AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 9 febbraio 2011 | Architetto.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 9 febbraio 2011

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 9 febbraio 2011 - Definizione di un modello di costo relativo al servizio di terminazione vocale su rete mobile ai sensi dell'art. 14 della deliberazione n. 667/08/CONS. (Deliberazione n. 60/11/CONS). (11A02403) (GU n. 43 del 22-2-2011 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 9 febbraio 2011

Definizione di un modello di costo relativo al servizio di
terminazione vocale su rete mobile ai sensi dell’art. 14 della
deliberazione n. 667/08/CONS. (Deliberazione n. 60/11/CONS).
(11A02403)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nella sua riunione di Consiglio del 9 febbraio 2011;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 31 luglio 1997, n.
177 – supplemento ordinario n. 154;
Vista la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante «Norme per la
concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilita’.
Istituzione delle Autorita’ di regolazione dei servizi di pubblica
utilita’», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 18 novembre 1995, n. 270 – supplemento ordinario n. 136;
Vista la delibera n. 316/02/CONS del 9 ottobre 2002, recante
«Regolamento concernente l’organizzazione e il funzionamento
dell’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 5 novembre 2002, n.
259 e successive modificazioni e integrazioni;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante
«Codice delle comunicazioni elettroniche» pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 15 settembre 2003, n. 215 (il
«Codice»);
Vista la Raccomandazione della Commissione europea del 17 dicembre
2007 relativa ai mercati rilevanti di prodotti e servizi del settore
delle comunicazioni elettroniche che possono essere oggetto di una
regolamentazione ex ante ai sensi della direttiva 2002/21/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro normativo
comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica,
pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 344/65 del
28 dicembre 2007 (la «Raccomandazione»);
Vista la Raccomandazione della Commissione europea del 15 ottobre
2008, relativa alle notificazioni, ai termini e alle consultazioni di
cui all’art. 7 della direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio, che istituisce un quadro normativo comune per le reti
e i servizi di comunicazione elettronica, pubblicata nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea L 301 del 12 novembre 2008;
Vista la delibera n. 217/01/CONS del 24 maggio 2001 recante
«Regolamento concernente l’accesso ai documenti», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 giugno 2001, n.
141 e successive modifiche;
Vista la delibera n. 453/03/CONS del 23 dicembre 2003, recante
«Regolamento concernente la procedura di consultazione di cui
all’art. 11 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259»,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 28
gennaio 2004, n. 22;
Vista la delibera n. 118/04/CONS del 5 maggio 2004, recante
«Disciplina dei procedimenti istruttori di cui al nuovo quadro
regolamentare delle comunicazioni elettroniche» pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 19 maggio 2004, n.
116 e successive modificazioni;
Vista la delibera n. 3/06/CONS del 12 gennaio 2006 recante «Mercato
della terminazione di chiamate vocali su singole reti mobili (mercato
n. 16 fra quelli identificati dalla raccomandazione della Commissione
europea n. 2003/311/CE): identificazione ed analisi del mercato,
valutazione di sussistenza di imprese con significativo potere di
mercato ed individuazione degli obblighi regolamentari», pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dell’8 febbraio
2006, n. 32 – supplemento ordinario n. 35;
Vista la delibera n. 628/07/CONS del 12 dicembre 2007 recante
«Mercato della terminazione di chiamate vocali su singole reti mobili
(mercato n. 16 fra quelli identificati dalla Raccomandazione della
Commissione europea n. 2003/311/CE): valutazione ai sensi dell’art.
15, comma 4, della delibera n. 3/06/CONS, circa l’applicazione
all’operatore H3G degli obblighi di cui all’art. 50 del Codice delle
comunicazioni elettroniche», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana del 24 gennaio 2008, n. 20 – supplemento
ordinario n. 21;
Vista la delibera n. 446/08/CONS del 29 luglio 2008 recante
«Integrazione della delibera n. 628/07/CONS concernente
l’applicazione all’operatore H3G degli obblighi di cui all’art. 50
del Codice delle comunicazioni elettroniche», pubblicata sulla
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana n. 203 del 30 agosto
2008;
Vista la delibera n. 667/08/CONS del 26 novembre 2008 recante
«Mercato della terminazione di chiamate vocali su singole reti mobili
(mercato n. 7 fra quelli identificati dalla raccomandazione della
Commissione europea n. 2007/879/CE)», pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 3 gennaio 2009, n. 2 –
supplemento ordinario n. 5;
Vista la comunicazione di avvio del procedimento istruttorio
concernente la produzione di un modello di costo per il servizio di
terminazione del traffico su rete mobile ai sensi dell’art. 14 della
delibera n. 667/08/CONS, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana dell’11 febbraio 2009, n. 34;
Vista la delibera n. 121/10/CONS del 16 aprile 2010 recante
«Consultazione pubblica concernente la definizione di un modello di
costo per la determinazione dei prezzi dei servizi di accesso
all’ingrosso alla rete fissa di Telecom Italia S.p.A. ed al calcolo
del valore del WACC, ai sensi dell’art. 73 della delibera n.
731/09/CONS», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana del 6 maggio 2010, n. 104;
Ritenuto, in conformita’ a quanto prescritto dall’art. 14, comma 1,
della delibera n. 667/08/CONS, di procedere alla definizione del
suddetto modello di costo avvalendosi della collaborazione di una
societa’ di consulenza di comprovata esperienza nel settore;
Considerato che, in tal senso, l’Autorita’ ha conferito alla
societa’ European Economics Research Ltd (Europe Economics – EE)
l’incarico di consulenza per la definizione del modello;
Vista la Raccomandazione della Commissione europea del 7 maggio
2009 sulla regolamentazione delle tariffe di terminazione su reti
fisse e mobili nell’Unione europea pubblicata nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea L 124/67 del 20 maggio 2009;
Vista la delibera n. 66/10/CONS dell’11 marzo 2010 recante
«Sostituzione del responsabile del procedimento e proroga dei termini
del procedimento istruttorio concernente la produzione di un modello
di costo per il servizio di terminazione del traffico su rete mobile
ai sensi dell’art. 14 della delibera n. 667/08/CONS», pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 30 marzo 2010,
n. 74;
Ritenuto necessario, ai sensi dell’art. 11 del Codice, consentire
alle parti interessate di presentare le proprie osservazioni sugli
orientamenti dell’Autorita’ relativi al tema in esame;
Vista la delibera n. 509/10/CONS del 5 ottobre 2010 recante
«Consultazione pubblica concernente la definizione di un modello di
costo relativo al servizio di terminazione vocale su rete mobile ai
sensi dell’art. 14 della delibera n. 667/08/CONS» pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 26 ottobre 2010, n.
251;
Viste le istanze di audizione pervenute da parte delle societa’ BT
Italia S.p.A., Fastweb S.p.A., H3G S.p.A., Telecom Italia S.p.A.,
Vodafone Omnitel N.V. e Wind Telecomunicazioni S.p.A.;
Sentita in data 23 novembre 2010 la societa’ H3G S.p.A.;
Sentite in data 24 novembre 2010, le societa’ Fastweb S.p.A. e
Telecom Italia S.p.A.;
Sentite in data 25 novembre 2010, le societa’ Wind
Telecomunicazioni S.p.A., BT Italia S.p.A. e Vodafone Omnitel N.V.;
Visti i contributi prodotti dalle societa’ BT Italia S.p.A.,
Fastweb S.p.A., H3G S.p.A., Telecom Italia S.p.A., Vodafone Omnitel
N.V., Wind Telecomunicazioni S.p.A., Poste Mobile S.p.A. e
dell’Associazione Italiana Internet Providers;
Visto il dispositivo di sentenza n. 00244/2010 del 3 dicembre 2010
del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza
Ter) che respinge il, ricorso proposto dalla Societa’ H3g Spa contro
l’Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni per l’annullamento
della delibera n. 667/08/CONS;
Vista la delibera n. 666/10/CONS del 17 dicembre 2010 recante
«Proroga dei termini del procedimento istruttorio concernente la
produzione di un modello di costo per il servizio di terminazione del
traffico su rete mobile ai sensi dell’art. 14 della delibera n.
667/08/CONS», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
Italiana del 3 gennaio 2011, n. 1 – supplemento ordinario n. 3;
Considerato quanto segue:

SOMMARIO

1. Il quadro di riferimento regolamentare……………………..
2. La Raccomandazione della Commissione europea sulla
regolamentazione delle tariffe di terminazione
su reti fisse e mobili……………………………………
3. Il modello BU LRIC……………………………………….
3.1 Descrizione del Modello…………………………………..
3.2 La struttura di rete……………………………………..
3.3 La metodologia di ammortamento…………………………….
3.4 Costo del capitale……………………………………….
3.5 Osservazioni degli operatori e valutazioni
dell’Autorità in merito al Modello BU LRIC………………….
4. L’attività di riconciliazione……………………………..
4.1 L’attività di interlocuzione con gli operatori………………
4.2 La metodologia proposta dall’Autorità………………………
4.3 Osservazioni degli operatori e valutazioni
dell’Autorità sull’attività di riconciliazione………………
5. Le modifiche ai formati contabili………………………….
5.1 Osservazioni degli operatori e valutazioni dell’Autorità
in merito alle modifiche ai formati contabili……………….

1. Il quadro di riferimento regolamentare

1. L’Autorita’ ha concluso la seconda analisi dei mercati dei
servizi di terminazione delle chiamate vocali su singola rete
mobile 1
(c.d. mercato 7 della Raccomandazione 2007/879/CE) con la delibera
n. 667/08/CONS.
——–
1
Il considerando 7 della Raccomandazione 2009/396/CE definisce la
terminazione delle chiamate vocali all’ingrosso come il servizio
tramite il quale le chiamate sono inoltrate agli abbonati degli
operatori di rete mobile. In Europa il sistema di tariffazione e’
fondato sul principio CPNP (Calling Party Network Pays) in base al
quale il costo di terminazione e’ stabilito dalla rete chiamata e
pagato dalla rete che chiama.
2. L’Autorita’, considerato che ciascun operatore mobile e’ l’unico
soggetto in grado di offrire servizi di terminazione delle chiamate
sulla propria rete, ha individuato (in linea con la precedente
analisi di mercato 2 e con quanto affermato dalla Commissione
europea nell’Explanatory Note3 ) quattro mercati rilevanti di
dimensione geografica nazionale, cioe’ un mercato distinto per
ciascun operatore di rete mobile ed ha notificato come aventi
significativo potere di mercato (SMP) sui mercati della terminazione
delle chiamate vocali su rete mobile gli operatori H3G S.p.A. (di
seguito H3G), Telecom Italia S.p.A. (di seguito Telecom Italia),
Vodafone Omnitel N.V. (di seguito Vodafone) e Wind Telecomunicazioni
S.p.A. (di seguito Wind).
——–
2
Delibera n. 3/06/CONS.
——–
3
” Explanatory Note, accompanying document to the Commission
Recommendation on Relevant Product and Service Markets ”, C(2007)
5406.
3. Ai sensi dell’articolo 45 del Codice, l’Autorita’ ha imposto agli
operatori notificati i seguenti obblighi regolamentari: i) obbligo di
trasparenza; ii) obbligo di non discriminazione; iii) obbligo di
accesso e di uso di determinate risorse di rete; iv) obbligo di
controllo dei prezzi e v) obbligo di contabilita’ dei costi.
4. Per quanto riguarda l’obbligo di controllo dei prezzi, la delibera
n. 667/08/CONS ha definito un meccanismo pluriennale di riduzione
programmata dei prezzi dei servizi di terminazione su rete mobile
(glide path) che portera’, a partire dal 1° luglio 2012, a prezzi del
servizio simmetrici tra operatori non superiori a 4,5 centesimi di
euro al minuto. Il glide path e’ stato definito in base ad un modello
di costo di tipo LRIC (Long Run Incremental Costs) top-down (Allegato
A1 alla delibera n. 667/08/CONS).
5. Inoltre, la delibera n. 667/08/CONS, tenuto conto delle
osservazioni ricevute sia dall’AGCM che dalla Commissione europea
(CE), all’art. 14 (disposizioni transitorie e finali), prevede che
l’Autorita’, nell’ambito di un apposito procedimento, predisponga un
modello a costi incrementali di lungo periodo (LRIC) di tipo
bottom-up (BU) che sostituisca il modello di costo in vigore 4 e che
definisca le modalita’ di determinazione dei prezzi del servizio di
terminazione mobile tenendo nella massima considerazione quanto
previsto dalla Raccomandazione 2009/396/CE sulla regolamentazione
delle tariffe di terminazione.5
——–
4
Modello definito nell’allegato A1 alla delibera n. 667/08/CONS
(secondo ciclo di analisi di mercato), che aggiorna ed integra quello
definito nell’allegato A1 alla delibera n. 3/06/CONS (primo ciclo di
analisi di mercato).
——–
5
Raccomandazione del 7 maggio 2009 sulla regolamentazione delle
tariffe di terminazione su reti fisse e mobili nella UE
(2009/396/CE).
6. La delibera prevede altresi’ che eventuali variazioni al percorso
di riduzione delle tariffe di terminazione (glide path), descritto al
punto 4, possano essere imposte agli operatori di rete mobile solo a
valle di uno specifico procedimento di analisi di mercato.
7. Per quanto riguarda l’obbligo di contabilita’ dei costi,
l’Allegato A2 della delibera n. 667/08/CONS ha previsto nuovi formati
contabili, che sostituiscono quelli contenuti nell’Allegato B della
delibera n. 399/02/CONS, e che saranno adottati a partire dalle
contabilita’ regolatorie dell’esercizio contabile 2009. In ogni caso
l’articolo 14 della delibera n. 667/08/CONS prevede che l’Autorita’,
qualora lo ritenga necessario, possa ulteriormente modificare i
formati contabili di cui all’Allegato A2 nell’ambito del procedimento
volto alla definizione del modello BU LRIC.
8. Al fine di dar seguito alle disposizioni contenute nell’articolo
14 della delibera n. 667/08/CONS e a quanto previsto dalla
Raccomandazione 2009/396/CE, l’Autorita’ ha avviato il procedimento
in oggetto, propedeutico alla successiva analisi del mercato dei
servizi di terminazione mobile nell’ambito del terzo ciclo di analisi
di mercato. Il documento e’ articolato come segue. Il paragrafo 2
illustra quanto disposto dalla Raccomandazione in tema di
regolamentazione delle tariffe di terminazione su rete mobile. Il
paragrafo 3 illustra il modello di terminazione di tipo bottom-up
LRIC sviluppato dagli Uffici dell’Autorita’, con l’ausilio della
societa’ di consulenza Europe Economics. Il paragrafo 4 illustra le
modalita’ che l’Autorita’ intende adottare per riconciliare i
risultati scaturenti dal modello bottom-up con i dati di contabilita’
regolatoria degli operatori di rete mobile (MNO). Il paragrafo 5
fornisce alcuni chiarimenti interpretativi in tema di formati
contabili. Infine per la metodologia di calcolo del Costo del
Capitale (WACC) si rimanda all’Allegato A.

2. La Raccomandazione della Commissione europea sulla
regolamentazione delle tariffe di terminazione su reti fisse e mobili

