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CASSA DEPOSITI E PRESTITI: CIRCOLARE 29 novembre 2001, n.1245

CASSA DEPOSITI E PRESTITI: CIRCOLARE 29 novembre 2001, n.1245 - Nuove istruzioni per l'accesso al Fondo rotativo per la progettualita'. (GU n. 287 del 11-12-2001)

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

CIRCOLARE 29 novembre 2001, n.1245

Nuove istruzioni per l’accesso al Fondo rotativo per la
progettualita’.

Alle regioni
Alle province autonome di Trento e di
Bolzano
Alle amministrazioni provinciali e
comunali
Alle comunita’ montane e isolane
Alle aziende speciali, ai consorzi e
alle S.p.a. e S.r.l. esercenti pubblici
servizi
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Alla Conferenza dei presidenti delle
regioni e delle province autonome
Alla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano
Alla Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali
All’Associazione nazionale comuni
italiani (A.N.C.I.)
All’Unione province italiane (U.P.I.)
All’Unione nazionale comuni montani
(U.N.C.E.M.)
Alla Confederazione italiana servizi
pubblici degli enti locali
(C.I.S.P.E.L.)

Premessa.
L’art. 4, comma 8 della legge 17 maggio 1999, n. 144, chiede alla
Cassa depositi e prestiti di estendere alle anticipazioni del Fondo
rotativo per la progettualita’ di cui ai commi da 54 a 58 dell’art. 1
della legge 28 dicembre 1995, n. 549, le procedure fissate dalla
medesima legge per il finanziamento a fondo perduto della
progettazione preliminare.
Tale estensione applicativa, nonche’ l’opportunita’ di introdurre
nuovi e piu’ efficaci meccanismi di utilizzo delle risorse nel
rispetto della natura rotativa del Fondo, rendono necessaria la
stesura di una nuova circolare esplicativa, che sostituisce
integralmente la precedente n. 1221 del giugno 1997 e le sue
successive parziali modifiche.

1. Natura del Fondo.
Il Fondo si configura come uno strumento di supporto finanziario
alla progettualita’ di una serie di soggetti individuati dalla norma.
Esso opera sull’intero territorio nazionale ma prevede la priorita’
per i progetti finalizzati alla realizzazione degli interventi
ammessi al cofinanziamento comunitario.
Il Fondo ha natura rotativa e viene ricostituito con i rimborsi da
parte degli utilizzatori.
Per la terminologia usata nella presente circolare si fa
riferimento a quella prevista dalla legge n. 109 del 1994 e dal
relativo regolamento (decreto del Presidente della Repubblica n.
554/1999).

2. Dotazione del Fondo.
La norma stabilisce la dotazione del Fondo in lire 500 miliardi e
riserva il 60% delle risorse in favore delle aree depresse del
territorio nazionale, ossia delle aree dichiarate ammissibili agli
interventi dei Fondi strutturali comunitari di cui agli obiettivi 1 e
2 o che rientrano nelle zone che beneficiano del sostegno transitorio
(c.d. phasing out), nonche’ quelle rientranti nella fattispecie
prevista dall’art. 87, paragrafo 3, lettera c) del Trattato di Roma,
come modificato dal Trattato di Amsterdam, previo accordo con la
Commissione U.E. (c.d. aree depresse “in deroga”).
Le anticipazioni sono concesse, al perfezionamento
dell’istruttoria, fino a concorrenza del limite di capienza del
Fondo, nel rispetto del vincolo a favore delle aree depresse.

3. Soggetti beneficiari.
Possono usufruire delle risorse del Fondo i soggetti richiamati
espressamente dal comma 54, e cioe’: le regioni, le province, i
comuni, i loro consorzi anche con la partecipazione di altri soggetti
pubblici e privati, le comunita’ montane, i consorzi di bonifica e di
irrigazione, le societa’ per la gestione di servizi pubblici cui
partecipano gli enti locali, le aziende speciali di detti enti.

