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AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 27 febbraio 2002: Criteri per la determinazione delle tariffe di stoccaggio del gas naturale. (Deliberazione n. 26/02). (GU n. 77 del 2-4-2002)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 27 febbraio
2002

Criteri per la determinazione delle tariffe di stoccaggio
del gas
naturale. (Deliberazione n. 26/02).

Titolo I
Disposizioni
generali
L’AUTORITA’

PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 27 febbraio
2002;
Premesso che:
l’art. 23, comma 2, del decreto
legislativo 23 maggio 2000, n.
164, di attuazione della direttiva
98/30/CE, recante norme comuni per
il mercato interno del gas
naturale, a norma dell’art. 41 della legge
17 maggio 1999, n. 144
(di seguito: decreto legislativo n. 164/00)
stabilisce che
l’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas (di
seguito:
l’Autorita) determina le tariffe per lo stoccaggio
minerario,
strategico e di modulazione, in modo da assicurare una
congrua
remunerazione del capitale investito;
l’art. 23, comma 3, del
decreto legislativo n. 164/00 prevede che
le tariffe per lo
stoccaggio tengono conto della necessita’ di non
penalizzare le aree
del Paese con minori dotazioni infrastrutturali,
ed in particolare
le aree del Mezzogiorno; e che le tariffe di
stoccaggio devono
anche permettere lo sviluppo dello stoccaggio,
incentivando gli
investimenti per il potenziamento delle capacita’,
tenendo conto del
particolare rischio associato alle attivita’
minerarie e della
immobilizzazione del gas necessario per assicurare
le prestazioni di
punta;
l’art. 11, comma 1, del decreto legislativo n. 164/00
stabilisce
che l’attivita’ di stoccaggio del gas naturale in
giacimenti o unita’
geologiche profonde e’ svolta sulla base di
concessione, di durata
non superiore a venti anni, rilasciata dal
Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato (ora
Ministero delle attivita’
produttive) ai richiedenti che abbiano
la necessaria capacita’
tecnica, economica ed organizzativa e
che dimostrino di poter
svolgere, nel pubblico interesse, un
programma di stoccaggio
rispondente alle disposizioni del decreto
sopracitato;
l’art. 12, comma 1, del decreto legislativo n. 164/00
prevede che
il soggetto titolare di piu’ concessioni di stoccaggio
ha l’obbligo
di gestire in modo coordinato e integrato il
complesso delle
capacita’ di stoccaggio di working gas di cui
dispone, al fine di
garantire l’ottimizzazione delle capacita’
stesse;
l’art. 18, comma 6, del decreto legislativo n. 164/00
prevede che
alle imprese che svolgono attivita’ di stoccaggio deve
essere versato
da parte dei soggetti che effettuano l’attivita’
di vendita un
corrispettivo ai fini del bilanciamento del
sistema o per la
tempestiva reintegrazione degli stoccaggi;

Premesso che la delibera dell’Autorita’ 3 agosto 2000, n.
147/00
(di seguito: delibera n. 147/00) ha disposto l’avvio
di un
procedimento per la formazione di provvedimenti in tema di
accesso e
utilizzo delle attivita’ di stoccaggio, delle relative
tariffe e
obblighi e di definizione di criteri per la
predisposizione del
codice di stoccaggio, allo scopo di definire
le condizioni del
servizio a cui l’utente accede a fronte della
corresponsione delle
tariffe di stoccaggio;
Visti:
la legge 14
novembre 1995, n. 481;
il decreto legislativo n. 164/00;
Visti:

il decreto del Ministro dell’industria, del commercio
e
dell’artigianato (ora Ministro delle attivita’ produttive) del
6
agosto 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale

n. 223 del 23 settembre 1991 (di seguito: decreto ministeriale
6
agosto 1991);
il decreto del Ministro dell’industria,
del commercio e
dell’artigianato (ora Ministro delle attivita’
produttive) del 27
marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale –
serie generale – n.
97 del 27 aprile 2001 (di seguito: decreto
ministeriale 27 marzo
2001);
il decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e
dell’artigianato (ora Ministro
delle attivita’ produttive) del 9
maggio 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale –
n. 128 del 5 giugno 2001 (di
seguito: decreto ministeriale 9 maggio
2001);
il decreto del
Ministro delle attivita’ produttive del 26
settembre 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale
– n. 235 del
9 ottobre 2001 (di seguito: decreto ministeriale 26
settembre 2001);

