Circolare Ministero dell'Industria 10 settembre 1991 | Architetto.info

Circolare Ministero dell’Industria 10 settembre 1991

Circolare Ministero dell'Industria 10 settembre 1991 n. 3253/C Legge 5 marzo 1990, N. 46. norme per la sicurezza degli impianti.

Circolare Ministero dell’Industria 10 settembre 1991 n. 3253/C

Legge
5 marzo 1990, N. 46. norme per la sicurezza degli impianti.

Di
seguito alla circolare n. 3239/C del 22-3-1991 relativa all’argomento
di cui all’oggetto (della quale si seguono i medesimi criteri ed, ove
ricorrenti, le medesime intestazioni e numerazioni) si fa presente
quanto segue in merito ai singoli argomenti più sotto evidenziati: 5)
Riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali: f) Secondo la
norma transitoria di cui all’art. 18 della legge n. 46/1990 ,
indistintamente tutte le ditte iscritte al Registro delle ditte o
all’Albo delle imprese artigiane alla data di entrata in vigore della
legge 5-3-1990 per lo svolgimento delle attività di cui all’art. 1,
possono continuare ad esercitarle fino alla data di emanazione del
regolamento di cui all’art. 15 della stessa legge. Ne consegue che le
ditte che non abbiano provveduto a richiedere il riconoscimento dei
requisiti tecnico-professionali ai sensi dell’art. 5 (e cioè entro la
data del 13 marzo 1991) sulla base del solo requisito dell’iscrizione
da almeno un anno al Registro delle ditte o all’Albo delle imprese
artigiane, per poter continuare l’esercizio dell’attività in data
successiva a quella dell’emanazione del regolamento, debbono aver
ottenuto in capo al titolare, ad un socio o ad un familiare, da parte
delle competenti commissioni di cui all’art. 4, il riconoscimento del
possesso dei requisiti tecnico-professionali, secondo quanto previsto
da una delle lettere dell’art. 3, ovvero aver preposto all’esercizio
dell’attività di cui all’art. 1 un responsabile tecnico che abbia i
requisiti di legge, accertati dalle suddette commissioni; g) Tutte le
imprese che hanno ottenuto il riconoscimento dei requisiti
tecnico-professionali ai sensi dell’art. 5 della legge n. 46/1990,
devono comunque provvedere ad indicare il responsabile tecnico che, in
via generale e salvo esplicita diversa indicazione, coinciderà , per
le società di capitali con il legale rappresentante, per le società di
persone con uno dei soci e per le ditte individuali con il titolare;
h) Il riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali di cui
all’art. 5 afferisce alle imprese, sia che esse siano ditte
individuali, sia che esse siano società ; nel caso di ditte
individuali è evidente che al cessare della ditta per decesso,
cessione, trasferimento ad altra provincia, ecc., il soggetto che
rileva l’azienda per poter svolgere l’attività dovrà essere
personalmente (o nella figura di un familiare o di un socio) idoneo ai
sensi dell’art. 3, ovvero, deve provvedere a preporre all’esercizio
dell’attività un responsabile tecnico ai sensi del secondo comma
dell’art. 2. 8) Diritti di segreteria a) A tutti gli atti connessi ad
istanza degli interessati, formulata in adempimento alle varie
disposizioni di legge, si applicano i diritti di segreteria di cui
alla legge n.49/1978 e successive modificazione ed integrazioni; b) la
richiesta di riconoscimento del possesso dei requisiti
tecnico-professionali presentata ai sensi dell’art.5 da una impresa
già iscritta al Registro delle ditte o all’Albo delle imprese
artigiane, ad avviso dello scrivente, sconta l’applicazione del
diritto di segreteria di cui alla voce 12 del relativo tariffario,
così come la richiesta presentata da una singola persona (punto 2d
della circolare n. 3239/C del 22 marzo 1991) che manifesti
l’intenzione di avviare un autonoma attività imprenditoriale o la
disponibilità ad essere preposta quale responsabile tecnico in una
impresa del settore. In quest’ultimo caso non sembra infatti possibile
ipotizzare l’applicazione del diritto di segreteria di cui alla voce
17 che verrà invece corrisposto al momento della eventuale successiva
presentazione della denuncia di iscrizione al Registro delle ditte;
parimenti va esclusa l’applicazione della voce 18 in quanto legata al
superamento di esami davanti ad apposita commissione. Nel caso delle
imprese artigiane, considerato che la richiesta di accertamento del
possesso dei requisiti tecnico-professionali deve ritenersi
strettamente connessa alla presentazione della domanda di iscrizione
al relativo Albo, si ritiene debba applicarsi la voce 17 del
tariffario più volte citato 9) Certificazione antimafia: a) Stante il