9. Nel maggio del 2009 la Commissione europea ha pubblicato la
Raccomandazione 2009/396/CE sulla regolamentazione delle tariffe di
terminazione su reti fisse e mobili.
10. A seguito di un’attenta disamina delle problematiche di tipo
concorrenziale che possono emergere in tali mercati a causa della
loro natura di mercati cosiddetti two-way access, la CE ha concluso
che, in tema di controllo dei prezzi, l’orientamento al costo e’
l’intervento di carattere regolamentare piu’ appropriato da parte
delle Autorita’ Nazionali di Regolamentazione (ANR). Piu’
precisamente la CE raccomanda che le ANR, quando impongono obblighi
in materia di controllo dei prezzi e di contabilita’ dei costi agli
operatori designati come detentori di un significativo potere di
mercato nei mercati in esame, stabiliscano tariffe di terminazione
basate sui costi sostenuti da un operatore efficiente.
11. Cio’ implica che le tariffe debbano essere le stesse per ciascun
operatore (tariffe di terminazione simmetriche), a meno che non si
riscontrino differenze oggettive tra i costi degli operatori. A tal
proposito, la Raccomandazione afferma che mentre nelle reti fisse non
si rileva alcuna differenza oggettiva tra i costi che gli operatori
non possano controllare, nelle reti mobili un’assegnazione ineguale
delle frequenze puo’ comportare differenze di costo unitario tra gli
operatori. In particolare, e’ possibile rilevare differenze di costo
estrinseche nel caso in cui l’assegnazione delle frequenze non
avvenga in base a meccanismi di mercato, ma secondo un processo
sequenziale di autorizzazione. Viceversa, quando l’assegnazione delle
frequenze avviene attraverso meccanismi di mercato (vendita
all’asta), o se esiste un mercato secondario, le differenze di costo
dovute alle frequenze sono determinate da fattori intrinseci e
possono essere notevolmente ridotte o addirittura eliminate.
12. Dal momento che in un mercato concorrenziale gli operatori
competono sulla base dei costi correnti, la CE raccomanda di fondare
la valutazione dei costi efficienti sui costi correnti e di
utilizzare un modello ingegneristico di tipo bottom-up LRIC per il
calcolo dei costi. Le assunzioni alle base di questo tipo di modello,
infatti, sono coerenti con il concetto di una rete costruita da un
operatore efficiente in quanto il modello non considera i costi
ereditati dal passato, ma solo i costi necessari per costruire e
rendere operativa una rete di nuova realizzazione.
13. Al fine di calcolare i costi incrementali prospettici di lungo
periodo e’ necessario innanzitutto definire l’incremento. A questo
riguardo la CE raccomanda di utilizzare, per la determinazione delle
tariffe di terminazione, un cosiddetto LRIC puro, in cui
l’incremento e’ costituito dalla fornitura all’ingrosso del servizio
di terminazione di chiamata ed i costi evitabili sono gli unici a
dovere essere presi in considerazione. Questi ultimi sono i costi
che l’operatore puo’ evitare di sostenere qualora decida di
interrompere la fornitura del servizio di terminazione. 6 In base a
quanto previsto dalla Raccomandazione, i costi incrementali possono
essere ottenuti come differenza tra i costi totali di lungo periodo
sostenuti da un operatore efficiente per fornire l’intera gamma di
servizi e i costi totali di lungo periodo sostenuti dallo stesso
operatore per fornire l’intera gamma di servizi ad esclusione del
servizio di terminazione. L’incremento, cosi’ come definito dalla
Commissione, non tiene conto dei costi comuni (costi che non sono
direttamente attribuibili a specifici servizi) e congiunti (costi
direttamente attribuibili a piu’ di un servizio) nella misura in cui
essi non sono evitabili nel caso in cui l’operatore non offra il
servizio di terminazione.
——–
6
Visti da un’altra prospettiva i costi incrementali rappresentano
proprio i costi aggiuntivi che l’operatore deve sostenere per offrire
il servizio di terminazione.
14. La Raccomandazione precisa, inoltre, che per garantire una
corretta attribuzione dei costi occorre distinguere tra i costi
legati al traffico e quelli non legati al traffico. Per il calcolo
del costo incrementale di lungo periodo devono essere presi in
considerazione solo i costi legati al traffico, sia fissi che
variabili. Tra i costi legati al traffico devono essere attribuiti al
pertinente incremento della fornitura di terminazione solo i costi
(fissi e variabili) che sarebbero evitati se non fosse fornito il
servizio di terminazione di chiamata all’ingrosso.
15. Per quanto riguarda la scelta della tecnologia, la
Raccomandazione stabilisce che nello sviluppo del modello per le reti
mobili la componente accesso sia basata sull’utilizzo congiunto delle
tecnologie 2G e 3G, e che la componente core possa basarsi sulle
tecnologie di trasporto di nuova generazione (NGN).
16. La Raccomandazione fornisce esempi dettagliati di costi (di rete
e non di rete) che dovrebbero essere inclusi nel costo incrementale
del servizio di terminazione e di costi che dovrebbero essere
esclusi.
17. Ad esempio, i costi dei dispositivi (handset) e delle SIM card,
non essendo legati al traffico, non rientrano nel calcolo
dell’incremento. Per la stessa ragione, non devono essere attribuiti
alla terminazione i costi di copertura, ossia i costi che l’operatore
sostiene per permettere ad un determinato utente di effettuare una
chiamata in qualsiasi momento ed in qualsiasi parte del territorio
servito. Al contrario, i costi sostenuti per far fronte ad un aumento
della domanda (costi di capacita’) – essendo legati al traffico –
possono essere attribuiti al servizio di terminazione nella misura in
cui l’aumento di capacita’ e’ richiesto per far fronte ad una
maggiore richiesta del servizio di terminazione all’ingrosso.
18. Il costo d’uso delle frequenze necessario per offrire servizi di
telefonia mobile all’utenza finale dipende dal numero di
sottoscrittori, quindi, non essendo legato al traffico, non deve
essere attribuito al costo incrementale del servizio di terminazione.
Tuttavia, qualora l’operatore sostenga dei costi d’uso delle
frequenze per accrescere la capacita’ – oltre il livello minimo
necessario per fornire a tutti gli utenti un servizio di
comunicazione mobile – la quota parte di tali costi imputabile alla
fornitura del servizio di terminazione deve essere inclusa nel costo
incrementale.
19. Con riferimento ai costi di rete, gli eventuali Mobile Switching
Centers (MSCs) e le infrastrutture di trasporto (backbone)
direttamente richiesti per trasportare il traffico di terminazione
verso le reti di altri operatori devono essere inclusi nel costo
incrementale. Laddove, invece, alcuni elementi di rete (come ad
esempio le Base Transceiver Stations – BTSs) siano condivisi tra piu’
servizi (originazione e terminazione), andranno inclusi nel costo
incrementale solo se necessari per fornire capacita’ aggiuntiva per
trasportare il traffico telefonico di terminazione di operatori
terzi.
20. Infine, vanno imputati al costo incrementale di terminazione
anche i costi commerciali (spese di fatturazione relative al servizio
di terminazione) e le spese generali (overhead) se direttamente
legati alla fornitura del servizio di terminazione. Viceversa, i
costi di copertura, le spese generali (overhead) non evitabili e i
costi commerciali retail non dovranno essere inclusi nel costo
incrementale del servizio di terminazione.
21. La Raccomandazione stabilisce che la scala minima efficiente,
ossia la quota di mercato che minimizza il costo unitario, sia pari
al 20%. 7
——–
7
A tal proposito, la Raccomandazione cita alcuni precedenti. In
un’indagine del 2003 condotta dall’Autorita’ antitrust del Regno
Unito si stima una scala minima efficiente corrispondente a una quota
di mercato del 25% calcolata sul totale dei minuti di traffico. Nel
2007, in un report preparato dalla societa’ WIK per l’Autorita’
antitrust australiana, si stimano due scenari per la scala minima
efficiente corrispondenti al 25% e al 31% del numero dei
sottoscrittori. Infine, da uno studio dell’ERG emerge che un
operatore mobile impieghera’ dai tre ai quattro anni per raggiungere
una quota di mercato del 15%- 20% calcolata sul numero dei
sottoscrittori.
22. La Raccomandazione prevede che la metodologia di ammortamento
debba essere in grado di riflettere il valore economico di un
cespite. Tuttavia, ove non sia possibile elaborare un modello
affidabile di ammortamento economico, le ANR possono ricorrere ad
altri metodi, tra cui l’ammortamento lineare, l’ammortamento con
annualita’ costanti (tilted annuity) e l’ammortamento con annualita’
variabili (adjusted tilted annuity).
23. Infine, dal momento che un modello bottom-up e’ basato in gran
parte su dati derivati (ad esempio i costi di rete sono calcolati
utilizzando informazioni fornite dai venditori di apparecchiature),
la Raccomandazione prevede che le ANR possano riconciliare i
risultati scaturenti da un modello bottom-up con quelli di un modello
top-down, che utilizza come input dati sottoposti a revisione.

3. Il modello BU LRIC

24. L’Autorita’ si e’ avvalsa della societa’ di consulenza Europe
Economics per lo sviluppo del modello bottom-up LRIC (il Modello).
25. Le attivita’ preliminari alla predisposizione del Modello hanno
avuto inizio nel mese di aprile 2009, con l’invio di una richiesta di
informazioni ai quattro operatori di rete mobile notificati ai sensi
della delibera n. 667/08/CONS. Oggetto della richiesta era una
descrizione generale, sia attuale che prospettica, della rete
radiomobile di ciascuno degli operatori, con particolare riferimento
alle tecnologie impiegate (2G e 3G). Successivamente i quattro
operatori di rete mobile sono stati convocati in audizione per
l’acquisizione di ulteriori informazioni.
26. Le attivita’ degli Uffici sono proseguite nel mese di luglio 2009
con la somministrazione agli operatori di un questionario,
predisposto con l’ausilio del consulente, volto all’acquisizione di
elementi qualitativi e quantitativi di maggior dettaglio.
27. Il consulente, avvalendosi dei dati forniti dagli operatori, ha
sviluppato il Modello bottom-up LRIC che, in linea con le indicazioni
della Raccomandazione CE, configura la rete di un ipotetico operatore
efficiente, ossia di un operatore che minimizza i costi di fornitura
dei servizi e che si suppone entri sul mercato oggi. Per queste
ragioni, il Modello non riflette le caratteristiche strutturali
effettive di ciascun operatore. Piu’ precisamente, sulla base dei
dati relativi alle previsioni di domanda forniti dagli operatori, si
e’ effettuata innanzitutto una stima della domanda di un ipotetico
operatore efficiente che detenga una quota di mercato in volumi pari
al 20%.
28. Sulla base di questa stima, si e’ proceduto a configurare la
rete dell’operatore efficiente seguendo un approccio di tipo
Scorched Earth, cioe’ ipotizzando una rete completamente nuova, che
prescinde non solo dal numero di nodi effettivamente esistenti nelle
reti degli operatori, ma anche dal loro posizionamento. Questo tipo
di approccio non tiene conto delle inefficienze derivanti dalle
modifiche subite dalle reti degli operatori nel tempo e, pertanto,
determina un costo di lungo periodo inferiore a quello che si
otterrebbe con un approccio di tipo Scorched Node che, al contrario,
configura una rete che utilizza la tecnologia piu’ aggiornata e piu’
efficiente a partire dal posizionamento effettivo dei nodi
dell’operatore. Come verificato anche dal consulente, sulla base
dell’esperienza maturata nel contesto internazionale, un approccio
di tipo Scorched Earth si adatta meglio alla descrizione di un
operatore ipotetico di rete mobile in quanto il posizionamento dei
siti di una rete mobile e’ piu’ flessibile rispetto a quello dei
siti di un operatore di rete fissa, sia per la mancanza di una rete
fisica di accesso sia per il sempre piu’ frequente ricorso da parte
degli operatori di rete mobile all’utilizzo di ponti radio per i
collegamenti di backhaul. 8
——–
8
Cfr. par. 169-173 della delibera n. 2/10/CONS.
29. Il Modello calcola il costo associato al servizio di
terminazione sostenuto da un operatore che utilizza le tecnologie 2G
e 3G, senza includere i costi non legati al traffico, e non prevede
la possibilita’ di differenziare le tariffe di terminazione. 9
——–
9
Eventuali deroghe al principio di simmetria delle tariffe possono
emergere nei casi previsti dalla Commissione e comunque a valle
dell’attivita’ di riconciliazione (vedi infra paragrafo 4).

3.1 Descrizione del Modello

30. Il Modello e’ stato popolato con i dati forniti dagli operatori
di telefonia mobile in risposta al questionario di luglio 2009.
31. Sulla base dei dati relativi alle previsioni di domanda ricevuti
dagli operatori, il Modello sviluppa tre scenari differenti: 1)
Factual (effettivo), 2) Counter Factual e 3) Copertura, calcolando i
costi totali di lungo periodo associati ad ognuno di essi.
32. Nello scenario Factual l’operatore fornisce l’intera gamma dei
servizi (traffico vocale, dati, messaggi, ecc.), mentre in quello
Counter Factual l’operatore fornisce l’intera gamma dei servizi
escluso il servizio all’ingrosso di terminazione vocale. In
sostanza, si tratta degli scenari necessari a calcolare per
differenza il costo incrementale (o costo evitabile) del servizio di
terminazione, come indicato nella Raccomandazione CE. 10
——–
10
Cfr. considerando 14 e articolo 6 della Raccomandazione 2009/396/CE.
33. Lo scenario Copertura rappresenta la configurazione di rete
minima necessaria per poter offrire servizi di telefonia, cioe’
quella configurazione che consente ad un operatore di rete mobile di
soddisfare la domanda relativa al primo minuto di traffico. Questo
scenario e’ stato sviluppato per valutare il numero di siti necessari
per raggiungere una copertura di base, numero oltre il quale i siti
installati sono da considerarsi legati al traffico.
34. Il Modello prevede la possibilita’ di scegliere la tecnologia (2G
e/o 3G) da utilizzare per lo scenario Copertura, permettendo cosi’
all’utilizzatore di esaminare i risultati sia per un operatore che
utilizza entrambe le tecnologie, sia per un operatore che ne utilizza
una sola.
35. A prescindere dalla scelta di quale tecnologia considerare per lo
scenario Copertura, sia lo scenario Factual sia quello Counter
Factual prevedono la possibilita’ di utilizzare entrambe le
tecnologie 2G e 3G o una sola di esse.
36. Il Modello individua sei geotipi, in base alla densita’
abitativa: 1) Urbano a densita’ molto elevata; 2) Densamente urbano;
3) Urbano; 4) Suburbano; 5) Rurale e 6) Scarsamente rurale.
37. Relativamente all’approccio da seguire per modellare la rete, nel
Modello e’ consentito specificare il numero di siti (separatamente
per le tecnologie 2G e 3G) che sarebbero richiesti se si adottasse un
approccio di tipo Scorched Node. La differenza tra tale valore e
quello calcolato dal Modello seguendo l’approccio Scorched Earth
viene considerata accettabile se ricade all’interno di un “margine di
errore” definito dall’utente. In questo modo e’ possibile valutare lo
scostamento della rete modellata da una rete piu’ prossima alla
realta’.
38. Il Modello (Allegato C) si compone di 13 fogli di calcolo Excel
che possono essere raggruppati nelle seguenti categorie:
i. 7 fogli di input (“Parameters”, “Product Demand”,
“Network Elements”, “Routing Factors”, “Network Design Param”,
“Network Components” e “Opex Inputs”), che contengono i dati da
inserire come base di calcolo e, ove necessario, effettuano alcuni
calcoli;
ii. 3 fogli di calcolo (“Network Components”, “Opex Costs” e
“Total Costs”), che effettuano le elaborazioni necessarie alla
produzione del risultato, mostrato nel foglio “Total Costs ”;
iii. 3 fogli aggiuntivi (“Worksheet List and Notes”, “Version
History” e “Selection Lists”), che forniscono assistenza alla
navigazione ed alla comprensione del Modello e individuano le
informazioni necessarie alla costruzione del Modello, quali i geotipi
e le unita’ di misura.

3.2 La struttura di rete

3.2.1 Gerarchia e scelta della tecnologia
39. Il Modello ipotizza la struttura gerarchica di rete illustrata
nella Figura 1.

Parte di provvedimento in formato grafico

40. Come illustrato in figura, la rete di accesso radio, Radio Access
Network (RAN), e’ modellata separatamente per i servizi in tecnologia
2G e 3G, pur essendo consentita la condivisione di siti e di antenne.
Si assume che, per ogni stazione radio base (BTS)/Nodo B, vi sia un
singolo collegamento punto-punto al relativo Base Station Controller
(BSC)/Radio Network Controller (RNC) e che, per ogni BSC/RNC, vi
siano due connessioni punto-punto a due diversi Mobile Switching
Centres (MSCs), per garantire la ridondanza dei collegamenti.
41. Si ipotizza che gli MSCs e i Gateway Mobile Switching Centres
(GMSCs) siano collegati tra loro tramite anelli di fibra spenta e si
presume l’esistenza di servers aggiuntivi co-locati presso un numero
limitato di MSCs. Infine, si ipotizza che i siti degli operatori
siano collegati ai siti GMSC tramite collegamenti di tipo
punto-punto.
42. Il Modello ipotizza l’utilizzo di una core network basata su un
insieme di MSCs, Servers MSC (MSSs) e Media Gateways (MGWs) la cui
quantita’ complessiva viene calcolata in base al traffico da gestire.
Allo stesso modo il Modello prevede, oltre ai GMSCs, anche i Gateway
MSC Servers e i Gateway MGWs, per il cui dimensionamento si opera in
maniera analoga al caso degli MSCs, MSSs e MGWs.
43. Infine, il Modello tiene conto di ulteriori elementi di rete,
quali Home Location Registers (HLRs) e piattaforme voicemail. 11
——–
11
Non sono stati inseriti nel Modello componenti di rete specifici per
i dati in quanto, essendo chiaramente non richiesti per il servizio
di terminazione all’ingrosso delle chiamate vocali, qualsiasi costo
associato ad essi non sarebbe stato incluso nel costo incrementale
pertinente.

3.2.2 Instradamento della chiamata (Call Routings)

44. Le modalita’ di instradamento di una chiamata riflettono quelle
di un tipico operatore di telefonia mobile. Per le chiamate che
terminano sulla rete di operatori terzi, si ipotizza la consegna
della chiamata al primo punto accessibile. Analogamente, per le
chiamate originate nella rete di terzi, che terminano sulla rete
modellata, si ipotizza che la chiamata sia consegnata al punto
accessibile piu’ vicino all’operatore di origine; in generale, la
terminazione coinvolge un numero di elementi di rete maggiore
dell’instradamento di una chiamata in originazione.