Viste:
la deliberazione dell’Autorita’ 22 dicembre 1999,
n. 193,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n.
303 del 28
dicembre 1999;
la delibera dell’Autorita’ 3 agosto
2000, n. 146/2000 (di
seguito: delibera n. 146/2000);
la
delibera n. 147/2000;
la delibera dell’Autorita’ 3 agosto
2000, n. 150/2000 (di
seguito: delibera n. 150/2000);
la
deliberazione dell’Autorita’ 28 dicembre 2000, n.
237,
pubblicata nel supplemento ordinario, n. 2 alla Gazzetta
Ufficiale –
serie generale – n. 4 del 5 gennaio 2001;
la
deliberazione dell’Autorita’ 30 maggio 2001, n.
120/2001,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n.
147 del 27
giugno 2001 (di seguito: deliberazione n. 120/2001);
la
delibera dell’Autorita’ 3 ottobre 2001, n. 217/2001, recante
parere
al Ministro delle attivita’ produttive sullo schema di decreto
in
materia di corrispettivi da attribuire al titolare di concessioni
di
coltivazione o stoccaggio ai sensi dell’art. 13, comma 9,
del
decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
Visto il documento
per la consultazione del 24 ottobre 2000,
recante “Tariffe per
l’utilizzo delle attivita’ di trasporto e
dispacciamento, di
stoccaggio e dei terminali di Gnl del sistema
nazionale del gas”
(di seguito: documento per la consultazione 24
ottobre 2000);

Considerato che gli elementi acquisiti nel corso delle
sopraddette
consultazioni hanno posto in evidenza le
caratteristiche di
specificita’ e di non agevole riproducibilita’
delle infrastrutture
di stoccaggio, nonche’ il fatto che
l’approntamento a regime di nuovi
campi richiede un periodo di
tempo lungo e investimenti a costi
marginali crescenti;
Considerato
che:
anche in accordo con quanto e’ stato segnalato da
diversi
operatori e tenuto conto della metodologia cui sono
ispirate le
disposizioni adottate con la deliberazione n.
120/2001 per
l’attivita’ di trasporto, la specificita’ delle
condizioni geologiche
e operative delle infrastrutture di
stoccaggio determina costi
diversi, poco prevedibili e
difficilmente riconducibili a condizioni
che consentano di adottare il
criterio del costo standard;
l’analisi dei campi di stoccaggio
presenti in Italia evidenzia
che i campi operanti con una pressione
massima pari o superiore al 90
per cento della pressione iniziale
hanno prestazioni sostanzialmente
non difformi da quelle tipiche
dei campi a regime, essendo questi
ultimi caratterizzati da una
pressione massima pari o superiore al
100 per cento della pressione
iniziale;
le osservazioni ricevute in seguito alla diffusione del
documento
per la consultazione 24 ottobre 2000, nonche’ gli elementi
emersi nel
corso della attivita’ del gruppo di lavoro istituito ai
sensi delle
delibere n. 146/2000 e n. 150/2000 consentono di
determinare in via
transitoria modalita’ semplificate e
urgenti in materia di
conferimento delle capacita’ e dei
corrispettivi per il bilanciamento
del sistema e la reintegrazione
degli stoccaggi;
Considerato che la finalita’ prevista dall’art.
23, comma 3 del
decreto legislativo n. 164/2000 di non penalizzare le
aree del Paese
con minori dotazioni infrastrutturali sia stata
realizzata dalle
disposizioni contenute nella deliberazione n.
120/2001, le quali
prevedono, fra l’altro, un unico punto di accesso
alla rete nazionale
per ciascuna impresa di stoccaggio;
Ritenuto
che sia necessario,nelle more dell’adozione del codice di
stoccaggio
di cui all’art. 12, comma 7, del decreto legislativo n.
164/2000:

prevedere modalita’ semplici e flessibili di accesso al servizio
di
stoccaggio, in modo da favorire l’adeguamento delle imprese
e
degli utenti del sistema al nuovo ordinamento tariffario,
attraverso
la verifica degli effetti della loro applicazione e la
progressiva
armonizzazione delle regole del sistema;
garantire lo
sviluppo di un mercato secondario del servizio di
stoccaggio,
assicurandone la concorrenzialita’ e vigilando sulla
trasparenza e
parita’ delle condizioni di accesso al sistema;
Ritenuto che sia
opportuno:
prevedere un ordinamento tariffario per il
servizio di
stoccaggio, definito in funzione dei costi,
indipendentemente dalla
destinazione mineraria, strategica o di
modulazione dello stesso
servizio;
definire criteri per la
determinazione del capitale investito
netto delle imprese di
stoccaggio, attraverso il metodo del costo
storico rivalutato, al
netto degli ammortamenti economico-tecnici e
al netto dei contributi
versati da pubbliche amministrazioni;
definire i costi
riconosciuti per l’erogazione del servizio di
stoccaggio con
riferimento a ciascuna impresa, in relazione alla
specificita’
delle infrastrutture di stoccaggio e alla necessita’ di
favorirne lo
sviluppo e la realizzazione da parte delle imprese
esistenti e
di nuove imprese, qualora necessario per lo sviluppo
delle
capacita’ di stoccaggio;
riconoscere alle imprese di
stoccaggio un tasso di rendimento
medio ponderato reale, per tasse,
pari all’8,33 per cento;
prevedere un periodo di regolazione di
durata di quattro anni,
all’interno del quale le tariffe di
stoccaggio vengano aggiornate
annualmente, in modo da fornire stimoli
al per…

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