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AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 9 gennaio 2002: Direttiva concernente le modalita' applicative del provvedimento della Giunta del Comitato interministeriale dei prezzi 9 dicembre 1988, n. 24, ai sensi dell'art. 2, comma 12, lettera h), della legge 14 novembre 1995, n. 481. (Deliberazione n. 02/02). (GU n. 80 del 5-4-2002)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 9 gennaio 2002

Direttiva concernente le modalita’ applicative del provvedimento
della Giunta del Comitato interministeriale dei prezzi 9 dicembre
1988, n. 24, ai sensi dell’art. 2, comma 12, lettera h), della legge
14 novembre 1995, n. 481. (Deliberazione n. 02/02).

L’AUTORITA’
PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 9 gennaio 2002,
Premesso che:
l’art. 2, comma 12, lettera h), della legge 14 novembre 1995, n.
481 (di seguito: legge n. 481/1995), prevede che l’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas (di seguito: l’Autorita) emani direttive
concernenti la produzione e l’erogazione dei servizi da parte dei
soggetti esercenti;
l’art. 3, comma 3.1, punto 3.1.6, del provvedimento Cip n. 24/88
stabilisce che “A decorrere dal presente provvedimento, a modifica
della circolare n. 117 del 18 luglio 1947 del Ministero
dell’industria e del commercio, le variazioni delle tariffe dovranno
essere applicate dalle aziende distributrici sulle bollette emesse
dopo la data di decorrenza indicata nel provvedimento di variazione,
limitatamente ai consumi attribuibili al periodo successivo a detta
data. Tale attribuzione avverra’ su base giornaliera considerando
convenzionalmente costante il consumo nel periodo”;
la norma di cui al precedente alinea dispone che:
a) i consumi di gas rilevati tra due letture debbano essere
attribuiti, ai fini della loro fatturazione nelle fatture di
conguaglio, all’intero periodo intercorrente tra dette letture;
b) nel caso di variazioni tariffarie intervenute nel periodo
intercorrente tra due letture, il criterio dell’attribuzione dei
consumi su base giornaliera debba essere applicato considerando
convenzionalmente costante il consumo giornaliero nel periodo che
intercorre fra due variazioni tariffarie;
Viste:
la legge n. 481/1995;
l’art. 1559 del codice civile;
il provvedimento Cip n. 24/88;
vista la delibera dell’Autorita’ 19 luglio 2001, n. 164/01 (di
seguito: delibera n. 164/01);
Considerato che:
nell’ambito dell’istruttoria avviata con la delibera n. 164/01,
e’ emerso che taluni esercenti, non compiutamente identificati,
erroneamente ritenendo equivalente alla lettura dei consumi effettivi
la stima dei consumi effettuata sulla base dei consumi storici
dell’utente, in caso di variazioni tariffarie applicherebbero il
criterio dell’attribuzione dei consumi su base giornaliera valutando
non l’intero periodo intercorrente tra due letture, ma quello
compreso tra stime di consumo o decorrente da una stima;
il comportamento di cui sopra determina una disparita’ di
trattamento tra gli utenti in quanto siffatte modalita’ di calcolo
delle variazioni tariffarie, non solo non garantiscono a tutti i
clienti un’equa attribuzione dei consumi e delle variazioni
tariffarie nei vari periodi di fatturazione, ma violano l’affidamento
della clientela relativamente all’applicazione di un metodo di
fatturazione fondato sui consumi certi previsto dal provvedimento Cip
n. 24/88;
Ritenuto che sia opportuno:
garantire comportamenti uniformi da parte degli esercenti
nell’applicazione dell’art. 3, comma 3.1, punto 3.1.6, del
provvedimento Cip n. 24/88, e renderne sanzionabile l’inosservanza ai
sensi dell’art. 2, comma 20, lettera c) della legge n. 481/1995,
richiamandone altresi’ le modalita’ applicative ai fini delle
necessarie verifiche;
emanare, a tale fine, una direttiva che, oltre ai richiamati
obiettivi di uniformita’ e di sanzionabilita’, sia rivolta a
garantire ai clienti, serviti da esercenti che in passato non si
siano attenuti alla corretta applicazione del citato provvedimento
CIP n. 24/88:
a) l’eliminazione del danno economico conseguente
all’effettuazione di pagamenti maggiori del dovuto;
b) un’efficace e uniforme informazione circa il diritto di cui
alla lettera a);
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’art. 7, comma 1,
della legge 7 agosto 1990, n. 241, e dell’art. 4, comma 1, del
relativo regolamento di attuazione, adottato con il decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 5 marzo 2001, n. 197, per
omettere la comunicazione dell’inizio del procedimento, nella
considerazione che v’e’ urgenza di provvedere in modo da evitare che
comportamenti non corretti di applicazione del citato provvedimento
CIP n. 24/88 possano produrre ulteriori danni alla clientela e che
comunque nel procedimento avviato con delibera n. 164/01, avente ad
oggetto le modalita’ applicative del citato provvedimento CIP n.
24/88, e’ intervenuta ed ha avuto modo di interloquire una delle
associazioni di esercenti (ANIGAS);
Delibera:
Art. 1.
Obblighi degli esercenti ai sensi
dell’art. 3, comma 3.1, punto 3.1.6
del provvedimento della Giunta del comitato
interministeriale dei prezzi
del 9 dicembre 1988, n. 24/88.
1.1 L’art. 3, comma 3.1, punto 3.1.6, del provvedimento della
Giunta del comitato interministeriale dei prezzi del 9 dicembre 1988,
n. 24 (di seguito denominato: provvedimento Cip n. 24/88) prevede che
l’impresa che esercita il servizio di distribuzione e di vendita del
gas a mezzo di rete urbana (di seguito denominata: esercente):
a) attribuisce i consumi di gas rilevati tra due letture ai fini
della loro fatturazione nelle fatture di conguaglio, all’intero
periodo intercorrente tra dette letture;
b) adotta, nel caso di variazioni tariffarie intervenute nel
periodo intercorrente tra due letture, il criterio dell’attribuzione
dei consumi su base giornaliera considerando convenzionalmente
costante il consumo giornaliero nel periodo che intercorre fra due
variazioni tariffarie.

