CIRCOLARE 4 ottobre 2001: Istruzioni riguardanti le procedure per il passaggio all'euro dal 1 gennaio 2002 | Architetto.info

CIRCOLARE 4 ottobre 2001: Istruzioni riguardanti le procedure per il passaggio all’euro dal 1 gennaio 2002

CIRCOLARE 4 ottobre 2001: Istruzioni riguardanti le procedure per il passaggio all'euro dal 1 gennaio 2002 e ripercussioni nei sistemi contabili. Legge del 3 novembre 1992, n. 454. Legge 17 dicembre 1997, n. 433. Decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213. (GU n. 249 del 25-10-2001)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 4 ottobre 2001

Istruzioni riguardanti le procedure per il passaggio all’euro dal 1
gennaio 2002 e ripercussioni nei sistemi contabili. Legge del 3
novembre 1992, n. 454. Legge 17 dicembre 1997, n. 433. Decreto
legislativo 24 giugno 1998, n. 213.

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Alle Amministrazioni centrali dello
Stato
Agli Uffici centrali del bilancio,
Uffici di Ragioneria e agli Uffici
centrali di Ragioneria
Alle Ragionerie provinciali dello
Stato
All’Amministrazione centrale della
Banca d’Italia – Servizio rapporti
col Tesoro
Alla Corte dei conti – Segretariato
generale
All’Avvocatura generale dello Stato
e, per conoscenza:
All’Associazione bancaria italiana

Premessa.
In applicazione della normativa indicata in oggetto sull’adozione
dell’euro nelle pubbliche amministrazioni, il bilancio dello Stato a
partire dall’esercizio 2002 sara’ redatto in euro. Di conseguenza
tutti i pagamenti e tutte le riscossioni effettuate dalle Sezioni di
tesoreria dal 1 gennaio 2002, sia in conto competenza sia in conto
residui, avverranno esclusivamente in tale valuta.
In relazione a quanto precede scaturisce il divieto assoluto di
emettere, dal primo gennaio 2002, titoli di entrata o di spesa
espressi in lire.
Con la presente circolare si intendono impartire le disposizioni
necessarie a disciplinare il passaggio definitivo all’euro per gli
aspetti di comune interesse e vengono individuate talune soluzioni
anche di tipo amministrativo sia per quanto concerne la gestione di
competenza del 2001 che si tramanda per gli aspetti finanziari al
2002, sia per quanto riguarda particolari fattispecie che richiedono
adeguate soluzioni sul piano giuridico e applicativo. Cio’ al fine di
assicurare la necessaria coerenza dei rispettivi piani operativi
adottati dalle singole amministrazioni e degli interventi di natura
informatica.
Si precisa che qualora dalle operazioni di conversione delle lire
in euro dovesse eccezionalmente (trattasi verosimilmente di ipotesi
teorica) determinarsi una eccedenza in termini di competenza o di
cassa della competente UPB, la stessa verra’ sanata in sede di
predisposizione del disegno di legge di approvazione del bilancio
consuntivo 2001.

Parte I
PROBLEMI CONNESSI ALLA FASE DI PASSAGGIO
DALL’ESERCIZIO 2001 ALL’ESERCIZIO 2002.

1. Accertamento dei residui.
Le Amministrazioni dello Stato provvedono, per il tramite dei
competenti Uffici centrali del bilancio o ragionerie,
all’accertamento dei residui attivi e passivi in euro.

