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Circolare attuativa del decreto 28 gennaio 2000

Circolare attuativa del decreto 28 gennaio 2000 del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica - Mutui alle comunita' montane con oneri a carico del fondo nazionale per la montagna.

CIRCOLARE 22 marzo 2000, n.1236
Circolare attuativa del decreto 28 gennaio 2000 del Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica – Mutui alle
comunita’ montane con oneri a carico del fondo nazionale per la
montagna.
Alle regioni
Alle province autonome di Trento e Bolzano
Alle amministrazioni provinciali e comunali
Alle comunita montane e, per conoscenza:
Alla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province
autonome
Alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e Bolzano
Alla Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali
All’Associazione nazionale comuni italiani (A.N.C.I.)
All’Unione nazionale comuni montani (U.N.C.E.M.)
All’Unione provincie italiane (U.P.I.)

ISTRUZIONI PER LA CONCESSIONE DA PARTE DELLA CASSA DEPOSITI E
PRESTITI DI MUTUI CON ONERI A CARICO DEL FONDO PER LA MONTAGNA.

Premessa.
In data 3 febbraio 2000 e’ stato pubblicato il decreto del Ministro
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica 28
gennaio 2000 con il quale sonostati fissati, ai sensi dell’art. 34
della legge 17 maggio 1999, n. 144, i criteri e le modalita’ per la
concessione dei mutui con oneri di ammortamento a carico del fondo
nazionale per la montagna.
La legge ha individuato come destinatari dei finanziamenti le
comunita’ montane e ha fissato, come limite di impegno annuale sul
bilancio dello Stato, complessivi 30 miliardi di lire per quindici
anni.
Il decreto ha indicato quale unico soggetto abilitato a concedere i
mutui la Cassa depositi e prestiti. Qualora le risorse erariali non
fossero sufficienti, gli enti possono contrarre contestualmente
mutui integrativi a carico dei propri bilanci.
Tutto cio’ premesso, al fine di agevolare e rendere spedite le
operazioni di finanziamento, sono rese note le principali modalita’
operative, distinte a seconda delle diverse destinazioni previste
all’art. l del decreto citato.

Procedura per il finanziamento degli interventi

Art. 1. – Comma 1.
Oggetto dei finanziamenti.
Elaborazione dei piani pluriennali di sviluppo socioeconomico
previsti dall’art. 29, comma 3, della legge n. 142/1990, e
dall’art.
7 della legge n. 97/1994. Qualora i piani siano gia’ stati
elaborati, le risorse possono essere destinate al loro
aggiornamento, completamento ovvero alla realizzazione degli
interventi previsti.
I piani devono essere approvati entro il 15 dicembre 2000, ovvero,
per le comunita’ montane costituite dopo il 1° gennaio 2000, entro
il 15 giugno 2001.

Risorse disponibili.
La norma in oggetto riserva agli interventi di cui sopra il 25 per
cento delle risorse complessive (30 miliardi di lire) che e’ pari a
7,5 miliardi di lire.
Poiche’ tale ammontare va ripartito, in egual misura, tra tutte le
comunita’ montane, ogni singolo ente dispone di una rata annuale a
carico dello Stato di L. 20.832.509 per assumere uno o piu’ mutui
per complessive L. 208.860.000 di capitale concedibile al tasso
fisso attuale per mutui a 15 anni (allegato 1).

Istruttoria.
Termine di presentazione delle domande: le domande di mutuo devono
essere presentate entro tre mesi dalla data di pubblicazione del
decreto, pertanto la scadenza e’ fissata al 3 maggio 2000. Per le
comunita’ montane costituite dopo la pubblicazione del decreto il
termine e’ prorogato ai tre mesi successivi alla loro costituzione.
Gli enti che intendono destinare una quota delle risorse
disponibili anche alla realizzazione di interventi previsti nel
piano gia’ elaborato, devono specificare il relativo importo in
questa fase.
Concessione mutuo/mutui: determinazione del dirigente/segretario
generale dell’ente, di assunzione del mutuo (allegato 3); nel caso
in cui il finanziamento sia destinato ad opere, e’ necessaria
l’attestazione circa l’intervenuta approvazione del progetto
definitivo e l’inserimento nel piano pluriennale. Per le comunita’
montane di nuova costituzione occorrera’ acquisire l’attestazione
circa la data di costituzione.