3.2.3 I fogli di input e di calcolo

45. Il foglio “Parameters” e’ utilizzato per specificare il metodo di
ammortamento, nonche’ il WACC (vedi infra paragrafi 3.3 e 3.4).
46. Il foglio di input “Product Demand” consente all’utilizzatore di
inserire i dati relativi alla domanda di servizi (espressa in minuti
per i servizi voce, in numero di messaggi per gli SMS e in GBytes per
i servizi dati) per ciascuno dei tre scenari ipotizzati: Copertura,
Counter Factual e Factual. Inoltre, l’utilizzatore puo’ inserire la
percentuale di traffico su rete 2G ed i fattori di conversione tra il
livello di traffico medio e di punta. Il foglio calcola l’incremento
totale di domanda ed il traffico di picco (Busy Hour) GPRS/HSDPA in
Mbps per ciascuno dei tre scenari di domanda.
47. Il foglio di input “Network Elements” fornisce una descrizione
di ogni elemento di rete attraverso informazioni di carattere
generale sul livello gerarchico di appartenenza (RAN, core network,
central equipment) e sul tipo (BTS, Nodo B, etc.) oltre ad
informazioni specifiche sui servizi a cui e’ dedicato, sulla
tecnologia di utilizzo (2G, 3G o entrambe 12 ) e sul tasso di
conversione in bit specifico per ogni servizio, necessario affinche’
il Modello valuti correttamente la proporzione di traffico dati
rispetto a quello voce.
——–
12
Il Modello prevede anche la condivisione di alcuni elementi di rete
tra le due tecnologie.
48. Il foglio di input “Routing Factors” si articola in tre sezioni.
La prima definisce l’utilizzo degli elementi di rete da parte di
ciascun servizio (“routing factor”). La seconda valuta gli elementi
di rete necessari per ciascuno dei tre scenari di domanda definiti.
La terza sintetizza gli elementi di rete dei tre scenari.
49. Il foglio di input “Network Components” raggruppa gli elementi di
rete in sei sezioni: 1) stazioni radio base e nodi B; 2) torri e
strutture di supporto; 3) BSCs e RNCs; 4) MSCs e Gateways; 5)
percorsi trasmissivi e 6) altri elementi. Ciascuna sezione individua
le parti costituenti gli elementi di rete e ne calcola il Capex
complessivo, il Capex annualizzato e l’Opex. Il corrispondente foglio
di calcolo “Network Components” determina, per ciascuna delle aree
elencate nel foglio “Network Design Param”, le ore/uomo totali (Full
Time Equivalent – FTE), il Capex, il Capex annualizzato e l’Opex di
rete per ciascuno dei tre scenari di domanda.
50. Il foglio “Opex Inputs” si compone di cinque sezioni: 1) Network
staff allocations; 2) Non-network staff drivers; 3) Non-network
staff; 4) Staff costs e 5) Accomodation costs. Questo foglio e’
popolato con i dati di costo relativi a ciascuna categoria di
personale.
51. Il foglio di input “Network Design Param”, che configura la rete,
si articola in sette fasi: 1) individuazione dell’area da coprire in
chilometri quadrati; 2) attribuzione dell’area ad uno dei sei geotipi
previsti dal Modello e definizione della percentuale di area coperta
per ogni geotipo per entrambe le tecnologie; 3) determinazione ed
allocazione per geotipo della domanda complessiva nelle ore di punta
(Busy Hours); 4) calcolo dei siti richiesti per la copertura di base;
5) determinazione delle opzioni di configurazione dei siti; 6)
calcolo dei siti addizionali richiesti per il traffico (voce e dati),
tenendo conto della loro condivisione; 7) calcolo delle quantita’ dei
componenti di rete per ogni scenario.
52. Il foglio di calcolo “Opex Costs” determina i costi complessivi
del personale di rete e non di rete, per ciascuno dei tre scenari di
domanda.
53. Il foglio di calcolo “Total Costs” determina i costi complessivi
di lungo periodo in ciascuno dei tre scenari ed il costo unitario del
servizio di terminazione delle chiamate vocali, ottenuto come
rapporto tra il costo incrementale totale del servizio ed i minuti di
traffico in terminazione, secondo la formula seguente:

[Costo per minuto] =[Costo totale scenario Factual]
– [Costo totale scenario Counter Factual]
[Domanda di terminazione all’ ingrosso in minuti]

3.3 La metodologia di ammortamento

54. Come illustrato al punto 22 la Raccomandazione CE prevede che le
ANR, ove necessario, possano utilizzare metodi di ammortamento
diversi dall’ammortamento economico. Tra questi, la Raccomandazione
annovera il metodo “Tilted Annuity”, scelto dal consulente per il
Modello, in quanto ritenuto una valida proxy dell’ammortamento
economico.
55. Con il metodo tilted annuity la quota annuale di ammortamento
varia di anno in anno in funzione del tasso di variazione previsto
per i prezzi dei cespiti.

3.4 Costo del capitale

56. La metodologia utilizzata per determinare il costo del capitale
da utilizzare nel Modello, le osservazioni formulate dagli operatori
e le relative valutazioni dell’Autorita’ sono riportate nell’Allegato
A, che costituisce parte integrante della presente delibera.

3.5 Osservazioni degli operatori e valutazioni dell’Autorita’ in
merito al Modello BU LRIC

Osservazioni degli operatori di carattere generale
O.1 Alcuni operatori hanno formulato osservazioni di carattere
generale in merito alla tempistica del procedimento; in particolare,
Fastweb, AIIP, BT Italia (BT) e Poste Mobile rilevano un ritardo da
parte dell’Autorita’ nell’affrontare il tema dell’orientamento al
costo delle tariffe di terminazione, ritardo che, mantenendo il
mercato notevolmente concentrato e scarsamente contendibile, avrebbe
perpetuato un ingiustificato trasferimento finanziario dagli
operatori fissi a quelli mobili e rallentato lo sviluppo degli
operatori virtuali.
O.2 Wind evidenzia che la delibera n. 667/08/CONS e’ stata adottata
in un periodo in cui la Raccomandazione esisteva solo in forma di
bozza, mentre la sua versione definitiva e’ stata pubblicata solo
dopo l’avvio del procedimento istruttorio. Per tale ragione,
l’Autorita’ con l’art. 14 della delibera n. 667/08/CONS, si sarebbe
impegnata a fare riferimento, in futuro, unicamente ad un testo
ipotetico e diverso da quello al momento noto.
O.3 Telecom Italia, Fastweb, BT e Poste Mobile concordano in linea
generale con l’adozione di un modello BU LRIC che, secondo quanto
previsto dalla Raccomandazione, consente di stabilire tariffe di
terminazione mobile basate sui costi di un ipotetico operatore
efficiente, quindi tariffe simmetriche.
O.4 Telecom Italia osserva che nei principali Paesi europei (EU 15),
mentre l’attuazione del principio di simmetria delle tariffe di
terminazione su rete mobile e’ abbastanza diffusa 13 , la
realizzazione del modello BU LRIC per la determinazione del costo
del servizio di terminazione mobile e’ ancora in fase iniziale, con
nessun Paese che al momento lo applica, tre che hanno gia’ definito
un glide path sulla base del target di costo BU LRIC, cinque Paesi,
inclusa l’Italia, che ne hanno pianificato l’adozione e sette Paesi
che devono ancora iniziare.
——–
13
Vi sono cinque paesi che gia’ applicano condizioni di piena simmetria
ed altri sette paesi, tra cui l’Italia, che la raggiungeranno entro
il 31 dicembre 2012.
O.5 Fastweb, BT e Poste Mobile evidenziano che l’attuale livello
medio delle tariffe di terminazione mobile in Italia e’ tra i piu’
elevati in Europa. BT rileva che nei diversi paesi in cui le ANR si
sono gia’ uniformate alla Raccomandazione, i valori di terminazione
hanno registrato un forte ribasso, attestandosi attorno ad 1
centesimo di Euro al minuto, senza che sia prevista alcuna forma di
asimmetria; BT auspica, pertanto, una sensibile riduzione del prezzo
di terminazione mobile in Italia. A parere di Fastweb, il valore
obiettivo della terminazione mobile in Italia, da raggiungere al
termine di un percorso di riduzione programmata di durata triennale
(2011-2013), dovrebbe essere compreso in un intervallo tra 0,6
centesimi di Euro al minuto (valore piu’ basso approvato in Europa) e
0,93 centesimi di Euro al minuto (media dei valori Europei
determinati tramite l’applicazione di un modello bottom-up LRIC
puro).
O.6 Telecom Italia e BT ritengono che le tariffe determinate dal
modello debbano essere simmetriche. In particolare, Telecom Italia
osserva che, nel contesto italiano, non si riscontrano gli elementi
per i quali la Raccomandazione ammette l’applicazione di tariffe di
terminazione asimmetriche tra operatori in quanto: i) tutti gli MNO
operano da piu’ di quattro anni nel mercato retail; ii) le procedure
di assegnazione delle frequenze hanno seguito criteri di parita’ di
trattamento sia riguardo agli oneri economici, sia riguardo alla
dimensione delle bande assegnate.
O.7 H3G, pur mostrandosi favorevole all’utilizzo del modello, ritiene
che il risultato dovra’ tenere conto per la sola H3G dei costi
ulteriori sostenuti dalla societa’ a causa dell’indisponibilita’ di
frequenze nella banda dei 900 MHz e del fatto di aver corrisposto un
importo per tutte le frequenze assegnate. H3G ritiene, infatti, che
la modalita’ di assegnazione dello spettro potrebbe essere una delle
ragioni per cui sarebbe opportuno stabilire tariffe di terminazione
mobile asimmetriche. Pertanto, H3G propone di calcolare tramite il
modello i costi dell’operatore medio efficiente, assumendo che tutti
gli operatori abbiano lo stesso spettro, ma che le venga riconosciuto
un differenziale di prezzo in valore assoluto che rifletta la
differente struttura dei costi di H3G.
O.8 Telecom Italia, Vodafone e Wind evidenziano che i documenti
sottoposti a consultazione, in particolare l’allegato D alla Delibera
n. 509/10/CONS (file Excel), non permettono di comprendere le logiche
di calcolo del Modello. In particolare, non e’ possibile comprendere
ne’ le logiche di dimensionamento e di valorizzazione dei principali
parametri utilizzati ne’ la natura dei dati di input e delle formule
di calcolo utilizzate. Telecom Italia e Vodafone ritengono, pertanto,
di poter presentare solo commenti di carattere generale e di non
essere in grado di valutare completamente gli effetti del Modello sul
prezzo del servizio di terminazione mobile.
O.9 Telecom Italia e Wind auspicano che, nell’ambito della prossima
analisi di mercato del servizio di terminazione mobile, si consenta
agli operatori mobili di fornire le proprie osservazioni sugli
aspetti tecnico-economici del Modello attualmente non disponibili.
Telecom Italia, inoltre, ritiene necessario che l’Autorita’ tenga
conto di un adeguato periodo di transizione che consenta agli
operatori mobili un passaggio sostenibile da una remunerazione del
servizio di terminazione basato sui costi medi ex delibera n.
667/08/CONS a quello basato su un modello a costi incrementali puri
(BULRIC).
O.10 AIIP ritiene necessario includere nel Modello tutte le
direttrici di traffico terminato su singola rete mobile, compresa la
direttrice mobile-mobile on-net, al fine di non consentire agli MNOs
di generare extra-profitti con i quali ottenere sussidi incrociati.
Secondo AIIP, al momento dell’eventuale riconciliazione dei risultati
del modello con i dati degli operatori reali, occorre evitare che la
corretta determinazione del prezzo di terminazione delle chiamate
off-net sia falsata dalla ricostruzione dei relativi costi. In
conclusione, AIIP evidenzia la necessita’ che il valore medio delle
consistenze di rete e dei costi degli operatori sia ricavato da dati
aggregati di traffico terminato on-net ed off-net oppure che i costi
minutari di terminazione off-net di ciascun MNO non eccedano in alcun
caso i corrispondenti costi minutari di terminazione on-net.

Valutazioni dell’Autorita’

V.1 L’Autorita’ osserva innanzitutto di voler avviare quanto prima la
nuova analisi di mercato per determinare le tariffe di terminazione
mobile avvalendosi del Modello.
V.2 Con riferimento all’osservazione di Wind, l’Autorita’ osserva che
nel momento in cui l’Autorita’ svolgeva l’istruttoria che ha portato
all’adozione della delibera n. 667/08/CONS, la proposta di
Raccomandazione era ormai sufficientemente consolidata nei suoi
contenuti piu’ significativi e che il Modello e la metodologia di
riconciliazione sono stati comunque sviluppati dopo l’approvazione
della Raccomandazione.
V.3 Inoltre, l’Autorita’ evidenzia che l’attuale procedimento e’
volto alla condivisione della metodologia da utilizzare per la
predisposizione del modello di costo BU LRIC (previsto dalla
Raccomandazione CE) e per la relativa riconciliazione con i dati
desunti dalle contabilita’ regolatorie degli operatori di rete
mobile. Tale procedimento e’, quindi, propedeutico alla successiva
analisi del mercato dei servizi di terminazione mobile, nel corso
della quale si utilizzeranno le metodologie concordate – utilizzando
dati aggiornati – per arrivare alla definizione del prezzo del
servizio di terminazione mobile. In tale sede l’Autorita’ dara’
maggiore visibilita’ delle informazioni di dettaglio del modello
definito nel presente procedimento per consentire alle parti
interessate di formulare le proprie osservazioni per eventuali
rifiniture in sede di applicazione del modello. Pertanto, l’Autorita’
non e’ in grado di anticipare gli esiti della prossima analisi di
mercato con riferimento alla determinazione delle tariffe,
all’eventuale periodo di transizione richiesto da Telecom Italia ed
all’eventuale riconoscimento di un incremento in valore assoluto da
riconoscere ad H3G. Su quest’ultimo aspetto l’Autorita’, nell’ambito
della prossima analisi di mercato e alla luce della recente decisione
del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio in merito al
ricorso della Societa’ H3G per l’annullamento della delibera n.
667/08/CONS, valuta la sussistenza delle condizioni previste dalla
Raccomandazione per la deroga temporanea al principio di simmetria.
V.4 In merito all’osservazione di AIIP circa la necessita’ di
includere nel Modello tutte le direttrici di traffico terminato su
singola rete mobile, l’Autorita’ evidenzia che: i) il modello tiene
conto di tutte le direttrici di traffico per il dimensionamento della
rete; ii) l’incremento relativo alla definizione del servizio
rilevante, cosi’ come specificato dalla Commissione nella
Raccomandazione, considera il solo traffico di terminazione off-net,
dal momento che il costo evitabile si riferisce alla sola fornitura a
terzi del servizio di terminazione.

Osservazioni degli operatori sulla quota di mercato di un operatore
efficiente

O.11 Telecom Italia e Fastweb ritengono che, nel contesto italiano,
in cui sono presenti quattro operatori mobili notificati, la quota di
mercato detenuta da un operatore efficiente potrebbe essere posta
pari al 25%, invece che al 20% previsto dalla Raccomandazione della
Commissione. Inoltre, Fastweb sottolinea che nessun Paese europeo ha
utilizzato una scala minima efficiente del 20%. Essendo il mercato
nazionale caratterizzato dalla presenza di quattro operatori
infrastrutturati dotati di frequenze radio ed anche assumendo una
ripartizione in parti uguali della produzione totale (100%/N),
Fastweb ritiene che la scala minima efficiente non possa essere
inferiore al 25%.
O.12 Telecom Italia evidenzia che, ai fini del dimensionamento della
rete, sarebbe necessario tenere conto della sovraccapacita’
necessaria a gestire il mercato contendibile, il cui limite teorico
massimo e’ pari all’80% del mercato complessivo della terminazione
mobile, originata sia da rete mobile che da rete fissa. Secondo
Telecom Italia la valorizzazione del costo unitario potra’ invece
continuare a fare riferimento alla quota del 20%-25%.
O.13 BT ritiene che sia compito dell’Autorita’ individuare la quota
efficiente piu’ appropriata al caso italiano che, se giustificata,
puo’ risultare diversa dal 20% raccomandato dalla Commissione
Europea.
O.14 L’Associazione Italiana Internet Providers (AIIP) sottolinea che
una quota di mercato del 20% corrisponde alla dimensione minima atta
a garantire l’efficienza dell’operatore mobile e che agli operatori
con quote di mercato maggiori del 20% dovrebbe essere applicato un
ulteriore “parametro di efficientamento” per tenere conto del fatto
che i costi di rete risultano decrescenti in ragione delle crescenti
economie di scala. In caso contrario, si avvantaggerebbero gli
operatori di grandi dimensioni determinando a loro favore rendite di
monopolio.

Valutazioni dell’Autorita’

V.5 L’Autorita’ ritiene che la quota di mercato da considerare ai
fini del Modello sia pari al volume di traffico minimo per consentire
ad un operatore di rete mobile di raggiungere l’efficienza. Pertanto,
l’Autorita’ ritiene corretto utilizzare la quota del 20% indicata
dalla Raccomandazione piuttosto che una quota derivante dalla mera
suddivisione dell’intera domanda di mercato tra gli operatori
effettivamente presenti, che presuppone che l’efficienza possa essere
raggiunta solo nel caso in cui gli operatori si dividano equamente il
mercato.
V.6 Inoltre, l’Autorita’ ritiene che l’approccio suggerito da Telecom
Italia per il dimensionamento della rete potrebbe non garantire il
raggiungimento dell’efficienza. Infine, in merito alla proposta di
AIIP, l’Autorita’ non ritiene corretto applicare un fattore
correttivo per i soli operatori di grandi dimensioni, dal momento che
questo sarebbe in contrasto con il principio di simmetria.

Osservazioni degli operatori sulla domanda di traffico

O.15 Vodafone e’ dell’opinione che la domanda inserita come input del
Modello dovrebbe tenere conto dell’elasticita’ della domanda di
servizi di terminazione rispetto al prezzo. In questo modo, dal
momento che i prezzi del servizio sono regolamentati con un glide
path decrescente, sara’ corretto aspettarsi una crescita dei volumi
di terminazione, per cui si renderanno necessari investimenti di rete
dedicati.
O.16 Vodafone ritiene che nella colonna dedicata alla domanda dello
scenario Coverage (foglio di input del Modello) dovrebbe essere
inserita una sola chiamata, in coerenza con la definizione di
Coverage. Inoltre, la componente di siti dovrebbe essere dimensionata
al fine di trasportare una sola chiamata effettuata da un generico
utente in qualsiasi luogo; Vodafone osserva che il Modello non da’
evidenza della domanda di traffico associata allo scenario di pura
copertura e chiede, pertanto, che l’Autorita’ tenga conto di tali
osservazioni.

Valutazioni dell’Autorita’

V.7 L’Autorita’ evidenzia che, data la natura prospettica del
Modello, si terra’ conto, in sede di analisi di mercato, degli
eventuali fattori che potrebbero esercitare un’influenza sui volumi
di terminazione.