2. Titoli di spesa e di entrata.
La Banca d’Italia provvede a convertire in euro tutti i titoli di
spesa d’importo non inferiore a lire 10 emessi e non pagati al 31
dicembre 2001; i titoli di spesa trasportabili all’esercizio 2002
sono pagati e contabilizzati in euro.
L’importo da indicare in lettere sui titoli di spesa e di entrata
deve essere espresso in euro e centesimi di euro. Es. euro 1224,32:
milleduecentoventiquattroecentesimitrentadue oppure
milleduecentoventiquattro/32.
L’importo di lire 10 corrisponde all’importo minimo convertibile in
un centesimo di euro tenuto conto dei criteri di arrotondamento di
cui alla parte IV. Eventuali titoli di spesa d’importo inferiore a
lire 10 sono annullati negli archivi e restituiti dalle tesorerie
alle amministrazioni interessate.
Si riportano, di seguito, le particolarita’ relative a ciascuna
tipologia di titoli di spesa ed alla modulistica di fine esercizio.
2.1 Mandati informatici.
I mandati informatici inestinti al 31 dicembre, da trasportare,
vengono convertiti in euro. Vengono altresi’ convertiti in euro – in
fase di riconoscimento dei pagamenti alle Poste – i mandati
informatici “perenti incerti”, pagati in tempo utile dagli uffici
postali e trasmessi dalle Poste alle sezioni di tesoreria dopo il 31
dicembre 2001.
2.2 Ordinativi su ordini di accreditamento.
Non vengono convertiti in euro gli ordini di accreditamento
interamente estinti alla fine dell’esercizio 2001, ne’ i singoli
titoli di spesa pagati.
Al 31 dicembre, per gli altri ordini di accreditamento – siano o
meno da trasportare – si procede nel modo seguente:
l’importo originario dell’ordine di accreditamento e’ ridotto
dell’importo totale del “pagato”, ed e’ convertito in euro l’importo
residuo;
sono convertiti in euro i singoli titoli di spesa rimasti da
pagare (mod. 32 bis C.G.);
i funzionari delegati per le somme che sono autorizzati a
prelevare con buoni a proprio favore, per l’effettuazione di
pagamenti afferenti all’esercizio 2001, devono presentare i relativi
rendiconti in lire.
A seguito di tali operazioni, potrebbe verificarsi che, per effetto
degli arrotondamenti, la somma dei singoli ordinativi rimasti da
pagare convertiti in euro, superi l’importo residuo in euro
dell’ordine di accreditamento. In tal caso quest’ultimo importo viene
automaticamente aumentato per consentire la capienza dei titoli
rimasti da pagare. La Banca d’Italia invia alla Ragioneria generale
dello Stato, anche per via informatica, un elenco degli ordini di
accreditamento interessati dall’adeguamento dell’importo in modo da
poter consentire la reiscrizione al bilancio delle relative somme.
Al fine di ridurre il piu’ possibile i casi in cui sia necessario
aumentare l’importo residuo in euro degli ordini di accreditamento,
per la chiusura dell’esercizio 2001, non devono essere versati
all’erario le disponibilita’ residue inferiori a L. 10.000, come
prescritto dall’art. 59-bis, comma 2, della legge di contabilita’
generale dello Stato. I funzionari delegati possono trattenere detti
importi per effettuare eventuali operazioni di conguaglio chiedendo
la riduzione dell’ordine all’importo pagato scaturente dopo la
conversione in euro della parte residua.
2.3 Ordinativi su ordini di accreditamento collettivi pagabili presso
le sezioni di tesoreria.
Le modalita’ di conversione sopra indicate non sono, tuttavia,
applicabili ai titoli di spesa collettivi pagabili presso gli
sportelli delle sezioni di tesoreria. Per tali titoli, infatti, vanno
convertiti in euro sia le singole quote sia l’importo totale del
titolo, per cui potrebbero verificarsi squadrature fra la somma delle
quote e l’importo del titolo, con riflessi anche sull’importo residuo
dell’ordine di accreditamento. Inoltre, per ciascun ordine di
accreditamento andrebbero previste due fasi di conversione: la prima
per ricalcolare gli importi dei titoli collettivi come sommatoria
delle singole quote gia’ convertite e la seconda per convertire gli
importi dei titoli individuali. Per evitare siffatte complicazioni e
considerata l’eccezionalita’ del momento, le amministrazioni dello
Stato sono invitate ad inibire il ricorso alla emissione dei titoli
collettivi, salvo quelli da pagare tramite i delegati alla
riscossione, e provvedere ai pagamenti mediante ordinativi
individuali.
Sono altresi’ invitate ad impartire disposizioni al personale
dipendente volte a far utilizzare la forma di riscossione mediante
accreditamento in conto corrente bancario o postale e, per coloro che
nonostante l’invito intendano comunque riscuotere in contanti, di
effettuare l’operazione di incasso con la massima sollecitudine, in
modo particolare per gli emolumenti del mese di dicembre 2001.
Eventuali titoli collettivi eccezionalmente emessi e non potuti
estinguere entro il 31 dicembre 2001 sono ridotti, dalle tesorerie,
all’importo effettivamente pagato.

2.4 Ordinativi su ordini di accreditamento collettivi pagabili presso
gli uffici postali.
Nel corso dell’esercizio 2002, le sezioni di tesoreria provvedono a
ridurre all’importo effettivamente pagato, eventuali titoli di spesa
collettivi parzialmente pagati dagli uffici postali e inviati dalle
Poste alle sezioni medesime dopo il 31 dicembre 2001. A tal fine,
l’importo totale di ciascun titolo di spesa, gia’ convertito in euro,
viene ridotto alla somma delle quote pagate, convertita in euro.

2.5 Ordinativi di contabilita’ speciali.
Per ciascuna contabilita’ speciale, al 31 dicembre 2001, sono
convertiti in euro:
il debito trasportato, come risultato finale del seguente calcolo
in lire (debito trasportato al 1 gennaio 2001 + entrate
dell’esercizio 2001 – titoli di spesa pagati nell’esercizio 2001);
i singoli ordinativi rimasti da pagare;
la disponibilita’ residua, come differenza fra il debito
trasportato e la somma degli ordinativi rimasti da pagare.
Nel caso in cui il totale degli importi, convertiti in euro, dei
singoli ordinativi rimasti da pagare dovesse eccedere la
disponibilita’ residua – calcolata come differenza – viene
automaticamente aumentato il debito trasportato per consentire la
capienza dei predetti ordinativi.
I titolari di contabilita’ speciale per le somme che sono
autorizzati a prelevare con ordinativi a proprio favore, per
l’effettuazione di pagamenti afferenti all’esercizio 2001, devono
presentare i relativi rendiconti in lire.

2.6 Ordinativi di contabilita’ speciali collettivi.
Per gli ordinativi …

[Continua nel file zip allegato]

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