COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 6 novembre 2009 | Architetto.info

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 6 novembre 2009

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 6 novembre 2009 - Nuovo regolamento per le agevolazioni in favore di imprese miste operanti in Paesi in via di sviluppo. (Determinazione n. 92/2009). (10A02230) (GU n. 45 del 24-2-2010 )

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 6 novembre 2009

Nuovo regolamento per le agevolazioni in favore di imprese miste
operanti in Paesi in via di sviluppo. (Determinazione n. 92/2009).
(10A02230)

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 26 febbraio 1987, n. 49, recante la «Nuova
disciplina della cooperazione dell’Italia con i Paesi in via di
sviluppo»;
Visto, in particolare, l’art. 1, comma 2, della predetta legge, che
stabilisce che la cooperazione allo sviluppo e’ finalizzata al
soddisfacimento dei bisogni primari e in primo luogo alla
salvaguardia della vita umana, alla autosufficienza alimentare, alla
valorizzazione delle risorse umane, alla conservazione del patrimonio
ambientale, all’attuazione e al consolidamento dei processi di
sviluppo endogeno e alla crescita economica, sociale e culturale dei
Paesi in via di sviluppo e deve essere altresi’ finalizzata al
miglioramento della condizione femminile e dell’infanzia ed al
sostegno della promozione della donna;
Visto il successivo art. 7 della stessa legge n. 49 del 1987, che,
a valere sul Fondo di rotazione di cui all’art. 6, consente la
concessione di crediti agevolati alle imprese italiane con il
parziale finanziamento della loro quota di capitale di rischio in
imprese miste da realizzarsi in Paesi in via di sviluppo, con
partecipazione di investitori pubblici o privati del Paese
destinatario, nonche’ di altri Paesi e prevede, tra l’altro, che il
Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo (CICS)
stabilisca la quota del Fondo di rotazione da impiegare annualmente
allo scopo, i criteri per la selezione delle iniziative, che, sulla
base di priorita’ geografiche o settoriali, devono comunque
privilegiare la creazione di occupazione e di valore aggiunto locale,
e le condizioni a cui potranno essere concessi i crediti di cui
trattasi;
Visto l’art. 1, commi 21 e 24, lettera a), della legge 24 dicembre
1993, n. 537, che ha soppresso alcuni Comitati interministeriali, fra
i quali anche il CICS sopra richiamato;
Visto l’art. 6, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 20 aprile 1994, n. 373, che ha disposto, fra l’altro, la
devoluzione delle funzioni del soppresso CICS a questo Comitato;
Vista la delibera 21 dicembre 1993, n. 53, con la quale l’ormai
soppresso CICS ha approvato il regolamento di disciplina della
concessione dei crediti agevolati di cui all’art. 7 della legge n.
49/1987;
Vista la delibera 2 giugno 1998, n. 76, con la quale il Comitato
direzionale per la cooperazione allo sviluppo ha disciplinato la
procedura per l’istruttoria delle iniziative finanziabili ai sensi
del predetto all’art. 7 della legge n. 49/1987;
Considerato che nella dichiarazione conclusiva della conferenza ONU
sul finanziamento per lo sviluppo di Monterey del 22 marzo 2002 e
nella dichiarazione di Doha del 2 dicembre 2008 e’ stato ribadito il
ruolo catalizzatore dell’Aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e, piu’
in generale, delle risorse pubbliche nel mobilitare le risorse del
settore privato ed e’ stato rilanciato il principio della
complementarieta’ tra Aiuto pubblico allo sviluppo e investimenti
privati;
Vista la nota n. 00261337 del 27 luglio 2009, con la quale il
Ministro degli affari esteri ha, tra l’altro, sottoposto all’esame di
questo Comitato una proposta di delibera concernente il nuovo
regolamento per il riconoscimento e l’applicazione delle agevolazioni
di cui al sopracitato art. 7 della legge n. 49/1987, proposta sulla
quale il Comitato direzionale per la cooperazione allo sviluppo del
Ministero degli affari esteri ha espresso il proprio parere
favorevole in data 14 luglio 2009;
Considerato che la proposta in esame intende rilanciare lo
strumento agevolativo, rafforzandone la capacita’ di sostenere
iniziative aventi specifici impatti occupazionali e di sviluppo umano
e ambientale e favorendo partenariati pubblico-privati orientati allo
sviluppo ed anche ad iniziative di microfinanza e considerato
altresi’ che, rispetto alla precedente disciplina, sara’ facilitato
l’accesso al credito agevolato per le dette imprese miste che
promuoveranno nei Paesi in via di sviluppo obiettivi di tipo
solidaristico e servizi locali di interesse generale nei settori
primari e le opere infrastrutturali connesse;
Tenuto conto che, sulla base degli elementi informativi forniti dal
Ministero degli affari esteri con la richiamata nota, i principali
aspetti innovativi della proposta in esame – rispetto alla precedente
disciplina della materia – riguardano in particolare:
l’individuazione di Paesi agevolabili da parte del Comitato
direzionale del Ministero degli affari esteri, che avverra’ sulla
base delle priorita’ geografiche generali indicate dalla Direzione
generale della cooperazione allo sviluppo (DGCS) dello stesso
Dicastero, anziche’ per inclusione automatica di tutti i PVS con
reddito pro-capite annuo inferiore ai 3.250 dollari USA;
i settori eleggibili al finanziamento, con esclusione del settore
industriale ed ammissione di: artigianato, agricoltura, allevamento,
pesca e attivita’ di trasformazione dei loro prodotti; servizi locali
di interesse generale ed eventuali opere infrastrutturali connesse
nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, dei rifiuti,
dell’ITC, promossi da soggetti pubblico/privati; microfinanza,
servizi per la microimprenditoria, commercio equo e solidale, aiuto
al commercio locale, turismo sostenibile, valorizzazione dei beni
culturali ed ambientali, anche immateriali;
la riduzione del tasso di interesse applicato al finanziamento
agevolato, dal 30% al 15% del tasso di riferimento stabilito dal
Ministero dell’economia e delle finanze per le operazioni ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica n. 902/1976;
Ritenute condivisibili le motivazioni poste alla base della
predetta proposta del Ministro degli affari esteri di approvazione di
un nuovo regolamento esecutivo per le agevolazioni di cui all’art. 7
della legge n. 49/1987;