Osservazioni degli operatori sul mix di tecnologie 2G/3G e
sull’architettura di rete gerarchica

O.17 Telecom Italia condivide la necessita’ di modellare la rete
radio di accesso con un mix di tecnologie 2G e 3G. Tuttavia, non
avendo evidenza del parametro utilizzato per modellare la rete, non
e’ in grado di valutarne l’adeguatezza.
O.18 Vodafone osserva che lo schema dell’architettura di rete fornito
dall’Autorita’ risulta eccessivamente semplificato rispetto
all’architettura di rete effettiva di un operatore riferendosi, in
particolare, all’assenza di un’architettura gerarchica di transito
nonche’ ad una soglia massima di utilizzo dei collegamenti che
garantisca il funzionamento e la corretta qualita’ del servizio in
caso di fault di una tratta. Vodafone osserva, altresi’, che in una
rete complessa esistono alcuni elementi non direttamente
riconducibili ai volumi di traffico quali, ad esempio, la quota di
manutenzione o di supporto. Questi elementi secondo Vodafone devono
essere in ogni caso attribuiti pro quota alla componente di
terminazione, in quanto costi evitabili, laddove la rete non sia
utilizzata anche per la gestione del traffico di terminazione. In
particolare, dovrebbero essere inseriti nel modello i seguenti costi
di rete relativi a: i) ridondanza della rete (nodi, board, porte
aggiuntive), volta a garantire un elevato grado di continuita’ del
servizio; ii) release software, per garantire la continuita’ di
interlavoro fra soluzioni tecnologiche diverse (ad esempio 2G/3G);
iii) Disaster Recovery e Testing Center, utilizzati anche per la
terminazione con lo scopo di garantire la stessa fruibilita’ del
servizio secondo un principio di non discriminazione; iv) un livello
di transito della voce e della segnalazione (HTS e rete di backbone
IP) presente in tutte le reti di una certa dimensione per ottimizzare
il livello di trasporto; v) signalling gateway, necessari al fine di
ottimizzare l’instradamento della segnalazione; vi) sistemi di
billing, nonche’ di intercettazione e repository dei dati ai fini di
tracciamento delle comunicazioni per intercettazione legale; vii)
sistemi per la gestione della rete (ONM, NMC center); viii)
infrastrutture ed enabler per servizi quali le piattaforme per la
voice mail. Vodafone fa presente che tali voci contribuiscono al
costo di terminazione nella contabilita’ regolatoria e chiede,
pertanto, di tenerne conto per la valorizzazione dei costi relativi
direttamente nel modello o eventualmente, laddove non modellizzati,
attraverso appositi mark-up. Infine Vodafone osserva che nello schema
di architettura di rete non si riesce a valutare in quale misura
siano state considerate ipotesi di co-locazione fra diversi elementi
di rete core (ad esempio MSS e MGW) e fra elementi di rete core e di
accesso (ad esempio MSS e RNC) e quali siano i relativi impatti in
termini di elementi, soluzioni e costi trasmissivi.

Valutazioni dell’Autorita’

V.8 L’Autorita’, in linea con quando indicato dalla Commissione
Europea nella Raccomandazione, ribadisce che sono pertinenti ai fini
della valutazione del costo incrementale del servizio di terminazione
solo quelle voci di costo che risultano evitabili qualora l’operatore
non fornisca piu’ il servizio rilevante. Tra tali voci non rientrano
quelle necessarie a garantire il funzionamento generale della rete,
come ad esempio quelle necessarie a garantire la mobilita’, che
operano in assenza di traffico voce e dati. Cio’ premesso,
l’Autorita’ valuta la pertinenza delle voci di costo indicate da
Vodafone in sede di applicazione del modello per il calcolo delle
tariffe di terminazione.

Osservazioni degli operatori sul network sharing

O.19 Fastweb e BT rilevano che il Modello, nel dimensionamento della
rete mobile dell’ipotetico operatore efficiente, non tiene conto
della pratica del network sharing tra differenti operatori mobili. In
particolare, Fastweb ritiene che bisognerebbe introdurre un
coefficiente di riduzione dell’investimento totale basato su
un’ipotesi di condivisione delle macro celle da parte dell’operatore
ipotetico efficiente, in modo da evitare che il costo totale
dell’infrastruttura di rete risulti inefficientemente elevato.

Valutazioni dell’Autorita’

V.9 L’Autorita’ concorda con l’osservazione riportata da Fastweb e
BT, ritenendo che la pratica del network sharing sia effettivamente
utile per ridurre i costi di un operatore. Tuttavia, l’Autorita’
rileva che il Modello si riferisce ad un ipotetico operatore
efficiente che costruisca la sua rete e pertanto non puo’ considerare
il ricorso al network sharing nel dimensionamento della rete
efficiente.

Osservazioni degli operatori sull’approccio Scorched Earth

O.20 Telecom Italia e BT condividono l’approccio Scorched Earth
proposto dall’Autorita’. Telecom Italia ritiene che l’attivita’ di
riconciliazione consentira’ di tenere conto degli investimenti non
recuperabili effettuati in passato dagli operatori; tuttavia, non
essendo a conoscenza dei parametri dimensionali e di progettazione,
Telecom Italia non puo’ esprimere la propria opinione in merito alla
struttura della rete sottostante al modello, ossia al numero dei nodi
a tutti i livelli di rete (accesso e core), al loro posizionamento
sul territorio ed ai relativi collegamenti.
O.21 Viceversa, Vodafone e Wind ritengono che l’Autorita’, seguendo
un approccio di tipo Scorched Earth, rischi di modellare la rete in
maniera eccessivamente teorica, non tenendo conto delle variabili che
si devono effettivamente considerare nella pianificazione di rete. In
merito, Vodafone evidenzia che l’approccio Scorched Node darebbe
maggiori garanzie di veridicita’ e limiterebbe il rischio di
sottostimare il valore di costo del servizio di terminazione. Wind
sottolinea che l’approccio Scorched Node consentirebbe di tenere in
conto tutti i vincoli che un soggetto che voglia sviluppare una rete
radiomobile in Italia deve tenere presenti: i) limiti
elettromagnetici; ii) caratteristiche orografiche e demografiche;
iii) stagionalita’ del traffico; iv) vincoli paesaggistici ed
architettonici; v) coesistenza di 4 operatori radiomobili dotati di
piu’ reti (2G e 3G).

Valutazioni dell’Autorita’

V.10 L’Autorita’, come indicato al punto 28, ritiene l’approccio
Scorched Earth maggiormente indicato di quello Scorched Node per la
modellizzazione di un operatore ipotetico efficiente nel mercato dei
servizi voce in mobilita’. Nel merito delle osservazioni di Vodafone
e Wind, l’Autorita’ osserva che la complessa realta’ con cui gli
operatori presenti nel mercato si confrontano, viene tenuta in
considerazione attraverso i parametri necessari alla costruzione
della rete, come ad esempio il raggio di copertura delle celle. In
ogni caso, l’attivita’ di riconciliazione tra i risultati del modello
bottom-up ed i dati di contabilita’ regolatoria e’ volta proprio a
verificare l’affidabilita’ del modello stesso ed, eventualmente, ad
apportare gli opportuni correttivi.

Osservazioni degli operatori sul parametro di scostamento tra
l’approccio Scorched Earth e l’approccio Scorched Node

O.22 Telecom Italia ritiene che un parametro del 20% di scostamento
tra i costi medi di una rete Scorched Earth rispetto a quelli di una
rete Scorched Node sia eccessivo, tenuto conto che le reti mobili
sono relativamente recenti e sono nate in un contesto gia’
competitivo. In ogni caso non e’ chiaro l’utilizzo di tale
scostamento, stante la previsione di un’attivita’ di riconciliazione
con dati di tipo top-down che insistono tipicamente su un approccio
di tipo Scorched Node.
O.23 H3G ritiene che la valutazione dello scostamento della rete
modellata da una rete piu’ prossima alla realta’ introduca un
“margine di errore” che potrebbe esporre H3G, ma anche altri
operatori, a rischi dovuti ad un eccessivo grado di aleatorieta’.

Valutazioni dell’Autorita’

V.1 1 L’Autorita’ ribadisce che il modello verifica se lo scostamento
tra la dimensione della rete individuata seguendo l’approccio
Scorched Earth e quella desumibile secondo un approccio di tipo
Scorched Node ricade all’interno di un margine di errore fissato,
pari al 20%. Questo parametro e’ utilizzato per validare i risultati
ottenuti in fase di costruzione del modello bottom-up,
indipendentemente dalla successiva attivita’ di riconciliazione.
Successivamente, con l’attivita’ di riconciliazione, i valori
individuati dal modello con approccio Scorched Earth vengono
confrontati con quelli che tengono conto della reale dimensione delle
reti degli MNO. In virtu’ di tali considerazioni, l’Autorita’
conferma il valore e l’utilizzo del parametro di scostamento indicati
nel documento di consultazione.

Osservazioni degli operatori sulla suddivisione in tre scenari

O.24 Telecom Italia condivide l’orientamento dell’Autorita’ di
determinare il costo incrementale associato al servizio di
terminazione mobile come differenza tra i costi totali sostenuti
dall’operatore efficiente nello scenario Factual e quelli sostenuti
nello scenario Counter Factual, in linea con la Raccomandazione della
Commissione. Viceversa, Telecom Italia ritiene il terzo scenario
(quello di Copertura) irrilevante ai fini del calcolo del costo
incrementale e non comprende le ragioni che hanno indotto l’Autorita’
alla definizione di questo scenario.
O.25 Wind sottolinea che i concetti di “Copertura” e “Capacita”
introdotti dalla Raccomandazione sono teorici, dal momento che le
stazioni radiobase di ogni operatore, in termini di numero, struttura
ed equipaggiamento, sono progettate con riferimento al traffico
(generato e ricevuto) previsto a breve-medio termine e che le risorse
utilizzate per rendere possibile effettuare e ricevere chiamate sono
dimensionate ad assicurare il traffico atteso e al grado di servizio
che si intende offrire.
O.26 A parere di BT, la configurazione minima della rete mobile,
oltre la quale gli ulteriori investimenti sono da considerarsi legati
al traffico, e’ quella che permette all’operatore di produrre la
scala minima efficiente di terminazione su rete mobile, ossia la
quota di mercato efficiente in volume, e non quella che permette di
smaltire il primo minuto di traffico, come invece affermato
dall’Autorita’.

Valutazioni dell’Autorita’

V.12 In relazione all’osservazione di BT, l’Autorita’ chiarisce che
lo scenario di Copertura si riferisce alla configurazione minima di
rete che un operatore deve realizzare per poter fornire servizi voce
in mobilita’. Tale configurazione, quindi, e’ determinata puramente
da esigenze di copertura del territorio e non da esigenze di
smaltimento del traffico e, pertanto, non puo’ corrispondere con la
configurazione complessiva necessaria a smaltire la quota efficiente
in volume.
V.13 Relativamente alla considerazione di Telecom Italia sulla
necessita’ di includere lo scenario Coverage nel Modello, l’Autorita’
evidenzia che la configurazione individuata per esigenze di copertura
– definita al punto 33 – potrebbe permettere lo smaltimento di una
capacita’ di traffico maggiore di quella strettamente necessaria per
la copertura. Pertanto, per determinati geotipi e/o voci di costo, la
capacita’ gia’ assicurata dallo scenario di copertura potrebbe
risultare sufficiente per smaltire tutta la domanda di traffico; in
tal senso, il costo legato a queste voci non contribuisce al calcolo
del costo incrementale.
V.14 Infine, con riferimento alla considerazione di Wind, l’Autorita’
e’ consapevole che nessun operatore realizza una rete per garantire
la sola copertura ed evidenzia che i concetti di “Copertura” e
“Capacita” – introdotti dalla Raccomandazione CE – sono astrazioni
utili per identificare il costo incrementale del servizio di
terminazione all’ingrosso utilizzando un modello di tipo BU LRIC.

Osservazioni degli operatori sulla suddivisione del territorio in
geotipi

O.27 Telecom Italia condivide l’orientamento di suddividere il
territorio in geotipi, tuttavia, non avendo evidenza dei criteri
sottostanti la scelta degli stessi, non e’ in grado di valutarne
l’adeguatezza.
O.28 Ad avviso di Vodafone, la ripartizione in geotipi determina una
eccessiva semplificazione del territorio italiano e della
distribuzione della popolazione e rischia di essere troppo teorica
nella valutazione delle stazioni radio base (BTS e NodeB), per tutti
gli scenari. Inoltre, Vodafone osserva che l’ipotesi di distribuzione
del traffico in proporzione alla densita’ di popolazione porta a
sottostimare la necessita’ di nodi in quelle aree meno urbanizzate,
ma caratterizzate da una densita’ di traffico maggiore di quella
generata dalla sola popolazione residente (es. presenza di centri
commerciali, aree turistiche e/o di affari, ecc.). Secondo Vodafone
la rete mobile presenta caratteristiche profondamente diverse da
quelle di una rete fissa, alla quale meglio si adatta una
modellizzazione per geotipi. Infine Vodafone invita a tenere conto
delle caratteristiche morfologiche del territorio nella definizione
dei parametri di modellizzazione.

Valutazioni dell’Autorita’

V.15 In relazione alle osservazioni di Vodafone sui geotipi,
l’Autorita’ evidenzia che la ripartizione ipotizzata permette di
descrivere sinteticamente la realta’ del territorio italiano, la cui
complessita’ e’ tenuta in conto adeguando i parametri che
caratterizzano i geotipi alla realta’ degli operatori. Inoltre,
l’Autorita’ evidenzia che, a differenza della suddivisione del
territorio, la distribuzione del traffico in geotipi non e’ basata
esclusivamente sulla densita’ di popolazione, ma tiene conto delle
dinamiche di traffico proprie di ogni geotipo.

Osservazioni degli operatori sui fattori di conversione

O.29 Secondo Telecom Italia, dall’analisi parziale del modello,
sembra emergere che i fattori di conversione non tengano conto delle
diverse peculiarita’ del servizio voce rispetto ai servizi dati o di
messaggistica. Infatti, uniformare le unita’ di misura proprie di
ogni servizio (minuti, messaggi, bit rate) e misurare tutti i servizi
in volumi di traffico (espressi, ad esempio, in Mbit), non e’
sufficiente per determinare un dimensionamento di rete in grado di
garantire la qualita’ dei servizi in funzione delle loro
caratteristiche intrinseche. A tal riguardo Telecom Italia evidenzia
che un servizio voce ha una natura “strictly real time” e, come tale,
ha bisogno – a parita’ di volume di bit da trasportare – di una banda
superiore per tenere conto sia delle caratteristiche di qualita’ del
servizio sia dell’intensita’ di traffico nell’ora di picco. Questa
differenza, a parere di Telecom Italia, deve essere tenuta in conto
sia in fase di dimensionamento della rete sia in fase di allocazione
dei costi delle risorse di rete sui servizi. Analoghe osservazioni
sono mosse da Vodafone che, in aggiunta, osserva come il servizio
vocale debba essere sempre gestito come prioritario rispetto al
traffico dati per garantirne la continuita’, richiedendo, quindi un
numero di risorse decisamente superiore rispetto al traffico dati.
O.30 Vodafone considera la scelta dell’ora di picco di riferimento un
elemento critico ed osserva che nel modello compaiono alcuni
parametri quali “Adjustment for moving BH” e “Initial Peak to Mean”
il cui significato andrebbe chiarito, in quanto si ripercuote
direttamente sul calcolo della domanda di riferimento per il
dimensionamento.

Valutazioni dell’Autorita’

V.16 L’Autorita’ sottolinea che il modello BU LRIC, attraverso
appropriati fattori di conversione, tiene conto delle peculiarita’
del servizio voce rispetto ai servizi dati/messaggistica.
V.17 Con riferimento alla richiesta di Vodafone di chiarire il
significato dei parametri “Initial Peak to Mean” e “Adjustment for
moving BH”, l’Autorita’ chiarisce che il primo specifica la
differenza complessiva (espressa in forma di moltiplicatore) tra il
livello medio e quello di picco del traffico, mentre il secondo
permette di correggere il parametro precedente per tenere conto del
fatto che l’ora di picco si verifica in tempi diversi per le diverse
celle.

Osservazioni degli operatori sul tasso di blocco

O.31 Vodafone osserva che i clienti mobili sono abituati ad un
livello di servizio particolarmente elevato che induce gli operatori,
vista anche la pressione competitiva a livello retail, a cercare di
garantire prestazioni elevate del servizio voce. Questo, ad avviso di
Vodafone, implica che i tassi di accesso debbano essere tanto elevati
da garantire che la probabilita’ istantanea di trovare un canale
radio occupato risulti minimizzata e che, pertanto, un tasso di
blocco del 2% non puo’ ritenersi accettabile per un operatore
efficiente.

Valutazioni dell’Autorita’

V.18 L’Autorita’ condivide le osservazioni di Vodafone ed evidenzia
che il modello utilizza un tasso di blocco pari all’ 1 %, considerato
adeguato a descrivere un operatore efficiente.

Osservazioni degli operatori sui prezzi unitari degli apparati di
rete

O.32 Per quanto riguarda i prezzi degli apparati, Vodafone ritiene
che l’Autorita’ dovrebbe scegliere un prezzo unitario di riferimento
escludendo quei fornitori (come quelli dei paesi dell’Est asiatico)
che, pur essendo in grado di assicurare agli operatori di rete mobile
ingenti risparmi, non detengono significative quote di mercato e
quindi non possono essere considerati rappresentativi del contesto di
mercato, almeno nel medio periodo. Per queste ragioni, Vodafone
propone di sostituire i costi unitari, per gli scenari Factual e
Counter Factual, con i costi unitari medi degli operatori e far si’
che, nello scenario Coverage, i costi unitari garantiscano la
possibilita’ “per un determinato utente di effettuare una chiamata in
qualsiasi momento ed in qualsiasi parte del territorio servito”.
O.33 Inoltre, Vodafone segnala la necessita’ di quantificare il costo
pieno di ciascun apparato installato e funzionante che include, oltre
al costo di acquisto, anche il costo di installazione, di testing, di
affitto dello spazio, dell’energia elettrica e della manutenzione
annua.

