atteggiamenti. Nel fare riferimento al termine sondaggio d’opinione
ci si rifa’ genericamente agli «orientamenti della popolazione» che
in linea di massima possono includere anche scelte comportamentali.
Il significato della definizione, pertanto, non travalica quella
delle cosiddette «indagini di mercato» che, per inciso, hanno come
finalita’ di indagine la profilazione dei consumatori rispetto alle
loro scelte di consumo rapportate a strutture di valori e di
personalita’. Si ritiene pertanto non accoglibile la proposta di
eliminazione del riferimento ai comportamenti.
Ponderazione
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto propone di chiarire la definizione di ponderazione,
preferendo la dicitura «attribuzione di pesi differenziati agli
elementi del campione» e pronunciandosi anche in merito all’uso di
coefficienti di riporto alla popolazione, ossia di quelle procedure
in base alle quali i risultati relativi a n elementi nel campione
vengono poi riferiti alla popolazione di riferimento non solo in
valore percentuale ma anche in valore assoluto.
Osservazioni dell’Autorita’
L’Autorita’ ha ritenuto di inserire nello schema di regolamento
sottoposto a consultazione questa definizione, assente nel
regolamento vigente, in quanto la «ponderazione» e’ una tecnica
frequentemente utilizzata dagli istituti di ricerca, per meglio
delineare il campione, soppesandone i diversi elementi costitutivi.
Per le finalita’ che si prefigge, tale definizione risulta, pertanto,
esaustiva e non necessita delle integrazioni proposte.
Metodo di raccolta delle informazioni
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto ritiene che la definizione di «metodo di raccolta delle
informazioni», a suo parere eccessivamente vaga, debba fare quanto
meno espresso riferimento alla modalita’ di somministrazione del
questionario (telefonico, faccia-a-faccia, via web, etc.). A tal
riguardo ritiene utile che venga precisato maggiormente il
significato dell’espressione «non rispondente», distinguendo fra non
rispondenti al sondaggio e non rispondenti a singoli quesiti. In
secondo luogo, fra i non rispondenti al sondaggio, l’Istituto e’ del
parere di annoverare sia le persone che rifiutano espressamente di
partecipare alla rilevazione, sia le persone che risultano
irreperibili durante la realizzazione del sondaggio.
Osservazioni dell’Autorita’
L’indicazione del metodo di raccolta delle informazioni (CATI, CAWI
etc.) e’ in genere sufficiente a ricavare le informazioni relative
alla modalita’ di somministrazione del questionario (telefonico, via
web), pertanto non si ritiene di dover richiedere ulteriori
precisazioni in via regolamentare. A riguardo si rappresenta,
inoltre, che la distinzione tra non rispondenti al sondaggio e non
rispondenti a singoli quesiti e’ agevolmente desumibile dalle
informazioni richieste nel documento informativo, sicche’ non
appaiono necessarie ulteriori integrazioni nelle definizioni.
Sondaggi politici ed elettorali
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto propone una riformulazione della definizione di
sondaggio politico-elettorale che sottolinei il suo essere
un’indagine campionaria con risultati generalizzabili all’intera
popolazione. Allo stesso tempo, un altro soggetto ritiene opportuno
che tale definizione sia conforme a quella fornita dal legislatore
nell’art. 8 della legge n. 28/2000. In particolare, segnala come
inopportuna l’inclusione nei sondaggi «politici ed elettorali» delle
rilevazioni demoscopiche sulla fiducia nei politici e nel governo in
carica, configurandosi quest’ultima come strumento di rilevazione
dell’opinione nei confronti dei politici e dei rappresentanti del
governo e non dell’orientamento politico e di voto degli elettori.
Opinione concorde manifesta un altro soggetto, che propone di
espungere dal testo dell’art. 1, comma 1, lettera e), le parole «i
trend delle intenzioni di voto nei confronti di partiti politici e di
candidati, la fiducia nei politici e nel governo in carica».
Osservazioni dell’Autorita’
In linea con l’orientamento consolidato espresso dalle delibere in
materia di par condicio dell’Autorita’ e, soprattutto, col disposto
della legge n. 28/2000, il cui art. 8 dispone che «Nei quindici
giorni precedenti la data delle votazioni e’ vietato rendere pubblici
o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici
sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto
degli elettori,» si ritiene di accogliere quanto rilevato
relativamente all’esclusione dall’art. 1, comma 1, lettera d) del
presente Regolamento dei sondaggi afferenti la fiducia in esponenti
politici o nel governo, con l’ovvia precisazione che gli stessi,
esclusi, in linea di principio, dalla definizione di sondaggio
politico ed elettorale, rientrano ad ogni modo nei sondaggi di
opinione di cui alla lettera c) del medesimo comma 1, fatta salva
ogni ulteriore valutazione sul caso concreto laddove il discrimine
tra sondaggio di opinione e sondaggio politico ed elettorale risulti
particolarmente labile. Alla luce di quanto precede, la pubblicazione
o diffusione dei medesimi deve essere soggetta alle modalita’ di cui
all’art. 3 del presente schema di regolamento, cio’ comportando
necessariamente il contestuale invio del documento all’Autorita’.
Mezzo di comunicazione di massa
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto propone di integrare la definizione di mezzo di
comunicazione di massa includendovi i siti web che non possono essere
considerati servizi di media audiovisivi, ma che costituiscono
possibili strumenti di pubblicazione verso una pluralita’
indiscriminata di persone (pagine web e versioni telematiche di
quotidiani e periodici, nonche’ i siti web delle societa’ di ricerche
di mercato). Concorda con l’esclusione di siti privati (rivolti a una
collettivita’ definita di utenti) e ricorda che i siti web non
rientrano nella definizione di prodotto editoriale in quanto non sono
pubblicati su supporto.
Per quanto riguarda la definizione di «mezzo di comunicazione di
massa», chiede di specificare che il prodotto discografico escluso
dall’ambito di applicazione del Regolamento e’ solo quello contenente
il fonogramma. Non condivide, invece, l’esclusione del prodotto
librario, in quanto alcune tipologie di libri ben si prestano alla
pubblicazione di sondaggi.
Un soggetto non ritiene che i servizi di media audiovisivi a
richiesta possano essere equiparati ai «mezzi di comunicazione di
massa» e propone di specificare che non costituisce prodotto
editoriale ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera s), il prodotto
diffuso su mezzo elettronico che non abbia caratteristiche
equivalenti a quelle di un mezzo di comunicazione di massa. Al
contempo osserva che le definizioni proposte non corrispondono a
quelle gia’ previste nel testo unico. Ritiene che, al fine di evitare
una frammentazione delle nozioni, non vi possano essere modifiche di
tali definizioni. Inoltre, ritiene che non dovrebbero essere
ripetute, nella normativa secondaria, le definizioni gia’ previste
nella normativa primaria, ritenendo a tal fine sufficiente un mero
richiamo alle definizioni rilevanti gia’ contenute nel testo unico.
Osservazioni dell’Autorita’
In considerazione delle finalita’ della presente disciplina in
materia di sondaggi, si ritiene di ribadire l’esclusione del libro
dall’ambito di applicazione del Regolamento: la stessa natura del
prodotto librario renderebbe, infatti, di difficile applicazione le
disposizioni dello stesso, soprattutto con riferimento alla
pubblicazione di integrazioni o rettifiche della nota informativa e
alla possibilita’ di effettuare adeguamento spontaneo ai sensi
dell’art. 10.
Sull’esclusione dei siti web dei realizzatori di sondaggi, si
rimanda a quanto esposto nelle osservazioni relative all’art. 2
«Ambito di applicazione», il quale e’ stato riformulato onde renderne
il disposto maggiormente chiaro.
L’autorita’ ritiene di non accogliere la proposta di specificare
che non costituisce prodotto editoriale ai sensi dell’art. 1, comma
1, lettera c), il prodotto diffuso su mezzo elettronico che non abbia
caratteristiche equivalenti a quelle di un mezzo di comunicazione di
massa, in quanto i servizi di media a richiesta rientrano a tutti gli
effetti nella definizione di mezzo di comunicazione di massa in base
alla direttiva 2010/13/UE sui servizi di media audiovisivi, come
recepita in Italia dal decreto legislativo n. 44/2010.
Sebbene l’ambito di applicazione del presente regolamento trascenda
quello del testo unico, che non contiene una disciplina in materia di
sondaggi, si e’ ritenuto, tuttavia, di riportarsi a quanto ivi
espresso con riferimento ai servizi di media audiovisivi e
radiofonici per ragioni di omogeneita’ terminologica, al fine di
definire i mezzi di comunicazione di massa. Ad ogni modo, all’art. 1
dello schema di regolamento e’ esplicitamente affermato che le
definizioni ivi contenute sono valevoli unicamente «ai fini del
presente regolamento». Per ragioni di logica successione delle
definizioni, si e’ ritenuto di collocare quella di mezzo di
comunicazione dopo quelle relative ai sondaggi e ai termini
strettamente correlati, nonche’ di riformulare la definizione di
mezzo di comunicazione di massa, sostituendo il «prodotto editoriale»
con «edizioni cartacee od elettroniche di quotidiani o periodici», in
modo da fornire una definizione piu’ chiara e coerente con altri
regolamenti adottati dall’Autorita’.
Art. 2 (Ambito di applicazione)
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Alcuni soggetti non concordano con l’esclusione dall’ambito di
applicazione del regolamento della pubblicazione e della diffusione
dei risultati dei sondaggi da parte del soggetto realizzatore
