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COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 14 febbraio 2002: Adeguamento limiti di reddito per l'accesso ai programmi di edilizia agevolata gestiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. (Deliberazione n. 1/2000). (GU n. 114 del 17-5-2002)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 14 febbraio 2002

Adeguamento limiti di reddito per l’accesso ai programmi di edilizia
agevolata gestiti dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
(Deliberazione n. 1/2000).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la legge 5 agosto 1978, n. 457, recante “Norme per l’edilizia
residenziale”, che all’art. 2, comma 2, demanda al CIPE il compito di
deliberare, su proposta del Comitato per l’edilizia residenziale
(CER), la misura dei tassi e dei limiti di reddito per gli interventi
di edilizia residenziale assistita dal contributo dello Stato;
Vista la legge 17 febbraio 1992, n. 179, recante “Norme per
l’edilizia residenziale pubblica”, che, all’art. 6, ha disposto che i
valori dei contributi di edilizia agevolata siano stabiliti ed
aggiornati dal CER in funzione del reddito dei beneficiari e della
destinazione degli interventi ammessi a contributo;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, contenente delega al Governo
per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni e agli enti
locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che, in
attuazione della citata legge n. 59/1997, ha, fra l’altro, trasferito
alle regioni le competenze in materia di edilizia residenziale
pubblica, ad eccezione di quelle mantenute allo Stato ed
espressamente elencate all’art. 59, prevedendo, in concomitanza con
detto trasferimento, la soppressione del CER e del segretariato
generale del CER e disponendo che l’intesa sulle procedure di
trasferimento venga raggiunta in sede di Conferenza permanente tra lo
Stato e le regioni e province autonome;
Vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante
“Modifiche al titolo V della parte II della Costituzione”;
Vista la delibera 8 aprile 1987, n. 197 (Gazzetta Ufficiale n.
116/1987), con la quale questo Comitato ha proceduto alla
determinazione dei tassi agevolati per l’edilizia residenziale;
Vista la delibera 30 luglio 1991 (Gazzetta Ufficiale n. 190/1991),
con la quale questo Comitato ha, da ultimo, stabilito i massimali di
mutuo ed i nuovi limiti di reddito per l’accesso all’edilizia
agevolata, confermando la misura dei tassi agevolati previsti dalla
delibera n. 197/1987;
Vista la nota n. 452 del 10 ottobre 2001, con la quale il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, nel sottolineare che, secondo
l’intesa raggiunta in sede di conferenza Stato-Regioni ai sensi
dell’art. 63 del citato decreto legislativo n. 112/1998, i programmi
di edilizia residenziale gia’ attivati dal CER vengono completati a
cura dell’amministrazione centrale, propone di rideterminare, per
detti programmi, i limiti massimi di reddito stabiliti con la
delibera sopra menzionata, facendo riferimento ai limiti massimi di
reddito previsti dalle singole regioni per gli interventi di edilizia
agevolata gestiti dalle stesse;
Vista la nota n. 2638 del 21 dicembre 2001, con la quale il citato
Ministero ha trasmesso le indicazioni sui limiti di reddito per
l’accesso ad alloggi di edilizia residenziale agevolata fornite dalle
regioni che hanno evaso la richiesta formulata al riguardo dal
Ministero stesso, nonche’ dalle province autonome di Trento e
Bolzano;
Preso atto che i programmi di edilizia agevolata, tuttora gestiti a
livello centrale, sono di entita’ limitata rispetto a quelli gestiti
dalle regioni;
Preso atto che la rilevazione effettuata dal Ministero di settore
non evidenzia scostamenti particolarmente significativi tra i
parametri fissati dalle varie regioni, che spesso applicano ancora i
limiti di reddito fissati dalla richiamata delibera o i limiti
rivalutati sulla base dell’inflazione nel frattempo maturata;
Considerato che la proposta di cui trattasi e’ coerente con il piu’
deciso orientamento federalista segnato dalla legge n. 3/2001 e che
la medesima, pur portando a trattamenti non del tutto allineati a
livello nazionale, risponde all’esigenza di assicurare un trattamento
uniforme dei beneficiari dei programmi di edilizia agevolata in un
medesimo ambito territoriale, quale che sia l’ente finanziatore;
Delibera:
1. I limiti massimi di reddito per l’accesso all’edilizia agevolata
relativi ai programmi di cui all’art. 2, comma 1, lettera f), della
legge 5 agosto 1978, n. 457, all’art. 4 della legge 25 marzo 1982, n.
94, all’art. 3, comma 7-bis, della legge 5 aprile 1985, n. 118,
all’art. 22, comma 3, della legge 11 marzo 1988, n. 67, sono adeguati
ai limiti massimi di reddito attualmente vigenti nelle singole
regioni per gli interventi di edilizia agevolata gestiti dalle stesse
ed ai successivi aggiornamenti che le regioni intenderanno adottare.
Restano ferme le misure dei tassi agevolati previste nella delibera
di questo Comitato in data 8 aprile 1987, n. 197.
2. I limiti di reddito di cui al punto 1 si applicano alle
assegnazioni, nonche’ agli atti preliminari e definitivi di acquisto
effettuati successivamente alla data di pubblicazione della presente
delibera nella Gazzetta Ufficiale.
Roma, 14 febbraio 2002
Il Presidente delegato: Tremonti
Registrata alla Corte dei conti il 22 aprile 2002
Ufficio di controllo sui Ministeri economico-finanziari, registro n.
2 Economia e finanze, foglio n. 298

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