COMMISSIONE DI GARANZIA PER L'ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI | Architetto.info

COMMISSIONE DI GARANZIA PER L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI

COMMISSIONE DI GARANZIA PER L'ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI - COMUNICATO: Accordo collettivo nazionale in materia di norme di garanzia del funzionamento dei servizi pubblici essenziali nell'ambito dell'area dirigenziale II) di cui all'art. 2, comma 1, dell'Accordo quadro per la definizione delle autonome aree di contrattazione della dirigenza del 25 novembre 1998. (Valutato idoneo dalla Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali con delibera n. 02/180 del 25 settembre 2002). (GU n. 265 del 12-11-2002)

COMMISSIONE DI GARANZIA PER L’ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO
NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI

COMUNICATO

Accordo collettivo
nazionale in materia di norme di garanzia del
funzionamento dei
servizi pubblici essenziali nell’ambito dell’area
dirigenziale II) di
cui all’art. 2, comma 1, dell’Accordo quadro per
la definizione delle
autonome aree di contrattazione della dirigenza
del 25 novembre 1998.
(Valutato idoneo dalla Commissione di garanzia
per l’attuazione
della legge sullo sciopero nei servizi pubblici
essenziali con
delibera n. 02/180 del 25 settembre 2002).

Art. 1.
Campo di applicazione e finalita’
l.
Il presente accordo da’ attuazione alle disposizioni contenute
nella
legge 12 giugno 1990, n. 146, come modificata ed integrata
dalla
legge 11 aprile 2000, n. 83, in materia di servizi
minimi
essenziali in caso di sciopero, indicando le
prestazioni
indispensabili e le modalita’ per la individuazione
delle posizioni
dirigenziali i cui titolari devono essere esonerati
dallo sciopero
per garantire la continuita’ delle stesse.
2. Nel
presente accordo vengono altresi’ indicate tempi e
modalita’
per l’espletamento delle procedure di raffreddamento
e
conciliazione dei conflitti, secondo le indicazioni stabilite
nel
Protocollo d’intesa sulle linee guida per le suddette
procedure,
firmato in data 31 maggio 2001.
3. Le norme del
presente accordo si applicano alle azioni
sindacali relative alle
politiche sindacali di riforma, rivendicative
e contrattuali, sia a
livello di comparto che a livello decentrato.
Le disposizioni in
tema di preavviso e di indicazione della durata
non si applicano
nelle vertenze relative alla difesa dei valori e
dell’ordine
costituzionale o per gravi eventi lesivi dell’incolumita’
e della
sicurezza dei lavoratori.

Art.
2.
Servizi pubblici essenziali
1. Ai sensi
degli articoli 1 e 2 della legge 12 giugno 1990, n.
146, come
modificati ed integrati dall’art. 1 della legge 11 aprile
2000, n.
83, servizi pubblici da considerare essenziali nel comparto
delle
regioni-autonomie locali, con riferimento all’art. 2, comma 1,
II),
dell’Accordo quadro per la definizione delle autonome aree
di
contrattazione della dirigenza, e successive modificazioni
ed
integrazioni, sono i seguenti:
a) stato civile e servizio
elettorale;
b) igiene, sanita’ ed attivita’ assistenziali;

c) attivita’ di tutela della liberta’ della persona e
della
sicurezza pubblica;
d) produzione e distribuzione di
energia e beni di prima
necessita’, nonche’ la gestione e la
manutenzione dei relativi
impianti, limitatamente a quanto attiene
alla sicurezza degli stessi;
e) raccolta e smaltimento dei
rifiuti urbani e speciali;
f) trasporti;
g) servizi
concernenti l’istruzione pubblica;
h) servizi del personale;

i) servizi culturali.
2. Nell’ambito dei servizi essenziali
di cui al comma 1 e’
garantita, con le modalita’ di cui all’art.
3, la continuita’ delle
prestazioni indispensabili per assicurare
il rispetto dei valori e
dei diritti costituzionalmente tutelati.

Art. 3.

Contingenti di personale
1. Ai fini di cui all’art. 2, mediante
regolamenti di servizio
degli enti, adottati sulla base di
appositi protocolli d’intesa
stipulati in sede di negoziazione
decentrata tra gli enti stessi e le
organizzazioni sindacali
rappresentative, in quanto ammesse alle
trattative nazionali ai
sensi dell’art. 43 del decreto legislativo n.
165/2001, in relazione
al sistema organizzativo dei singoli enti,
sono individuate le
posizioni dirigenziali i cui titolari devono
essere esonerati dallo
sciopero perche’ la loro presenza in servizio
e la loro attivita’
sono necessarie per garantire la continuita’
delle prestazioni
indispensabili.
2. I protocolli di cui al comma 1, devono essere
stipulati entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente accordo, e
comunque prima dell’inizio del quadriennio
di contrattazione
integrativa.
3. Nelle more della definizione
dei regolamenti di cui al comma
1, le parti assicurano comunque i
servizi essenziali e le prestazioni
indispensabili, anche attraverso i
contingenti gia’ individuati dalla
precedente contrattazione
decentrata, ai sensi dell’art. 2 dello
specifico accordo per
l’area della dirigenza del 10 aprile 1996, che
cessa di essere
applicato dalla data della definitiva sottoscrizione
del presente
accordo.

