Chiarimenti in merito all'applicazione dela Raccolta "S" ed "M" - REV 1995 | Architetto.info

Chiarimenti in merito all’applicazione dela Raccolta “S” ed “M” – REV 1995

Chiarimenti in merito all'applicazione dela Raccolta "S" ed "M" - REV 1995 emanata con D.M. 15 gennaio 1998 n. 190

– Al Direttori dei Dipartimenti Centrali
Tecnico Scientifici
– Al Direttori del Dipartimenti Centrali
Amministrativi
– Al Direttori del Dipartimenti
Periferici
Loro Sedi
– Agli Assessorati Regionali alla Sanità
Loro Sedi
– Al Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato
Direzione Generale Produzione Industriale
Via Molise, 2
00187- Roma
– Al Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale – Div. VII
Rapporti di Lavoro
Via Flavia, 6
00187- Roma
– Al Ministero della Sanità
Dipartimento della Prevenzione
e dei Farmaci
Via Sierra Nevada, 60
00144- Roma
OGGETTO: Chiarimenti in merito all’applicazione della Raccolta “S”
ed “M” – REV.1995 ­ emanata con D.M. 15 gennaio 1998 n.190.
Si fa riferimento alla circolare 15736 del 17/11/1999 per fornire
ulteriori chiarimenti intepretativi in relazione ai quesiti
pervenuti a questa Sede Centrale da parte dei Dipartimenti
Periferici dell’Istituto e di costruttori di apparecchi a
pressione.
1) Trazione longitudinale in zona fusa – Criterio di accettabilità
per l’allungamento percentuale.
In relazione alla attuale tipologia di materiali d’apporto,
prodotti da fabbricanti italiani ed esteri, che non consentono in
molti casi il raggiungimento dei valori di allungamento percentuale
previsti nei criteri di accettabilità indicati nella Tabella
S.S.0.1, si precisa che il valore da ottenere per tale parametro
non deve risultare inferiore al valore minimo dichiarato dal
fabbricante del materiale d’apporto.
2) Temperatura di esecuzione delle prove di resilienza per
materiali ­impiegati a bassa temperatura.
Il capitolo S.l.B della Raccolta S ed il capitolo M.14 della
Raccolta M dettano le prescrizioni per l’impiego dei materiali a
bassa temperatura.
Entrambi i capitoli prevedono la possibilità di impiego del metodo
1 o del Metodo 2, subordinando il Metodo 3, basato sull’analisi con
la meccanica della frattura, al parere favorevole da parte
dell’ISPESL.
I primi due metodi si basano sulla individuazione della temperatura
di effettuazione delle prove di resilienza (TKV) in funzione della
temperatura di progetto TR ricavata con la formula riportata in
S.1. B ed M.14.
In particolare per gli acciai inossidabili la nota 4 della tabella
S.1.6 stabilisce che le resilienze vanno effettuate a TKV = -196°C
solo nel caso in cui la TR risulti minore o uguale a -196°C.
Relativamente alle citate tabelle S.1.6 ed M.14.1 si precisa che le
note 4 e 5 vanno riferite alla colonna “temperatura di esecuzione ”
valori di resilienza richiesti”.
Sempre nelle citate tabelle la terza fincatura della prima colonna
deve intendersi valida per tutti i semilavorati di acciaio
inossidabile austenitico di cui al gruppo SAC8.
3) Talloni di verifica
Relativamente al punto S.10.1 del Capitolo S.10 si precisa che i
talloni di verifica devono essere effettuati anche per le giunzioni
circonferenziali di collegamento tra fasciame e fondo, fermo
restando quanto disposto nella nota 1 della Tabella D.1.
dell’Annesso D.
Secondo quanto previsto al punto S.10.2 il o i talloni di verifica
vanno effettuati per ogni spessore di saldatura indipendentemente
dal range relativo alla qualifica di saldatura certificata sulla
scorta delle norme EN 288.
Sempre nell’ambito del Capitolo S.10 si precisa che per fasciame
deve intendersi un insieme costituito da virole nelle quali possono
essere inserite connessioni, mentre non deve ritenersi fasciame un
tubo con diametro esterno minore o uguale a 168,3mm anche se chiuso
da fondo.
4) Analisi chimica tabellare
Le tabelle relative alla suddivisione in gruppi di materiali,
riportate nel Capitolo S.l.A, . indicano i limiti di composizione
chimica degli elementi fondamentali per ogni gruppo.
Si precisa che qualora la composizione dovesse, per alcuni
elementi, differire dai suddetti limiti, l’accettazione del
materiale è subordinata a valutazione da parte degli Organi
Centrali dell’Istituto.
Si invitano i Direttori dei Dipartimenti periferici a portare a
conoscenza degli utenti, ricadenti nella propria competenza
territoriale, la presente circolare esplicativa.
IL DIRETTORE DELL’ISTITUTO
(Dr. Antonio MOCCALDI)

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