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CIRCOLARE 8 giugno 2001, n.7808:Carrelli elevatori

CIRCOLARE 8 giugno 2001, n.7808:Carrelli elevatori - Riduzione del rischio di rovesciamento accidentale. (GU n. 146 del 26-6-2001)

MINISTERO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO

CIRCOLARE 8 giugno 2001, n. 7808
Carrelli elevatori – Riduzione del rischio di rovesciamento
accidentale.

Alle direzioni regionali e provinciali
del lavoro
Agli assessorati alla sanita’ delle
regioni
Alla provincia autonoma di Trento –
Dipartimento servizi sociali – Servizi
lavoro
Alla provincia autonoma di Bolzano
Agenzia provinciale prot. ambiente e
tutela del lavoro
All’I.S.P.E.S.L. – D.T.S.
Alle organizzazioni rappresentative dei
datori di lavoro
Alle organizzazioni rappresentative dei
lavoratori
Ai costruttori di carrelli elevatori
Agli utilizzatori dei carrelli
elevatori
Alle A.U.S.L.

Il decreto legislativo n. 359/1999, entrato in vigore il 19 aprile
2000 individua, per talune attrezzature di lavoro, mediante
l’allegato di cui all’art. 7.1, lettera b), una serie di requisiti di
sicurezza che le stesse debbono soddisfare a fronte di caratteristici
rischi e dispone che, i datori di lavoro che le utilizzano
provvedano, ove necessario, al loro adeguamento, applicando ad esse
le misure tecniche di volta in volta indicate.
In particolare, per i carrelli elevatori, il legislatore, in
attuazione di corrispondenti orientamenti comunitari, ha riconosciuto
che, nonostante l’ottemperanza al requisito della stabilita’ rispetto
al rovesciamento (requisito che il fabbricante garantisce, del resto,
solo condizionatamente al rispetto, da parte dell’utilizzatore, dei
parametri di corretto impiego stabiliti in sede progettuale per uso
sicuro), rimangono significativi livelli di rischio di lesioni, anche
gravissime, a carico dell’operatore addetto. Infatti i dati
statistici pongono in rilievo che alcune parti del corpo, in
particolare la testa, potrebbero essere schiacciate tra il suolo e
gli elementi costituenti le strutture (tetto) poste a protezione del
conducente dal rischio di caduta del carico dai relativi organi di
sollevamento, nel caso di rovesciamento dovuto a situazioni di
utilizzo anormale (cioe’ al di fuori dai suddetti parametri), ma
prevedibile. Di conseguenza, con l’art. 3, comma 3, del citato
decreto n. 359/1999 e’ stato disposto l’adeguamento dei carrelli
secondo determinati obiettivi indicati al punto 1.4 del gia’ citato
allegato, mediante l’attuazione di opportune misure, di cui una
esemplificazione e’ riportata al medesimo punto 1.4.
L’effettiva sussistenza di tale rischio e’ stata presa in
considerazione e riconosciuta dalla Commissione europea nei riguardi
dei carrelli elevatori assoggettati alle direttive comunitarie
adottate ai sensi dell’art. 95 del trattato di Amsterdam (ex art.
100/A dell’atto unico) – cd. “direttive di prodotto” – anche nel caso
in cui questi soddisfino per caratteristiche e configurazione
costruttiva il requisito della stabilita’ al rovesciamento e siano
utilizzati conformemente alla loro destinazione. Infatti il comitato
permanente per la gestione delle problematiche derivanti
dall’applicazione della direttiva “macchine”, operante in seno a
detta commissione, ha recentemente rilevato che le norme tecniche EN
1459:1999 ed EN 1726-1:1999 non soddisfano completamente il requisito
essenziale di sicurezza e salute di cui al punto 1.1.2 (situazione di
utilizzo anormale prevedibile) dell’all. I della direttiva n. 98/37
(cd. direttiva macchine) e pertanto non coprono il rischio della
possibilita’ di schiacciamento del conducente tra parti
dell’attrezzatura di lavoro ed il suolo nel caso di rovesciamento.
Di conseguenza, la Commissione europea ha adottato in data 10
maggio 2000 la decisione n. 2000/361/CE nella quale:
considerato che e’ necessario attirare l’attenzione sui
potenziali pericoli di cui le norme suddette non fanno menzione, in
particolare quello relativo allo schiacciamento dell’operatore;
viene riconosciuto alle norme in questione lo status di norma
“armonizzata” ai fini della direttiva “macchine”, con la precisazione
che dette norme, non facendo menzione dei rischi in cui l’operatore
puo’ incorrere in caso di rovesciamento accidentale del carrello, non
garantiscono la presunzione di conformita’ ai corrispondenti
requisiti essenziali di sicurezza della direttiva “macchine”.
Ne deriva, pertanto, che, per coprire i rischi derivanti dalle
situazioni descritte, anche i carrelli elevatori immessi sul mercato
in conformita’ a norme nazionali di attuazione di direttive
comunitarie concernenti disposizioni di carattere costruttivo – vale
a dire quelli recanti o la marcatura E (cd. “epsilon”), in
applicazione delle disposizioni del decreto del Presidente della
Repubblica n. 304/1991, oppure quella “CE”, in attuazione delle
disposizioni della direttiva n. 98/37/CE, gia’ direttiva n.
89/392/CEE e successivi emendamenti, in Italia recepita con decreto
del Presidente della Repubblica n. 459/1996 – debbono essere dotati
di dispositivi atti a limitare o il rischio di rovesciamento, ovvero
la possibilita’ che il conducente degli stessi, in caso di
rovesciamento rimanga schiacciato.
Si pone, quindi, per tutti i soggetti coinvolti, vale a dire i
datori di lavoro utilizzatori e, rispettivamente, i costruttori dei
carrelli di nuova fabbricazione, ciascuno per il proprio ruolo, la
necessita’ di attuare le opportune misure perche’ venga eliminata la
situazione di pericolosita’ cosi’ rilevata.
Pertanto, ferma restando ogni altra responsabilita’ di tipo
civilistica-contrattuale derivante dai fatti rilevati, si richiama
l’attenzione dei soggetti interessati:
sulla questione di cui in premessa, vale a dire sulla
riconosciuta inadeguatezza – sotto il profilo delle esigenze di
sicurezza – delle citate norme tecniche di fabbricazione;
sulla sussistenza di conseguenti rischi residui rappresentati
dall’uso di attrezzature carenti sotto il profilo delle protezioni;
sul fatto che la tempestiva messa in atto di misure adatte per la
loro limitazione corrisponde a precisi obblighi stabiliti delle
vigenti disposizioni di legge;
sulla circostanza che una esemplificazione delle misure che la
tecnica ha reso sinora disponibili e’ rinvenibile nella
regolamentazione di sicurezza (in particolare al punto 1.4,
dell’allegato XV, del decreto legislativo n. 359/1999);
sul fatto che sono disponibili i risultati di una ricerca,
commissionata dalla Commissione europea, di soluzioni tecnicamente
valide per la protezione dai rischi derivanti da spostamenti
incontrollati o dal ribaltamento di attrezzature di lavaro mobili;
sulla necessita’ di provvedere ad apportare le necessarie
integrazioni ai carrelli prima di metterli in commercio, se nuovi,
ovvero prima di metterli nuovamente a disposizione dei lavoratori, se
gia’ in servizio. Si rammenta che, nelle more del completamento di
dette azioni, si potra’ continuare ad usare i carrelli solo a
condizione che siano adottate misure temporanee alternative che
garantiscano un livello di sicurezza equivalente.
Attesa la rilevanza in termini di prevenzione degli infortuni che
la presente circolare comporta, si pregano gli organismi in indirizzo
di volerne fare oggetto delle piu’ ampia diffusione nei riguardi dei
soggetti interessati.
Roma, 8 giugno 2001

Il direttore generale
per lo sviluppo produttivo
e la competitività
del Ministero dell’industria
del commercio e dell’artigianato
Visconti
Il direttore generale dei rapporti
di lavoro del Ministero del lavoro
e della previdenza sociale
Ferraro

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