unicamente nel proprio sito web, in quanto rileva che questi siti
godono di un afflusso di utenti piuttosto consistente e hanno dunque
un carattere «di massa» del tutto paragonabile a qualsiasi altro
mezzo «tradizionale».
Un altro soggetto richiede di chiarire se l’esenzione prevista per
la diffusione nel sito del soggetto realizzatore includa anche
eventuali news o newsletter trasmesse via posta elettronica
dall’istituto e, stante l’esclusione, quali norme si applichino al
soggetto realizzatore nel caso in cui i media riprendano i dati
presenti esclusivamente sul suo sito e li pubblichino a sua insaputa;
si interroga, pero’, sull’opportunita’ di escludere dall’ambito di
applicazione la diffusione sui siti dei realizzatori, rilevando che,
per tutelare il pubblico di fronte a un sondaggio ripreso dai mezzi
di comunicazione, si puo’ ovviare prevedendo per questi ultimi
l’obbligo di pubblicare una nota informativa sintetica, come
ulteriormente argomentato in merito all’art. 4.
Un soggetto propone di prevedere che per «pubblicazione» si intenda
solo l’illustrazione analitica della totalita’ o di una parte
significativa dei risultati del sondaggio, distinguendola dalla mera
notizia. Propone, altresi’, che il soggetto realizzatore renda
disponibile al mezzo di comunicazione la nota e che il mezzo renda
note la data e la testata di pubblicazione comunicando le
informazioni aggiuntive sia al realizzatore sia all’autorita’.
Un altro soggetto non concorda con l’esclusione dal campo di
applicazione del Regolamento, prevista all’art. 2, comma 2, delle
«manifestazioni di opinione», nel senso che la sola differenza di
denominazione non e’ sufficiente a chiarire al pubblico la
sostanziale differenza tra le rilevazioni prive di valore scientifico
e i sondaggi statisticamente rappresentativi. Propone quindi di
imporre anche ai realizzatori di «manifestazioni di opinione» di dare
indicazioni corrette e appropriate sia sull’organo di informazione
utilizzato, sia sul sito dell’Autorita’ al fine di renderne piu’
chiara la differenza agli occhi del pubblico. Propone, altresi’, di
aggiungere esplicitamente tra i casi di esclusione le indagini svolte
con metodologie qualitative.
Osservazioni dell’Autorita’
In merito alla previsione dello schema di regolamento posto a
consultazione relativa all’esclusione dei siti internet dei soggetti
realizzatori dal suo campo di applicazione, si rappresenta che essa
non aveva lo scopo escluderli dalla definizione di mezzi di
comunicazione di massa, ma unicamente di esentarli dagli obblighi di
cui agli articoli 4 e 5 del regolamento. Tale previsione si e’ resa
necessaria per evitare che i mezzi di comunicazione di massa, che
eventualmente pubblicassero o diffondessero i risultati di sondaggi
attingendoli da tali siti, si sentissero esentati dal provvedere
all’onere di pubblicazione della nota informativa, considerando il
sito internet del realizzatore come prima pubblicazione. Tale
eventualita’, infatti, comporterebbe un vulnus nella tutela del
pubblico, che sarebbe privato delle informazioni necessarie a
valutare la serieta’ ed attendibilita’ della rilevazione, ed un
sostanziale svuotamento di effettivita’ delle previsioni del
regolamento. Il comma e’ stato, tuttavia, riformulato onde offrire
maggiori delucidazioni al riguardo, giustificandosi, pertanto, per la
medesima ratio, le modifiche introdotte mediante l’esclusione dagli
obblighi di cui agli articoli 4 e 5 per la diffusione di sondaggi in
occasione di convegni o conferenze stampa.
La proposta di modifica della denominazione di manifestazione
d’opinione appare senz’altro corretta ed e’ stata conseguentemente
riportata nel testo della definizione all’art. 1. A tale riguardo, si
e’ provveduto, in primo luogo, a riformulare il corpo del testo della
definizione delle manifestazioni di opinione ed, inoltre, a
prevedere, nel contempo, uno specifico obbligo di informazione circa
l’assenza di valore scientifico delle medesime.
Art. 3 (Modalita’ di pubblicazione o diffusione)
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto, pur apprezzando la previsione che demanda al mezzo di
comunicazione che pubblica il sondaggio di provvedere alla
trasmissione del documento, ritiene che tale soluzione possa essere
problematica sul piano della gestione dei «tempi giornalistici».
Dello stesso avviso e’ un altro soggetto che considera la procedura
troppo complessa e macchinosa e propone di prevedere che il soggetto
che realizza il sondaggio, indipendentemente dalla pubblicazione e/o
diffusione dello stesso, debba trasmettere il documento, privo dei
risultati, ai soggetti individuati dall’art. 3 del regolamento. In
merito, altri soggetti propongono maggiore flessibilita’
nell’interpretazione del concetto di «contestualita’».
Un soggetto propone, inoltre, di sancire chiaramente la
responsabilita’ in solido dei soggetti coinvolti (committente, mezzo
di pubblicazione di massa e soggetto realizzatore), in base alla
quale ciascuno dovrebbe rispondere della propria condotta per quanto
di competenza. Per quanto riguarda l’ipotesi di mancata comunicazione
da parte del mezzo di comunicazione e/o del committente, il medesimo
soggetto ritiene che il soggetto realizzatore non possa essere
ritenuto responsabile della mancata applicazione del regolamento,
della quale dovrebbe, invece, rispondere il mezzo di comunicazione.
Propone, pertanto, di esonerare il soggetto realizzatore dalla
responsabilita’ rispetto alla tempestivita’ degli adempimenti. Il
soggetto ritiene, inoltre, necessario definire sia le modalita’ con
cui i mezzi devono rivolgersi al soggetto realizzatore, sia entro
quanto tempo prima della pubblicazione stessa debba avvenire tale
interlocuzione. In caso di ripresa di risultati successivamente alla
prima pubblicazione o diffusione, propone di prevedere che i
realizzatori di sondaggi siano responsabili degli adempimenti con
riferimento solo alla «prima volta» in cui i risultati vengano
pubblicati su un organo di informazione.
In merito ai sondaggi realizzati a livello internazionale, il
medesimo soggetto sottolinea come il regolamento sottoposto a
consultazione, concentrato sui sondaggi nazionali, tralasci quelli
internazionali. Per questi ultimi dovrebbe applicarsi
l’interpretazione restrittiva secondo la quale sul territorio
nazionale debbano valere le regole interne, sebbene l’adeguamento dei
sondaggi internazionali alle regole italiane risulti poco
praticabile. Tra l’altro il soggetto sottolinea che negli altri Paesi
europei non vige la medesima richiesta informativa da parte delle
autorita’ garanti, con conseguente rischio di disparita’ di
trattamento giuridico da parte dei diversi Paesi europei, da un lato,
e, dall’altro, l’impossibilita’ di controllare il flusso di
diffusione delle informazioni che, attraverso la rete, non ha
confini. I sondaggi internazionali commissionati a una societa’
appartenente ad un gruppo internazionale di istituti di ricerca,
infatti, possono essere realizzati in forma totalmente centralizzata
dall’estero oppure subappaltando la sola raccolta dei dati grezzi
agli istituti locali del gruppo. La pubblicazione di tali sondaggi
sui media internazionali, se ripresa dai mezzi italiani, pone una
problematica non chiaramente affrontata dal regolamento. Dato che gli
istituti italiani non hanno la disponibilita’ ne’ di tutte le
informazioni relative ai dati italiani, avendo solo raccolto dati
grezzi, ne’ di alcuna di quelle relative ai dati di altri paesi, ne
consegue che essi non sono nelle condizioni di adempiere agli
obblighi previsti.
Osservazioni dell’Autorita’
Per quanto concerne le criticita’ sollevate sulla contestualita’
dell’invio del documento, l’Autorita’ ha previsto che questo debba
avvenire non oltre 48 ore dalla pubblicazione/diffusione dei
risultati dei sondaggi, in modo da tener conto, nel definire la
contestualita’ dell’invio, anche degli eventuali tempi tecnici legati
al mezzo di comunicazione. D’altra parte, le 48 ore sono anche il
tempo in cui, per prassi, si consuma il diritto di cronaca in campo
radiotelevisivo, intervallo di tempo, dunque, che non fa venire meno
la tutela dell’interesse pubblico alla conoscenza della notizia.
La proposta di prevedere la pubblicazione del documento sul sito
dell’autorita’ anche in assenza di diffusione dei risultati dei
sondaggi sui mezzi di comunicazione non e’, invece, accoglibile, in
quanto contraria al disposto della legge n. 249/1997, la quale non ha
lo scopo di delegare all’autorita’ un controllo sui sondaggi in
generale, bensi’ ha attribuito ad essa compiti di determinazione dei
criteri ai quali ci si deve attenere per la pubblicazione e
diffusione dei risultati dei sondaggi sui mezzi di comunicazione di
massa e poteri di vigilanza per la verifica del rispetto di tali
requisiti.
Non si ritiene, inoltre, di accogliere l’osservazione in materia di
responsabilita’ solidale, in quanto la reperibilita’ delle
metodologie di rilevazione e dei dati e’ un onere deontologico in
capo agli istituti di ricerca, i cui ricercatori, anche secondo
quanto espresso dal codice internazionale di condotta ICC/ESOMAR,
all’art. 11, lettera c), «devono sempre essere pronti a rendere
disponibili le informazioni tecniche necessarie per stabilire la
validita’ di qualsiasi risultato pubblicato» a coloro che
commissionano un sondaggio o ne fanno richiesta. Sempre dal codice in
parola, nell’elencazione dei principi generali, si apprende che «i
ricercatori di mercato devono uniformarsi a tutte le leggi nazionali
e internazionali rilevanti e pertinenti». Inoltre, si fa presente che
il divieto dei 15 giorni posto dalla legge n. 28/2000 vale per tutti
i sondaggi diffusi in Italia, indipendentemente dal luogo di
realizzazione del sondaggio.
