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COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 28 marzo 2002: Risorse aree depresse: modalita' approvazione studi di fattibilita' e definanziamenti. (Deliberazione n. 11/2002). (GU n. 123 del 28-5-2002)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 28 marzo 2002

Risorse aree depresse: modalita’ approvazione studi di fattibilita’ e
definanziamenti. (Deliberazione n. 11/2002).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 28 dicembre 1995, n. 549, che all’art. 1 istituisce
presso la Cassa depositi e prestiti, il Fondo rotativo per la
progettualita’;
Viste le leggi 20 dicembre 1996, n. 641, 23 maggio 1997, n. 135,
30 giugno 1998, n. 208, recanti risorse per le aree depresse;
Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, che all’art. 1 istituisce
apposito fondo per il finanziamento, a fondo perduto, della
progettazione preliminare delle opere di competenza delle regioni, di
enti locali e degli altri soggetti richiamati all’art. 1, comma 54,
della legge n. 549/1995;
Vista la legge 28 dicembre 2001, n. 448, che, all’art. 54,
istituisce un fondo nazionale per il sostegno alla progettazione
delle opere pubbliche delle regioni e degli enti locali;
Viste le delibere con le quali questo Comitato ha proceduto al
riparto delle risorse di cui alle citate leggi numeri 641/1996,
135/1997 e 208/1998 ed ha dettato direttive di carattere procedurale
per l’attuazione delle iniziative cosi’ finanziate;
Vista in particolare la delibera 9 luglio 1998, n. 70 (Gazzetta
Ufficiale n. 195/1998), con la quale questo Comitato attribuiva
1.807,599 Meuro (3.500 miliardi di lire), a carico degli stanziamenti
della legge n. 208/1998, alle intese istituzionali di programma per
la realizzazione di interventi infrastrutturali e, nel limite massimo
del 3% di detto importo, per il finanziamento del 50% di studi di
fattibilita’, demandando ad apposito Comitato di coordinamento
l’individuazione delle opere e degli studi da proporre per il
finanziamento nell’ambito delle citate intese e prevedendo che gli
studi venissero predisposti in base a specifiche diffuse dal Comitato
stesso e sottoposti a verifiche stabilite dal medesimo;
Vista la delibera 5 agosto 1998, n. 79 (Gazzetta Ufficiale n.
241/1998), con la quale veniva istituita, in seno a questo Comitato,
tra le altre, la Commissione III per il “Coordinamento delle
politiche infrastrutturali”, alla quale e’ demandata l’istruttoria
delle questioni inerenti le infrastrutture, e veniva prevista la
costituzione di apposita struttura interministeriale di supporto alla
Commissione stessa;
Vista la nota del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio n. 1383 in data 6 marzo 2002, con la quale, in ordine alla
richiesta di differimento dei termini per l’avvio di un intervento di
difesa del suolo nella regione Friuli-Venezia Giulia, viene
rappresentata l’opportunita’ di inserire l’intervento stesso
nell’ambito di apposito accordo di programma quadro;
Vista la nota della regione Lombardia n. 5656 in data 25 marzo 2002
con la quale si propone un uso parzialmente diverso del finanziamento
destinato all’area ex Alfa Romeo di Arese, posto a carico delle
risorse della legge n. 641/1996, ferme restando le finalita’ di
supporto alle iniziative per il recupero e la reindustrializzazione
dell’area citata;
Considerato che la richiamata delibera n. 70/1998 stabiliva che gli
studi in ordine ai quali fosse stato formulato parere favorevole
venissero inclusi in una lista di interventi prioritari per i quali
programmare sia l’eventuale ricorso al fondo per la progettazione
secondo modalita’ concordate con la Cassa depositi e prestiti, sia
l’accesso ai finanziamenti disponibili per la realizzazione delle
opere a valere sul complesso delle risorse cui l’intesa possa fare
affidamento;
Considerato che il citato art. 4 della legge n. 144/1999 ha rimesso
a questo Comitato il riparto delle disponibilita’ del fondo istituito
dallo stesso art. 4 ed ha subordinato l’accesso al fondo medesimo
alla presentazione di specifica certificazione degli organismi
regionali ed individuato nell’ordine di presentazione cronologica
delle richieste il criterio di selezione delle iniziative da
finanziare, escludendo l’effettuazione di istruttorie tecniche da
parte della Cassa depositi e prestiti;
Considerato che il suddetto art. 4 della legge n. 144/1999 ha
esteso le modalita’ e le procedure da esso previste alle
anticipazioni del fondo rotativo per la progettualita’ di cui
all’art. 1, commi 54 e 58 della legge n. 549/1995;
Preso atto che il Comitato di coordinamento, con l’elaborazione
degli schemi per il riparto dei citato importo di 1.807,599 Meuro e
con la selezione delle iniziative da ammettere a finanziamento, ha
esaurito il proprio compito, posto che gli ulteriori adempimenti ad
esso rimessi dalla delibera n. 70/1998 sono da considerare superati
dalla normativa sopravvenuta;
Preso atto che questo Comitato, con la delibera 4 agosto 2000, n.