Art. 2.
Ricalcolo degli importi
delle bollette di conguaglio
2.1 L’esercente che, anteriormente all’adozione della presente
direttiva non abbia operato nei termini indicati al precedente art.
1, e’ tenuto con riferimento alle bollette emesse e salvo
prescrizione, a provvedere a proprie spese, su richiesta del singolo
cliente o di una delle formazioni associative nelle quali i clienti
siano organizzati, al ricalcolo degli importi delle bollette di
conguaglio e al rimborso al cliente delle eventuali differenze.
2.2 L’esercente provvede al ricalcolo di cui al comma 2.1 entro
novanta giorni, decorrenti dal ricevimento della richiesta.
2.3 Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della presente
direttiva, l’esercente di cui al comma 2.1 presenta all’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas un rendiconto del numero di richieste di
ricalcolo ricevute, dei tempi di evasione di tali richieste, e degli
esiti del ricalcolo.

Art. 3.
Informazioni alla clientela
3.1 L’esercente che, anteriormente all’adozione della presente
direttiva non abbia operato nei termini indicati al precedente art.
1, e’ tenuto a informare i propri clienti, a propria cura e spese,
circa il fatto che il medesimo esercente ha adottato modalita’ di
applicazione delle variazioni tariffarie difformi da quanto previsto
dal citato provvedimento Cip n. 24/88, e che, in seguito a richiesta,
tali clienti hanno diritto al ricalcolo degli importi delle bollette
di conguaglio e al rimborso delle eventuali differenze.
3.2 L’informazione ai clienti di cui al comma 3.1 deve essere data
secondo le seguenti modalita’:
a) gli esercenti aventi piu’ di 500.000 clienti finali sono
tenuti a pubblicare, su almeno tre quotidiani, con diffusione
nazionale, un avviso avente adeguata evidenza e dimensioni non
inferiori a un quarto di foglio;
b) gli esercenti aventi un numero di clienti finali superiore a
100.000 e inferiore a 500.000 sono tenuti a pubblicare, su almeno un
quotidiano con diffusione nazionale, un avviso avente adeguata
evidenza e dimensioni non inferiori a un quarto di foglio;
c) gli esercenti aventi un numero di clienti finali superiore a
5.000 e inferiore a 100.000 sono tenuti a pubblicare, su almeno un
quotidiano, un avviso avente adeguata evidenza e dimensioni non
inferiori a un quarto di foglio;
d) gli esercenti aventi un numero di clienti finali inferiore a
5.000 sono tenuti a fornire, in allegato alla prima bolletta emessa
successivamente all’adozione della deliberazione di cui al comma 3.3,
un avviso avente adeguata evidenza e dimensione.
3.3 Il testo dell’avviso di cui al comma 3.2, che sara’ definito
con successivo provvedimento, deve essere pubblicato dagli esercenti
di cui al comma 3.2, lettere a), b) e c), entro il termine di trenta
giorni dalla pubblicazione del provvedimento stesso.

Art. 4.
Disposizioni finali
4.1 La presente direttiva viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana e sul sito Internet dell’Autorita’
(www.autorita.energia.it) ed entra in vigore dalla data della sua
pubblicazione.
Milano, 9 gennaio 2002
Il presidente: Ranci

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