Valutazioni dell’Autorita’

V.19 L’Autorita’ osserva che i prezzi unitari degli apparati di rete
inseriti nel modello sono stati determinati dal Consulente sulla base
della propria esperienza internazionale; l’Autorita’ si riserva in
ogni caso di confrontare, in fase di applicazione del modello, i
suddetti prezzi con i costi medi effettivamente sostenuti dagli
operatori.

Osservazioni degli operatori sulla metodologia Tilted annuity

O.34 Telecom Italia concorda con l’Autorita’ circa l’utilizzo della
metodologia di ammortamento tilted annuity in quanto ritiene che sia
la metodologia piu’ rappresentativa del deprezzamento economico e,
come tale, risulta adeguata per un modello LRIC che costruisce ex
novo la rete di un operatore efficiente.
O.35 Vodafone, pur concordando con l’utilizzo della metodologia
proposta in consultazione pubblica, ritiene che ai fini
dell’attivita’ di riconciliazione sia da preferire la metodologia
“Straight Line”, in quanto usata ai fini della redazione del bilancio
civilistico da cui le contabilita’ regolatorie sono derivate.
O.36 A parere di Fastweb, invece, l’utilizzo di una metodologia
tilted annuity puo’ rappresentare una valida proxy dell’ammortamento
economico solo nel caso in cui la variazione dei volumi di traffico
(voce e dati) considerata nel modello sia prossima allo zero. Fastweb
riterrebbe piu’ corretta la metodologia “adjusted tilted annuity”,
gia’ utilizzata dall’Autorita’ per il modello di terminazione degli
operatori alternativi di rete fissa (delibera n. 251/08/CONS), che
tiene in considerazione le variazioni dell’output. Inoltre, Fastweb
ritiene che nella formula di ammortamento debbano essere utilizzate
le vite economiche dei cespiti (useful lifetimes) e non le vite
finanziarie (qualora differenti) al fine di meglio comprendere se un
cespite venga effettivamente sostituito al termine della sua vita
finanziaria contabile.

Valutazioni dell’Autorita’

V.20 Ai fini dell’individuazione del costo di un ipotetico operatore
efficiente, l’Autorita’ ritiene corretto l’utilizzo della metodologia
di ammortamento tilted annuity – maggiormente utilizzata a livello
europeo – e osserva che tale metodologia non pregiudica l’efficacia
dell’attivita’ di riconciliazione.

Osservazioni degli operatori sui costi operativi

O.37 Fastweb ritiene opportuna l’esclusione di qualsiasi costo di
commercializzazione dal perimetro contabile della terminazione mobile
secondo una logica di implementazione di un modello pure BU LRIC in
quanto ritiene che tali costi siano comuni e, quindi, non evitabili.
Inoltre, Fastweb evidenzia come anche per quei Paesi che hanno gia’
implementato la Raccomandazione in materia di terminazione mobile, i
costi di commercializzazione siano stati esplicitamente esclusi.
Tuttavia, qualora l’Autorita’ dovesse considerare pertinenti al
servizio di terminazione una quota parte dei costi di
commercializzazione, Fastweb sottolinea che l’unica componente di
costo potenzialmente allocabile e’ rappresentata dai costi di
fatturazione wholesale cosi’ come avvenuto in Olanda ed in Belgio
(dove il peso percentuale degli stessi sul valore della terminazione
mobile approvato e’ sempre inferiore all’ 1 %). Analogamente, un
operatore evidenzia che, relativamente ai costi commerciali e di
marketing, devono essere conteggiati solo quelli legati al servizio
di terminazione, come ad esempio quelli di fatturazione, mentre
devono essere esclusi i costi commerciali legati all’attivita’ retail
e presume che i costi legati al servizio di terminazione possano
essere assolutamente trascurabili e comunque esigui.
O.38 BT condivide l’impostazione dell’Autorita’ relativa alla mancata
inclusione nel modello dei costi relativi agli handset e SIM card, in
quanto non traffic sensitive, ma rileva una contraddizione tra quanto
riportato nel documento di consultazione e quanto raccomandato dalla
Commissione in merito al trattamento dei costi di rete per MSC e
backbone. In particolare, BT ritiene che in presenza di una rete
mobile efficiente, dimensionata ad una quota di mercato efficiente
(che per definizione porta alla minimizzazione del costo di rete
unitario), i costi di rete per MSC e backbone non dovrebbero essere
inclusi nel modello sviluppato dall’Autorita’.

Valutazioni dell’Autorita’

V.21 L’Autorita’, condividendo le osservazioni degli operatori al
riguardo, conferma che l’approccio seguito nello sviluppo del
Modello, nonche’ nell’attivita’ di riconciliazione, esclude i costi
commerciali al dettaglio, nonche’ le altre voci di costo non legate
al servizio di terminazione.
V.22 In merito all’osservazione di BT circa l’opportunita’ di
includere nella definizione del costo incrementale anche i costi
relativi agli MSC ed alla rete di backbone, l’Autorita’ ritiene che
tanto gli MSC quanto la rete di backbone sono elementi di rete
necessari alla fornitura del servizio di terminazione ed il cui
dimensionamento dipende dai volumi di traffico trasportati. Pertanto,
l’attribuzione di una quota dei relativi costi al servizio di
terminazione e’, in linea di principio, pertinente al concetto di
costo evitabile.

Osservazioni degli operatori sul costo d’uso delle frequenze

O.39 Secondo Telecom Italia in tutte e tre le bande di frequenze
utilizzate dagli MNO (a 900 e a 1800 MHz, per i servizi GSM, e a 2100
MHZ, per i servizi 3G) non si riscontrano fattori esogeni che possano
giustificare un differente costo di utilizzo tra operatori, in quanto
le condizioni di accesso alle frequenze sono state equivalenti. Per
quanto riguarda la banda a 2100 MHZ, Telecom Italia osserva che oggi
tutti gli operatori dispongono di tre blocchi da 5MHz e che, essendo
le assegnazioni avvenute mediante gara, tutti hanno pagato la banda
utilizzata secondo gli importi offerti in sede d’asta. Pertanto,
eventuali differenze di costo d’uso della frequenza da parte degli
operatori, non possono essere attribuite a fattori esogeni non
dipendenti dalla volonta’ e dal controllo dell’operatore.
O.40 Fastweb ritiene che l’Autorita’ dovrebbe attribuire gli
eventuali costi delle frequenze supplementari (traffic common costs)
esclusivamente agli altri servizi all’ingrosso caratterizzati da una
crescita della domanda molto piu’ elevata (in particolare i servizi
dati), escludendo qualsiasi componente di costo dal perimetro
contabile della terminazione vocale all’ingrosso. A tal riguardo, BT
Italia evidenzia che, essendo il mercato della fonia su rete mobile
in contrazione, e’ lecito attendersi per i prossimi anni una domanda
di servizi di terminazione vocale stabile o in decrescita, con la
conseguente assenza di traffico fonia supplementare e quindi il venir
meno della necessita’ di avere frequenze supplementari.
O.41 Un operatore ritiene corretto che il modello BU LRIC non includa
i costi delle licenze frequenziali, dal momento che i costi sostenuti
dagli operatori mobili per acquisire le licenze UMTS non sono
riferibili specificatamente al servizio di terminazione.
O.42 Secondo H3G la definizione di spettro minima fornita
dall’Autorita’ nel paragrafo 18 non e’ compatibile con la definizione
data dalla Commissione Europea, dal momento che la Raccomandazione
specifica che dovrebbe essere tenuto in conto solo lo spettro
addizionale acquisito per fornire il servizio di terminazione
all’ingrosso. Inoltre, H3G evidenzia come l’Autorita’ contraddica
questa definizione in altri paragrafi (per esempio nei paragrafi 53 e
76 che risultano in linea con le argomentazioni della Commissione
Europea).
O.43 Wind sottolinea che, anche se le modalita’ operative di
acquisizione delle frequenze non hanno consentito un accrescimento
delle risorse frequenziali “modulato” in funzione della crescita del
traffico, cio’ non significa che tali risorse non debbano essere
concettualmente correlate al traffico espletato in rete.

Valutazioni dell’Autorita’

V.23 Relativamente alle osservazioni di BT Italia e di Fastweb,
l’Autorita’ ribadisce che il modello BU LRIC, sviluppato in ottica
forward looking, non include i costi di acquisizione delle frequenze
che sono considerati non pertinenti al servizio di terminazione
all’ingrosso. Con riferimento esclusivamente alle frequenze gia’
acquisite, l’Autorita’, ribadendo quanto affermato al paragrafo 76
della delibera n. 509/10/CONS, si riserva di includere nell’attivita’
di riconciliazione solo gli eventuali costi di acquisizione delle
frequenze supplementari pertinenti al servizio di terminazione,
successivamente alla valutazione del Revisore sulle contabilita’
regolatorie degli operatori di rete mobile.
V.24 In relazione all’osservazione sollevata da H3G, l’Autorita’
rileva l’errore materiale nell’affermazione riportata al paragrafo
18, che richiama quanto indicato nella Raccomandazione, e precisa che
gli eventuali costi sostenuti dall’operatore per accrescere la
capacita’ sono quelli di acquisizione e non quelli di uso.
V.25 Infine, con riferimento all’osservazione di Telecom Italia
sull’equivalenza delle condizioni di accesso alle frequenze si
rimanda a quanto osservato al punto V.3.

4. L’attivita’ di riconciliazione

57. Come illustrato al punto 23, la Raccomandazione 2009/396/CE
prevede che le ANR, al fine di ottenere risultati il piu’ possibile
affidabili ed evitare forti discrepanze tra costi operativi, costi di
capitale e ripartizione dei costi tra un operatore ipotetico e uno
reale, possano riconciliare i dati del modello bottom-up con quelli
di un modello top-down che, a differenza del primo, utilizza come
input i dati certificati della contabilita’ regolatoria.
58. L’Autorita’ ha ritenuto opportuno svolgere l’attivita’ di
riconciliazione in questione, seppure circoscrivendola ai profili
esplicitamente previsti dalla citata Raccomandazione, come si avra’
modo di illustrare piu’ avanti. L’Autorita’ ha inoltre valutato che
la riconciliazione appare appropriata in presenza di un approccio di
tipo Scorched Earth (come quello utilizzato per il Modello BU),
poiche’ questo approccio, ipotizzando un’architettura di rete
completamente nuova, non considera gli investimenti non recuperabili
effettuati in passato dagli operatori.
59. Considerato che lo sviluppo di un modello top-down dettagliato
avrebbe richiesto un impegno ingente in termini di tempo e di
risorse, difficilmente conciliabile con i tempi del procedimento in
oggetto e con la previsione di avviare quanto prima il terzo ciclo
di analisi del mercato della terminazione mobile, l’Autorita’, sulla
scorta di quanto proposto anche da altre ANR (Ofcom nel Regno Unito
e NITA in Danimarca), 14 ha ritenuto adeguato svolgere un’attivita’
di calibrazione degli elementi di rete e di riconciliazione dei
costi, ossia ha ritenuto sufficiente svolgere l’attivita’ di
riconciliazione confrontando i dati relativi alle consistenze di
rete ed ai costi risultanti dal Modello con le corrispondenti voci
desumibili dalle contabilita’ regolatorie degli MNO. L’attivita’ di
riconciliazione non ha, quindi, considerato quelle voci di costo
presenti nelle contabilita’ regolatorie degli MNO esplicitamente
escluse dalla Raccomandazione per il calcolo del costo del servizio
di terminazione.
——–
14
In particolare:
– Ofcom ha svolto l’attivita’ di riconciliazione attraverso l’Asset
calibration (confronto tra il numero dei siti 2G/3G/Macro siti degli
MNOs ed il numero dei siti risultanti dal modello BU) e la Cost
calibration (confronto tra Gross book value/Netbook value/OPEX degli
MNOs ed i dati risultanti dal modello BU). Il confronto evidenzia che
i valori BU sono pressoche’ allineati con quelli risultanti dalle
contabilita’. Ofcom, Wholesale mobile voice call termination,
documento in consultazione pubblica, 2010.
– NITA ha svolto l’attivita’ di riconciliazione attraverso la Model
calibration (confronto su alcuni parametri di rete utilizzati nel
modello BU, ad esempio numero di siti, BTS, BSC, MSC e backhaul links
con i dati forniti dagli operatori) e la Model reconciliation
(confronto tra alcuni parametri e voci di costo come ad esempio asset
lifetimes, Capex, Opex e WACC desunti dal modello BU con i dati
forniti dagli operatori). Analysys Consulting Ltd, Reconciliation of
the mobile LRAIC model – Final report for NITA, 2008.
60. Viceversa, per quanto riguarda le voci di costo che la
Raccomandazione ritiene pertinenti ai fini del calcolo del costo del
servizio in esame, si osserva che queste non sono sempre direttamente
desumibili ne’ dalle contabilita’ regolatorie gia’ certificate, ne’
da quelle, riferite all’esercizio contabile 2009, che al momento gli
operatori stanno disponendo secondo gli schemi previsti dall’Allegato
A2 della delibera n. 667/08/CONS. Infatti, nelle suddette
contabilita’ i costi pertinenti spesso figurano come quota parte di
voci di costo che includono anche costi non pertinenti al servizio di
terminazione. Per questa ragione, si e’ resa necessaria un’attivita’
di interlocuzione con gli operatori (cfr. infra par. 4.1), al fine
sia di estrapolare dalle voci contabili complessive la parte
pertinente al calcolo del costo del servizio di terminazione, sia di
acquisire ogni ulteriore indicazione utile allo sviluppo della
metodologia di riconciliazione.spazi+
4.1 L’attivita’ di interlocuzione con gli operatori

61. Nel mese di luglio 2010, l’Autorita’ – dopo una fase di
interlocuzione tecnica con gli operatori di rete mobile, che non ha
comunque comportato un coinvolgimento degli stessi nella definizione
delle modalita’ con cui si procedeva alla attivita’ di
riconciliazione sopra richiamata – ha inviato loro una richiesta di
informazioni, finalizzata ad ottenere una stima della quota parte
delle consistenze di rete, nonche’ dei costi (di rete e non di rete)
pertinenti al servizio di terminazione e riportati nelle contabilita’
regolatorie degli anni 2007, 2008 e 2009.
62. Con riferimento agli elementi di rete, per garantire la massima
coerenza con il Modello BU, l’Autorita’ ha richiesto agli MNO sia le
consistenze (es. numero e/o capacita’ trasmissiva media di siti 2G,
3G, BTS, NodeB, ecc.), sia la ripartizione del numero di elementi di
rete tra quota da attribuire alla “copertura” e quota da attribuire
alla “capacita’ supplementare”, cosi’ come previsto dalla
Raccomandazione. Si osserva che l’Autorita’ ha richiesto agli
operatori di effettuare la ripartizione attribuendo alla copertura il
minimo teorico necessario per consentire al cliente di effettuare una
chiamata in mobilita’ ed alla capacita’ supplementare gli elementi di
rete necessari per soddisfare un traffico in aumento. Inoltre,
laddove determinati elementi della rete siano condivisi tra servizi
di terminazione ed altri servizi, l’Autorita’ ha richiesto di
ripartire ulteriormente il numero di elementi di rete attribuiti alla
capacita’ aggiuntiva in numero di elementi da attribuire al servizio
di terminazione e numero di elementi da attribuire ad altri servizi.
63. Con riferimento al costo degli elementi di rete, si osserva che i
formati contabili relativi agli anni 2007 e 2008 (predisposti in
ottemperanza alla delibera n. 399/02/CONS) non riportano i costi
unitari dei singoli elementi; pertanto, l’Autorita’, per questi due
anni, ha richiesto agli operatori di ripartire i costi riportati
nelle rispettive contabilita’ regolatorie in “costi di copertura” e
“costi di capacita’ supplementare”, suddividendo ulteriormente
quest’ultima voce in costi direttamente attribuibili al servizio di
terminazione e costi per altri servizi utilizzando gli stessi driver
della contabilita’ regolatoria. Per il 2009, al contrario, i nuovi
formati contabili previsti dalla delibera n. 667/08/CONS consentono
di ottenere i costi unitari per ciascun elemento di rete e, quindi,
di ricostruire i costi incrementali di rete.
64. Inoltre l’Autorita’ ha richiesto agli operatori di fornire la
quota parte dei costi “commerciali”, del “personale non di rete” e
del “personale di rete”, riportati nelle contabilita’ regolatorie,
direttamente attribuibili al servizio di terminazione.
65. Infine, sebbene i costi d’uso dello spettro non rientrino nel
calcolo del costo del servizio di terminazione in quanto non legati
al traffico, la Raccomandazione prevede che, ove sostenuto dagli
operatori, il costo di acquisto di spettro supplementare per
aumentare la capacita’ possa essere preso in considerazione sulla
base dei costi opportunita’ prospettici. Pertanto, e’ stato richiesto
agli operatori di indicare i casi in cui l’eventuale acquisto di
spettro supplementare sia stato effettuato per soddisfare esigenze di
traffico entrante off-net.

4.2 La metodologia proposta dall’Autorita’

66. La metodologia di riconciliazione che l’Autorita’ intende
adottare per la determinazione del costo del servizio di terminazione
su rete mobile si articola in due attivita’: 1) Calibrazione degli
elementi di rete e 2) Riconciliazione dei costi. Entrambe le
attivita’ utilizzano i dati desunti dalle contabilita’ regolatorie
certificate o, qualora necessario, da richieste di informazioni
aggiuntive.

