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Circolare Ministero dell’Industria 21 maggio 1990

Circolare Ministero dell'Industria 21 maggio 1990 n. 3209/C Legge 5-3-1990, n. 46 - Norme per la sicurezza degli impianti.

Circolare Ministero dell’Industria 21 maggio 1990 n. 3209/C

Legge
5-3-1990, n. 46 – Norme per la sicurezza degli impianti.

Come noto
l’art.2 della legge 5-3-1990, n. 46, recante norme per la sicurezza
degli impianti, ha previsto che a partire dalla data di entrata in
vigore della legge stessa (13 marzo 1990) possano essere abilitati
all’esercizio di attività di installazione, ampliamento,
trasformazione e manutenzione degli impianti elencati all’art. 1 (e
pertanto iscritte nell’Albo delle imprese artigiane o nel Registro
delle ditte) soltanto le imprese il cui titolare, o un eventuale
preposto, possieda i requisiti tecnico-professionali di cui all’art.
3, qui di seguito sintetizzati:
a) laurea in materia tecnica
specifica;
b) diploma di scuola secondaria superiore, con
specializzazione nel settore in cui intende svolgere l’attività ed un
anno di inserimento continuativo in una impresa operante nello stesso
settore;
c) titolo o attestato rilasciato ai sensi della vigente
normativa in materia di formazione professionale e due anni di
inserimento continuativo in una impresa operante nel settore in cui
intende svolgere l’attività ;
d) prestazione lavorativa alle
dipendenze di una impresa operante nel settore di attività che intende
svolgere per un periodo di almeno tre anni (esclusi gli anni di
apprendistato) in qualità di operaio installatore con qualifica di
specializzato.
La stessa legge all’art. 18 (recante disposizioni
transitorie), dispone che fino alla data di entrata in vigore del
regolamento di attuazione di cui all’art. 15, sono autorizzate ad
eseguire opere di installazione, di trasformazione, di ampliamento e
di manutenzione degli impianti di cui all’art. 1tutte le imprese già
in possesso (naturalmente alla data di entrata in vigore della legge e
limitatamente al proprio settore di attività ) del requisito di cui al
primo comma dell’art. 2, cioè , ad avviso dello scrivente, tutte le
imprese che alla data del 13 marzo 1990 risultino regolarmente
iscritte al Registro delle ditte o all’Albo delle imprese artigiane
per l’esercizio di una, o più, delle attività sopracitate.
L’art.4
dispone che all’accertamento del possesso dei requisiti
tecnico-professionali previsti dall’art. 3 provveda:
a) per gli
artigiani, la Commissione provinciale dell’artigianato nella sua
normale composizione;
b) per le altre imprese, un’apposita commissione
nominata, per ogni Camera di commercio, dalla Giunta nella
composizione variabile da 5 a 9 componenti più il Presidente che
dovranno essere scelti tra i docenti universitari o di istituto
tecnico industriale di ruolo di materia tecnica.
Circa le
organizzazioni delle categorie più rappresentative a livello nazionale
degli esercenti le attività disciplinate dalla legge, abilitate alla
designazione dei componenti di propria competenza delle commissioni di
cui alla lettera b) questo Ministero fa riserva di fornire tempestive
notizie, sentito il Ministero del Lavoro e della Previdenza
Sociale.
Per quanto riguarda la individuazione (con riferimento alla
peculiare natura delle attività connesse agli impianti di cui all’art.
1) delle lauree in materia tecnica specifica, dei diplomi di scuola
secondaria superiore con specializzazione…. e dei titoli o attestati
conseguiti ai sensi della legislazione vigente in materia di
formazione professionale… (di cui all’art. 2) da prendere in
considerazione ai fini del riconoscimento del possesso dei requisiti
tecnico-professionali, lo scrivente si riserva di sentire il Ministero
della ricerca scientifica e dell’università ed il Ministero della
pubblica istruzione.
Nulla vieta naturalmente alle Commissioni
provinciali dell’artigianato di prendere in esame eventuali domande
volte ad ottenere il riconoscimento del possesso dei requisiti
tecnico-professionali di cui all’art. 3 e di assumere le conseguenti
decisioni ogni qual volta le stesse siano suffragate di sufficiente
certezza in merito alla natura del titolo di studio (laurea in
ingegneria, diploma di istituto tecnico industriale ad indirizzo ben
definito e simili); la stessa cosa naturalmente vale per le
commissioni di cui all’art. 4, non appena saranno in grado di
funzionare.
Con l’occasione, in relazione a specifici quesiti
formulati sulla materia in argomento da alcune di codeste Camere di
commercio, si fa presente quanto segue:
a) la costituzione delle
commissioni (e il conseguente avvio della loro attività ) non è
subordinata all’entrata in vigore del decreto di attuazione di cui
all’art. 15;
b) stante la lettera del primo comma dell’art. 2 si
ritiene che l’accertata, regolare iscrizione all’Albo delle imprese
artigiane o al Registro delle ditte sia un requisito sufficiente per
usufruire dell’applicazione della disposizione transitoria di cui
all’art. 18, ancorché, ipotesi possibile nel caso delle società , alla
data di entrata in vigore della legge non sia ancora stato denunciato
l’avvio dell’attività che potrà , quindi, avvenire anche in data
successiva.

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