Revoche.
Entro trenta giorni dall’adozione del piano da parte dell’assemblea
della comunita’ montana deve essere trasmessa alla Cassa depositi e
prestiti una dichiarazione del segretario attestante l’avvenuta
adozione della delibera di approvazione, di aggiornamento o
completamento. Considerato che il termine ultimo per adottare i
piani e’ il 15 dicembre 2000, l’adozione del piano dovra’ essere
certificata entro e non oltre il 14 gennaio 2001 (salvo che per le
comunita’ di nuova costituzione), pena la revoca del finanziamento
che da’ luogo all’obbligo di restituire alla cassa le somme erogate
e di pagare gli oneri di ammortamento del mutuo, per la quota
interessi, sino al 31 dicembre dell’anno in cui e’ intervenuta la
revoca.

Devoluzioni e riduzioni.
Qualora la spesa definitivamente accertata sia inferiore
all’importo concesso e’ possibile devolvere la parte residua del
mutuo al finanziamento di opere previste nel piano. L’utilizzazione
della quota di mutuo non impegnata per il finanziamento di
specifici interventi previsti nel piano e’ subordinata
all’acquisizione da parte della Cassa depositi e prestiti della
delibera consiliare di adozione del piano ovvero di approvazione
dell’aggiornamento o del completamento. Se la comunita’ montana non
intende devolvere le risorse ad altri interventi si procedera’ alla
riduzione dei mutui.
La Cassa depositi e prestiti si attivera’ affinche’ non restino
residui inutilizzati, ma vadano a confluire nelle disponibilita’ di
cui al terzo comma dell’art. 1.

Art. 1. – Comma 2.

Oggetto dei finanziamenti.
Progetti, in linea con le priorita’ indicate nei piani di sviluppo,
valutati dai nuclei di valutazione di cui all’art. 1 della legge n.
144/1999 entro il 15 marzo 2001, ovvero dall’assessorato regionale
competente, se i nuclei non sono stati costituiti.

Risorse disponibili.
La norma in oggetto riserva agli interventi di cui sopra il 65 per
cento delle risorse complessive (30 miliardi di lire) pari a 19,5
miliardi di lire.
L’ammontare va ripartito, su base regionale, per il 50 per cento
con riferimento al territorio montano delle comunita’ e per l’altro
50 per cento con riferimento alla popolazione residente secondo gli
indicatori forniti nel decreto stesso (allegato 2).

Istruttoria.
Presentazione delle domande: le domande di mutuo/mutui devono
essere presentate entro tre mesi dalla data di approvazione del
progetto da parte della regione.
Per le comunita’ montane associate, la domanda di mutuo dovra’
essere trasmessa dall’ente coordinatore, a cui viene intestato il
mutuo, che deve dare conto dell’intervenuta convenzione ai sensi
dell’art. 24 della legge n. 142/1990.
Concessione mutuo/mutui: attestazione circa l’intervenuta
approvazione del progetto definitivo ai sensi dell’art. 1, comma 2
e art. 4, comma 1, del decreto 28 gennaio 2000.
Per le comunita’ montane associate l’ente coordinatore deve dar
conto dell’approvazione del progetto da parte degli enti
convenzionati.
Determinazione del dirigente/segretario generale dell’ente, di
assunzione del mutuo; nel caso in cui il finanziamento sia
destinato ad enti convenzionati ex art. 24 della legge n. 142/1990
la determinazione e’ assunta dall’ente coordinatore (allegato 3).