Per quanto, invece, concerne la difficolta’ di reperimento delle
informazioni inerenti la pubblicazione di sondaggi realizzati
all’estero sui media internazionali e ripresa dai mezzi italiani, si
rimanda a quanto argomentato in merito alle disposizioni contenute
nell’alveo dei vincoli dettati dalla «Carta dei doveri del
giornalista», sottoscritta dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei
Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’8
luglio 1993, cosi’ come evidenziato all’art. 4 del regolamento.
Art. 4 (Nota informativa)
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto sottolinea che la proposta dell’autorita’ implica un
impoverimento della nota informativa rispetto alla normativa vigente,
ritenendo, pertanto, necessario prevedere l’inclusione di dati quali
la popolazione di riferimento, il metodo di raccolta delle
informazioni e di campionamento, oltre al testo integrale delle
domande, tutti dati che rivestono notevole importanza a garanzia di
un’interpretazione oggettiva dei risultati del sondaggio. Inoltre, il
medesimo soggetto sottolinea che i requisiti previsti dallo schema di
regolamento sono meno stringenti rispetto a quelli menzionati
all’art. 8, comma 3, della legge n. 28 del 2000. Il soggetto ritiene
opportuno che vengano date indicazioni piu’ precise sul tasso di
risposta da includere nella nota informativa e nel documento,
prevedendo che nel computo dei non rispondenti siano compresi sia i
soggetti che hanno rifiutato di partecipare alla rilevazione, sia i
soggetti che non sono risultati reperibili. In riferimento alle
«sostituzioni», le ritiene ridondanti, tenuto conto del fatto che una
tecnica di campionamento non necessariamente prevede la presenza
espressa di elementi sostituivi. Propone pertanto di introdurre,
riguardo alla composizione della nota informativa, la numerosita’ dei
singoli sottogruppi usati nell’articolazione dei risultati, al fine
di evitare una possibile fonte di distorsione difficilmente
avvertibile dal lettore.
Di parere contrario e’ un altro soggetto che, in considerazione del
numero e della complessita’ delle informazioni che la nota deve
contenere, suggerisce di sintetizzarne le modalita’ di pubblicazione
in caso di diffusione dei risultati attraverso i media audiovisivi e
radiofonici e prevederne, invece, la pubblicazione in forma integrale
nel sito internet dell’emittente.
Un soggetto propone di includere la possibilita’ di diffondere la
nota integrativa anche «in voce» dal conduttore del programma. Alcuni
soggetti ritengono che la nota integrativa debba essere resa
disponibile dall’agenzia che ha effettuato il lancio.
Un soggetto auspica l’impiego di nuove tecniche/grafiche
editoriali. Ritiene, inoltre, che l’obbligo di pubblicazione della
nota informativa per sondaggi diffusi dalle agenzie di stampa debba
applicarsi solo ove per il sondaggio siano stati gia’ adempiuti gli
obblighi di cui all’art. 5.
Un soggetto propone che sia l’agenzia di stampa ad avvisare il
soggetto realizzatore e ad inviare copia del documento all’autorita’,
per evitare il rischio di diffusione impropria. Ritiene, inoltre, in
riferimento all’indicazione territoriale, piu’ agevole la
rappresentazione tramite una tabella grafica anche se lo strumento
perde la sua valenza rispetto a sondaggi effettuati attraverso
telefoni cellulari o online.
Un soggetto ribadisce l’opportunita’ di distinguere la
pubblicazione/diffusione di un sondaggio dalla mera notizia di un
sondaggio, al fine di stabilire quali obblighi informativi sussistano
in capo al mezzo e al realizzatore; evidenzia che non ci sarebbe
proporzionalita’ fra l’entita’ di quanto comunicato e la mole di
informazioni richieste. Propone di obbligare chiunque diffonda
sondaggi a pubblicare la nota informativa e, in merito ai lanci di
agenzia, ritiene che se il lancio fornisce la mera notizia di un
sondaggio, allora esso va considerato fuori dall’ambito di
applicazione del regolamento, mentre se il lancio e’ analitico,
l’agenzia dovra’ diffondere anche la nota informativa.
Un soggetto reputa complesso l’adempimento dell’obbligo relativo
alla nota informativa, stante la difficolta’ del giornalista di
reperire agevolmente informazioni cosi’ articolate su un sondaggio
eventualmente solo citato da un intervistato.
Osservazioni dell’Autorita’
In merito alle considerazioni sollevate dai soggetti intervenuti
rispetto al numero e alla complessita’ delle informazioni da
includere nella nota informativa, si fa presente che la redazione
della stessa, la quale ha il fine di corredare la pubblicazione o la
diffusione dei risultati totali o parziali dei sondaggi sui mezzi di
comunicazione di massa, deve servire a garantire una chiara e
immediata lettura di tali risultati da parte del pubblico. Il vincolo
di sintesi, rispetto al documento informativo al quale si rimanda per
un maggiore dettaglio delle informazioni sulle modalita’ di
realizzazione del sondaggio, si prefigura come essenziale
nell’esposizione di suddette informazioni sui mezzi di comunicazione
di massa e per tale ragione non si ritiene opportuno appesantirla di
ulteriori informazioni.
Con particolare riferimento alla richiesta di un maggiore
discernimento sul tasso di risposta, ed in particolare sul computo
dei «non rispondenti», si ritiene di accogliere la proposta secondo
quanto osservato in merito anche all’art. 5, ritenendo opportuno
prevedere l’indicazione, per ciascuna domanda, della percentuale dei
soggetti che «non sanno» e dei soggetti che «non rispondono». Detta
specificazione contribuisce a rendere completamente edotto il lettore
sui risultati dei sondaggi diffusi.
A fronte di quelle osservazioni che evidenziano, da un lato, la
sproporzione fra le informazioni riguardanti il sondaggio ripreso su
altri mezzi e quelle da fornire ai sensi dell’art. 4 del regolamento
e, dall’altro, la gravosita’ dell’onere per il giornalista, si e’
ritenuto di inserire un nuovo comma 7 che obbliga coloro che
riprendono i risultati, o divulgano la notizia di un sondaggio gia’
diffuso, a fornire solo gli elementi essenziali idonei a consentire
l’individuazione del sondaggio medesimo, quali l’indicazione del
soggetto realizzatore, l’oggetto del sondaggio e il sito internet
dove e’ possibile consultarlo. Tale onere in capo al giornalista non
appare gravoso o limitativo della liberta’ di informazione e di
opinione, ma sembra anzi inserirsi nell’alveo dei vincoli dettati
dalla «Carta dei doveri del giornalista» sottoscritta, dal Consiglio
Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale
della Stampa Italiana, l’8 luglio 1993; in essa, infatti, si afferma
che il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute
dalle sue fonti, per accertarne l’attendibilita’ e per controllare
l’origine di quanto viene diffuso all’opinione pubblica. Per la
divulgazione di queste informazioni non sussistono i rigorosi criteri
formali richiesti per la nota informativa completa, tanto che il
mezzo di comunicazione di massa puo’ scegliere se inserire le
informazioni nel corpo del testo se si tratta di stampati, fornirle a
voce in caso di contenuti audiovisivi, o adoperando il consueto
riquadro graficamente distinto rispetto alle immagini o allo scritto
in cui e’ inserito il messaggio.
Art. 5 (Documento)
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Quanto al requisito di fornire informazioni sulla
«rappresentativita’ del campione, inclusa l’indicazione del margine
di errore», un soggetto ritiene che nella prassi esistano ostacoli
pressoche’ insormontabili – legati alle procedure operative di
campionamento e soprattutto all’incidenza dei fenomeni di
non-risposta – che impediscono di calcolare correttamente i margini
di incertezza intorno alle stime campionarie. Il medesimo soggetto
sottolinea l’impossibilita’ di realizzare, nelle scienze sociali, la
piena casualita’ del procedimento di selezione delle unita’
campionarie. Pertanto consiglia di espungere dal regolamento il
riferimento ai margini di errore, o magari trasformarlo in una
«descrizione dei limiti alla rappresentativita’ del campione» o «alla
generalizzabilita’ dei risultati del sondaggio». In fine, sottolinea
come permangano nel regolamento alcune problematiche irrisolte. In
particolare, per quanto riguarda il «metodo di raccolta», quello piu’
diffuso e’ senz’altro l’intervista telefonica che pero’ – in presenza
di un’incidenza elevata, e che continua ad aumentare, di famiglie
prive di un’utenza di rete fissa, e in presenza di notevoli
difficolta’ tecniche nel costituire un piano di campionamento
soddisfacente basato sull’uso di utenze di rete mobile – non permette
di realizzare rilevazioni che possano davvero essere riferite a una
popolazione di riferimento caratterizzata in termini di «popolazione
adulta residente in Italia».
Alcuni soggetti concordano con la proposta dell’autorita’ di
prevedere un format on line per la trasmissione del documento
informativo. In merito all’obbligo di pubblicare anche i risultati
completi relativi al sondaggio, non condividono tale decisione,
innanzitutto per ragioni di tutela dei diritti di esclusiva acquisiti
dal committente e, in secondo luogo, perche’ la divulgazione pubblica
degli esiti completi delle rilevazioni potrebbe ingenerare
interpretazioni errate da parte di un pubblico poco esperto nella
lettura interpretativa di dati statistici. Un soggetto sottolinea,
inoltre, come la pubblicazione dei risultati completi dei sondaggi
favorisca potenzialmente una concorrenza impropria fra soggetti
realizzatori. Potendo accedere anche ai risultati eventualmente non
pubblicati, alcuni potrebbero trarne vantaggio facendone un uso
interno (quali ad esempio, benchmarking, costruzione di trend e altre
attivita’ simili). Per le motivazioni sopra esposte, un soggetto