Delibera:

In applicazione dell’art. 7 della legge n. 49/1987 richiamato in
premessa, relativo alla concessione di crediti agevolati alle imprese
italiane con il parziale finanziamento della loro quota di capitale
di rischio in imprese miste da realizzarsi in Paesi in via di
sviluppo con partecipazione di investitori, pubblici o privati, del
Paese destinatario, nonche’ di altri Paesi, e’ approvato il seguente
regolamento, che sostituisce integralmente il precedente regolamento
approvato dal soppresso Comitato interministeriale per la
cooperazione allo sviluppo (CICS) con la delibera n. 53/1993.
1. Programmazione finanziaria e geografica.
1.1 I crediti agevolati di cui all’art. 7 della legge n. 49/1987
dovranno mirare a mobilitare risorse finanziarie e capacita’
aggiuntive attraverso nuovi partenariati pubblico-privato che
promuovano uno sviluppo sostenibile ed inclusivo nei Paesi in via di
sviluppo, privilegiando la creazione di occupazione e di valore
aggiunto locale in sinergia con le altre attivita’ realizzate nel
quadro della legge n. 49/1987 e con la valorizzazione del contributo
che operatori economici italiani possono offrire allo sviluppo.
1.2 Nei documenti di programmazione annuale e pluriennale delle
attivita’ di cooperazione allo sviluppo svolte dalla Direzione
generale della cooperazione allo sviluppo (DGCS) del Ministero degli
affari esteri, il Comitato direzionale per la cooperazione allo
sviluppo indichera’ i Paesi nei quali dovranno essere localizzate le
imprese miste i cui soci italiani potranno beneficiare di crediti
agevolati, tenendo conto delle priorita’ geografiche generali della
cooperazione italiana e l’ammontare massimo delle risorse da
destinare a tale attivita’ nell’anno di riferimento.
1.3 I crediti agevolati saranno finanziati con le risorse
attualmente disponibili sul conto dedicato a tali operazioni a valere
sulla quota del Fondo rotativo destinata alle finalita’ di cui
all’art. 7 della legge n. 49/1987. In base al grado effettivo di
utilizzo di detto strumento, su proposta della DGCS, il Comitato
direzionale e’ delegato a spostare eventuali risorse che dovessero
risultare eccedenti dal suddetto conto a quello dedicato alle
operazioni a valere sulla quota del Fondo rotativo destinata alle
finalita’ di cui all’art. 6 della medesima legge.
2. Requisiti oggettivi.
2.1 I finanziamenti di cui all’art. 7 della legge n. 49/1987
potranno essere concessi esclusivamente per:
2.1.1 la partecipazione di imprese italiane al capitale di
rischio di nuove imprese miste;
2.1.2 aumenti di capitale in imprese miste sottoscritti da
imprese italiane e finalizzati alla riabilitazione e/o
all’ampliamento di imprese preesistenti.
2.2 L’impresa mista deve soddisfare i criteri di seguito elencati.
2.2.1 L’impresa mista deve operare in prevalenza in uno dei
seguenti ambiti:
2.2.1 agricoltura, allevamento, pesca ed attivita’ di
trasformazione dei loro prodotti;
2.2.1.2 artigianato;
2.2.1.3 servizi locali di pubblico interesse nei settori
dell’energia, delle comunicazioni, dell’acqua, dei trasporti e dei
rifiuti;
2.2.1.4 microfinanza, servizi per la microimprenditoria,
commercio locale, commercio equo e solidale, turismo sostenibile;
2.2.1.5 tutela e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali.
2.2.2 La domanda di credito agevolato deve essere presentata dopo
la costituzione della societa’ mista, ma prima del conferimento di
capitale alla societa’ mista da parte dell’impresa italiana.
2.2.3 Il capitale di rischio del socio italiano richiedente il