4.2.1 La calibrazione degli elementi di rete

67. L’attivita’ di calibrazione degli elementi di rete consiste nel
confrontare le consistenze degli elementi di rete utilizzati
dall’operatore efficiente ipotizzato dal Modello BU con le
corrispondenti consistenze di rete effettive degli MNO.
68. In particolare, l’Autorita’ anzitutto determina, per ogni
elemento di rete incluso nel Modello, la media delle corrispondenti
consistenze di rete degli MNO per entrambi gli scenari Factual e
Counter Factual (Tabella 1).

Tabella 1 – Calibrazione degli elementi di rete
|================|========================|=====================|
| Elementi | (consistenze) | (consistenze) |
| di rete | Modello BU | MEDIA OPERATORI |
|================|============|===========|===========|=========|
| | Counter | Factual | Counter | Factual |
| | Factual | | Factual | |
| BTS | | | | |
| Nodi B | | | | |
| BSC | | | | |
| …….. | | | | |
| GMSC | | | | |
|================|============|===========|===========|=========|

69. Successivamente, i valori cosi’ determinati vengono mediati con i
corrispondenti valori calcolati dal Modello; il risultato costituisce
il nuovo input del Modello per la sola parte delle consistenze di
rete.
4.2.2 La riconciliazione dei costi
70. L’attivita’ di riconciliazione dei costi consiste nel confrontare
i costi di rete e i costi del personale (di rete e non di rete) del
Modello con quelli risultanti dalle contabilita’ regolatorie degli
operatori al fine di rendere maggiormente aderenti alla realta’ i
dati del Modello.
71. La riconciliazione dei costi di rete viene effettuata attraverso
il confronto, per ogni elemento di rete, tra il costo unitario
annualizzato dell’operatore efficiente ipotizzato dal Modello BU e
la media del corrispondente costo unitario annualizzato risultante
dalle contabilita’ regolatorie degli MNO. 15 In questo modo, si
ottengono i costi unitari riconciliati da utilizzare come nuovo
input del Modello (Tabella 2).
——–
15
Si osserva, al riguardo, che i formati di contabilita’ regolatoria
previsti dalla delibera n. 667/08/CONS consentono di desumere tutte
le informazioni necessarie a tal fine.

Tabella 2 – Riconciliazione dei costi di rete
|=============|================|=================|
| Elementi | Costo unitario | Costo unitario |
| di rete | Modello BU | MEDIO |
|=============|=============== |=================|
| BTS | | |
| Nodi B | | |
| BSC | | |
| …….. | | |
| GMSC | | |
|=============|================|=================|

72. Relativamente alla riconciliazione dei costi del personale, in
analogia a quanto svolto per l’attivita’ di calibrazione delle
consistenze di rete, si procede al calcolo della media dei costi di
ciascun MNO. I valori cosi’ ricavati vengono successivamente mediati
con le corrispondenti voci di costo del Modello al fine di ottenere i
costi del personale riconciliati da utilizzare come nuovo input del
Modello.
73. L’attivita’ di riconciliazione fin qui descritta permette di
calcolare i costi complessivi (di rete e non di rete) riconciliati,
dai quali si ricava il costo minutario del servizio di terminazione
utilizzando la domanda prevista dal Modello.
74. In linea generale, la procedura di riconciliazione terminerebbe
con le attivita’ riportate al punto precedente, in quanto i costi
commerciali ed i costi delle licenze non sono inclusi nel Modello.
75. Tuttavia, l’Autorita’ osserva che la Commissione europea, per
quanto riguarda i costi commerciali, consente di imputare al costo
incrementale di terminazione solo quei costi commerciali all’ingrosso
direttamente riconducibili alla fornitura a terzi del servizio
stesso, mentre raccomanda esplicitamente di non imputare i costi
commerciali inerenti alla vendita dei servizi al dettaglio. Dalle
stime effettuate dagli operatori, risulterebbe un’incidenza piuttosto
elevata dei costi commerciali attribuibili alla terminazione sul
costo totale del servizio. L’Autorita’, al fine di evitare che un
errato calcolo dei costi commerciali attribuibili alla terminazione
possa compromettere l’intera metodologia di riconciliazione, si
riserva di considerare pertinenti al servizio di terminazione i costi
comunicati dagli operatori solo a valle di una verifica da parte del
Revisore, verifica che verra’ effettuata tenendo conto dei
chiarimenti in merito ai formati contabili riportati nel seguito
(cfr. paragrafo 5 infra).
76. Inoltre, l’Autorita’ osserva che la Commissione europea
raccomanda di non tenere conto nel calcolo del costo incrementale del
servizio di terminazione dei costi d’uso delle frequenze che gli
operatori sostengono per fornire i servizi al dettaglio, in quanto
“essi dipendono inizialmente dal numero di abbonati e non dal
traffico”. La Commissione prevede, invece, l’inclusione nel costo di
terminazione del solo costo di acquisizione di frequenze
supplementari per aumentare la capacita’ (al di sopra di quella
minima necessaria per fornire agli abbonati servizi al dettaglio),
allo scopo di smaltire un maggior volume di traffico connesso alla
fornitura all’ingrosso del servizio di terminazione di chiamate
vocali. In virtu’ di quanto detto, e considerata la significativa
incidenza che tale voce di costo puo’ avere sul costo del servizio –
rilevabile anche dalle risposte ricevute dagli operatori –
l’Autorita’ intende procedere in maniera analoga a quanto previsto
per i costi commerciali. L’Autorita’ si riserva quindi di considerare
pertinenti al servizio di terminazione e, dunque, di includere
nell’attivita’ di riconciliazione, i costi di acquisto di frequenze
supplementari comunicati dagli operatori nelle contabilita’
regolatorie solo a valle di una verifica da parte del Revisore
effettuata tenendo conto dei chiarimenti in merito ai formati
contabili riportati nel seguito (cfr. paragrafo 5 infra).

4.2.3 Il test della metodologia

77. L’Autorita’ ha testato la metodologia di riconciliazione con i
dati delle contabilita’ regolatorie disponibili, nonche’ con quelli
forniti dagli operatori mobili in risposta alla richiesta di
informazioni di luglio 2010. Data l’incompletezza dei dati ricevuti e
non essendo ancora disponibili al momento del test le contabilita’
regolatorie per l’anno 2009, l’Autorita’ ha dovuto, in alcuni casi,
stimare i dati per poter testare la metodologia di riconciliazione.
Inoltre, non essendo disponibili i costi unitari dei singoli elementi
di rete, la procedura di riconciliazione dei costi di rete e’ stata
testata utilizzando i costi unitari degli elementi di rete ipotizzati
dal Modello BU. Cio’ implica che il risultato del test condotto
sull’attivita’ di riconciliazione per la parte dei costi di rete sia
influenzato, per il momento, dalla sola attivita’ di calibrazione
degli elementi di rete.

4.3 Osservazioni degli operatori e valutazioni dell’Autorita’
sull’attivita’ di riconciliazione

Osservazioni degli operatori sull’opportunita’ di procedere alla
riconciliazione

O.44 Telecom Italia prende atto dei motivi per i quali l’Autorita’
non ha proceduto alla riconciliazione secondo la metodologia
consigliata dalla Commissione Europea (cioe’ una riconciliazione con
i risultati di un modello di tipo top-down) e condivide comunque la
necessita’ di procedere ad un’attivita’ di riconciliazione.
O.45 Wind, invece, e’ del parere che la riconciliazione non dovrebbe
essere eseguita tra il modello bottom-up LRIC e le contabilita’
regolatorie degli operatori in quanto ritiene che non si possa
prescindere dalla definizione preventiva di un modello LRIC top-down
da parte dell’Autorita’ e dei singoli operatori di rete mobile. Al
riguardo, Wind propone l’avvio di un Tavolo tecnico con gli operatori
mobili in cui l’Autorita’ fornisca i dettagli del modello LRIC
bottom-up ai fini della riconciliazione. Wind evidenzia altresi’ che
l’attivita’ di riconciliazione del modello BU LRIC non possa
prescindere dal confronto dei seguenti fattori: i) prezzi unitari
degli impianti; ii) trend di prezzo; iii) vite utili degli impianti;
iv) costi operativi; v) Gross Replacement Cost; vi) annualizzazione
dei costi; vii) allocazione dei costi sui servizi; viii) WACC.
O.46 BT ritiene, in generale, che la metodologia di riconciliazione
proposta dall’Autorita’ non sia in linea con le indicazioni della
Raccomandazione della Commissione, in quanto rischia di remunerare le
inefficienze degli operatori. In particolare, BT rileva una
contraddizione nel documento di consultazione relativamente ai dati
contabili utilizzati, in quanto, da un lato, si afferma che le voci
di costo che la Raccomandazione ritiene pertinenti ai fini del
calcolo del costo del servizio di terminazione non sono sempre
direttamente desumibili dalle contabilita’ regolatorie gia’
certificate, ne’ da quelle riferite all’esercizio contabile 2009, e,
dall’altro lato, che i formati contabili previsti dalla delibera n.
667/08/CONS consentono di desumere tutte le informazioni necessarie.
Anche AIIP considera la metodologia di riconciliazione proposta
dall’Autorita’ non in linea con le indicazioni della Commissione.
O.47 Fastweb auspica che, in considerazione dei gravi ritardi
accumulati finora nella definizione di un nuovo glide path per le
tariffe di terminazione mobile e per evitare l’adozione di ulteriori
strategie dilatorie da parte degli operatori mobili, il nuovo glide
path sia definito sulla base dei dati risultanti dal modello tecnico
ingegneristico, senza effettuare una riconciliazione che, a suo
avviso, appare non necessaria. Qualora l’attivita’ di riconciliazione
sia invece confermata, Fastweb osserva che – come raccomandato dalla
CE – si dovrebbe analizzare l’andamento dei risultati scaturenti dai
due modelli e procedere ad una riconciliazione solo nell’ottica di
migliorare l’affidabilita’ dei dati derivanti dal modello e che, al
contrario, la proposta in consultazione sembra prevedere un approccio
meccanico alla riconciliazione, in cui tutti i valori risultanti dal
modello BU LRIC verrebbero confrontati con i dati di contabilita’
regolatoria top-down ed aggiustati, con l’effetto di ridurre il grado
di efficienza raggiungibile tramite l’applicazione di un approccio
Scorched Earth e, quindi, di vanificare l’obbiettivo stesso che
questo tipo di approccio si prefigge di perseguire.
O.48 Il consulente di un operatore osserva che la procedura di
riconciliazione con la contabilita’ regolatoria potrebbe comportare
errori di valutazione dei costi, soprattutto per quanto riguarda
quelle voci di costo non legate alle infrastrutture ed ai costi
operativi, ossia gli overheads e altre voci non legate causalmente ai
costi di terminazione, su cui la discrezionalita’ dell’operatore e’
maggiore. In particolare, il consulente ritiene che la
riconciliazione non possa che portare a definire un nuovo glide path
basato su valori piu’ bassi di quelli attualmente in vigore.

Valutazioni dell’Autorita’

V.26 In riferimento alle osservazioni avanzate da alcuni operatori
circa la non opportunita’ di procedere all’attivita’ di
riconciliazione, l’Autorita’ evidenzia che la Raccomandazione concede
questa facolta’ alle ANR al fine di ottenere risultati il piu’
possibile affidabili ed evitare forti discrepanze tra i costi che un
operatore ipotetico efficiente sosterrebbe per la fornitura del
servizio di terminazione di chiamate vocali (risultanti dal Modello
BU) e quelli effettivamente sostenuti dagli operatori. Tuttavia,
l’Autorita’ osserva che la riconciliazione potrebbe non rendersi
necessaria qualora emerga un sostanziale allineamento tra gli input
del Modello bottom-up e i dati contabili degli operatori. In tal
senso, l’Autorita’ precisa che l’attivita’ di riconciliazione non
consiste in una procedura meccanica volta a “aggiustare” tutti i
valori risultanti dal modello BU LRIC con l’effetto – cosi’ come
ritenuto da un operatore – di vanificare l’obiettivo di determinare
un prezzo efficiente, ma ha lo scopo di verificare l’affidabilita’
dei dati derivanti da un modello teorico e, se del caso, apportare
gli opportuni correttivi. Ai fini della riconciliazione, pertanto,
l’Autorita’ provvede innanzitutto ad individuare le classi di
attivita’ e di costi risultanti dalle contabilita’ regolatorie che
presentano i maggiori scostamenti rispetto a quelli assunti dal
Modello definito in questa sede per poi procedere come ulteriormente
specificato al punto V.31 e seguenti.
V.27 In merito alla richiesta di Wind di effettuare la
riconciliazione attraverso la definizione preventiva di un modello
LRIC top-down nell’ambito di un Tavolo tecnico con gli operatori
mobili, l’Autorita’ osserva che il presente procedimento ha
l’obiettivo di sviluppare la metodologia di riconciliazione che
verra’ raffinata ed implementata nell’ambito della prossima analisi
di mercato la quale costituira’, quindi, la sede di confronto sulle
questioni di dettaglio. Per tali ragioni e per garantire celerita’
all’azione regolamentare – cosi’ come richiesto da alcuni operatori –
l’Autorita’ ritiene non necessaria l’istituzione di un Tavolo
tecnico.
V.28 In merito alla contraddizione rilevata da BT nel documento a
consultazione, l’Autorita’ chiarisce che, essendo le contabilita’
redatte secondo il principio dei costi pienamente distribuiti, le
voci di costo che la Raccomandazione ritiene pertinenti ai fini del
calcolo del costo del servizio di terminazione non sono direttamente
desumibili dai formati contabili, in quanto spesso accorpate ad altre
voci non pertinenti. Per questo motivo l’Autorita’, ai fini del test
della metodologia (ed in futuro per la sua implementazione), ha
chiesto agli operatori di individuare – per le singole voci di
costo/elementi di rete – la quota parte degli elementi di rete/costi
evitabili, ossia che l’operatore puo’ evitare qualora decida di
interrompere la fornitura del servizio di terminazione. Cio’
premesso, l’Autorita’ conferma che i nuovi formati contabili previsti
dalla delibera n. 667/08/CONS, applicati a partire dall’esercizio
2009, consentono di desumere i costi unitari per ciascun elemento di
rete e, quindi, di ricostruire i costi incrementali di rete essendone
nota la quota incrementale (perche’ richiesta agli operatori).

Osservazioni degli operatori sul ricorso alla media

O.49 Con riferimento alla procedura di riconciliazione proposta
dall’Autorita’, la maggior parte degli operatori non condivide il
ricorso ad una media tra i valori (consistenze di rete e costi)
risultanti dal modello bottom-up e la media dei corrispondenti valori
degli operatori di rete mobile. Telecom Italia fa presente che la
metodologia di riconciliazione proposta potrebbe incorrere nel limite
di “appiattire” le diverse architetture di rete (e le conseguenti
strutture di costo) dei singoli operatori e propone, pertanto, di
utilizzare fattori di ponderazione che consentano di tener conto
delle diverse caratteristiche architetturali e, quindi, dei relativi
costi dei singoli operatori. A titolo di esempio, nell’attivita’ di
riconciliazione potrebbe essere rilevante il diverso rapporto delle
tecnologie 2G/3G adottato dal modello (presumibilmente piu’ orientato
verso la tecnologia 3G, in logica forward looking) rispetto a quanto
desumibile dai dati di contabilita’ dei costi. In questo caso, ad
avviso di Telecom Italia, l’attivita’ di ponderazione delle diverse
caratteristiche architetturali e quindi dei relativi costi dei
singoli operatori dovrebbe essere tale da allineare il mix delle
tecnologie 2G/3G con quanto utilizzato nel modello BU LRIC al fine di
evitare adjustment errati. Anche Wind ritiene che la media delle
consistenze di rete degli operatori mobili non permetta di
considerare alcune specificita’ rilevanti. Vodafone considera la
metodologia proposta non appropriata in quanto lo scostamento tra i
risultati del modello e la media dei dati degli operatori mobili
potrebbe essere dovuto ad errate assunzioni del modello bottomup.
Vodafone osserva, ad esempio, che una differenza tra il numero di
siti calcolato dal modello bottom-up e il valore medio degli
operatori potrebbe essere dovuto ad un’errata definizione dei
geotipi, del raggio di cella, del fattore di picco o degli ulteriori
parametri di dimensionamento. Una metodologia piu’ appropriata, ad
avviso di Vodafone, consisterebbe nell’analizzare, dopo aver
effettuato un confronto, i motivi degli scostamenti e nel calibrare,
di conseguenza, il modello bottom-up, andandone a modificare i
parametri, le formule di calcolo o i dati di input, affinche’ il
numero degli elementi di rete da esso calcolato sia maggiormente
aderente alla realta’ dei quattro operatori mobili. Vodafone propone,
in particolare, di considerare come significativa la media dei due
operatori intermedi (cioe’ escludendo gli operatori con valore piu’
elevato e piu’ basso), al fine di evitare che si ottengano
scostamenti eccessivi risultanti da inefficienze e/o che si prendano
in considerazione condizioni particolarmente favorevoli di alcuni
operatori che non riflettono l’effettiva situazione di mercato. La
media cosi’ calcolata, ad avviso di Vodafone, dovrebbe essere
inserita nel modello come dato di input, in luogo degli input
rispetto ai quali si registra lo scostamento. Sempre in relazione
alla procedura di riconciliazione proposta, H3G ritiene invece che
non sia corretto effettuare una media tra i valori ad essa relativi e
quelli degli altri operatori, a causa delle significative differenze
in termini di disponibilita’ di spettro esistenti tra H3G e gli altri
operatori.
O.50 In merito alla riconciliazione dei costi – cosi’ come gia’
osservato per la calibrazione degli elementi di rete – Vodafone
ritiene che non sia corretto fare semplicemente una media tra i costi
usati inizialmente come input del modello bottomup e i costi unitari
medi degli operatori, in quanto si correrebbe il rischio di
sottostimare i costi medi. Laddove si riscontrino differenze
sostanziali tra i costi unitari medi degli operatori ed i costi
unitari usati nel modello bottom-up, Vodafone considera necessario
approfondire l’analisi ed individuare i motivi di tale scostamento,
che potrebbe non essere dovuto ad inefficienze degli operatori,
bensi’ ad un’errata valutazione dei costi unitari usati inizialmente
come input del modello bottom-up. Anche in tal caso, pertanto,
Vodafone propone di considerare come significativa la media dei due
operatori intermedi, da inserire nel modello bottom-up come dato di
input, in luogo dei dati di ingresso rispetto ai quali si registra lo
scostamento.
O.51 BT segnala una contraddizione di tipo metodologico, in quanto
l’Autorita’ afferma – da un lato – che procedera’ alla
riconciliazione mediante una media tra i valori derivanti dal modello
pure LRIC e quelli desumibili dalla contabilita’ regolatoria e –
dall’altro, con riferimento alla modellizzazione di rete – che
l’approccio teorico Scorched Earth viene considerato accettabile se
la differenza tra il valore desumibile da tale modello e quello reale
(Scorched Node) ricade all’interno di un margine di errore
predefinito. BT considera preferibile questa seconda metodologia,
basata su un’accettabile margine di errore, a condizione che vi sia
un’individuazione trasparente e condivisa dei criteri con cui viene
definito il margine di errore. Pertanto, qualora sia confermata la
metodologia di riconciliazione proposta, BT chiede che l’Autorita’:
i) chiarisca in che misura i dati di contabilita’ regolatoria sono
utilizzati ai fini della riconciliazione, dettagliando le differenze
tra il modello utilizzato e quello previsto dalla Raccomandazione;
ii) chiarisca in che misura l’attivita’ di riconciliazione modifica i
costi di terminazione originati dal modello bottom-up pure LRIC; iii)
utilizzi, sempre ai fini della riconciliazione, una metodologia
basata su un’accettabile margine di errore anziche’ sulla media tra i
valori derivanti dal modello pure LRIC e quelli desumibili dalla
contabilita’ regolatoria. In ogni caso BT, nel richiamare quanto
previsto dalla Raccomandazione all’art. 12, ritiene che – qualora sia
confermata la metodologia proposta in consultazione – il valore di
terminazione su rete mobile derivante dal modello non debba essere
maggiore della media dei valori individuati dalle altre Autorita’ di
regolamentazione che hanno implementato quanto previsto dalla
Raccomandazione.
O.52 Fastweb ritiene che l’eventuale attivita’ di
riconciliazione/calibrazione dei risultati del modello BU LRIC
dovrebbe consistere – in linea con quanto previsto per lo sviluppo
del modello bottom up – nell’individuazione di un margine di errore
statistico che il valore bottom-up risultante dal modello potrebbe
generare e che, quindi, solo nel caso in cui la differenza tra il
valore bottom-up e quello medio top-down ricada nel margine di errore
considerato, si dovrebbe procedere con l’applicazione di una media
semplice per la definizione del nuovo input. Pertanto, secondo
Fastweb, nel caso in cui la differenza non dovesse ricadere nel
margine di errore, l’unico valore che dovrebbe essere considerato
sarebbe quello del modello bottom-up. Fastweb richiede, infine,
totale trasparenza con riguardo ai valori risultanti prima e dopo
l’attivita’ di riconciliazione, al fine di poter meglio comprendere
l’incidenza di tali aggiustamenti sul prezzo finale di terminazione.