ritiene che la procedura piu’ adeguata sia la messa a disposizione
degli esiti completi dei sondaggi – qualora questi vengano richiesti
– direttamente dall’ente proprietario delle informazioni acquisite o,
previa autorizzazione, dall’istituto quale soggetto realizzatore,
mentre l’altro soggetto suggerisce di limitare i risultati dei
sondaggi esclusivamente a quelli che vengono pubblicati/diffusi
attraverso mezzi di comunicazione di massa.
Un soggetto ritiene altresi’ che l’obbligo di pubblicazione dei
risultati del sondaggio nel documento sia eccessivo ed in contrasto
con le caratteristiche del mercato dei sondaggi. La motivazione
risiede nel fatto che i mezzi di comunicazione di massa commissionano
sondaggi anche per aumentare il proprio numero di lettori o la
propria audience; pertanto la possibilita’ di leggere i risultati dei
sondaggi nei siti ove sono pubblicati i documenti relativi al
sondaggio stesso, impoverirebbe notevolmente il ricorso a tale
strumento di conoscenza della realta’. Secondo il medesimo soggetto,
il documento del sondaggio deve limitarsi a contenere le indicazioni
metodologiche sul sondaggio stesso al fine di validarne la
metodologia di raccolta delle informazioni.
Per un soggetto la mera realizzazione del sondaggio e’ fattispecie
estranea all’ambito di applicazione del regolamento, pertanto propone
di modificare l’art. 5, comma 1, lettera p), specificando che si
tratta di sondaggio «pubblicato».
Un altro soggetto chiede che venga consentito di operare
integrazioni al documento con le informazioni relative alle
pubblicazioni o alle nuove pubblicazioni.
Un soggetto ritiene opportuno precisare, al comma 5, lettera f),
che il mezzo indicato dal soggetto realizzatore deve coincidere con
quello che ha per primo pubblicato o diffuso il sondaggio, stante la
possibilita’ che lo stesso sondaggio sia riportato in seguito da
altri mezzi.
Osservazioni dell’Autorita’
Per quanto concerne le criticita’ sollevate in merito alla
rappresentativita’ del campione, pur ravvisando le difficolta’ di
realizzare, nelle scienze sociali, la piena casualita’ del
procedimento di selezione delle unita’ campionarie, si ritiene
comunque necessario prevedere espressamente l’indicazione
dell’eventuale campionamento effettuato. La rappresentativita’ puo’,
infatti, essere stabilita solo in base ad alcune specifiche
caratteristiche e mai in assoluto, sicche’ deve essere sempre
dichiarato per quali variabili il campione e’ rappresentativo (ad
esempio area geografica, genere etc.), mentre una rappresentativita’
generale sarebbe valutabile solo se si conoscesse la distribuzione
delle variabili nella popolazione. Non appare, inoltre, condivisibile
la proposta di eliminare il riferimento al margine di errore, in
quanto esso rappresenta un’informazione di particolare importanza che
contribuisce a rafforzare l’attendibilita’ del risultato del
sondaggio da parte del pubblico. In sua assenza esso non avrebbe un
parametro di riferimento atto a garantire la generale
rappresentativita’ del campione medesimo: il margine di errore di un
sondaggio indica, infatti, la stima di quanto i risultati si
discostano da quelli che si otterrebbero se fosse interpellata
l’intera popolazione e dipende soprattutto dalla grandezza del
campione, con la conseguenza che tale stima assume rilievo per i
campioni probabilistici.
Per quanto concerne la lettera o) del comma 1, afferente la
pubblicazione della percentuale dei rispondenti a ciascuna domanda,
non si ritiene condivisibile quanto sollevato, in quanto occorre
allinearsi a quanto gia’ previsto dall’art. 8, comma 3, lettera g),
della legge n. 28 del 2000.
Inoltre, si e’ ritenuto opportuno prevedere, in accoglimento di
quanto da piu’ parti richiesto, l’indicazione, per ciascuna domanda,
della percentuale dei soggetti che «non sanno» e dei soggetti che
«non rispondono». Detta specificazione contribuisce a rendere
completamente edotto il pubblico sui risultati dei sondaggi diffusi.
Appare accoglibile anche quanto sollevato da piu’ partecipanti alla
consultazione in merito alla necessita’ di tutelare il valore
economico e la riservatezza dei risultati dei sondaggi eventualmente
non ancora resi pubblici al momento della pubblicazione del
documento, sicche’ viene eliminata la lettera p) del comma 1. Infine,
per quanto concerne l’eventuale errata interpretazione dei risultati
da parte del pubblico, si ritiene che la pubblicazione delle
percentuali dei rispondenti, dei non rispondenti e di coloro che non
sanno, non solo non rende il sondaggio piu’ complesso da
interpretare, bensi’ contribuisce a fornire tutti i dati utili a chi
nutre un particolare interesse sul sondaggio effettuato.
Non si ritiene di accogliere la richiesta di precisare che il mezzo
indicato dal soggetto realizzatore debba coincidere necessariamente
con quello che ha per primo pubblicato o diffuso il sondaggio, in
quanto dalla prassi riscontrata nel corso degli anni e soprattutto a
seguito dei contribuiti pervenuti in occasione della consultazione
pubblica emerge che sarebbe eccessivamente complesso individuare con
precisione il mezzo di comunicazione di massa che per primo diffonda
i risultati del sondaggio: spesso, infatti, i risultati vengono
diffusi a seguito di una conferenza stampa alla quale presenzia una
moltitudine di testate giornalistiche interessate all’argomento in
questione, rendendo dunque impossibile individuare quali tra queste
pubblichi per primo il sondaggio in questione.
Sulla proposta avanzata di apportare delle integrazioni al
documento a seguito della pubblicazione o delle successive
pubblicazioni, al fine di fugare eventuali dubbi interpretativi, si
precisa che l’unica parte del documento che il soggetto realizzatore
deve integrare, rispetto ai dati gia’ in suo possesso, consiste nella
indicazione del mezzo di comunicazione di massa che ha pubblicato o
diffuso il sondaggio.
In merito alla proposta di specificare che si tratta di sondaggio
pubblicato, si ritiene accoglibile la proposta, inserendola nel testo
dell’art. 5, comma 1.
Art. 6 (Disposizioni in materia di pubblicazione e diffusione dei
sondaggi politici ed elettorali)
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto, in riferimento ai sondaggi politici ed elettorali,
richiede che alla nota informativa sia esteso il requisito previsto
per il documento all’art. 5, comma 1, lettera o), ovvero le
percentuali dei non rispondenti a ciascuna domanda, per garantire una
maggiore affidabilita’ del risultato.
Alcuni soggetti ribadiscono la necessita’ di distinguere la
pubblicazione dei risultati del sondaggio dalla mera notizia dello
stesso, soprattutto se divulgata da esponenti politici o da
partecipanti a programmi politici in diretta. In particolare, un
soggetto ritiene che il Regolamento debba avere ad oggetto la
pubblicazione e la diffusione dei sondaggi sui media e non le notizie
relative a sondaggi divulgate da soggetti diversi dal mezzo di
comunicazione di massa, a condizione che ne sia precisata la fonte.
Un altro soggetto sostiene che il mezzo non possa avere compiti di
censura preventiva o successiva rispetto alle dichiarazioni
provenienti da soggetti politici o altri intervistati, non avendo,
peraltro, strumenti giuridici per ottenere le informazioni di cui al
capo I dello schema di regolamento. Non condivide neppure la
previsione dell’obbligo, in difetto delle informazioni indicate, di
riferire che il sondaggio non sarebbe rispondente alle prescrizioni
di legge.
Un soggetto ritiene eccessivi gli obblighi di cui dovrebbero farsi
carico i fornitori di servizi di media audiovisivi, in particolare le
testate giornalistiche, che si limitano, in periodo non elettorale, a
dare la notizia dell’esistenza di un sondaggio commissionato e
realizzato da terzi. Propone, in proposito, di limitare tali
adempimenti all’obbligo di rinviare al sito Internet del soggetto
realizzatore. Dello stesso avviso e’ un altro soggetto che chiede
altresi’ di eliminare l’intera previsione di cui al comma 2, in
quanto non sembra trovare riscontro nella normativa primaria.
Osservazioni dell’Autorita’
Con riferimento alla problematica sollevata da piu’ operatori
relativamente alla distinzione tra pubblicazione/diffusione dei
risultati di sondaggi e mera ripresa della notizia dei medesimi da
parte di un mezzo di comunicazione di massa, si rappresenta che
costituisce prassi costante dell’Autorita’, suffragata altresi’ da
pronunce del Giudice amministrativo (cfr. ex multis, T.A.R. Lazio,
sez. II, sent. n. 3219/2005), il fatto che, in linea di principio,
non possa escludersi la possibilita’ di dare l’informazione
giornalistica della mera esistenza di un sondaggio, purche’ la stessa
sia riportata come specifico contenuto di una notizia che non abbia
per oggetto diretto o indiretto la pubblicazione/diffusione di un
sondaggio. Per quanto concerne, precipuamente, i riferimenti a
sondaggi effettuati da esponenti politici durante loro interventi su
mezzi di comunicazione di massa, costituisce altresi’ orientamento
costante dell’autorita’ ritenere che il divieto di cui all’art. 8
della legge n. 28/2000 non si riferisca alla diffusione di dati
relativi a sondaggi che, essendo stati resi pubblici nelle forme
volute dalla legge al di fuori del periodo di silenzio di cui
all’art. 8, comma 1, della citata legge n. 28/2000, sono oramai
entrati nel patrimonio pubblico di conoscenza, sicche’ il loro
semplice richiamo nei quindici giorni precedenti la data delle
votazioni non costituisce violazione del predetto divieto. Stante il
sottile discrimen tra le fattispecie teste’ illustrate, per evitare
che la norma regolamentare possa essere elusa od aggirata, sembra
preferibile un disposto dell’articolato sufficientemente elastico, in