4. Spese finanziabili.
Il legislatore ha stabilito che “… sono finanziabili le spese
necessarie per gli studi di fattibilita’, per la elaborazione dei
progetti preliminari, definitivi ed esecutivi, incluse le valutazioni
di impatto ambientale e altre rilevazioni e ricerche necessarie”
(comma 54).
L’anticipazione puo’ essere richiesta “sulla base di programmi di
opere pubbliche da realizzare, allegando una relazione tecnica dalla
quale risultino la finalita’, la localizzazione, la conformita’ allo
strumento urbanistico vigente o gli eventuali adeguamenti previsti
per lo stesso, il costo presunto dell’opera da realizzare, nonche’ la
prevista copertura finanziaria” (comma 56).
Con il Fondo e’, pertanto, possibile finanziare l’intero ciclo di
sviluppo dell’idea progettuale: dallo studio di fattibilita’ sino
alla progettazione esecutiva, intervenendo in qualsiasi stadio di
sviluppo/maturazione del progetto.
Per cio’ che attiene al “programma di opere pubbliche da
realizzare”, di cui al comma 56, si ritiene non debba farsi esclusivo
riferimento al “programma triennale” disciplinato dalla legge n. 109
del 1994 e successive modificazioni, ma a qualsiasi atto
programmatorio deliberato dall’ente in materia di investimenti.
Si precisa che ciascuna anticipazione puo’ finanziare la
progettazione di una singola opera ovvero di un insieme di opere
funzionalmente e unitariamente orientate alla soddisfazione di
un’esigenza o di un bisogno (es.: acquedotto – fognatura –
depurazione).
Il Ministero dei lavori pubblici, con circolare dell’11 dicembre
2000, n. 662/segr., ha precisato che la procedura di istituzione
delle societa’ di trasformazione urbana (STU) di cui all’art. 120 del
decreto legislativo n. 267/2000, deve essere caratterizzata da una
approfondita fase preliminare che contenga, tra l’altro, la redazione
di uno studio di fattibilita’ in ordine alla realizzazione tecnica
degli interventi di trasformazione e di percorribilita’
economico-finanziaria del programma.
Tale studio di fattibilita’ risulta tra le spese finanziabili dal
Fondo. Sono viceversa esclusi gli oneri per la progettazione
urbanistica.

5. Il limite dell’anticipazione.
Le norme istitutive del Fondo stabiliscono che l’anticipazione
concessa dalla Cassa depositi e prestiti non possa essere superiore
al 10% del costo presunto dell’opera, per il quale occorre fare
riferimento agli importi previsti per i lavori e per le forniture.
Questo Istituto ritiene altresi’ necessario fissare dei limiti di
importo per i progetti finanziabili, in considerazione della
necessita’ di assicurare lo spedito funzionamento del Fondo e
l’effettivo conseguimento del suo principale obiettivo: l’attivazione
delle risorse comunitarie.
Pertanto sono finanziate le spese tecniche riferite a progetti il
cui costo previsto, per lavori e forniture, non sia inferiore a
500.000 euro, ovvero a 100.000 euro per i comuni con popolazione
inferiore a 5.000 abitanti.

6. I costi.
A) Il tasso di interesse.
La norma prevede che sulle somme apportate al Fondo sia
riconosciuto alla Cassa depositi e prestiti un tasso di interesse
pari al tasso del conto corrente intrattenuto dalla Cassa medesima
con la Tesoreria dello Stato e stabilisce che i relativi oneri siano
posti a carico del bilancio dello Stato.
Nessun onere per interessi, quindi, grava sui bilanci dei soggetti
beneficiari delle anticipazioni, poiche’ tali interessi sono posti a
carico del bilancio dello Stato (comma 58).
B) Le spese di valutazione.
La Cassa depositi e prestiti, ai sensi del comma 57, si riserva di
effettuare dei supplementi di istruttoria, da affidare eventualmente
a societa’ esterne, richiedendo le integrazioni alla relazione
tecnica ritenute necessarie in vista della valutazione. Le possibili
spese di valutazione sono restituite dai beneficiari unitamente
all’anticipazione. I relativi interessi, restano viceversa a carico
del bilancio dello Stato, come indicato al precedente punto A).
C) Le spese di amministrazione.
Al momento della restituzione dell’anticipazione, a titolo di
rimborso delle spese di amministrazione sostenute dalla Cassa, i
beneficiari devono versare una commissione pari allo 0,5 per cento,
calcolato sulle somme che sono state complessivamente erogate.

7. Rimborso ed eventuali interessi di mora.
La norma stabilisce che l’anticipazione, aumentata delle ulteriori
spese, e’ rimborsata secondo le modalita’ concordate con l’Istituto,
dopo il perfezionamento della provvista finanziaria necessaria alla
realizzazione dell’opera, risultando in tale provvista compresa la
quota di progettazione eventualmente cofinanziata a livello
comunitario.
Trascorsi cinque anni dalla data di prima erogazione
dell’anticipazione, ovvero quattro qualora la stessa sia finalizzata
alla progettazione definitiva e/o esecutiva, la restituzione e’
sempre dovuta, anche qualora non sia stata perfezionata la provvista
finanziaria, ovvero l’opera non sia realizzabile, o sia venuto meno
l’interesse pubblico alla sua realizzazione.
Si raccomanda la massima attenzione di tutti i soggetti
beneficiari, ed in particolar modo di quelli individuati nel comma 55
(regioni ed enti locali), sulla necessita’ di assicurare, entro i
termini previsti, i rimborsi dovuti al Fondo, al fine di evitare il
pagamento deg…

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