Valutazioni dell’Autorita’

V.29 Per quanto riguarda la metodologia di riconciliazione proposta,
l’Autorita’ prende atto delle riserve espresse dalla maggior parte
degli operatori circa il ricorso al valor medio dei dati contabili
dei quattro operatori notificati ai fini della calibrazione degli
elementi di rete e della riconciliazione dei costi.
V.30 Dopo aver esaminato attentamente tutti i contributi pervenuti al
riguardo, l’Autorita’ ritiene opportuno perfezionare la metodologia
proposta, come illustrato di seguito e sintetizzato nel Box 1.
V.31 In primo luogo, per la calibrazione degli elementi di rete e
per la riconciliazione dei costi, l’Autorita’ ritiene corretto
confrontare le voci del modello bottom-up (elementi di rete/costi)
con un valore medio significativo dei quattro operatori mobili. A
tal fine l’Autorita’, per ciascuna voce oggetto della
calibrazione/riconciliazione, calcola oltre al valore medio, anche
il relativo coefficiente di variazione. 16 Se il valore del
coefficiente di variazione e’ tale da rendere rappresentativa la
media aritmetica, si utilizza la media dei dati contabili di tutti e
quattro gli operatori. In caso contrario, l’Autorita’ verifica
l’opportunita’ di eliminare dal calcolo della media il valore
estremo o i due valori estremi che potrebbero riflettere situazioni
eccezionali degli operatori. Nel contesto in esame, l’Autorita’
ritiene che il valore 0,3 possa essere indicativo e si riserva,
tuttavia, di modificare il valore proposto nell’ambito dell’analisi
di mercato, cioe’ al momento della sua utilizzazione, alla luce
delle osservazioni che verranno formulate dagli operatori. La
valutazione sull’eventuale mantenimento di uno o due valori che non
rendono significativa la media – in luogo dell’automatica
eliminazione dei valori estremi – persegue l’obiettivo di tener
conto delle specifiche realta’ dei diversi operatori e, quindi, di
evitare di “incorrere nel limite di appiattire le diverse
architetture di rete”, come osservato da un operatore.
——–
16 Tale coefficiente e’ definito dal rapporto fra deviazione
standard ed il valore medio.
V.32 In secondo luogo, l’Autorita’ procedera’ al confronto tra gli
elementi di rete/costi considerati nel modello BU ed i corrispondenti
valori medi rappresentativi, calcolati come descritto al punto
precedente. Al riguardo, l’Autorita’ condivide le osservazioni
formulate da alcuni operatori nel corso della consultazione secondo
le quali si dovrebbe procedere all’individuazione di un margine di
errore tra le singole voci del Modello ed il valor medio
rappresentativo e che, solo nel caso in cui la differenza tra il
valore risultante dal bottom-up e quello medio rappresentativo non
ricada nel margine di errore considerato, si dovrebbe procedere con
la calibrazione/riconciliazione e, quindi, con la definizione di un
nuovo input. Nel caso in cui la differenza dovesse ricadere nel
margine di errore, non si darebbe luogo ad alcuna modifica del
Modello. L’Autorita’ ritiene di poter accogliere le proposte
pervenute nell’ambito della consultazione pubblica che definiscono il
margine di errore pari al 20%. In ogni caso, l’Autorita’ fa presente
che anche tale valore potra’ subire modifiche nel corso della
prossima analisi di mercato, qualora dalla relativa consultazione
pubblica emergano valide osservazioni al riguardo.
V.33 L’Autorita’, inoltre, non condivide la proposta di considerare
il valor medio degli operatori come nuovo dato di input del Modello,
in quanto ritiene che l’inserimento nel Modello dei dati reali degli
operatori, sebbene mediati, determinerebbe un costo per il servizio
di terminazione tale da rappresentare esclusivamente la realta’ degli
operatori e non anche quella dell’operatore ipotetico efficiente e,
di conseguenza, non si incentiverebbe il raggiungimento
dell’efficienza. Pertanto, per la calibrazione degli elementi di rete
e la riconciliazione dei costi, l’Autorita’ conferma quanto gia’
proposto nel documento di consultazione, ossia di inserire come nuovo
input del Modello la media tra il valore del Modello e il valore
medio rappresentativo degli operatori.
V.34 Con riferimento alla contraddizione metodologica rilevata da BT,
l’Autorita’ ribadisce quanto gia’ detto al punto V.11, ossia che il
margine di errore predefinito utilizzato nella definizione del
Modello BU di tipo Scorched Earth non si riferisce all’attivita’ di
riconciliazione con i dati contabili degli operatori, ma e’
utilizzato esclusivamente come parametro di controllo interno per
valutare lo scostamento tra il modello realizzato ed uno di tipo
Scorched Node.
V.35 In merito alla richiesta di Fastweb e di BT di chiarire in che
misura l’attivita’ di riconciliazione modifica i costi di
terminazione del Modello BU, l’Autorita’ precisa che nella prossima
analisi di mercato verra’ data evidenza sia del risultato del Modello
BU sia dell’impatto dell’attivita’ di riconciliazione.
V.36 In relazione alla richiesta di BT che il valore di terminazione
su rete mobile derivante dal modello non debba superare la media dei
valori individuati dalle altre ANR che hanno implementato quanto
previsto dalla Raccomandazione, l’Autorita’ osserva che il modello
implementato e’ di tipo pure LRIC e, pertanto, non ritiene di
trovarsi nelle condizioni previste dall’articolo 12 della
Raccomandazione. In ogni caso, l’Autorita’, nello sviluppo del
Modello e nell’attivita’ di riconciliazione ha tenuto conto di quanto
gia’ svolto da altre ANR e, in sede di analisi di mercato, effettua i
dovuti confronti internazionali di ausilio alla definizione del
prezzo di terminazione.

Osservazioni degli operatori sulla base di costo

O.53 In riferimento alla base dei costi da prendere a riferimento per
la riconciliazione, BT rileva che non e’ stata specificata la
contabilita’ regolatoria che sara’ presa in considerazione, ossia se
quella a costi storici o quella a costi correnti ed AIIP considera
inopportuno riconciliare i risultati del modello con i dati a costi
storici degli operatori. Wind e BT chiedono di utilizzare i dati di
contabilita’ regolatoria a costi correnti.

Valutazioni dell’Autorita’

V.37 Con riferimento alla base di costo da utilizzare per la
riconciliazione, l’Autorita’ precisa che per tale attivita’ verra’
utilizzata la contabilita’ a costi correnti predisposta dagli
operatori in ottemperanza a quanto disposto dalla delibera n.
667/08/CONS.

Osservazioni degli operatori sui costi di commercializzazione, d’uso
delle frequenze e sul test della metodologia di riconciliazione

O.54 Con riferimento ai costi di commercializzazione ed ai costi
d’uso delle frequenze direttamente attribuibili al servizio di
terminazione, Telecom Italia osserva che tali costi costituiscono una
quota parte del costo del servizio di terminazione che deve essere
comunque remunerata dalla tariffa applicata ed auspica che la
metodologia di riconciliazione applicata al riguardo produca uno
standard di costo dell’operatore efficiente coerente con i dati reali
di contabilita’. Wind osserva che la definizione della pertinenza o
meno di una voce di costo del modello non puo’ essere rimandata a
tempi e soggetti terzi non definiti.
O.55 Vodafone ritiene che i costi sostenuti per le frequenze
utilizzate a scopo capacitivo debbano essere remunerati e propone una
metodologia di ripartizione di tali costi tra copertura e capacita’.
Invece, tra i costi non di rete attribuibili all’interconnessione,
Vodafone considera pertinenti i costi del personale e dei sistemi IT
dedicati al processo di fatturazione inter-operatore, di revenue
assurance e comunque sostenuti per gestire il traffico di
interconnessione, inclusivi del costo di ammortamento, del costo di
capitale, dei costi di manutenzione e del costo del personale
dedicato alla gestione di tali sistemi.
O.56 Con riferimento alla valutazione dei costi commerciali e dei
costi delle frequenze, BT giudica non chiaro il rinvio a generiche
verifiche da parte del Revisore e chiede, in particolare, chiarimenti
relativamente ai costi delle frequenze.
O.57 Relativamente al test della metodologia di riconciliazione,
Telecom Italia segnala che la stima di alcuni dati mancanti non e’
coerente con il presupposto della riconciliazione con dati
certificati. Per la versione definitiva del modello, Telecom Italia
ritiene che l’Autorita’ debba avvalersi di dati certificati di tutti
gli operatori mobili anche sulla base della contabilita’ regolatoria
2009 e delle integrazioni fornite nel mese di settembre 2010 alla
richiesta di informazioni dell’Autorita’. Wind evidenzia che
l’Autorita’ ha potuto testare il Modello solo sulla parte delle
consistenze e che, in sostanza, il Modello non e’ stato testato, in
quanto mancante della riconciliazione dei costi. Sempre in merito al
test della metodologia di riconciliazione, Vodafone evidenzia che i
costi unitari degli elementi di rete sono desumibili dalle
contabilita’ regolatorie prodotte dagli operatori a partire dall’anno
2009 in applicazione dell’allegato A2 alla delibera n. 667/08/CONS.
Vodafone ritiene inoltre necessaria anche una riconciliazione tra i
costi totali generati dal modello bottom-up ed i costi totali desunti
dalle contabilita’ regolatorie, al fine di evidenziare se nella
predisposizione del Modello sono state trascurate alcune voci di
costo, quali ad esempio i costi per l’energia elettrica, costi per
sistemi di billing, i costi di upgrade ed altre voci, che – a suo
avviso – sembra che non siano state considerate. Vodafone aggiunge
che la riconciliazione dei costi totali sarebbe di semplice
realizzazione, in quanto tutti i dati sono desumibili dalle
contabilita’ regolatorie degli operatori, nonche’ il metodo piu’
veloce per verificare la correttezza dei parametri e delle logiche
alla base del modello bottom-up.

Valutazioni dell’Autorita’

V.38 L’Autorita’ condivide la segnalazione di Telecom Italia di
basare l’attivita’ di riconciliazione esclusivamente su dati
contabili certificati e precisa che le stime effettuate ai fini del
test della metodologia si sono rese necessarie in quanto non erano, a
quella data, ancora disponibili le contabilita’ certificate relative
all’esercizio 2009. In tal senso, eventuali informazioni aggiuntive
che si renderanno necessarie nel corso dell’analisi di mercato al
fine di implementare il Modello e la riconciliazione, dovranno essere
congruenti con i dati contabili certificati. Per tali ragioni, il
rimando alle verifiche da parte del Revisore in merito al trattamento
della quota pertinente dei costi commerciali e delle frequenze si
rende necessario in quanto i dati forniti dagli operatori al riguardo
non sono stati considerati pienamente affidabili.
V.39 L’Autorita’ osserva, da ultimo, di non ritenere del tutto
corretto il confronto proposto da Vodafone tra i costi totali
generati dal modello bottom-up ed i costi totali desunti dalle
contabilita’ regolatorie, per le ragioni illustrate al punto V.28.
Infatti, essendo le contabilita’ regolatorie redatte secondo il
principio dei costi pienamente distribuiti, i costi totali ivi
riportati includono voci di costo non considerate pertinenti dalla
Raccomandazione. In tal senso, l’Autorita’ condivide l’osservazione
formulata dal consulente di un operatore secondo cui in contabilita’
regolatoria sono presenti delle voci di costo non legate causalmente
al servizio di terminazione. L’Autorita’ ribadisce, peraltro, che la
riconciliazione non ha l’obiettivo di aggiungere voci di costo non
considerate dal Modello e che, quindi, l’eventuale imputazione di
ulteriori voci di costo al servizio di terminazione deve essere
esaminata anzitutto nell’ambito del Modello BU e successivamente, se
del caso, oggetto di riconciliazione.

Box 1 – Metodologia di calibrazione/riconciliazione del modello BU

1. Determinazione delle consistenze di rete dell’operatore
rappresentativo
a) Per ciascun elemento di rete previsto dal Modello si calcola il
valor medio delle consistenze di rete degli operatori desumibili dai
dati contabili ed il relativo coefficiente di variazione.
b) Se il coefficiente di variazione e’ inferiore o uguale a 0,3, le
consistenze di rete dell’operatore rappresentativo sono considerate
uguali alla media aritmetica delle consistenze di rete degli
operatori. Se il coefficiente di variazione e’ maggiore di 0,3,
l’Autorita’ valuta le cause di tale scostamento e verifica
l’opportunita’ di eliminare dal computo della media il dato
corrispondente a uno o due operatori (valori estremi).

2. Calibrazione delle consistenze di rete
c) Per ciascun elemento di rete previsto dal Modello si procede al
confronto tra le consistenze di rete considerate nel modello BU ed il
corrispondente valore medio rappresentativo, calcolato come descritto
al punto precedente.
d) Se la differenza tra i due valori e’ superiore al 20%, si procede
con la calibrazione delle consistenze di rete previste dal Modello
attraverso la definizione di un nuovo input. Il nuovo input e’ dato
dalla media aritmetica tra le consistenze di rete previste dal
Modello ed il valore medio rappresentativo degli operatori calcolato
come descritto al punto 1.
e) Nel caso in cui la differenza tra le consistenze degli elementi di
rete considerati nel modello BU ed i corrispondenti valori medi
rappresentativi dovesse ricadere nel margine di errore, non si
procede ad alcuna calibrazione.

3. Determinazione dei costi unitari di rete dell’operatore
rappresentativo
f) Per ciascun elemento di rete previsto dal Modello si calcola il
valor medio dei relativi costi unitari desumibili dai dati contabili
degli operatori ed il relativo coefficiente di variazione.
g) Se il coefficiente di variazione e’ inferiore o uguale a 0,3, i
costi unitari di rete dell’operatore rappresentativo sono considerati
uguali alla media aritmetica dei costi unitari di rete degli
operatori. Se il coefficiente di variazione e’ maggiore di 0,3,
l’Autorita’ valuta le cause di tale scostamento e verifica
l’opportunita’ di eliminare dal computo della media il dato
corrispondente a uno o due operatori (valori estremi).

