Circolare concernente il "Patto di stabilita' interno" per l'anno 2001 | Architetto.info

Circolare concernente il “Patto di stabilita’ interno” per l’anno 2001

Circolare concernente il "Patto di stabilita' interno" per l'anno 2001 per le province e i comuni. Art. 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

Alle Province
Ai Comuni e, per conoscenza:
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Segretariato generale
Al Ministero dell’interno – Direzione centrale della finanza locale
All’A.N.C.I.
All’U.P.I.
Alla Corte dei conti – Segretariato generale
Alla Cassa depositi e prestiti

Premessa.

Com’e’ noto, l’art. 53 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (legge
finanziaria 2001) ha delineato per il 2001 delle regole di bilancio
per le regioni, le province e i comuni per far concorrere tali
autonomie alla politica di risanamento della finanza pubblica; in
proposito sono state modificate alcune delle disposizioni contenute
nell’art. 28, comma 1, della legge n. 448 del 1998, come modificato
dall’art. 30, comma 1, della legge n. 488 del 1999 concernenti il
“patto di stabilita’ interno”.

Le maggiori innovazioni, rispetto alla normativa precedente,
interessanti le province e i comuni possono cosi’ riassumersi:

a) ridefinizione del metodo di calcolo del saldo programmatico per
l’anno 2001 (art. 53, comma 1, lettera a);

b) esclusione dal calcolo del saldo finanziario delle entrate e
delle spese correlate con modifiche legislative (art. 53, comma 1,
lettera c);

c) esclusione dal “patto di stabilita’ interno” dei comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti, a partire dal 2001 (art.
53, commi 4 e 7).

Nel fornire interpretazioni in linea con la “ratio” del
legislatore, si impartiscono direttive per ciascuno dei punti sopra
indicati.

A. Ridefinizione del metodo di calcolo per il saldo programmatico
2001.

L’art. 53, comma 1, lettera a), modifica, semplificandole, le
modalita’ per il calcolo del saldo programmatico a cui pervenire
nell’anno 2001: si deve, infatti, prendere a riferimento il saldo
finanziario dell’esercizio 1999 e aumentarlo o diminuirlo del 3 per
cento, a seconda che tale saldo sia, rispettivamente, negativo o
positivo.

Circa il computo del saldo programmatico 2001, gli enti locali
dovranno procedere nel seguente modo:

A.1 Determinazione del saldo finanziario dell’esercizio 1999.

Come disposto dal comma 1, lettera a), dell’art. 53, le province e
i comuni devono approvare, con le stesse procedure di approvazione
del bilancio di previsione (si veda in merito il chiarimento di cui
al successivo punto D.1), i prospetti dimostrativi del computo dei
saldi finanziari 1999 e 2001 rilevanti ai fini del “patto di
stabilita’ interno”, distintamente per le gestioni di cassa e di
competenza.

Tali prospetti, predisposti dagli enti, dovranno riportare le
indicazioni di tutte le voci necessarie per il computo del saldo
finanziario contenute negli allegati C, D o E (a seconda della
classe di popolazione di riferimento) alla circolare dello
scrivente n. 4 del 4 febbraio 2000, opportunamente aggiornati
nell’indicazione degli anni di riferimento dei dati posti a
confronto (dati relativi agli esercizi 1999 e 2001).

Per la compilazione di tali prospetti restano valide le indicazioni
di cui all’allegato n. 1 del decreto del Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica del 1o agosto 2000.

Peraltro, nella determinazione delle entrate e delle spese con
carattere di eccezionalita’, dovra’ tenersi conto anche delle
indicazioni in merito alle entrate e spese correlate con modifiche
legislative, di cui al comma 1, lettera c), dell’art. 53, meglio
specificate al successivo punto B.

Il saldo finanziario dell’esercizio 1999 (lettera “S” colonna 1999
– degli allegati C, D o E) da utilizzare per la determinazione del
saldo programmatico 2001 dovra’ determinarsi sulla base di tali
prospetti, opportunamente rettificati, come sopra indicato, per
tener conto delle modifiche legislative, sia per la gestione di
cassa che per la gestione di competenza.

A.2 Calcolo del saldo programmatico 2001.

Tale saldo deve essere pari:

per gli enti con saldo finanziario 1999 negativo, al saldo
finanziario 1999 (di cui al precedente punto A.1) aumentato del 3
per cento;

per gli enti con saldo finanziario 1999 positivo, al saldo
finanziario 1999 (di cui al precedente punto A.1) diminuito del 3
per cento.

A.3 Dati di cassa.

Come previsto dal comma 1, lettera a), dell’art. 53, i dati di
cassa per l’anno 1999 dovranno essere ricostruiti sulla base dei
conti consuntivi o dei verbali di chiusura; per il 2001, invece,
dovranno essere effettuate previsioni di cassa solo sui grandi
aggregati di bilancio, la cui individuazione e’ rimessa, in
mancanza di precisi riferimenti normativi, al singolo ente (ad
esempio:

potrebbe essere utilizzata, per le entrate, una ripartizione in
categorie e, per le spese, in aggregati significativi).

A.4 Dati di competenza.

Come previsto dal comma 1, lettera a), dell’art. 53, i dati di
competenza per gli anni 1999 e 2001 sono ricavati dal bilancio di
previsione iniziale.