74, ha rimesso alla III Commissione infrastrutture la soluzione delle
problematiche relative, tra l’altro, agli studi finanziati a carico
della legge n. 208/1998;
Preso atto che, nella suesposta logica, la III Commissione, nella
seduta del 29 marzo 2001, ha delegato specifici adempimenti alla
struttura di supporto alla Commissione stessa demandando, tra
l’altro, alla medesima di valutare direttamente le richieste di
proroga per approfondimenti successivi alla consegna degli studi di
fattibilita’;
Preso atto delle relazioni del febbraio e marzo 2002 predisposte
dall’Unita’ di verifica degli investimenti pubblici del Ministero
dell’economia e delle finanze in ordine allo stato di attuazione,
rispettivamente, delle opere commissariate e delle opere di
completamento finanziate a carico delle risorse della legge n.
208/1998 con le delibere numeri 52/1999 e 135/1999, relazioni dalle
quali si evince che al 31 dicembre 2001 circa il 92% delle opere
commissariate risultano in corso o ultimate e che al 28 febbraio 2002
oltre l’86% delle opere di completamento risulta avviato, per un
importo complessivo di circa 1.400 Meuro (2.710 miliardi di lire);
Ritenuto di dettare disposizioni aggiornate sugli adempimenti
conseguenti alla conclusione delle attivita’ cofinanziate, con
particolare riferimento alle modalita’ di approvazione degli studi ed
alle relative comunicazioni finali;
Ritenuto altresi’ di procedere al definanziamento dello studio di
fattibilita’ relativo al “Recupero dei centri storici pugliesi” e
delle opere di cui alle citate note del Ministero dell’ambiente e
della regione Lombardia per le motivazioni esposte nel dispositivo;
Delibera:
I) Studi di fattibilita’.
1. Modalita’ di approvazione.
1.1. Rilascio certificazione di coerenza – Come precisato dalla
Commissione infrastrutture nella seduta dei 29 marzo 2001, il termine
“ultimazione dello studio” individua il momento in cui la societa’
affidataria (ATI o professionista incaricato) consegna alla stazione
appaltante lo studio redatto e completo. La stazione appaltante ha
tuttavia a disposizione un mese, per gli studi sottosoglia, o due
mesi, per gli studi sopra-soglia, per le integrazioni e/o
approfondimenti che ritenesse necessario chiedere al redattore dello
studio: nella citata seduta la Commissione infrastrutture ha altresi’
disposto che eventuali istanze per il differimento di tale termine
debbano essere adeguatamente motivate e vengano valutate dalla
struttura di supporto della Commissione stessa.
Ad effettuata consegna alla stazione appaltante, ovvero dopo
l’effettuazione delle eventuali modifiche e/o integrazioni di cui al
punto precedente, lo studio viene assunto dalla stazione appaltante
che ne definira’ anche gli esiti ai fini della decisione di
investimento nell’ipotesi che l’attuazione sia di propria competenza.
La medesima stazione appaltante provvede ad acquisire, qualora non
sia stata gia’ inviata a corredo dello studio, la documentazione
concernente ulteriori indagini condotte a supporto o a latere dello
studio stesso ed inviera’, accompagnandolo con una propria relazione
sintetica, lo studio all’amministrazione proponente (centrale o
regionale) che, entro un mese, provvede alla “certificazione di
coerenza”.
Tale certificazione, che costituisce approvazione in via tecnica
dello studio, riguarda la verifica della rispondenza e della
completezza dello studio in rapporto al contratto di affidamento (ivi
incluso il capitolato d’oneri e l’offerta, quali parti costitutive)
ovvero il collaudo della prestazione di servizio. Come tale, detta
certificazione di coerenza non e’ sostitutiva di quella introdotta
dalla legge n. 144/1999 che istituisce, invece, la c.d.
“certificazione di utilita’”, intesa quale espressione della volonta’
di procedere all’investimento.
La certificazione di coerenza, in particolare, riguardera’,
coerentemente con quanto previsto nell'”indice dei requisiti minimi”
contenuto in allegato B alle delibere di questo Comitato
numeri 106/99 e 135/99, i seguenti aspetti dello studio:
la completezza dello studio rispetto ai requisiti minimi
richiesti al citato allegato B;
la presenza, nella relazione sintetica redatta dall’estensore
dello studio, di elementi idonei a sostenere la scelta di
investimento, nel caso di esito positivo dello studio, e a
indirizzare la successiva fase della progettazione.
Si precisa, ad ogni buon fine, che l’amministrazione proponente –
qualora lo ritenga opportuno e motivando la scelta (ad esempio, in
considerazione della competenza alla realizzazione in capo allo
stesso soggetto attuatore) – puo’ demandare all’en…

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