disposto della lettera e) dell’art. 10 della legge 31-5-1965, n. 575,
nel testo introdotto dall’art. 3 della legge 19-3-1990, n. 55, secondo
cui le persone alle quali sia stata applicata con provvedimento
definitivo una misura di prevenzione non possono ottenere iscrizioni o
provvedimenti a contenuto autorizzatorio, concessorio o abilitativo
per lo svolgimento di attività imprenditoriali, comunque denominati,
si ritiene in via presuntiva che la domanda per l’accertamento dei
requisiti di cui all’art. 3 deve essere corredata dal certificato
antimafia o, quantomeno, dai certificati di residenza e di stato di
famiglia al fine di consentire l’acquisizione d’ufficio del
certificato stesso. Sulla eventualità di poter escludere
dall’accertamento antimafia coloro che richiedono l’accertamento dei
requisiti tecnico-professionali per ricoprire l’incarico di
responsabile tecnico in qualità di preposto presso imprese con le
quali intratterranno meri rapporti di dipendenza, si fa riserva di
ulteriori comunicazioni. 10) Imposta di bollo: a) Alle domande
presentate alle commissioni camerali per l’accertamento dei requisiti
tecnico-professionali di cui all’art. 3 della legge, nella
considerazione che le stesse non vengono rivolte agli Enti camerali
quali enti pubblici incaricati della tenuta di pubblici registri
(articoli 5 e 6 della tariffa allegato A) annessa al DPR 26 ottobre
1972 n. 642 e successive modificazioni), non si applica l’imposta di
bollo. Analoghe considerazioni si ritiene valgano in occasione della
richiesta e del rilascio di eventuali attestazioni relative
all’avvenuto accertamento. Diverso è il caso delle domande (comprese
quelle di accertamento dei requisiti e di rilascio di attestazioni)
rivolte alle Commissioni Provinciali per l’Artigianato, che si ritiene
scontino sempre e comunque l’applicazione dell’imposta di bollo, in
quanto dirette ad organi della Regione 7) Varie: d) In relazione alle
esigenze operative dell’impresa si ritiene possibile l’indicazione di
più di un responsabile tecnico. Al riguardo si richiama comunque
quanto già rappresentato dallo scrivente al punto 4 della circolare n.
3239/C del 22-3-1991; e) Nel caso in cui un’impresa artigiana perda i
requisiti connessi al mantenimento di tale qualifica, ma continui
l’esercizio dell’attività in qualità di impresa non artigiana,
regolarmente iscritta al Registro delle Ditte (ove risultava
precedentemente già annotata, non occorre, ad avviso dello scrivente,
alcuna ulteriore verifica del possesso dei requisiti
tecnico-professionali.
Ciò non solo nel caso in cui l’accertamento
sia avvenuto ai sensi dell’art. 3 a cura della locale Commissione
Provinciale per l’Artigianato, ma anche nel caso in cui il
riconoscimento degli stessi sia avvenuto in forza del disposto di cui
all’art. 5 della legge; f) Il Ministero della Pubblica Istruzione,
Direzione Generale degli Scambi Culturali, Div. III, in risposta ad
una richiesta di parere su una specifica fattispecie, ha fatto
rilevare che detto ufficio è competente a rilasciare dichiarazioni
attestanti la corrispondenza tra titoli di studio rilasciati
all’estero e diplomi di qualifica professionale rilasciati in Italia.
Detta dichiarazione può essere rilasciata sulla base: del titolo di
studio in copia autenticata accompagnato dalla traduzione in lingua
italiana certificata conforme al testo redatto in lingua straniera da
un traduttore ufficiale (ai sensi dell’art. 17, secondo e terzo comma,
della legge 4-1-1968, n. 15); della dichiarazione di valore,
rilasciata dall’autorità diplomatica o consolare italiana competente
per territorio concernente: a) la posizione giuridica della scuola che
ha rilasciato il titolo: b) l’ordine e il grado degli studi secondo
l’ordinamento scolastico del paese estero; c) gli effetti ai fini
della prosecuzione degli studi o per l’assunzione a posti di lavoro
nello stesso paese estero. g) Allo scopo di far conoscere alle
categorie sia imprenditoriali che installatrici, oltre che alle unità
di controllo, il tipo delle dichiarazioni di conformità che le imprese
installatrici devono rilasciare ai sensi delle disposizioni
transitorie di cui all’art. 18, si unisce uno schema-tipo della citata
dichiarazione di conformità (redatta d’intesa con gli enti normatori)
che potrebbe essere preso a modello per il periodo transitorio, in
attesa che il regolamento di attuazione ne formalizzi la tipologia.

Si prega di dare comunicazione di quanto sopra rappresentato anche
alle locali Commissioni Provinciali per l’Artigianato.

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