modo da consentire all’autorita’ di effettuare le proprie valutazioni
su elementi concreti e specifici, sulla base della giurisprudenza e
delle proprie pronunce consolidatesi sull’argomento.
Con riferimento alla richiesta di eliminare l’intero comma 2
dell’art. 7 dello schema di regolamento, adducendone il mancato
riscontro con la normativa primaria, si eccepisce che tale previsione
e’ perfettamente coerente con il disposto dell’art. 10, comma 7,
della legge n. 28/2000, il quale statuisce che in caso di violazione
del proprio art. 8, recante la disciplina dei sondaggi in periodo
elettorale, «l’autorita’ ordina all’emittente o all’editore
interessato di dichiarare tale circostanza sul mezzo di comunicazione
che ha diffuso il sondaggio con il medesimo rilievo, per fascia
oraria, collocazione e caratteristiche editoriali, con cui i sondaggi
stessi sono stati pubblicizzati».
Con riferimento alla proposta di estendere il riferimento requisito
previsto per il documento all’art. 5, comma 1, lettera o), ovvero le
percentuali dei non rispondenti a ciascuna domanda, anche alla nota
informativa, si e’ effettuato un intervento chiarificatore all’art.
4, che garantisce peraltro un maggior raccordo tra detta disposizione
e la legge n. 28/2000.
Art. 7 (Divieto di pubblicazione o diffusione dei sondaggi politici
ed elettorali)
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto propone l’eliminazione del secondo comma considerandolo
una restrizione alla liberta’ editoriale, in quanto l’art. 8 della
legge n. 28/2000 stabilisce il divieto di pubblicazione dei risultati
di sondaggi politici o elettorali nei quindici giorni precedenti la
data delle votazioni, ma non vieta che gli organi di informazione
possano riportare notizie, relative all’esistenza o all’esito di
sondaggi, che siano gia’ state rese pubbliche da soggetti estranei
alla loro responsabilita’ editoriale. In secondo luogo, propone
l’inserimento di un comma che specifichi che il presente articolo non
si applica alle dichiarazioni rilasciate, in diretta televisiva o
radiofonica, da esponenti politici o altri soggetti in quanto non
sottoposti al controllo editoriale del fornitore di servizi di media
audiovisivi o radiofonici.
Un soggetto propone di stabilire al comma 4 che, in caso di
consultazioni elettorali locali, il divieto di cui al comma 1 si
applica ai soli sondaggi di rilevanza esclusivamente locale,
coincidente al massimo con l’ambito territoriale interessato dalla
competizione elettorale. Richiede di precisare al comma 2, che
riportare la notizia e’ diverso da fornire la notizia attraverso
un’intervista in diretta.
Un soggetto chiede di eliminare l’intera previsione di cui al comma
2, in quanto non sembra trovare riscontro nella normativa primaria.
Un altro soggetto e’ contraria all’oscuramento totale dei sondaggi
e manifesta perplessita’ per quanto concerne l’esclusione del divieto
di pubblicazione nei 15 giorni precedenti alle votazioni per i
sondaggi di rilevanza esclusivamente nazionale, ritenendo che il
comma 3 sia irragionevole nella parte in cui non prevede l’esclusione
dal divieto anche per i sondaggi relativi a bacini territoriali non
interessati dalle consultazioni in atto, in assenza di motivi di
conflitto o di influenza delle opinioni dell’elettorato al voto.
Propone inoltre di includere al comma 2 anche l’informazione via
internet.
Osservazioni dell’Autorita’
In linea generale, deve rilevarsi preliminarmente che l’art. 7
costituisce la codificazione dei principi enucleati dall’autorita’
nelle proprie delibere recanti disposizioni di attuazione della
disciplina in materia di comunicazione politica e di parita’ di
accesso ai mezzi di informazione che si sono susseguite negli anni
relativamente alle consultazioni elettorali.
Con riferimento a quanto rilevato relativamente a notizie
sull’esistenza o sull’esito di sondaggi che siano gia’ state rese
pubbliche da soggetti estranei alla responsabilita’ editoriale del
mezzo, ci si riporta alle medesime considerazioni effettuate
relativamente all’art. 6, per cui non costituisce violazione del
divieto, in linea generale, il semplice richiamo di sondaggi che sono
stati gia’ resi pubblici nei termini e con le modalita’ di cui al
presente regolamento.
Con riferimento alle dichiarazioni di esponenti politici che citino
sondaggi i quali non siano previamente stati pubblicati/diffusi con
le modalita’ di cui al capo I, si rappresenta che costituisce ius
receptum della Corte di cassazione (cfr. ex multis Sez. V. pen. –
sent. 20 dicembre 2007 – 23 gennaio 2008, n. 3597) «l’obbligo
dell’intervistatore politico di intervenire – se possibile – nel
corso dell’intervista, quantomeno interloquendo, chiedendo
precisazioni, chiarendo, quando e’ il caso, che quello espresso e’
solo quello dell’intervistato, etc., se si rende conto che il
dichiarante sta eccedendo i limiti della continenza o sconfinando in
settori di nessuna rilevanza sociale».
La proposta di modificare l’ambito di applicazione dell’art. 7,
comma 3, e’ stata riformulata estendendo pertanto l’esenzione dal
divieto, gia’ previsto per i sondaggi a rilevanza nazionale, anche a
quei sondaggi relativi a bacini territoriali non interessati dalle
consultazioni elettorali. Affinche’ questa esenzione operi, e’
tuttavia necessario che il sondaggio in questione non sia idoneo a
influenzare in alcun modo l’esercizio del voto, come espressamente
indicato nel comma 3, aspetto che compete all’autorita’ valutare caso
per caso. La gia’ citata giurisprudenza amministrativa in materia
pone l’accento sulla verifica in concreto, a seguito di adeguata
istruttoria, delle fattispecie sottoposte all’attenzione
dell’autorita’. Con riferimento alla richiesta di includere
nell’ambito di applicazione del comma 2 anche l’informazione via
internet, si rileva che l’art. 1, lettera s), e’ stato riformulato
nella parte in cui si e’ sostituita la definizione di «prodotto
editoriale» con quella, piu’ chiara e coerente con altri regolamenti
adottati dall’autorita’, di «edizioni cartacee od elettroniche di
quotidiani o periodici».
Art. 8 (Attivita’ di vigilanza)
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto non concorda con le previsioni di cui al capo III in
materia di sondaggi demoscopici, in quanto non ritiene che
l’autorita’ sia dotata di un potere sanzionatorio di carattere
generale. Esprime pertanto perplessita’ sulla applicabilita’
dell’art. 1, commi, 30 e 31, della legge n. 249/1997 alle violazioni
del regolamento. Propone, inoltre, di prevedere l’impiego del termine
«tempestivita’» anziche’ «contestualita’» con riferimento alla
trasmissione del documento rispetto alla pubblicazione del sondaggio.
Un altro soggetto al comma 3 chiede di inserire l’inciso «ai soli
fini di cui al successivo art. 10», onde sollevare il mezzo di
comunicazione di massa da qualsiasi violazione eventualmente posta in
essere dal realizzatore del sondaggio.
Osservazioni dell’Autorita’
Relativamente al presidio sanzionatorio di cui all’art. 1, commi 30
e 31, della legge n. 249/1997, si evidenzia come questo valga,
rispettivamente, solo in caso di comunicazione all’autorita’ di
informazioni incomplete o non veritiere e di inottemperanza ad ordini
dell’autorita’; per quanto concerne la contestualita’ dell’invio del
documento, l’autorita’, concordando con quanto sollevato, ha previsto
espressamente per l’invio del documento un arco di tempo non
superiore a 48 ore dalla pubblicazione o diffusione del sondaggio, in
modo da garantire un’estensione temporale ragionevole, come gia’
illustrato rispetto all’art. 3.
Non si ritiene accoglibile quanto proposto circa il rinvio all’art.
10, in quanto l’adeguamento spontaneo disciplinato da tale articolo
si riferisce esclusivamente all’ipotesi in cui il mezzo di
comunicazione di massa non abbia pubblicato la nota informativa o non
abbia pubblicato la suddetta nota completa di tutte le sue parti e
non anche all’ipotesi in cui il soggetto realizzatore del sondaggio
non abbia trasmesso all’Autorita’ il documento o non lo abbia
trasmesso in maniera completa.
Art. 9 (Termini del procedimento)
Non sono pervenuti contributi
Art. 10 (Adeguamento spontaneo)
Posizioni principali dei soggetti intervenuti
Un soggetto per coerenza con quanto osservato nella risposta al
quesito n. 8, chiede di sostituire all’espressione «Adeguamento
spontaneo» l’espressione «Autonoma pubblicazione, rettifica o
integrazione».
Osservazioni dell’Autorita’
L’art. 10 del regolamento, rubricato «Adeguamento spontaneo», e’
una previsione gia’ contenuta nel regolamento allegato alla delibera
n. 153/02/CSP, come modificato dalla delibera n. 237/03/CSP, che con
il presente documento viene sostituito. L’autorita’ ritiene di non
accogliere la proposta di sostituire il titolo con l’espressione
«Autonoma pubblicazione, rettifica o integrazione», in quanto
quest’ultima contiene riferimenti a istituti diversi. Una modifica
del testo in questo senso, introducendo termini imprecisi, potrebbe
generare confusione fra gli operatori.
Art. 11 (Conclusione dell’istruttoria e comunicazione dei
provvedimenti)
Non sono pervenuti contributi
Art. 12 (Sanzioni)
Non sono pervenuti contributi.
Ritenuto, pertanto, che, a seguito dei rilievi e delle osservazioni
formulate nell’ambito della consultazione da parte dei soggetti
interessati, debbano essere introdotte, nei limiti esposti, le
conseguenti modifiche ed integrazioni allo Schema di Regolamento
posto in consultazione;
Vista la proposta formulata dalla direzione contenuti audiovisivi e
multimediali;
Udita la relazione dei commissari Sebastiano Sortino e Gianluigi
Magri, relatori ai sensi dell’art. 29, comma 1, del regolamento
concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’autorita’;

