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Circolare 17/09/2002

Circolare 17/09/2002 n. 223 - Consiglio Nazionale Ingegneri - Decreto aggiornamento delle tariffe (D.M. 4-04-2001) - Sentenza TAR Lazio 6552/2002 e legge 1 agosto 2002 n. 166

Circolare 17/09/2002 n. 223

Consiglio Nazionale Ingegneri – Decreto
aggiornamento delle tariffe (D.M. 4-04-2001) – Sentenza TAR Lazio
6552/2002 e legge 1 agosto 2002 n. 166

A seguito dei recentissimi
interventi legislativi e non in materia di onorari professionali per
la progettazione di opere pubbliche, ad evitare possibili incertezze e
difficoltà applicative, sembra opportuno, con la presente nota,
comunicare agli Enti in indirizzo una sintesi riepilogativa della
vicenda in oggetto, unitamente ad alcune indicazioni generali.

Con il
decreto 4 aprile 2001 del Ministero di Giustizia (G.U. 26 aprile 2001
n. 96) sono stati individuati gli onorari spettanti agli ingegneri e
agli architetti per le attività di progettazione per i lavori pubblici
a seguito di quanto previsto al comma 14-bis dell’art. 17 della nuova
legge quadro in riferimento ai nuovi oneri finanziari assicurativi e
al pagamento dei corrispettivi per le attività di supporto ecc..

Il
suddetto decreto è stato poi impugnato in sede giurisdizionale dai
geologi e dalla associazione dei comuni italiani (ANCI) e da altre
professioni tecniche, per ragioni diverse.

Nello stesso tempo il
Governo ed il Parlamento, all’interno del cd Collegato Infrastrutture,
approvato in via definitiva dalla Camera il 17 luglio 2002,
inserivano, all’articolo 7, comma 1, dedicato alle modifiche alla
legge quadro sui lavori pubblici, la lettera i), punto 6), contenente
l’aggiunta all’art. 17, legge 11/2/1994 n. 109, comma 12-ter.

Il
nuovo art. 17, comma 12-ter, l. 109/94 che si trascrive ora dispone:
“Il Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro delle
Infrastrutture e dei trasporti determina, con proprio decreto, le
tabelle dei corrispettivi delle attività che possono essere espletate
dai soggetti di cui al comma 1 del presente articolo, tenendo conto
delle tariffe previste per le categorie professionali interessate. I
corrispettivi sono minimi inderogabili ai sensi dell’ultimo comma
dell’articolo unico della legge 4 marzo 1958 n. 143, introdotto
dall’articolo unico della legge 5 maggio 1976 n. 340. Ogni patto
contrario è nullo. Fino all’emanazione del decreto continua ad
applicarsi quanto previsto nel decreto del Ministro della Giustizia
del 4 aprile 2001, pubblicato nella G.U. n. 96 del 26 aprile
2001>>.

Nel frattempo il 23 luglio 2002 il TAR Lazio, sez. I,
ha depositato la sentenza n. 6552, con cui annullava il citato D.M.
4/4/2001, mentre il Collegato Infrastrutture era approvato, ma non
ancora pubblicato in G.U..

Il Collegato, divenuto legge 1/8/ 2002 n.
166, “Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti”, è stato
poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale s.g. del 3 agosto 2002.

Si è
verificata quindi la singolare situazione per cui il decreto sulle
tariffe è stato annullato dal giudice amministrativo, mentre il
Collegato Infrastrutture – pur approvato dalle Camere – era in attesa
di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Si pone quindi il problema di
stabilire e appurare la sorte del D.M. 4/4/2001, a seguito delle
descritte vicende.

Ebbene, nessun serio dubbio può porsi circa la
attuale e legittima vigenza delle disposizioni e dei contenuti del
suddetto decreto di aggiornamento delle tariffe per le opere
pubbliche.

Già all’indomani del deposito della sentenza del TAR Lazio
citata, il Governo, tramite un autorevole comunicato stampa, ha
provveduto ad eliminare ogni incertezza al riguardo, osservando che la
previsione contenuta nel Collegato Infrastrutture sulle tariffe era
stata inserita proprio per fronteggiare eventuali decisioni
giurisprudenziali sfavorevole al D.M. 4/4/2001 e che la salvezza delle
sue disposizioni, stabilita nel Collegato, è da intendersi come rinvio
recettizio ai contenuti del decreto, anziché al decreto ministeriale
in sé.

Negli stessi termini vedasi comunicato congiunto CNI-CNA, di
cui alla circolare CNI n. 215/XVI Sess. del 25 luglio 2002.

Del resto
lo stesso TAR nella citata Sentenza ha riconosciuto che, fermo il
principio del contraddittorio, l’Amministrazione ha il potere
discrezionale di introdurre una regolamentazione transitoria della
materia tariffaria, differenziata per categorie professionali, anche
avvalendosi del contenuto del decreto annullato, proprio come ha
ritenuto di fare il legislatore.

Tale concetto è stato ribadito anche
nella seconda Sentenza n. 7067 emessa nel medesimo senso dallo stesso
TAR Lazio in data 8/8/2002.

Ne deriva, si ripete, che il testo del
Collegato Infrastrutture (ora legge 1/8/2002 n. 166) è chiarissimo e
univoco nel disporre la proroga e la continuata applicazione di nel
decreto del Ministero della Giustizia del 4 aprile 2001, così
manifestando espressamente la volontà del Legislatore di fare
riferimento a quanto contenuto nel decreto e alle sue tabelle, anziché
alla fonte regolamentare per se stessa.

A ciò si aggiunga che – anche
in seguito alle precisazioni e alle dichiarazioni governative – pure
la prima interpretazione dei commentatori della riforma è nel senso
della permanente vigenza del disposto del decreto sui corrispettivi
per le opere pubbliche.

Si può ancora aggiungere che nel corso del
recente Congresso Nazionale di Sanremo, a seguito di nostra specifica
richiesta, il Sottosegretario alla Giustizia On. Vietti, dopo aver
ribadito le validità della tesi suesposta, si è impegnato a dare
riscontro scritto in tal senso ad un nostro eventuale quesito.

Appena
ciò avverrà ne sarà data opportuna comunicazione.

In conclusione,
essendo indubbia la prevalenza della fonte legislativa rispetto a
qualunque sentenza amministrativa, oggi può dirsi che grazie alla
norma di salvaguardia contenuta nel comma 1 dell’art. 7 della l.
166/2002 restano salve le previsioni tariffarie contenute nel D.M. 4
aprile 2001, fino alla revisione degli onorari prevista dal nuovo
comma 12 ter dell’art. 17 della legge quadro sui lavori pubblici.

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