CIRCOLARE 15 ottobre 2001, n.5: Regolamento (CE) 1760/2000, Titolo II Etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine | Architetto.info

CIRCOLARE 15 ottobre 2001, n.5: Regolamento (CE) 1760/2000, Titolo II Etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine

CIRCOLARE 15 ottobre 2001, n.5: Regolamento (CE) 1760/2000, Titolo II Etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine - Chiarimenti sulla predisposizione dei disciplinari previsti dal decreto 30 agosto 2000. (Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16 novembre 2000). (GU n. 250 del 26-10-2001)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

CIRCOLARE 15 ottobre 2001, n.5

Regolamento (CE) 1760/2000, Titolo II Etichettatura delle carni
bovine e dei prodotti a base di carni bovine – Chiarimenti sulla
predisposizione dei disciplinari previsti dal decreto 30 agosto 2000.
(Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16 novembre 2000).

Alle organizzazioni di
etichettatura carni bovine
Agli organismi indipendenti di
controllo
Alle associazioni nazionali
allevatori razze bovine
All’Assocarni
Alla Confederazione nazionale
coltivatori diretti
Alla Confederazione generale
dell’agricoltura italiana
Alla Confederazione italiana
agricoltori
Alla Confederazione produttori
agricoli – Copagri
Alla Associazione generale
cooperative italiane – AGCI
All’ANCA-LEGA
Alla Federazione nazionale
cooperative agricole
All’ASSALZOO
Al Consorzio italiani macellatori
Alla Confederazione italiana
esercenti attivita’ commerciali,
turistiche e dei servizi
All’AGEA
Alle regioni e province autonome di
Trento e Bolzano – assessorati
agricoltura
Al Ministero delle attivita’
produttive – D.G.S.P.C.
Al Ministero della salute –
Direzione generale sanita’ pubblica
veterinaria, alimentazione e
nutrizione
Alla Commissione ministeriale
etichettatura carni bovine
All’Ispettorato centrale
repressione frodi
Alla Direzione generale per le
politiche agroindustriali

1. Premessa.
Il Parlamento europeo e il Consiglio, in data 17 luglio 2000, hanno
adottato il nuovo regolamento (CE) n. 1760/2000 sulla etichettatura
delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine, abrogando
il precedente regolamento (CE) n. 820/97. Si e’ passati cosi’ da un
sistema volontario di etichettatura ad un sistema comunitario di
informazioni obbligatorie minime congiunto ad un sistema di
informazioni facoltative.
Con successivo regolamento (CE) del 25 agosto 2000 n. 1825/2000 la
Commissione europea ha emanato modalita’ applicative del predetto
regolamento n. 1760/2000.
La nuova normativa prevede che gli operatori e le organizzazioni
che commercializzano carni bovine devono provvedere ad etichettarle
in tutte le fasi della loro commercializzazione. L’etichetta deve
recare:
dal 1 settembre 2000 le seguenti informazioni obbligatorie:
( ) numero che identifica l’animale o il lotto di animali;
( ) Paese e numero di approvazione dell’impianto di
macellazione;
( ) Paese e numero di approvazione del laboratorio di
sezionamento;
e dal 1 gennaio 2002 anche le seguenti indicazioni:
( ) Paese di nascita degli animali;
( ) Paese/i di ingrasso degli animali;
( ) deroghe per le carni macinate.
La stessa normativa prevede anche la possibilita’ di indicare sulla
etichetta informazioni facoltative inerenti la macellazione,
l’allevamento e altre ritenute utili per il consumatore. In tal caso
l’operatore deve predisporre un apposito disciplinare in materia da
sottoporre alla approvazione dello Stato membro nel quale si svolgono
le operazioni di lavorazione e commercializzazione delle carni.
Con decreto ministeriale 30 agosto 2000, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 268 del 16 novembre 2000, sono state fornite indicazioni
agli operatori ed alle organizzazioni in merito alla etichettatura
obbligatoria delle carni bovine nonche’ sono stati disposti termini e
modalita’ di applicazione supplementari per consentire l’attivita’
dei medesimi operatori e organizzazioni che intendono fornire
informazioni facoltative sulle carni bovine cosi’ come previsto dal
citato regolamento (CE) n. 1760/2000.
Rispetto alle precedenti modalita’ di etichettatura volontaria
disciplinata dal regolamento (CE) n. 820/97 e dal decreto
ministeriale applicativo del 22 dicembre 1997, il decreto
ministeriale 30 agosto 2000 per quanto riguarda il sistema
facoltativo, prevede alcune novita’ organizzative e precisamente:
l’etichettatura puo’ essere garantita, oltre da una organizzazione
che riunisce in se tutte le fasi della filiera (dall’allevamento al
punto vendita), anche da singoli segmenti produttivi, ciascuno dei
quali, nel quadro di un sistema di filiera, fornisce le dovute
garanzie a quello successivo. In tal caso gli organismi indipendenti
designati ai controlli possono essere diversi per i singoli segmenti
produttivi.