Delibera:

Articolo unico

1. L’autorita’ adotta il regolamento, allegato alla presente
delibera, di cui forma parte integrante, recante «Regolamento in
materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi sui mezzi di
comunicazione di massa», riportato nell’allegato A, che costituisce
parte integrante della presente delibera.
2. L’allegato A forma parte integrante e sostanziale del presente
regolamento.
3. La presente delibera entra in vigore il quindicesimo giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente delibera e’ pubblicata nel Bollettino ufficiale e nel
sito web dell’Autorita’.
Roma, 9 dicembre 2010

Il Presidente: Calabro’
I commissari relatori: Sortino – Magri

Capo I
Principi generali
ALLEGATO A alla delibera n. 256/10/CSP del 9 dicembre 2010

REGOLAMENTO IN MATERIA DI PUBBLICAZIONE E DIFFUSIONE DEI SONDAGGI SUI
MEZZI DI COMUNICAZIONE DI MASSA

Articolo 1
Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
a. “Autorita”: l’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni,
istituita con legge 31 luglio 1997, n. 249;
b. “Testo unico”: il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, come
da ultimo modificato dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44;
c. “sondaggio d’opinione”: rilevazione demoscopica di tipo
campionario, effettuata tramite questionario, generalmente
strutturato, volto a raccogliere informazioni inerenti scelte
comportamentali, sentimenti, credenze, valori, opinioni,
atteggiamenti;
d. “sondaggio politico ed elettorale”: rilevazione sull’esito delle
elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori,
volta a cogliere l’orientamento politico ed elettorale dei cittadini
e i trend delle intenzioni di voto nei confronti di partiti politici
e di candidati;
e. “manifestazione di opinioni”: modalita’ di raccolta di opinioni
senza valore scientifico, basata su quesiti rivolti in modo
sistematico, a determinate categorie di soggetti, tramite differenti
mezzi quali cellulare, SMS, telefono, internet o posta elettronica,
che non ricorre a procedure di campionamento ma si basa sulla
partecipazione spontanea di lettori, telespettatori o utenti web,
volta a permettere al pubblico di esprimere le proprie preferenze o
il proprio parere in merito a diversi argomenti, anche di carattere
politico o elettorale, il cui risultato non puo’ essere
generalizzato;
f. “popolazione di riferimento”: insieme definito di unita’
elementari/individui di cui si vogliono analizzare una o piu’
caratteristiche;
g. “campione probabilistico”: parte della popolazione, individuata
secondo tecniche di campionamento basate su un criterio casuale di
scelta tale da garantire, per tutte le unita’ costitutive della
popolazione di riferimento, la stessa probabilita’ di entrare a farne
parte;
h. “campione non probabilistico”: parte della popolazione,
individuata secondo tecniche di campionamento che prescindono dai
criteri di casualita’ nella scelta delle unita’ campionarie, che
vengono quindi scelte sulla base di variabili considerate rilevanti
ai fini della ricerca;
i. “panel”: un gruppo di individui intervistati ripetutamente nel
quadro della stessa ricerca e con lo stesso questionario la cui
formazione puo’ avvenire tramite diverse tecniche di campionamento;
l. “rappresentativita’ del campione”: capacita’ di un campione di
riprodurre in piccolo le distribuzioni semplici e/o congiunte che una
o piu’ proprieta’ hanno nella popolazione da cui il campione e’ stato
estratto;
m. “margine di errore”: una stima di quanto nei campioni
probabilistici i risultati del sondaggio si discostino da quelli che
si otterrebbero se fosse interpellata l’intera popolazione;
n. “ponderazione”: attribuzione di valore maggiore o minore ad un
elemento del campione, con il fine di ripristinare le proporzioni di
determinate variabili delle quali gia’ si conosce la distribuzione
nella popolazione di riferimento;
o. “metodo di raccolta delle informazioni”: insieme delle tecniche
utilizzate per la somministrazione dei questionari;
p. “committente”: ogni persona fisica o giuridica che commissiona la
realizzazione di un sondaggio;
q. “acquirente”: ogni persona fisica o giuridica che acquista i
risultati del sondaggio in modo totale o parziale;
r. “soggetto realizzatore”: ogni persona fisica o giuridica che ha
organizzato, somministrato o realizzato il sondaggio per proprio
conto o per conto di terzi;
s. “mezzo di comunicazione di massa”: qualsiasi mezzo destinato al
grande pubblico attraverso cui e’ possibile la pubblicazione o la
diffusione di contenuti ad una pluralita’ indeterminata di
destinatari, in particolare, nell’ambito di:
– un “servizio di media audiovisivo o radiofonico”, cioe’ un servizio
che e’ sotto la responsabilita’ editoriale di un fornitore di servizi
di media e il cui obiettivo principale e’ la fornitura di programmi
al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico,
attraverso reti di comunicazioni elettroniche, compresa internet, ad
eccezione dei servizi prestati nell’esercizio di attivita’
precipuamente non economiche e che non sono in concorrenza con la
radiodiffusione televisiva, quali i siti internet privati e i servizi
consistenti nella fornitura o distribuzione di contenuti audiovisivi
generati da utenti privati a fini di condivisione o di scambio
nell’ambito di comunita’ di interesse;
– “edizioni cartacee o elettroniche di quotidiani o periodici”: cioe’
prodotti realizzati su supporto cartaceo o su supporto informatico,
destinati direttamente o indirettamente alla pubblicazione o alla
diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo,
comprese le agenzie di stampa, ad esclusione dei prodotti
discografici, cinematografici e librari;
t. “nota informativa”: descrizione o informazione sintetica in
formato elettronico, testuale, verbale e/o grafico, diffusa dal
responsabile del mezzo di comunicazione di massa che pubblica il
sondaggio e riportata sullo stesso, contenente tutte le indicazioni
di cui all’articolo 4;
u. “documento”: ogni descrizione o informazione realizzata in formato
elettronico, testuale e/o grafico, che racchiuda i dati fondamentali
per la realizzazione del sondaggio contenente tutte le indicazioni di
cui all’articolo 5;
v. “ufficio competente”: la Direzione contenuti audiovisivi e
multimediali o il Servizio comunicazione politica e risoluzione dei
conflitti di interesse dell’Autorita’.