Art. 4.

Modalita’ di effettuazione degli scioperi
1. Le strutture e le
rappresentanze sindacali che indicono azioni
di sciopero che
coinvolgono i servizi di cui all’art. 1, sono tenute
a darne
comunicazione agli enti interessati con un preavviso non
inferiore
a dieci giorni, precisando, in particolare, la durata, le
modalita’
di attuazione e le motivazioni dell’astensione dal lavoro.
In caso di
revoca, sospensione o di rinvio di uno sciopero indetto in
precedenza,
le strutture e le rappresentanze sindacali devono darne
tempestiva
comunicazione agli enti.
2. La proclamazione e la revoca
degli scioperi relativi alle
vertenze nazionali di comparto deve
essere comunicata alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento per la funzione pubblica;
la proclamazione e la revoca
di scioperi relativi a vertenze con i
singoli enti deve essere
comunicata agli enti interessati. Nei casi
in cui lo sciopero incida
su servizi resi all’utenza, gli enti sono
tenuti a trasmettere
agli organi di stampa ed alle reti
radiotelevisive pubbliche
e private di maggiore diffusione nell’area
interessata dallo
sciopero una comunicazione circa i tempi e le
modalita’
dell’azione di sciopero. Analoga comunicazione viene
effettuata
dalle amministrazioni anche nell’ipotesi di revoca,
sospensione o
rinvio dello sciopero, ai sensi dell’art. 5, comma 9.
3. La
durata ed i tempi delle azioni di sciopero sono cosi’
stabiliti:

a) il primo sciopero, all’inizio di ogni vertenza, non
puo’
essere superiore ad una giornata lavorativa (24 ore);
b)
successivamente, per la medesima vertenza, gli scioperi non
possono
avere una durata superiore a due giornate lavorative (48
ore
consecutive);
c) gli scioperi di durata inferiore
alla giornata si
svolgeranno in un unico periodo di ore
continuative;
d) in caso di scioperi distinti nel tempo, anche
se proclamati
da soggetti sindacali diversi, che incidono sullo
stesso servizio
finale e sullo stesso bacino di utenza,
l’intervallo minimo tra
l’effettuazione di un’azione di sciopero e
la proclamazione della
successiva e’ fissata in quarantotto ore,
alle quali segue il
preavviso di cui al comma 1;
e) non
possono essere indetti scioperi articolati per servizi e
reparti di
un medesimo posto di lavoro, con svolgimento in giornate
successive
consecutive.
4. Il bacino di utenza puo’ essere nazionale,
regionale e locale.
La comunicazione dell’esistenza di scioperi
che insistono sul
medesimo bacino di utenza e’ fornita, nel caso di
scioperi nazionali,
dal Dipartimento per la funzione pubblica e,
negli altri casi, dagli
enti competenti per territorio, entro 24
ore dalla comunicazione
delle organizzazioni sindacali interessate
allo sciopero.
5. Non possono essere proclamati scioperi nei
seguenti periodi:
a) dal 10 al 20 agosto;
b) dal 23
dicembre al 7 gennaio;
c) nei giorni dal giovedi’ antecedente
la Pasqua al martedi’
successivo;
d) due giorni prima e due
giorni dopo la commemorazione dei
defunti, limitatamente ai servizi
cimiteriali ed ai servizi di
polizia municipale;
e) nei
cinque giorni che precedono e nei cinque giorni che
seguono le
consultazioni elettorali europee, nazionali, regionali,
provinciali,
comunali, circoscrizionali e referendarie nazionali e
locali.

Gli scioperi di qualsiasi genere dichiarati o in corso
di
effettuazione sono immediatamente sospesi in caso di avvenimenti
di
particolare gravita’ o di calamita’ naturale.

Art. 5.
Procedure di raffreddamento e di
conciliazione
1. In caso di insorgenza di una controversia
sindacale che possa
portare alla proclamazione di uno sciopero,
vengono preventivamente
espletate le procedure di conciliazione di cui
ai commi seguenti.
2. I soggetti incaricati di svolgere
le procedure di
conciliazione sono:
a) in caso di conflitto
sindacale di rilievo nazionale, il
Ministero del lavoro e delle
politiche sociali;
b) in caso di conflitto sindacale di
rilievo regionale, il
prefetto del capoluogo di regione;
c) in
caso di conflitto sindacale di rilievo locale, il
prefetto del
capoluogo di provincia.
3. In caso di controversia nazionale, il
Ministero del lavoro e
delle politiche sociali, entro un termine di
tre giorni lavorativi
decorrente dalla comunicazione scritta che
chiarisca le motivazioni e
gli obiettivi della formale proclamazione
dello stato di agitazione e
della richiesta della procedura
conciliativa, provvede a convocare le
parti in controversia, al
fine di tentare la conciliazione del
conflitto. Il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali puo’
chiedere alle organizzazioni
sindacali ed ai soggetti pubblici
coinvolti notizie e chiarimenti
per la utile conduzione del tentativo
di conciliazione; il
tentativo deve esaurirsi entro l’ulteriore
termine d…

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