Devoluzioni e riduzioni.
Qualora la spesa definitivamente accertata sia inferiore
all’importo concesso non e’ possibile devolvere la parte residua
del mutuo al finanziamento delle altre opere previste nel piano, in
quanto il decreto limita tale facolta’ agli interventi di cui
all’art. 1, comma 1. Gli importi residui accertati andranno in
riduzione. La Cassa depositi e prestiti si attivera’ affinche’ non
restino residui inutilizzati, ma confluiscano nelle disponibilita’
di cui al terzo comma dell’art. 1.

Art. 1. – Comma 3.

Oggetto dei finanziamenti.
Progetti, presentati in forma associata dalle comunita’ montane,
selezionati dal comitato tecnico interministeriale per la montagna
(CTIM) entro il 15 marzo 2001.
La norma in oggetto riserva agli interventi di cui sopra il 10 per
cento delle risorse complessive (30 miliardi di lire) pari a 3
miliardi di lire.
Per le ulteriori risorse che si renderanno disponibili saranno
emanate istruzioni integrative.

Istruttoria.
Presentazione delle domande: le domande di mutuo dovranno pervenire
entro tre mesi dalla data di approvazione del progetto da parte del
CTIM. Considerato che il CTIM deve selezionare i progetti entro il
15 marzo 2001, il termine di presentazione non dovrebbe comunque
andare oltre il 15 giugno 2001. Poiche’ beneficiarie del
finanziamento sono le comunita’ montane associate, la domanda di
mutuo deve essere trasmessa dall’ente coordinatore, a cui viene
intestato il mutuo, che deve dare conto dell’intervenuto
convenzionamento ai sensi dell’art. 24 della legge n. 142/1990.
Concessione mutuo/mutui: determinazione del dirigente/segretario
generale dell’ente coordinatore, di assunzione del mutuo (allegato
3);
attestazione circa l’intervenuta approvazione del progetto
definitivo da parte delle comunita’ montane interessate ai sensi
dell’art. 1, comma 3 e art. 4, comma 1, del decreto 28 gennaio
2000.

Devoluzioni e riduzioni.
Qualora la spesa definitivamente accertata sia inferiore
all’importo concesso non e’ possibile devolvere la parte residua
del mutuo al finanziamento delle altre opere previste nel piano, in
quanto il decreto limita tale facolta’ agli interventi di cui
all’art. 1, comma 1. Gli importi residui accertati andranno in
riduzione. La Cassa depositi e prestiti si attivera’ affinche’ non
restino residui inutilizzati, ma confluiscano nelle disponibilita’
di cui al terzo comma dell’art. 1.
Condizioni generali per i mutui di cui all’art. 1, commi 1-2-3
Erogazioni: sono disposte su domanda dell’ente beneficiario o
coordinatore in una o piu’ soluzioni sulla base della dichiarazione
del dirigente competente/segretario generale ove e’ attestata
l’avvenuta esecuzione della spesa finanziata.
Interessi di pre-ammortamento: sulle somme erogate in conto mutuo,
anteriormente alla data d’inizio dell’ammortamento (che decorre dal
primo gennaio successivo alla concessione del mutuo), sono dovuti
gli interessi di pre-ammortamento, calcolati al medesimo tasso di
concessione, per il periodo che va dalla data di erogazione al 31
dicembre successivo. Gli interessi di preammortamento sono a carico
delle comunita’ montane che, pertanto, se non vogliono sopportare
il relativo onere, devono attendere per le erogazioni l’inizio
dell’ammortamento ovvero se vi sia capienza far gravare tale onere
sul finanziamento.
Se l’ente intende far gravare gli interessi di preammortamento sul
mutuo deve comunicarlo alla Cassa depositi e prestiti quando gli
verra’ richiesto a fine anno il versamento dell’importo dovuto per
gli interessi di pre-ammortamento.

Il direttore generale del Dipartimento impieghi Salvemini

ALLEGATO 1
ALLEGATO 2
ALLEGATO 3

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