Articolo 2
Ambito di applicazione

1. Il presente regolamento si applica ai sondaggi d’opinione e ai
sondaggi politici ed elettorali pubblicati o diffusi sui mezzi di
comunicazione di massa nell’ambito di un servizio di media
audiovisivo o radiofonico ovvero di edizioni cartacee o elettroniche
di quotidiani o periodici, come definiti all’articolo 1, comma 1,
lettera s).
2. Le manifestazioni di opinione, come definite dall’articolo 1,
comma 1, lettera e), non possono essere diffuse sui mezzi di
comunicazione di massa con la denominazione di “sondaggi” e devono
recare l’informazione circa il valore non scientifico delle medesime.
3. In caso di pubblicazione, diffusione o divulgazione dei risultati
dei sondaggi da parte dei soggetti realizzatori unicamente sui propri
siti internet o in occasione di convegni o conferenze stampa non si
applicano gli articoli 4 e 5, fermi restando tali obblighi in caso di
successiva diffusione su altri mezzi di comunicazione di massa.

Articolo 3
Modalita’ di pubblicazione o diffusione

1. I risultati dei sondaggi, integrali o parziali, possono essere
pubblicati o diffusi sui mezzi di comunicazione di massa nell’ambito
di un servizio di media audiovisivo o radiofonico ovvero di edizioni
cartacee o elettroniche di quotidiani o periodici, unicamente se
accompagnati dalla nota informativa, di cui all’articolo 4 e se
contestualmente resi disponibili nella loro integralita’ attraverso
il documento di cui all’articolo 5.
2. Il mezzo di comunicazione di massa informa il soggetto
realizzatore in merito alla data in cui intende effettuare la
pubblicazione o la diffusione, totale o parziale, dei risultati del
sondaggio medesimo nonche’ di eventuali mutamenti rispetto alla data
indicata al fine di consentire al soggetto realizzatore di adempiere
agli obblighi di cui all’articolo 5. La nota informativa di cui
all’articolo 4, ovvero gli elementi indispensabili alla sua
compilazione, sono prontamente comunicati dal soggetto realizzatore
al mezzo di comunicazione di massa, ai fini della sua pubblicazione o
diffusione, unitamente ai risultati del sondaggio.
3. Il soggetto realizzatore, contestualmente e comunque non oltre 48
ore dall’avviso di pubblicazione notificatogli in forma scritta dal
mezzo di comunicazione di massa, trasmette il documento di cui
all’articolo 5:
– per i sondaggi di opinione, all’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni, ai fini della pubblicazione sul sito www.agcom.it;
– per i sondaggi politici ed elettorali, al Dipartimento per
l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, ai fini della pubblicazione sul sito
www.sondaggipoliticoelettorali.it.
4. Dell’effettiva osservanza, nella realizzazione del sondaggio,
delle prescrizioni metodologiche specificate dalla legge e dal
presente regolamento risponde il soggetto che ha realizzato il
sondaggio.

Articolo 4
Nota informativa

1. La nota informativa correda la pubblicazione o la diffusione
integrale o parziale dei risultati dei sondaggi sui mezzi di
comunicazione di massa e, fermo restando quanto previsto
dall’articolo 8 della legge del 22 febbraio 2000, n. 28, reca
obbligatoriamente tutte le indicazioni di seguito elencate, delle
quali e’ responsabile il soggetto realizzatore del sondaggio:
a) il soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) il nome del committente e dell’acquirente;
c) l’estensione territoriale del sondaggio (specificare unicamente se
nazionale, regionale, provinciale o comunale);
d) la consistenza numerica del campione di rispondenti, il numero o
la percentuale dei non rispondenti e delle sostituzioni effettuate;
e) la data o periodo in cui e’ stato condotto il sondaggio;
f) indirizzo o sito informatico dove e’ disponibile il documento
completo riguardante il sondaggio redatto conformemente all’articolo
5.
2. In caso di pubblicazione dei risultati dei sondaggi su edizioni
cartacee o elettroniche di quotidiani o periodici, la nota
informativa e’ evidenziata, completa di tutti i suoi elementi, in un
apposito riquadro.
3. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi sui servizi di
media audiovisivi la nota informativa e’ trasmessa completa di tutti
i suoi elementi e per una durata e con una grafica tali da
consentirne una chiara lettura da parte del pubblico.
4. In caso di diffusione radiofonica dei risultati dei sondaggi, la
nota informativa, completa di tutti i suoi elementi, e’ letta al
pubblico.
5. In caso di diffusione dei risultati dei sondaggi tramite lanci di
agenzia, in luogo della nota informativa sono indicati, nel corpo del
testo, solo il soggetto realizzatore e l’oggetto del sondaggio, fermo
restando l’obbligo del mezzo di comunicazione di massa che riprende
la notizia di pubblicare la nota informativa.
6. Qualunque sia la forma di pubblicazione o diffusione dei sondaggi,
le informazioni sono divulgate nel rispetto della normativa sulla
tutela dei dati personali e sensibili, ovvero in modo tale che non si
possano trarre riferimenti individuali atti a consentire il
collegamento con singole persone fisiche o giuridiche.
7. Nel caso in cui il mezzo di comunicazione di massa riporti la
notizia o riprenda i risultati di un sondaggio precedentemente
diffuso, non e’ tenuto a pubblicare la nota cosi’ come disciplinata
ai commi precedenti, ma deve fornire elementi utili a individuare il
sondaggio a cui fa riferimento.

Articolo 5
Documento

1. Il documento completo relativo al sondaggio, pubblicato o diffuso,
redatto dal soggetto realizzatore, reca le seguenti informazioni:
a) titolo del sondaggio;
b) soggetto che ha realizzato il sondaggio;
c) soggetto committente;
d) soggetto acquirente;
e) data o periodo in cui e’ stato realizzato il sondaggio
f) mezzo/i di comunicazione di massa sul quale/quali e’ pubblicato o
diffuso il sondaggio;
g) data di pubblicazione o diffusione;
h) temi/fenomeni oggetto del sondaggio (economia, societa’,
attualita’, costume, marketing, salute, etica, ambiente etc.);
i) popolazione di riferimento;
l) estensione territoriale del sondaggio;
m) metodo di campionamento, inclusa l’indicazione se trattasi di
campionamento probabilistico o non probabilistico, del panel e
l’eventuale ponderazione;
n) rappresentativita’ del campione, inclusa l’indicazione del margine
di errore;
o) metodo di raccolta delle informazioni;
p) consistenza numerica del campione di intervistati, numero dei non
rispondenti e delle sostituzioni effettuate;
q) testo integrale di tutte le domande e percentuale delle persone
che hanno risposto a ciascuna domanda.
2. Il soggetto che ha realizzato il sondaggio, su richiesta
dell’Autorita’ competente, fornisce le eventuali informazioni
aggiuntive al fine di consentire ulteriori verifiche.

Capo II
Sondaggi politici ed elettorali

Articolo 6
Disposizioni in materia di pubblicazione e diffusione dei sondaggi
politici ed elettorali

1. I risultati dei sondaggi politici ed elettorali, al di fuori dei
periodi di divieto di cui all’articolo 8, comma 1, della legge 22
febbraio 2000, n. 28, possono essere pubblicati o diffusi unicamente
secondo quanto previsto dal Capo I e dal seguente comma.
2. Durante le campagne elettorali e referendarie di cui all’articolo
1, comma 2, della legge 22 febbraio 2000, n. 28, nel caso in cui i
fornitori di servizi di media audiovisivi e radiofonici o le edizioni
cartacee od elettroniche di quotidiani o periodici, comprese le
agenzie di stampa, diffondono la notizia, da chiunque divulgata,
dell’esistenza di un sondaggio, devono chiarire contestualmente o,
comunque, non oltre le 48 ore dalla divulgazione della notizia, se il
sondaggio sia stato o meno realizzato con le modalita’ indicate dal
Capo I. Nel caso in cui la precisazione non sia contestuale, essa
deve avere il medesimo rilievo, per fascia oraria, collocazione e
caratteristiche editoriali, con cui e’ stata diffusa la notizia
inerente il sondaggio.