finanziamento nell’impresa mista non deve essere inferiore al 20% del
totale. Il capitale di rischio del socio locale nell’impresa mista
non deve essere inferiore al 25% del totale.
2.2.4 L’iniziativa da finanziare non deve comportare
delocalizzazione di imprese italiane, in accordo a quanto previsto
dall’art. 1, comma 12, della legge 14 maggio 2005, n. 80.
3. Requisiti soggettivi dell’impresa richiedente
3.1 Il credito agevolato puo’ essere chiesto solo da imprese
registrate in Italia.
3.2 L’impresa richiedente deve essere attiva da almeno tre anni
nello stesso settore di attivita’ dell’impresa mista.
3.3 L’impresa richiedente deve possedere i requisiti per
l’affidamento di contratti pubblici di cui all’art. 38 del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici
relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive
2004/17/CE e 2004/18/CE).
4. Condizioni finanziarie
4.1 Il credito agevolato non puo’ superare il 70% della quota di
capitale dell’impresa italiana nell’impresa mista e non puo’ essere
superiore a 5.000.000 di euro. Il credito agevolato puo’ finanziare
solo conferimenti in denaro.
4.2 Il tasso di interesse agevolato e’ fissato in misura pari al
15% del tasso di riferimento stabilito dal Ministero dell’economia e
delle finanze per le operazioni ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 902/1976 vigente alla data di stipula del
contratto di finanziamento. Il credito agevolato e’ rimborsato in un
periodo massimo non inferiore a 3 e non superiore a 10 anni a partire
dalla data della prima erogazione, con un periodo di grazia per
capitale e interessi non inferiore a un anno e non superiore a 5
anni.
4.3 Se prima della scadenza del credito l’impresa italiana
disinveste quote di capitale di rischio oggetto del finanziamento,
deve darne comunicazione al gestore del Fondo rotativo rimborsando
contestualmente una quota di finanziamento proporzionale al
disinvestimento. Nel caso in cui la partecipazione scende al di sotto
del 20% del capitale complessivo dell’impresa mista, l’impresa
italiana deve provvedere al rimborso dell’intero credito residuo.
4.4 Se una o piu’ imprese italiane richiedono piu’ crediti
agevolati a fronte di una stessa impresa mista, le richieste debbono
rispettare singolarmente e nel loro complesso i limiti di cui ai
commi precedenti.
4.5 Se denominato in valuta estera, l’apporto di cui al punto 3.1
e’ convertito in euro dal Gestore del Fondo rotativo secondo il tasso
di cambio vigente alla data del decreto di autorizzazione emesso dal
Ministero dell’economia e delle finanze, come riportato dall’Ufficio
italiano cambi.
5. Entrata in vigore e abrogazioni
5.1 Il Comitato direzionale per la cooperazione allo sviluppo e’
delegato ad emanare annualmente le disposizioni di cui al precedente
punto 1. Inoltre, lo stesso Comitato direzionale emanera’, entro tre
mesi dalla presente delibera, le istruzioni attuative, in
sostituzione di quelle stabilite dal medesimo con propria delibera n.
76/1998 richiamata in premessa.
5.2 A conclusione degli adempimenti di cui al precedente punto 5.1,
la delibera CICS 21 dicembre 1993, n. 53, sara’ da considerare
abrogata.
Roma, 6 novembre 2009

Il Presidente: Berlusconi
Il segretario: Micciche’

Registrato alla Corte dei conti il 10 febbraio 2010
Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 1
Economia e finanze, foglio n. 119

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA – DELIBERAZIONE 6 novembre 2009

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