4. Riconciliazione dei costi unitari di rete
h) Per ciascun elemento di rete previsto dal Modello si procede al
confronto tra il relativo costo unitario ed il corrispondente valore
medio rappresentativo, calcolato come descritto al punto precedente.
i) Se la differenza tra i due valori e’ superiore al 20%, si procede
con la riconciliazione dei costi di rete previsti dal Modello
attraverso la definizione di un nuovo input. Il nuovo input e’ dato
dalla media aritmetica tra i costi unitari di rete previsti dal
Modello ed i valori medi rappresentativi dei costi degli operatori
calcolati come descritto al punto precedente.
l) Nel caso in cui la differenza tra i costi di rete unitari
considerati nel modello BU ed i corrispondenti valori medi
rappresentativi dovesse ricadere nel margine di errore, non si
procede ad alcuna riconciliazione dei costi.

5. Riconciliazione dei costi del personale
m) La metodologia per la riconciliazione dei costi del personale e’
analoga a quella descritta al punto precedente.

6. Costi commerciali e costi di acquisto di frequenze supplementari
n) Il trattamento dei costi commerciali nonche’ di acquisto di
frequenze supplementari ai fini del calcolo del costo di terminazione
discende dalle verifiche del Revisore sui dati contabili.

5. Le modifiche ai formati contabili

78. L’articolo 14, comma 2, della delibera n. 667/08/CONS prevede che
l’Autorita’, qualora lo ritenga necessario, possa adeguare, nel corso
del procedimento in oggetto, le disposizioni in materia di
contabilita’ dei costi di cui all’Allegato A2 della delibera stessa.
79. Dal momento che i Revisori indipendenti delle contabilita’
regolatorie prodotte dagli operatori di rete mobile per gli anni 2006
e 2007 hanno rilevato alcuni aspetti critici ai fini della
certificazione di conformita’, derivanti principalmente da incertezze
interpretative del quadro regolamentare allora vigente, l’Autorita’
ritiene opportuno fornire in questa sede alcuni chiarimenti volti a
fugare dubbi interpretativi e a garantire certezza nel quadro
regolamentare di riferimento.
80. I principali elementi di criticita’ riguardano:
-l’applicazione del principio di causalita’;
-l’esatta indicazione dei costi pertinenti al servizio di
terminazione con riferimento, in particolare, ai costi di
commercializzazione;
-le modalita’ di calcolo del capitale impiegato, da moltiplicare per
il costo medio ponderato del capitale (WACC) al fine di ottenere la
remunerazione del capitale impiegato;
-il fattore di conversione del traffico dati (SMS, GPRS) in traffico
voce;
-l’individuazione dei routing factors per l’allocazione dei costi di
rete a componenti che non dipendono dal traffico ma dal numero di
chiamate e per i servizi non vocali.
81. Relativamente all’applicazione del principio di causalita’ e’
opportuno precisare che esso – fatte salve diverse indicazioni
regolamentari e/o normative – e’ da intendersi nel senso che i costi
devono essere allocati, direttamente o indirettamente, ai servizi per
la cui fornitura sono stati sostenuti. Rispetto al principio di piena
allocazione, cio’ comporta che gli eventuali costi non imputati ai
servizi regolati in virtu’ del nesso di non causalita’, trovano
allocazione su altri servizi non regolati, in modo tale da garantire
in ogni caso la completa distribuzione di tutti i costi di bilancio.
Inoltre, in tutti i casi in cui l’onere effettivo sostenuto da un
operatore sia compensato da ricavi riconducibili allo stesso
cespite/accadimento di gestione, il costo deve essere rettificato
portando in diminuzione del costo stesso il ricavo correlato.
82. Per quanto riguarda i costi pertinenti al servizio di
terminazione, in base al principio di causalita’, ed in linea con
quanto previsto dalla Raccomandazione 2009/396/CE, non possono essere
considerati pertinenti al servizio wholesale di terminazione i costi
commerciali che non siano direttamente riconducibili alla
commercializzazione dei servizi all’ingrosso di terminazione. Per la
stessa ragione, non rientrano tra i costi pertinenti al servizio di
terminazione neanche i costi di pubblicita’, l’insieme dei costi di
marketing, i compensi ai distributori ed i costi di supporto alla
clientela, in quanto, trattandosi di costi direttamente connessi alle
attivita’ al dettaglio, la loro attribuzione alle attivita’
all’ingrosso non rispetterebbe il principio di causalita’, come
peraltro evidenziato da diverse ANR a livello internazionale. Allo
stesso modo, ed in linea con quanto disposto dalla Raccomandazione
2009/396/CE, non possono essere allocati sul servizio di terminazione
i costi dei terminali e delle SIM, in quanto costi al di fuori del
perimetro del mercato di riferimento per i servizi di terminazione.
83. Relativamente al capitale impiegato, e’ opportuno precisare che
il calcolo deve essere effettuato in modo che il valore sia quanto
piu’ possibile aderente alle variazioni subite dal capitale stesso
nel corso di ciascun esercizio. Pertanto, la base di calcolo della
remunerazione deve essere la media dei valori puntuali assunti dal
capitale impiegato a inizio e fine esercizio.
84. Con riferimento al fattore di conversione del traffico SMS e
GPRS, alcune delle assunzioni adottate dagli operatori sono risultate
significativamente diverse, il che potrebbe indurre differenze
rilevanti nell’attribuzione dei costi di rete. L’Autorita’ ritiene
opportuno che tutti gli operatori adottino il metodo Activity Based
Costing (ABC) da sviluppare in due parti: la prima parte consiste nel
suddividere i costi dei canali PDCH, TCH e segnalamento sui relativi
building blocks. La seconda parte consiste nell’analizzare il tasso
di occupazione per ciascun canale (tra Voce, SMS e dati), in modo da
allocare il costo dei building blocks ai prodotti tecnici che li
utilizzano. Considerando le reti 2G, il costo dei building block deve
essere allocato in base a:
– la durata media dell’occupazione (segnalamento);
– il numero di canali PDCH dedicati ai dati rapportato al numero
totale di canali TCH e PDCH (trasporto).
Con riferimento alla rete 3G, il costo dei building blocks deve
essere, invece, allocato ai prodotti voce, dati e SMS in base alla
quantita’ di dati trasportati dal canale di traffico DPDCH.
85. Per quanto riguarda la matrice dei routing factors riportata
nell’Allegato A2 alla delibera n. 667/08/CONS il revisore ha
segnalato che la matrice non prende in considerazione:
– gli elementi di rete dipendenti dal numero di chiamate e non dal
traffico (es. sistema di fatturazione, i canali SDCCH versus TCH per
gli impianti di rete, le basi HLR, VLR, EIR, AUC);
– i prodotti tecnici SMS e dati.
86. Tale semplificazione potrebbe portare, in funzione delle
modalita’ di attribuzione scelte dal singolo operatore, ad un errore
del calcolo dei costi allocati ai servizi voce. Al fine di evitare
questo tipo di imprecisioni, e’ possibile utilizzare una matrice di
instradamento che prenda in considerazione tutti i prodotti tecnici
(voce, SMS e dati), inserendo per il traffico dati ed SMS l’utilizzo
di elementi specifici (ad esempio building block SMS-C) e separando i
building blocks che dipendono dal numero di chiamate o dal numero di
SMS. Allo stesso modo e’ possibile inserire la distinzione tra
segnalamento (canali SDCCH) e trasporto (canali TCH e PDCH) ottenendo
un’attribuzione piu’ fine dei relativi costi sui servizi.
87. Oltre alle criticita’ evidenziate dai Revisori, l’Autorita’
sottolinea da ultimo che, in virtu’ di quanto previsto dalla
Commissione riguardo i costi delle frequenze (cfr. supra punto 76),
vanno inclusi nel costo del servizio di terminazione solo i costi di
acquisizione di frequenze supplementari volte ad aumentare la
capacita’ (al di sopra di quella minima necessaria per fornire agli
abbonati servizi al dettaglio), ossia acquisite allo scopo di
smaltire maggiori volumi di traffico connesso alla fornitura
all’ingrosso del servizio di terminazione di chiamate vocali.

5.1 Osservazioni degli operatori e valutazioni dell’Autorita’ in
merito alle modifiche ai formati contabili

Osservazioni degli operatori

O.58 Telecom Italia ritiene opportuno che qualsiasi modifica relativa
alle metodologie o ai formati contabili previsti dalla delibera n.
667/08/CONS sia analizzata e condivisa nell’ambito di un Tavolo
tecnico tra gli operatori e l’Autorita’.
O.59 Con riferimento alle disposizioni in consultazione riguardanti i
fattori di conversione ed i routing factors, Telecom Italia rileva
che esse non sono compatibili con le metodologie ed i formati
contabili previsti dalla delibera n. 667/08/CONS e gia’ applicati per
la contabilita’ regolatoria 2009. Inoltre, tale retroazione
metodologica comporterebbe, secondo Telecom Italia, impatti sensibili
sui modelli, sulle catene impiantistiche, sui risultati e sui formati
contabili implementati ai sensi della delibera n. 667/08/CONS. In
sintesi, Telecom Italia e’ del parere che le regole sui formati
contabili definite dalla delibera n. 667/08/CONS consentano di
determinare il costo del servizio di terminazione wholesale
coerentemente con le indicazioni della Raccomandazione europea e di
avviare l’attivita’ di riconciliazione proposta nella delibera in
consultazione. Sempre con riferimento ai fattori di conversione, H3G
osserva che la differenza riscontrata dall’Autorita’ tra i fattori di
conversione utilizzati dagli operatori e’ ragionevole in quanto tali
fattori dipendono dal “traffic mix” e dal mix di tecnologie
utilizzate. H3G dichiara altresi’ di non poter esprimere alcuna
valutazione riguardo ai fattori di conversione proposti, non essendo
sufficientemente dettagliati.
O.60 H3G, in generale, ritiene che non sia opportuno continuare a
presentare annualmente la contabilita’ regolatoria, una volta che il
modello sara’ definitivamente entrato in vigore. In particolare, H3G
considera non necessaria l’applicazione di una matrice di routing
apposita ed il grado di complessita’ richiesto ai paragrafi 84 e 85
del documento sottoposto a consultazione, poiche’ la contabilita’
regolatoria non sara’ il meccanismo principale per fissare i prezzi
di terminazione. Inoltre, H3G non condivide l’esclusione dei costi
commerciali relativi al sussidio del terminale dalle contabilita’
regolatorie relative agli esercizi 2009 e seguenti. Da ultimo, H3G
non condivide l’esclusione dalla contabilita’ regolatoria dei costi
relativi allo spettro e non usati per la capacita’ – a suo avviso
desumibile dal paragrafo 87 del documento di consultazione – in
quanto, mentre la Raccomandazione si riferisce ai costi incrementali
puri per il servizio di terminazione, la contabilita’ regolatoria e’
di tipo Fully Allocated Cost.

Valutazioni dell’Autorita’

V.40 Si premette che, come specificato al punto 78 del documento di
consultazione, l’articolo 14, comma 2, della delibera n. 667/08/CONS
prevede che l’Autorita’, qualora lo ritenga necessario, possa
adeguare le disposizioni in materia di contabilita’ dei costi di cui
all’Allegato A2 della delibera stessa nel corso del procedimento in
oggetto. Pertanto, non si ritiene condivisibile la richiesta di
Telecom Italia di indire un apposito Tavolo tecnico in materia.
V.41 L’Autorita’ chiarisce inoltre che le modifiche proposte sono
finalizzate principalmente a fornire chiarimenti interpretativi e a
garantire certezza nel quadro regolamentare di riferimento, quindi
non sono necessariamente finalizzate allo svolgimento dell’attivita’
di riconciliazione. Si osserva inoltre che, in effetti, le modifiche
proposte non rappresentino una variazione dei formati contabili
previsti dalla delibera n. 667/08/CONS, ma che consentano piuttosto
una rappresentazione piu’ dettagliata degli elementi di rete gia’
ricompresi in tali formati senza peraltro determinare i sensibili
impatti evidenziati da Telecom Italia.
V.42 In merito alle osservazioni di Telecom Italia, l’Autorita’
chiarisce anzitutto che i fattori di conversione del traffico dati ed
i routing factors sono necessari per garantire la coerenza della
metodologia e dei formati contabili previsti dalla delibera n.
667/08/CONS con il contesto tecnologico che caratterizza le attuali
reti mobili. Infatti, la continua integrazione dei servizi voce e
dati, nonche’ l’arricchimento dello stesso servizio voce dovuto alle
funzionalita’ ad esso aggiunte nel tempo (ad esempio le notifiche via
SMS), determinano un sensibile ampliamento delle funzioni svolte dai
nodi di core network e, conseguentemente, dall’intera rete. Cio’
comporta la necessita’ di informazioni piu’ dettagliate al fine di
garantire la corretta attribuzione dei costi. In merito alle
osservazioni di H3G relative ai fattori di conversione, l’Autorita’
evidenzia anzitutto che questi ultimi sono essenzialmente parametri
statistici descrittivi dello usage di rete e concorda che dipendano
dal cosiddetto traffic mix; l’Autorita’, tuttavia, ritiene tali
indicatori in grado di fornire valutazioni significative e stabili
dal momento che valutano una casistica molto elevata di campioni (in
termini di chiamate, traffico dati, SMS, utenti, aree servite,
caratteri demografici, ecc.). Per quanto attiene al livello di
dettaglio, appare opportuno puntualizzare che gli indicatori proposti
trovano ampia diffusione e forniscono una sintesi rappresentativa per
l’analisi di un fenomeno generale, ovvero del comportamento medio
della rete.
V.43 Per quanto riguarda l’osservazione di H3G in merito alla
presentazione annuale della contabilita’ regolatoria, l’Autorita’
osserva che tale obbligo e’ stato imposto in sede di analisi di
mercato. Pertanto, una sua eventuale modifica e/o rimozione puo’
essere valutata esclusivamente nell’ambito della prossima analisi di
mercato. In ogni caso, l’Autorita’ osserva che la contabilita’
regolatoria e’ di ausilio nell’imposizione e nella declinazione
dell’obbligo di controllo dei prezzi nonche’ nell’attivita’ di
riconciliazione.
V.44 Per quanto riguarda l’osservazione di H3G sull’esclusione dalle
contabilita’ regolatorie dei costi commerciali relativi al sussidio
del terminale, l’Autorita’ osserva che la loro inclusione, oltre a
violare il principio di causalita’, sarebbe in contrasto con quanto
disposto dalla Raccomandazione della Commissione.
V.45 Con riferimento all’osservazione di H3G circa la matrice di
routing apposita ed il grado di complessita’ richiesto ai paragrafi
84 e 85 del documento sottoposto a consultazione, l’Autorita’ ritiene
che tali misure siano necessarie per la corretta analisi dello usage
di rete e non ravvisa le particolari difficolta’ tecniche
evidenziate, dal momento che tali indicatori sono tradizionalmente
utilizzati nell’ambito del controllo di gestione, della
pianificazione e dell’esercizio delle reti.
V.46 In relazione all’osservazione di H3G circa la necessita’ di
includere nella contabilita’ regolatoria i costi relativi allo
spettro, l’Autorita’ chiarisce che, in base al principio di
causalita’, i costi devono essere allocati, direttamente o
indirettamente, ai servizi per la cui fornitura sono stati sostenuti;
quindi, se del caso, i costi relativi allo spettro possono essere
imputati anche al servizio di terminazione. Appare opportuno,
pertanto, integrare la Tabella 2 dell’Allegato A2 della delibera n.
667/08/CONS indicando, oltre alle Portanti BTS e Portanti NodeB, i
costi di ammortamento e di capitale relativi alle licenze.
Tutto cio’ premesso e considerato,
VISTA la lettera della Commissione Europea SG-Greffe (2011)
D/1814 del 3 febbraio 2011, relativa allo schema di provvedimento
concernente “Definizione di un modello di costo relativo al servizio
di terminazione vocale su rete mobile ai sensi dell’art. 14 della
delibera n. 667/08/CONS” adottato dall’Autorita’ in data 17 dicembre
2010 e notificato alla Commissione europea ed ai Paesi membri in data
4 gennaio 2011;
CONSIDERATO che la Commissione europea non ha formulato alcuna
osservazione in relazione allo schema di provvedimento notificato
dall’Autorita’ e ha concluso che, secondo quanto stabilito
dall’articolo 7, comma 5, della Direttiva 2002/21/CE, l’Autorita’
puo’ adottare la decisione finale dovendo, in tal caso, comunicarla
alla Commissione;
UDITA la relazione dei commissari Nicola D’Angelo e Stefano
Mannoni, relatori ai sensi dell’art. 29 del Regolamento concernente
l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’;

Delibera:

Art. 1

1. La metodologia per la determinazione delle tariffe di
terminazione mobile da utilizzare nell’ambito dell’analisi del
mercato dei servizi di terminazione mobile, terzo ciclo, e’ quella
definita nel presente provvedimento, sia con riferimento al Modello
BU LRIC, comprensivo del calcolo del costo medio ponderato del
capitale (Allegato A), sia con riguardo all’attivita’ di
riconciliazione.

Art. 2

1. L’Allegato A2 alla delibera n. 667/08/CONS e’ integrato con le
disposizioni interpretative riportate al paragrafo 5 del presente
provvedimento.
2. La Tabella 2 dell’Allegato A2 alla delibera n. 667/08/CONS e’
sostituita dall’Allegato B alla presente delibera.
Gli allegati A, B e C (quest’ultimo in formato elettronico) formano
parte integrante e sostanziale della presente delibera.
Il presente provvedimento e’ trasmesso alla Commissione europea ed
alle Autorita’ di regolamentazione degli Stati membri dell’Unione
europea.
Avverso tale provvedimento puo’ essere presentato ricorso al TAR
del Lazio ai sensi dell’art. 1, comma 26, della legge 31 luglio 1997,
n. 249.
La presente delibera e’ pubblicata, priva degli allegati, nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ed in versione integrale
nel Bollettino ufficiale e sul sito web dell’Autorita’.
Roma, 9 febbraio 2011

Il presidente
Calabro’

I commissari relatori
D’Angelo – Mannoni

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 9 febbraio 2011

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