Articolo 7
Divieto di pubblicazione o diffusione dei sondaggi politici ed
elettorali

1. Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni e fino alla
chiusura delle operazioni di voto e’ vietato rendere pubblici o
comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi
sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto
degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati realizzati in un
periodo antecedente a quello del divieto.
2. L’inosservanza del divieto di cui al comma 1 sussiste altresi’
quando vengono riportate nel circuito dell’informazione
radiotelevisiva, delle edizioni cartacee od elettroniche di
quotidiani o periodici, o della diffusione di notizie mediante
agenzia, dichiarazioni concernenti i risultati di sondaggi politici
ed elettorali rilasciate da esponenti politici o da qualunque altro
soggetto in qualsiasi sede, a meno che i sondaggi cui tali
dichiarazioni si riferiscono non siano gia’ stati resi pubblici,
secondo le forme stabilite dagli articoli 4 e 5, nel periodo
precedente a quello del divieto di cui al comma 1.
3. Durante le competizioni elettorali che interessino meno di un
quarto degli elettori, su base nazionale, chiamati alle
consultazioni, i divieti di cui ai commi 1 e 2 non si applicano ai
sondaggi di rilevanza esclusivamente nazionale o relativi a bacini
territoriali non coinvolti dalle stesse.
4. E’ fatta salva la permanenza sul sito della Presidenza del
Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’editoria e l’informazione
– dei risultati dei sondaggi gia’ resi pubblici nel periodo
precedente a quello del divieto, secondo le forme stabilite dagli
articoli 4 e 5.

Capo III
Attivita’ di vigilanza e sanzionatoria

Articolo 8
Attivita’ di vigilanza

1. L’Autorita’ vigila sul rispetto delle disposizioni del presente
regolamento e verifica la completezza e la correttezza della nota
informativa e del documento relativi ai sondaggi, di cui siano stati
pubblicati o diffusi, in tutto o in parte, i risultati, nonche’ la
contestualita’ alla pubblicazione o alla diffusione, dell’invio del
documento di cui all’articolo 5. Le violazioni delle disposizioni del
presente regolamento sono perseguite, d’ufficio o su istanza di
parte, dall’Autorita’.
2. Qualora un mezzo di comunicazione di massa diffonda i risultati di
un sondaggio non corredati dalla nota informativa completa di tutte
le indicazioni previste all’articolo 4, comma 1, ovvero con modalita’
difformi da quelle stabilite all’articolo 4, commi 2, 3, 4 e 5,
l’ufficio competente comunica a tale soggetto l’avvio del
procedimento, mediante raccomandata con avviso di ricevimento o
comunicazione via fax con avviso di ricevimento o posta elettronica
certificata.
3. Qualora il documento relativo a un sondaggio pubblicato o diffuso
sia incompleto dei requisiti indicati dal precedente articolo 5, o
non venga inviato all’Autorita’ contestualmente e comunque non oltre
48 ore dalla pubblicazione o diffusione su un mezzo di comunicazione
di massa, ai sensi del precedente articolo 3, comma 3, l’ufficio
competente comunica al soggetto realizzatore e al mezzo di
comunicazione di massa l’avvio del procedimento, mediante
raccomandata con avviso di ricevimento o comunicazione via fax con
avviso di ricevimento o posta elettronica certificata.
4. Nella comunicazione di avvio del procedimento sono indicati
l’oggetto del procedimento, il termine per la sua conclusione, il
termine per presentare le giustificazioni ai sensi del successivo
articolo 9, l’indicazione dell’ufficio competente e del responsabile
del procedimento, nonche’, per i casi di cui al comma 2 del presente
articolo, l’avviso circa la possibilita’ di dar corso ad un
adeguamento spontaneo agli obblighi di cui al presente regolamento,
ai sensi del successivo articolo 10.

Articolo 9
Termini del procedimento

1. Il termine per l’adozione del provvedimento finale di cui
all’articolo 11, comma 2, e’ di sessanta giorni decorrenti dalla data
di ricezione della comunicazione d’avvio del procedimento.
2. Il destinatario della comunicazione di avvio del procedimento puo’
trasmettere all’ufficio competente le proprie memorie giustificative,
o richiedere di essere sentito, entro il termine di 10 giorni dalla
ricezione della comunicazione d’avvio.
3. Nell’ipotesi di sondaggi politici ed elettorali diffusi nel
periodo di campagna elettorale si applicano i termini di cui
all’articolo 10 della legge 22 febbraio 2000, n. 28.

Articolo 10
Adeguamento spontaneo

1. Qualora, successivamente alla ricezione della comunicazione
d’avvio del procedimento, il mezzo di comunicazione di massa,
destinatario della contestazione di cui all’articolo 8, comma 2,
provveda spontaneamente a pubblicare la nota informativa ovvero a
rettificare o integrare le indicazioni in essa contenute, nel termine
all’uopo prefissato nella comunicazione di avvio, ne da’ tempestiva
comunicazione all’ufficio competente, allegando idonea documentazione
da cui risulti l’avvenuto adeguamento.
2. L’ufficio competente, ricevuta la comunicazione e la
documentazione di cui al comma 1, se ritiene che l’intervenuto
adeguamento sia idoneo a far venire meno le conseguenze
dell’illecito, dispone l’archiviazione del procedimento per
intervenuto adeguamento spontaneo.
3. L’ufficio competente trasmette alla Commissione per i servizi e i
prodotti dell’Autorita’ informativa periodica relativa ai
procedimenti archiviati per adeguamento spontaneo.

Articolo 11
Conclusione dell’istruttoria e comunicazione dei provvedimenti

1. L’ufficio competente trasmette alla Commissione per i servizi e i
prodotti la proposta per l’adozione del provvedimento finale,
unitamente alla dettagliata relazione relativa all’istruttoria.
2. La Commissione per i servizi e i prodotti, esaminata la relazione
e valutata la proposta di provvedimento, adotta il provvedimento
finale, ovvero dispone l’archiviazione del procedimento.
3. Il provvedimento, adeguatamente motivato, deve contenere
l’espressa indicazione del termine per ricorrere e dell’autorita’
giurisdizionale a cui e’ possibile proporre ricorso.
4. L’ufficio competente provvede a notificare i provvedimenti
adottati dalla Commissione per i servizi e i prodotti, ai sensi del
precedente comma 3, con le forme di cui all’articolo 14 della legge
24 novembre 1981, n. 689, nonche’ a comunicare mediante raccomandata
con avviso di ricevimento o fax con conferma di ricevimento o posta
elettronica certificata i provvedimenti di archiviazione.

Articolo 12
Sanzioni

1. Nel caso in cui un mezzo di comunicazione di massa diffonda i
risultati di un sondaggio non corredati dalla nota informativa,
completa di tutte le indicazioni previste all’articolo 4, comma 1,
ovvero con modalita’ difformi da quelle stabilite all’articolo 4,
commi 2, 3, 4 e 5, l’Autorita’, al termine del procedimento di cui
agli articoli 8 e seguenti e in base alla proposta di cui
all’articolo 11, comma 1, ordina al soggetto responsabile di
pubblicare la nota informativa o di effettuare la rettifica o
l’integrazione delle indicazioni in essa contenute, entro 48 ore,
tenuto conto della periodicita’ di pubblicazione o diffusione del
mezzo di comunicazione di massa in questione, con le medesime
modalita’ di divulgazione dei risultati del sondaggio. In caso di
inottemperanza all’ordine dell’Autorita’, si applicano le sanzioni
amministrative previste all’articolo 1, comma 31, della legge 31
luglio 1997, n. 249.
2. Al soggetto realizzatore del sondaggio che non provveda ad inviare
all’Autorita’, contestualmente alla pubblicazione o diffusione dei
risultati del sondaggio, il documento di cui all’articolo 5 del
presente regolamento, o fornisca informazioni, relative al documento
e/o alla nota informativa, incomplete o non veritiere, si applicano
le sanzioni previste all’articolo 1, comma 30, della legge 31 luglio
1997, n. 249.
3. Al soggetto realizzatore del sondaggio che rifiuti di fornire le
eventuali informazioni aggiuntive richieste dall’Autorita’, ai sensi
dell’articolo 5, comma 2, del presente regolamento, o fornisca
informazioni incomplete o non veritiere, si applicano le sanzioni
previste all’articolo 1, comma 30, della legge 31 luglio 1997, n.
249.
4. Restano ferme le sanzioni previste dall’articolo 10 della legge 22
febbraio 2000, n. 28, relativamente ai sondaggi politici ed
elettorali.

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 9 dicembre 2010

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