Al riguardo, si sottolinea che, in alcuni casi, il riferimento alle
previsioni iniziali del bilancio 1999 potrebbe non consentire un
confronto omogeneo con la situazione finanziaria reale in quanto,
in sede di predisposizione del bilancio di previsione, molti enti
non hanno tenuto conto di alcune poste, perche’ non in grado di
valutarne gli effetti finanziari: tipico e’ l’esempio, per le
province, dell’iscrizione o meno nel bilancio di previsione
iniziale 1999 degli stanziamenti per l’imposta sulle assicurazioni
contro la responsabilita’ civile. In questo caso, o in tipologie
simili, la normativa deve comunque interpretarsi nel confronto tra
informazioni quanto piu’ possibile omogenee ricorrendo, ove
necessario, al dato degli stanziamenti cosi’ come determinati da
ulteriori variazioni di bilancio.

B. Esclusione delle entrate e delle spese correlate con modifiche
legislative.

L’art. 53, comma 1, lettera c), stabilisce che nel confronto tra i
saldi 1999 e 2001 non siano computate entrate e spese per le quali
siano intervenute modifiche legislative di trasferimento o
attribuzione di nuove funzioni o di nuove entrate proprie.

A titolo esemplificativo e non esaustivo si possono citare per tali
fattispecie:

le entrate derivanti dalla compartecipazione al gettito dell’IRAP,
in applicazione dell’art. 11, comma 1, del decreto legislativo 18
febbraio 2000, n. 56;

le maggiori entrate per le province e per i comuni derivanti
dall’addizionale sui consumi di energia elettrica, in applicazione
dell’art. 10 della legge 13 maggio 1999, n. 133;

le spese per le retribuzioni del personale A.T.A., il cui onere e’
stato assunto a carico del bilancio statale in applicazione della
legge 3 maggio 1999, n. 124;

gli oneri previsti per l’esercizio delle funzioni svolte in
attuazione della legge 15 marzo 1997, n. 59 e le risorse
finanziarie individuate dai decreti del Presidente del Consiglio
dei Ministri emanati ai sensi della predetta legge n. 59 del 1997 e
dei conseguenti decreti legislativi.

In considerazione del fatto che tali poste trovano una sostanziale
corrispondenza nella definizione data per le entrate e le spese che
rivestono carattere di eccezionalita’ (definizione rilevabile al
punto 1.3. del decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica del 1o agosto 2000, in cui “non si
dovra’ far riferimento a tutte quelle risorse e a quegli interventi
che presentano il carattere della continuita’”) si ritiene che le
entrate e le spese di cui alla lettera c) del comma 1 del predetto
art. 53, da non considerare ai fini del computo del saldo
programmatico 2001, possano essere inserite, rispettivamente, alle
lettere “L” e “Q” degli allegati C, D o E relativi al monitoraggio
del “patto di stabilita’ interno”.

C. Esclusione dal “patto di stabilita’ interno” dei comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti, a partire dal 2001.

Il Parlamento, in fase di approvazione della legge finanziaria
2001, ha stabilito, all’art. 53, comma 4, che le regole di calcolo
del saldo finanziario 2001, di cui alla precedente lettera A, non
si applichino ai comuni con popolazione inferiore ai 5.000
abitanti.

Tale disposizione va, pero’, integrata con quella stabilita dal
comma 7 dello stesso art. 53, in cui si prevede che non e’ piu’
applicabile il criterio di calcolo dei saldi programmatici 2001,
2002 e 2003 previsto dal comma 1 dell’art. 30 della legge n. 488
del 1999 (legge finanziaria 2000).

Pertanto, dal combinato disposto dei due commi citati deriva che, a
partire dal 2001, i comuni con popolazione inferiore ai 5.000
abitanti non sono piu’ soggetti alle disposizioni riguardanti
l’obiettivo della riduzione del disavanzo rilevante ai fini del
“patto di stabilita’ interno”. Restano, invece, in vigore le
disposizioni di cui all’art. 28, comma 3, della legge n. 448 del
1998 relative all’obiettivo di riduzione del rapporto debito/PIL e
all’estinzione anticipata dei prestiti contratti con la Cassa
depositi e prestiti.

Si ribadisce, inoltre, che i comuni con popolazione inferiore a
5.000 abitanti sono comunque tenuti, qualora non abbiano gia’
provveduto, all’invio dell’allegato E alla circolare n. 4 del 4
febbraio 2000, contenente le riscossioni e i pagamenti al 31
dicembre 1999 e 2000, agli uffici delle ragionerie provinciali
dello Stato competenti per territorio.

D. Ulteriori disposizioni.

D.1 Efficacia delle “regole di bilancio” sull’approvazione dei
bilanci di previsione 2001.

Anche per l’anno 2001 si riconfermano i contenuti della direttiva
emanata il 18 febbraio 1999 con la circolare congiunta del
Ministero dell’interno e dello scrivente, circa la mancata
rilevanza sotto il profilo della legittimita’ delle norme del
“patto” sull’approvazione delle deliberazioni di bilancio degli
Enti.

Si…

[Continua nel file zip allegato]

Circolare concernente il “Patto di stabilita’ interno” per l’anno 2001

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