2. Indicazioni per la predisposizione dei disciplinari di
etichettatura.
Il decreto ministeriale 30 agosto 2000 per il sistema facoltativo
di etichettatura prevede agli articoli 3-18:
i requisiti minimi per l’individuazione degli operatori e delle
organizzazioni che intendono etichettare la carne bovina con
ulteriori informazioni oltre a quelle obbligatorie;
i requisiti degli organismi indipendenti di controllo designati
dagli operatori e dalle organizzazioni;
l’istituzione e i compiti di una Commissione ministeriale
(Ministeri interessati e regioni) chiamata ad esprimere pareri
principalmente sull’approvazione di disciplinari di etichettatura e
sulla conformita’ degli organismi indipendenti di controllo alla
norma europea EN 45011;
i compiti dell’autorita’ competente (MIPAF) per l’applicazione
della normativa sulla etichettatura (approvazioni e revoche dei
disciplinari, autorizzazioni e revoche organismi indipendenti,
monitoraggio attivita’, ecc.);
le indicazioni minime per la predisposizione di un disciplinare;
la segnalazione di inadempienze;
la tipologia di informazioni facoltative da apporre in etichetta;
le modalita’ di applicazione delle etichette;
la tenuta di banca dati da parte delle organizzazioni e relativa
messa a disposizione delle informazioni agli organi di controllo;
il divieto di partecipazione ad organizzazioni di etichettatura
facoltativa per coloro che sono stati sanzionati per reati legati
all’impiego di sostanze vietate o per reati legati al mancato
rispetto delle norme in materia di protezione animale;
il divieto di uso di indicazioni o segni che possono ingenerare
confusione o inganno nel consumatore.
L’esame dei disciplinari finora sottoposti al parere della
Commissione e alla approvazione ministeriale ha messo in luce la
necessita’ di chiarire alcuni aspetti da seguire per una corretta
predisposizione dei disciplinari di etichettatura, nonche’ di
indicare le modalita’ per la predisposizione dei piani di
autocontrollo da parte degli operatori e delle organizzazioni, e dei
piani di controllo da parte degli organismi indipendenti designati
dalle stesse organizzazioni.

A) L’informazione in etichetta.
Vengono di seguito forniti chiarimenti sul corretto utilizzo di
alcune tipologie di informazioni piu’ frequentemente contenute nei
disciplinari, al fine di salvaguardare il legame tra informazione in
etichetta, la fonte di veridicita’ e il percorso di
rintracciabilita’:
razza, tipo genetico, incrocio ecc. l’operatore deve indicare nel
disciplinare quale termine intende riportare in etichetta per
qualificare l’animale: razza, tipo genetico, incrocio ecc.. In
particolare il termine “razza” puo’ essere utilizzato solo se
l’animale in questione risulta iscritto al relativo libro genealogico
o registro anagrafico. Nel caso di vitelli destinati alla
macellazione, nati da genitori iscritti allo stesso libro genealogico
o registro anagrafico, puo’ essere usata l’indicazione di “razza”. In
mancanza della certezza di tale iscrizione, e qualora l’informazione
si rilevi esclusivamente da altre fonti (es. passaporto), in
etichetta potra’ essere indicato il termine “tipo genetico”. In tutti
i casi dovra’ essere garantita la veridicita’ sia in termini di
autocontrollo da parte dell’organizzazione che di controllo da parte
dell’organismo indipendente.
Alimentazione degli animali.
Alimentazione vegetale o alimentazione esclusivamente vegetale:
informazioni formulate in tal senso, priva di ulteriori
specificazioni, non possono essere accettate in quanto si rilevano
suscettibili di ingannare l’acquirente poiche’ sembrano suggerire che
l’alimento possieda specifiche caratteristiche laddove invece
l’alimento stesso possiede le stesse caratteristiche di tutti gli
alimenti simili (principio contenuto nella direttiva del…

[Continua nel file zip allegato]

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